| Gremio dei Viandanti Faradda di li candareri | |
|---|---|
| Bandiera | |
| Colore | Incarnato con gallone argentato al bordo. |
| Festività | |
| Patrono | Madonna del BuonCammino |
| Compatrono | SS.mo Sacramento |
| Festa grande | 9 agosto |
| Festa piccola | Corpus Domini |
| Candeliere | |
| Chiesa della cappella | Cappella di N.S. del BuonCammino, Chiesa di Sant’Agostino |
| Peso | Nuovo 241 kg Vecchio 208 kg |
| Posizione | |
| Discesa | 6º |
| Entrata in chiesa | 8º |
| Attività | |
| Indirizzo | Via Martino Bologna 1, Sassari |
| Statuto | 1633 |
| Ammissione | 1941 |
Il Gremio dei Viandanti (in sassarese lu Gremiu di li Viaggianti o di li Carrattuneri) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato ufficialmente nel 1633 è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 1941.
Raccoglieva al suo interno i commercianti ambulanti che operavano il trasporto e la rivendita di merci per conto proprio tramite carri a trazione equina (tumbarella), definiti negli atti sia Viandanti, sia Cavallanti.
La nascita di una confraternita dei trasportatori a Sassari risale al Medioevo. Negli Statuti sassaresi del Duecento il mestiere dei Carratores (carrettieri) era già disciplinato da un apposito capitolo, segno che le attività di trasporto e di commercio di beni di consumo nel nord-ovest della Sardegna, dai porti di Torres e Alghero fino alla città di Sassari, erano gestite da maestranze locali. Tuttavia i trasportatori sassaresi, almeno inizialmente, non costituirono una vera corporazione.
Si ha invece notizia di una confraternita devozionale, la Confrarìa de Nuestra Señora de Itria, attiva almeno dal 1480 nella chiesa di Sant'Agostino, dove la patrona era venerata già dal 1477, anno dell’arrivo dei Padri agostiniani. Secondo alcuni studiosi, la confraternita riuniva varie categorie di trasportatori (sia i Carrattuneri sia i Carradori), pur senza costituire una corporazione professionale.
La scelta di organizzarsi come confraternita piuttosto che come corporazione potrebbe essere stata legata alla particolarità del mestiere. Le corporazioni prevedevano infatti regolamenti molto rigidi, con norme sull’attività lavorativa, sugli esami di ammissione, sui prezzi dei prodotti e sul mutuo soccorso. Disposizioni di questo tipo difficilmente si adattavano al lavoro itinerante dei trasportatori, che preferirono un’organizzazione più flessibile e legata alla devozione religiosa.
Il 2 settembre 1617 il sodalizio ottenne dal Capitolo Turriatano l'utilizzo e lo jus seppelliendi presso la chiesa dello Spirito Santo (oggi scomparsa e situata presso Porta Utzeri), ove trovava dimora anche la Confrarìa dei Mercanti fino al suo trasferimento successivo nella Chiesa di Sant'Andrea con la sua erezione nel 1648. Tuttavia, la confraternita, lamentando le ridotte dimensioni del tempio, tornò nella chiesa di Sant’Agostino nel 1632. Qui però trovò già presente un sodalizio devoto a Santa Monica. Per risolvere i contrasti fra le due compagini, il 12 febbraio 1632 le due realtà si fusero in un'unica entità, la Confrarìa de Nuestra Señora de Buen Camino. Il nuovo titolo richiamava il culto mariano tradizionale, poiché il termine greco Hodeghitria (in italiano Itria) significa “colei che guida nel cammino”, e la traduzione quasi letterale dello stesso è probabilmente da attribuire ad un allontanamento dalla tradizione orientale originaria, in favore di quella latina. La confraternita mantenne i tratti distintivi di entrambe: i confratelli indossavano la cappa nera della Vergine d’Itria e la cintura di Sant'Agostino.

Con un atto del 30 giugno 1633, redatto dal notaio Gavino Tolo, e con lo statuto del 7 agosto dello stesso anno, si costituì la Confraternidad de los Viandantes (Confrarìa dels Viandants nei testi in catalano), nucleo originario della corporazione che solo nel novembre 1775 avrebbe assunto il nome di Gremio dei Viandanti.
