| Villa Bottini | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Coordinate | 43°50′36.16″N 10°30′37.46″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
La villa Bottini o Buonvisi al giardino si trova a Lucca in via Elisa, immediatamente fuori della medievale Porta San Gervasio.
Costruita per Bernardino Buonvisi con conclusione dei lavori nel 1581, fu destinata sin dall'inizio a sede di rappresentanza, non con uso abitativo, per ricevervi importanti delegazioni legate al commercio della seta e per ospitare feste ed attività di svago.
La villa ha subito varie vicissitudini, rimanendo anche per lungo tempo chiusa e abbandonata. Agli inizi dell'Ottocento fu acquistata da Elisa Bonaparte sorella di Napoleone e duchessa di Lucca. Nei primi anni del Novecento divenne di proprietà dei marchesi Bottini di Lucca, successivamente passò ai Motroni Andreozzi e quindi ai Marcheschi e infine fu acquistata dalla regione Toscana che, dopo il restauro, la cedette al Comune di Lucca. Adesso è aperta al pubblico ed è usata come ambiente di rappresentanza del Comune e sede dell'Ufficio Cultura.
La proprietà, di forma rettangolare, è recintata da un muro nel quale si aprono rinascimentali finestre inginocchiate e tre portali: due di questi sono posti in corrispondenza del viale trasversale del giardino più ampio, il terzo è il portale principale di accesso ed è posto sulla via Elisa.
La villa vera e propria ha la forma di un parallelepipedo sormontato da una loggia belvedere.
All'interno dell'edificio, al piano terra, si può ammirare la suggestiva decorazione affidata al ciclo di affreschi con scene mitologiche ed allegoriche che Ventura Salimbeni, Bernardino Poccetti e un terzo pittore (forse Giovanni Balducci) coi rispettivi aiutanti realizzarono tra gli ultimi anni del XVI secolo e i primi del XVII. Ispirandosi agli affreschi di villa Farnesina di Raffaello, i pittori di origine fiorentina e senese decorarono i soffitti delle sei sale principali del piano terra (il portico, il salone e le sale delle Virtù, di Venere, di Diana e delle Arti Liberali, oltre a qualche ambiente secondario) con riquadri centrali, attorno a cui si dispongono pennacchi, vele e lunette con personaggi e scene mitologiche, intervallati da grottesche, mascheroni, stemmi e altri elementi del repertorio del manierismo. I temi sono quelli della mitologia greca e romana, ora celebrativi del committente e dei suoi interessi, ora legati allegoricamente all'esempio virtuoso.
Nel piano seminterrato si trova, ben conservato, l'impianto dell'antica cucina e dei locali di servizio.
Posta sull'asse longitudinale del giardino, la villa dà origine a due spazi verdi di diversa dimensione. Il primitivo impianto del giardino era costituito, nella parte più ampia, da quattro aiuole intersecate da due viali, come rappresentato in alcune carte storiche risalenti alla seconda metà del XVII secolo. Nella parte terminale a nord, un elaborato portale introduceva, e introduce tutt'oggi, al ninfeo, un'area sistemata a prato ombreggiata da lecci, che accoglie una fontana addossata al muro di cinta. Il bel giardino conferì una specie di soprannome a quel ramo della famiglia che ne era proprietaria; infatti questo fu chiamata Buonvisi al giardino.
Nella sistemazione ottocentesca le aiuole rettangolari vennero sostituite da un disegno sinuoso dei viali che dette origine ad una trama di aiuole molto articolata e di forma arrotondata. Attualmente la parte posteriore del giardino, dopo decenni di incuria, si presenta di nuovo divisa da viali ortogonali che si intersecano nel punto in cui si trova una vasca ottagonale e che danno origine a quattro aiuole rettangolari a prato. Queste hanno al centro piccole vasche circolari poste a filo del terreno e sono arricchite da tassi, ippocastani, magnolie, lecci, platani e cedri del Libano. Un ampio viale divide il giardino prospiciente l'ingresso in due spazi verdi decorati da due fontane, circondate da magnolie e conifere.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 141435459 · ISNI (EN) 0000 0000 9586 9198 · LCCN (EN) sh2010013924 · GND (DE) 5041035-0 · J9U (EN, HE) 987007568124405171 |
|---|