Per la prima volta i Viandanti si distinsero dai Carradori, che si stabilirono nella chiesa del Carmelo scegliendo come patrona la Madonna di Bonaria e adottando un vessillo bianco. Le due categorie mantennero divise simili, con la cappa della Vergine d’Itria e la cintura di Sant'Agostino, ma solo i Carradori erano obbligati allo scioglimento del voto dei Candelieri, come attestato nel noto ordine d'ingresso stabilito dal Comune nel 1531. La divisione dei mestieri sembra dovuta al fatto che i Viandanti trasportassero merci proprie nei centri minori dell’isola, dove per disposizioni iberiche era vietato aprire botteghe fisse (tiendas), mentre i Carradori si occupavano di trasporti locali per conto terzi, soprattutto tra Sassari e Porto Torres.
Con il regolamento del 1633 la confraternita stipulò un accordo con i frati agostiniani, nella cui chiesa il Gremio celebrava e celebra tuttora la B.V. del Buon Cammino la seconda domenica di agosto. La corporazione ottenne la cappella, tuttora di sua proprietà, e lo jus seppelliendi nella cripta sottostante, utilizzato fino alla soppressione seguita all’introduzione delle leggi napoleoniche in Sardegna.
Il 25 novembre 1775 la corporazione, con atto dell'allora Obriere Maggiore Antonio Sardu confermato dal Notaio Francesco Sequi, adottò un nuovo statuto, assumendo ufficialmente il nome di Gremio e uniformandosi alle regole delle altre corporazioni sassaresi. Il numero degli Obrieri fu ridotto da cinque a tre, come avveniva anche negli altri gremi, ma non furono introdotte prove di ammissione.

Durante il XVIII secolo i Viandanti furono protagonisti negli scambi culturali interni all’isola: diffondevano notizie, tradizioni e pratiche musicali, come l’uso dell’ottavino con il tamburo. Erano inoltre impiegati nella consegna della posta e godevano dell’esclusiva sul commercio della neve, un bene preziosissimo all’epoca. Alcuni membri del Gremio furono anche promotori delle idee antifeudali. Il Sisco dà notizia che il 23 aprile 1780 vi fu a Sassari sommossa popolare per la scarsità di grano. Fra i capi della stessa venne indicato Giovanni Maria Pasca, viandante, arrestato l'8 marzo 1781, ma, contrariamente agli altri sediziosi, non condannato alla pena capitale. Parte dei viandanti intervenne anche nei successivi moti della Sarda Rivoluzione guidata da Giovanni Maria Angioy nel 1796, nonché in precedenza nei moti antibaronali del 28 dicembre 1795, ospitando le milizie democratiche di Mundula presso Sant'Agostino.
Tra la fine del XVIII e i primi anni del XIX secolo la famiglia Martinez-Ricci, marchesi di Monte Muros, commissionò a Napoli un nuovo simulacro della Madonna del Buon Cammino, che donò poi al Gremio. La statua è tuttora utilizzata nelle processioni ed è esposta nella cappella del Gremio dal 2009, dopo essere stata custodita fino al 1960 nell’abitazione privata dei marchesi (da ultimo il Villino Ricci, abitazione liberty del quartiere di San Giuseppe).
L’archivio storico del Gremio, che conserva documenti dal XVII secolo a oggi, è stato dichiarato di notevole interesse dal Ministero della Cultura. Insieme a esso, la collezione di gioielli ex voto, abiti ricamati e divise storiche costituisce il nucleo di un progetto museale volto a rendere fruibile questo patrimonio al pubblico.

Nel corso del XIX secolo, contrariamente a quanto avvenne per altre corporazioni di mestiere cittadine, il Gremio mantenne viva la propria attività, continuando a essere parte attiva della vita della città. I Viandanti presero parte a numerosi e rilevanti avvenimenti del secolo, tra i quali la rivolta cittadina del 1852 contro le brutali vessazioni perpetrate dai Bersaglieri. Per quei fatti furono processati, fra gli altri, tre appartenenti al Gremio; tra essi Antonio Vincenzo Carta, di 34 anni, unico a essere condannato.
Dal 1868, con la soppressione degli ordini religiosi minori e l’abbandono della chiesa da parte degli agostiniani nel 1833, il Gremio amministrò l’intero tempio per conto del Demanio dello Stato. Stante la necessità di numerosi interventi di recupero e restauro dell'edificio a rischio crollo, segnalata dal Gremio già dal 1912, nel 1926 lo restituì al Demanio, che lo affidò ai Padri della Missione e successivamente ai Domenicani, mantenendo però la proprietà della cappella.
Poiché inizialmente i Viandanti appartenevano alla stessa confraternita dei Carradori, non disponevano di un proprio candeliere e partecipavano alla Faradda solo con la bandiera. Continuarono così fino al 1941, quando furono obbligati a prendere possesso del candeliere settecentesco dei Carradori, estinti per debiti insoluti l'anno precedente, da Comitato per le Arti Popolari, presieduto dal cav. Lavagna. Il Gremio, con un atto firmato da due suoi membri, Edoardo Toschi Pilo e Pietro Pintus, divenne proprietario dell'antico candeliere a partire dal 14 agosto di quell'anno, e di seguito lo restaurò, riportandolo alla decorazione barocca originaria.

Dal 1978 il Gremio possiede anche un secondo candeliere, realizzato da Alfonso Russo e dipinto dall’artista Liliana Cano, che viene portato in processione ad anni alterni con quello storico.
Pur non essendo tra i gremi fondatori nel 1979, oggi il Gremio dei Viandanti fa parte dell’Intergremio "Città di Sassari", del quale ha ricoperto più volte la presidenza.
Il 23 marzo 2001 la corporazione si è dotata di un nuovo statuto, divenendo un’associazione culturale e religiosa dedicata alla diffusione del culto della Madre di Dio. Con questo atto, sottoscritto dal Notaio Manlio Pitzorno, sono state introdotte nuove cariche sociali tipicamente associative accanto ai tre Obrieri, rappresentativi della vita gremiale: Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere (questi ultimi già presenti precedentemente ma disciplinati in chiave moderna).
Il giorno di Corpus Domini del 2026 il Gremio ha annunciato pubblicamente la realizzazione di un nuovo Candeliere ad opera della Falegnameria Bussu e dell'Artista Franco Farina. Il nuovo Candeliere, copia dell'originale del '700, è stato solennemente benedetto il 31 luglio 2026 nella chiesa di Sant'Agostino dall'Arcivescovo Francesco Soddu e ha partecipato quell'anno per la prima volta alla Faradda.
Sebbene la fondazione ufficiale del Gremio risalga al 30 giugno 1633, già all’arrivo dei frati agostiniani nella chiesa di Sant’Agostino, nel 1477, era presente una radicata devozione alla Vergine del Buon Cammino, chiamata anche Madonna d’Itria. Dal 1480 è documentata la presenza di una confraternita che aveva posto la Madonna d'Itria come patrona. Da questa confraternita, dopo la fusione con quella di Santa Monica e la separazione dal Gremio dei Carradori, dal 1632 ha avuto origine il culto della Madonna del Buon Cammino.
Fonti giornalistiche dei primi decenni del Novecento attestano come la festa fosse particolarmente sentita dalla popolazione sassarese, al punto da essere considerata negli anni Trenta «seconda soltanto alla festa dei Candelieri». La celebrazione era ed è tradizionalmente accompagnata da serate musicali in piazza, addobbi e luminarie lungo le vie e spettacoli pirotecnici.

Negli anni recenti la festa ha visto una crescente attenzione, culminata nel decreto della Santa Sede del 14 luglio 2014, che ha concesso l’indulgenza plenaria ai fedeli comunicati e sinceramente pentiti che prendono parte alla solennità della Madonna del Buon Cammino.
Il 12 febbraio 2015, dopo essere stata proclamata Protettrice celeste della Brigata Sassari e insignita di quattro medaglie e della fascia da ufficiale dell’Esercito Italiano, la Madonna del Buon Cammino ha ricevuto in dono da Papa Francesco un rosario di perle benedetto dal Pontefice. Nel 2021 si è aggiunto un ulteriore dono: la croce pettorale di Papa Benedetto XVI, in occasione del settantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Il 4 giugno 2017, su richiesta del Pontefice, il simulacro della Madonna del Buon Cammino è stato esposto sull’Altare Papale in Piazza San Pietro, a Roma, durante la solennità di Pentecoste. È stata la prima volta, dal suo arrivo a Sassari nel XVIII secolo, che la statua ha lasciato la Sardegna. Nella stessa giornata, presso l’Altare della Cattedra nella Basilica Vaticana, si sono svolti i Vespri solenni in suo onore, alla presenza di numerosi cardinali.
Il 17 dicembre 2025 il Gremio ha partecipato al baciamano con Papa Leone XIV dopo l'Udienza Generale del mercoledì. In tale occasione il Pontefice ha benedetto le Rose d'Oro che sono state donate alla Madonna in occasione della Solennità di BuonCammino del 9 agosto 2026 da parte dell'Arcivescovo Metropolita Francesco Soddu.
Ogni sabato mattina il Gremio celebrava nella propria cappella una messa solenne in suffragio dei soci defunti. Dal 2011, all’interno della liturgia è stata inserita una preghiera per i soldati della Brigata Sassari impegnati in patria e all’estero.
In quello stesso anno, il generale Luciano Portolano partecipò alle celebrazioni, offrendo un omaggio floreale e disponendo un picchetto d’onore per accompagnare il simulacro.
Nel 2013 il rapporto si consolidò ulteriormente: il generale Manlio Scopigno consegnò alla Madonna del Buon Cammino la medaglia d’onore per la missione Strade sicure e la Brigata partecipò alla festa annuale, celebrando una messa in memoria dei caduti. Nello stesso anno il candeliere del Gremio, decorato con i colori della Brigata, fu esposto all’interno della caserma Lamarmora.
Il 25 settembre 2014, al rientro dalla missione ISAF in Afghanistan, il generale Scopigno donò al simulacro la croce commemorativa NATO e la sua sciarpa azzurra, legata a un voto personale. Il 1º marzo 2015, al termine del triduo per il centenario della Brigata, venne celebrata una messa solenne in ricordo dei caduti di tutte le guerre. In quella occasione fu donata una lanterna commemorativa con i simboli della Prima guerra mondiale.
Nel 2016 la Brigata Sassari affidò ufficialmente alla Madonna del Buon Cammino i militari impegnati in Libano con i caschi blu dell’ONU. L’atto fu suggellato da una messa solenne celebrata alla presenza generale Arturo Nitti nell’aprile dello stesso anno.
Il Gremio dei Viandanti celebra la sua patrona, la Madonna del Buon Cammino, nella sua Festa Grande, che si svolge la domenica precedente la Discesa dei Candelieri (in genere la seconda del mese di agosto), presso la chiesa di Sant’Agostino.
In questa occasione, l’arcivescovo metropolita di Sassari presiede al mattino il solenne Pontificale di Buon Cammino. Durante la liturgia si svolge il rito dell’intregu, cioè il passaggio di consegne fra l’Obriere Maggiore uscente e quello entrante. La sera ha luogo la processione, durante la quale il simulacro settecentesco della Madonna del Buon Cammino viene portato per le vie cittadine, accompagnato dai gremi, dalle confraternite e da numerosi pellegrini provenienti da tutta la Sardegna.

Il Gremio festeggia inoltre la Solennità del Corpus Domini come seconda festa patronale. Tale celebrazione, detta festa del giuramento e del sorteggio degli Obrieri, ricorda la fondazione del Gremio: vengono pubblicamente estratte le cariche sociali per l’anno successivo, si accoglie l’ingresso dei novizi e i soci rinnovano il giuramento di fedeltà e devozione alla Madonna del Buon Cammino.
Oltre a questi appuntamenti principali, il Gremio celebra la propria patrona ogni seconda domenica del mese con una messa dedicata (alla quale è annessa l’indulgenza plenaria). In maggio organizza il Mese Mariano in suo onore. Altre celebrazioni rilevanti includono: la novena in preparazione alla festa patronale; la cerimonia di intronizzazione della statua il venerdì della festa, con il canto dell’Ave Maris Stella; i Primi Vespri solenni in latino del sabato; la commemorazione dell’esposizione del simulacro in Vaticano (4 giugno); e le messe in suffragio dei defunti del Gremio in occasione della Solennità di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.
La bandiera del Gremio dei Viandanti, unica tra quelle dei Gremi sassaresi, è caratterizzata dal colore encarnado vivo (incarnato scuro), un rosso cremisi con sfumature bluastre, simile al paonazzo vescovile. Questo colore è tradizionalmente legato al culto della Madonna d’Itria ed è presente anche nel fazzoletto del Corpo dei Bersaglieri, devoti alla Madonna del Cammino.
Come tutte le bandiere mariane dei Gremi sassaresi, è bordata da un gallone d’argento. Sul puntale è collocata una statua seicentesca in argento raffigurante l’Immacolata Concezione, che viene ornata con una corona di fiori.
La bandiera presenta diverse raffigurazioni: sul recto, opera di Franco Farina, è raffigurata la Madonna del Buon Cammino, mentre sul verso lo stesso artista ha dipinto il Santissimo Sacramento.
Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda dei candelieri, nel giorno della solennità del Corpus Domini e nelle celebrazioni funebri. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno dorato, sormontata da una croce in legno tornito.
Il Gremio dei Viandanti è strutturato secondo un sistema gerarchico che comprende Novizio, Obriere di Candeliere (o Secondo di Bandiera), Obriere Maggiore e Anziano Eletto.
Le divise, rimaste sostanzialmente invariate dalla fondazione (uniche fra tutti i gremi), hanno foggia seicentesca, secondo la moda spagnola, e presentano differenze in base al grado:
La cappella del Gremio, come stabilito dall’atto del 1633, è di proprietà esclusiva della corporazione e si trova nella chiesa di Sant’Agostino, terza a sinistra della navata.
È coperta da volta a botte e preceduta da un arco a tutto sesto scolpito a cassettoni. Un tempo interamente affrescata, dopo i restauri degli anni cinquanta presenta oggi muri in pietra a vista. Sul fondo si trova l’altare dedicato a Nostra Signora del Buon Cammino, opera in marmo policromo dei primi del Novecento, che in origine ospitava il simulacro seicentesco della Vergine, all'interno di una nicchia scavata nel muro. Quest’ultimo si trova ora su una mensola scolpita nel presbiterio della parrocchiale, mentre dal 2009 l’altare custodisce la nicchia lignea che contiene il simulacro processionale, realizzato dai marchesi di Monte Muros. La statua raffigura la Vergine con Gesù Bambino in braccio e la mano tesa verso un pellegrino inginocchiato, simile all'icona di San Rocco, protetto dal suo manto.
All’ingresso della cappella si trovano i due candelieri in attività del Gremio: quello del 2026 a destra e quello realizzato nel 1978 a sinistra.
Il candeliere del Gremio dei Viandanti è il sesto nell'ordine di sfilata e l'ottavo nell'ingresso in chiesa.
Il candeliere antico dei Viandanti, in origine di proprietà del Gremio dei Carradori, risale al XVIII secolo ed è uno dei più antichi oggi conservati, insieme a quelli degli Ortolani, dei Massai, dei Muratori e dei Contadini. Opera di autore ignoto, è alto 3,53 metri privo degli allestimenti e raggiunge i 6,15 metri di altezza e i 208 kg di peso completo degli addobbi della festa.
Rimasto in utilizzo fino al 2025 in alternanza con il Candeliere del 1978, attualmente è conservato presso la Fondazione di Sardegna.

La base del candeliere antico è di colore marrone e non presenta fregi.
Il fusto presenta numerosi fregi ed è stato interamente restaurato, rialzato e ridipinto dal pittore Giovanni Oronzo Pulli dopo la presa di possesso del 1941.
Partendo dal basso, si trova un elaborato dipinto barocco con mazzi di fiori sormontati da tre putti danzanti che reggono un tendaggio verde.
Sopra il tendaggio compare un drappeggio damascato rosso con due medaglioni: quello sul prospetto principale raffigura l’effigie della Madonna del Buon Cammino secondo il simulacro seicentesco, mentre quello retrostante rappresenta il Santissimo Sacramento, in ricordo del legame della corporazione con la festa del Corpus Domini.
Nella parte superiore del fusto ricompare il tendaggio verde, a sottolineare lo stile barocco delle pitture.
Il capitello, di forma esagonale, riprende lo stile barocco e presenta agli angoli delle polene scolpite, aventi funzione di cariatidi.
I riquadri sono decorati con arabeschi in oro su sfondo rosso-arancione, forse a evocare una lanterna contenente il cero votivo.
Le cornici sono rifinite da miniature che raffigurano i Viandanti al lavoro in diversi paesaggi dell’isola.
Sulla cima un arco di sei foglie d'acanto regge un globo terrestre.
Il Gremio possiede un secondo candeliere, donato dalla famiglia Russo, copia non identica dell’originale, realizzato nel 1978 dall’artigiano Alfonso Russo e dipinto dalla pittrice Liliana Cano. Veniva portato ad anni alterni con quello storico e dal 2026 viene alternato col terzo candeliere. È alto 3,62 metri privo dell’allestimento e raggiunge i 6,25 metri (il più alto di tutta la Faradda) con un peso di 241 kg completo degli addobbi della festa.

La base del candeliere del 1978 è di colore rosso con dettagli in oro. Nella facciata principale compare un’iscrizione dorata con la scritta: «Gremio dei Viandanti Alfonso Russo – 1978», a ricordo dello scultore e dell’anno di realizzazione.
Il fusto riprende lo stile barocco di quello più antico.
La principale differenza risiede nello stile più astratto delle pitture e nei toni più caldi scelti dall’artista.
La Vergine del Buon Cammino, nel medaglione principale, è raffigurata secondo le forme del simulacro settecentesco tuttora portato in processione.
Il capitello riprende, nelle forme, quello antico, differenziandosi per la presenza della foglia d’oro su tutte le cornici e sulle polene-cariatidi.
I riquadri sono decorati con dipinti raffiguranti la Madonna del Buon Cammino (facciata principale), il Santissimo Sacramento (retro), motivi floreali e Viandanti al lavoro.
Il Gremio nel 2026 ha fatto realizzare un terzo Candeliere, al fine di poter procedere alla musealizzazione del Candeliere più antico. Opera della Falegnameria Bussu e del Pittore Franco Farina, nella struttura riprende in maniera identica il candeliere antico ed è alto 3,53 metri privo degli allestimenti e raggiunge i 6,15 metri di altezza, il peso, non ancora verificato, è superiore al Candeliere del 1978.
A partire dal 2026 viene utilizzato ad anni alterni col candeliere del 1978.

La base del candeliere risulta leggermente più larga della base dei due precedenti, pur riprendendone le forme. Di colore avorio presenta alcune cornici rosso amaranto e oro.
Il fusto presenta numerosi fregi ed è stato interamente dipinto dal pittore Franco Farina nel 2026
Partendo dal basso, si trova un elaborato dipinto barocco con mazzi di fiori sormontati da quattro putti danzanti che, sullo sfondo di un tendaggio verde, reggono un nastro con iscritta la prima quartina del Gosos in onore a Nostra Signora del BuonCammino ( VIRGINE TOTA PRO NOIS - FRUTTU DE FIORE DIVINU - INCAMINADENOS BOIS - MAMA DE BONU CAMINU)
Sopra il tendaggio compare un drappeggio damascato amaranto con fregi magenta, con due medaglioni: quello sul prospetto principale raffigura l’effigie della Madonna del Buon Cammino secondo il simulacro settecentesco, completo di stella e fascia da ufficiale, mentre quello retrostante rappresenta il Santissimo Sacramento attorniato da due angeli oranti, in ricordo del legame della corporazione con la festa del Corpus Domini.
Nella parte superiore del fusto ricompare il tendaggio verde acqua, a sottolineare lo stile barocco delle pitture.
Il capitello, di forma esagonale e color avorio con due cornici amaranto, riprende lo stile barocco e presenta agli angoli delle polene scolpite, aventi funzione di cariatidi.
I riquadri sono decorati secondo uno schema preciso che riprende la vita della Madonna e i dogmi mariani, in una sequenza così distinta, partendo dal prospetto principale in senso antiorario:
Sulla cima, come nel Candeliere antico, un arco di sei foglie d'acanto regge un globo terrestre.
La corona è ornata con le bandiere di tutti gli Obrieri di Candeliere succedutisi negli anni, con una prevalenza di rosso ed encarnado vivo, in riferimento alla bandiera del Gremio. Sopra le bandiere vengono poste le tradizionali bandierine di carta (bandereddi o bora-bora). Come in tutti i candelieri, eccetto quello dei Sarti, al centro della corona si trova la croce in legno con issata la bandiera dell’Obriere di Candeliere in carica; dal 2013, sul retro, è presente un vessillo con lo stemma della Brigata "Sassari", che con i Viandanti condivide la Patrona.
La croce viene spezzata sull'architrave del portone della chiesa di Santa Maria all’ingresso del candeliere, particolarità che rende unico l’ingresso in chiesa dei Viandanti il 14 agosto.
I candelieri dei Viandanti, oltre a essere i più alti della Faradda e gli unici per i quali viene spezzata la croce sullo stipite della chiesa di Santa Maria, sono caratterizzati dall’accompagnamento non solo del tamburo, ma anche del piffero.
Il piffero è un ottavino modificato, la cui origine è riconducibile alle marce militari del periodo napoleonico e alla tradizione popolare dei centri del coros, con i quali i Viandanti intrattenevano rapporti commerciali.
Grazie alla presenza del piffero, la musica tradizionale dei Viandanti ha caratteristiche uniche nel panorama dei Gremi sassaresi, con numerosi passi associati ai diversi momenti della vita gremiale: