Villa Canesi

Villa Canesi
Altri nomiPalazzo Serra
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Liguria
LocalitàSpotorno
IndirizzoVia Berninzoni
Coordinate44°13′45.43″N 8°25′11.37″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVII sec.
Inaugurazione1615 c.
UsoPrivato
Realizzazione
ArchitettoBartolomeo Bianco (presunto)
CostruttoreMaestranze locali
CommittenteGenesio Sanguineti

Villa Canesi, conosciuta anche come palazzo Serra, è un edificio storico situato nel comune di Spotorno, in via Berninzoni, in provincia di Savona.

Storia

Fatta costruire dal patrizio genovese Genesio Sanguineti intorno alla prima metà del Seicento, negli anni dell’edificazione del convento dei Padri Cappuccini (1613-1623) da quest’ultimo sovvenzionato, si ritiene sia stata progettata dall'architetto Bartolomeo Bianco(Coldrerio, 1590 – Genova, 1657).

La struttura, con varie pertinenze, venne venduta - intorno alla metà del XVII secolo - alla famiglia dei marchesi Serra di Genova, i quali, ampliarono, nel corso degli anni, le proprietà, con ulteriori acquisti immobiliari e terrieri nel comprensorio spotornese.

Nei giardini, strutturati in più livelli, è presente un’antica cisterna; infatti, Genesio Sanguineti, dotò il convento dei cappuccini e quindi la propria abitazione, posta sotto il suddetto convento, di un condotto d'acqua a seguito dell'acquisto di una sorgente più a monte. Questa conduttura d'acqua dolce, se per un verso fu oggetto di vertenze tra i Serra e i padri cappuccini, fu anche una risorsa che consentì di poter valorizzare i giardini e gli orti del palazzo rendendoli famosi per la presenza di numerose piante rare ed esotiche li presenti dal Settecento.

Villa Canesi in una cartolina di inizio Novecento

Nel giardino superiore era presente un mascherone antropomorfo, prezioso elemento di una fontana in marmo, il tutto inserito in una esedra ricavata nel muro di confine con una strada che divide dai muri del convento dei cappuccini, sbocco, di una delle condutture d'acqua provenienti da monte.

I terreni circostanti era caratterizzati dal "Torrione o Bastione di Levante", costruzione tardo cinquecentesca posta a difesa della marina verso est.

Dal 1870 circa, una striscia dei giardini prospicienti il palazzo vennero espropriati per il passaggio della strada ferrata del tronco Savona-Nizza.

Colpita dal sisma del 1887 - terremoto di Diano Marina - la struttura, ebbe alcuni interventi di restauro con l'inserimento di tiranti e catene.

Nel 1898, da Ademaro Serra, la villa e le sue più strette pertinenze, (altre proprietà spotornesi dai Serra furono vendute ai Siccardi) venne ceduta all’avvocato Francesco Ronco e, nel 1900, da quest'ultimo al colonnello del Genio Militare Federico Pescetto esponente di una stimata famiglia originaria di Celle Ligure, la cui madre, Luisa Berlingeri, era spotornese. Federico Pescetto, esperto di idraulica e studioso di elettricità, con la raffinata consorte marchesa Paola Cantini, originaria di Firenze, e i figli, Gina e Giulio, predisposero molti ammodernamenti all’immobile non alterando mai le antiche forme della struttura. La villa fu chiamata, in onore della madre di Federico, "Villa Luisa". Questa, provvista di ambienti spaziosi ed eleganti, orti e giardini lussureggianti oltre che ad un affaccio invidiabile sul golfo, incarnava un luogo di villeggiatura e di ritrovo ideale. Frequentatore assiduo della famiglia Pescetto, a Spotorno, fu l’esploratore Paolo Mantegazza (il quale portò dai suoi viaggi alcune specie arboree che poi vennero piantate nel giardino dall’avvocato Giulio Pescetto, appassionato botanico), e tanti altri esponenti del bel mondo dell’epoca.

Dal 1909, al posto del Torrione di Levante sorge l'Hotel Palace, terminato nel 1913, dopo l'acquisto da parte del commendatore Angelo Viglienzoni, di alcuni terreni di proprietà Pescetto.

Alla scomparsa dell'ultima discendente della famiglia Pescetto, la dimora passò in eredità alla nobile famiglia fiorentina dei Magnani di Ronta per giungere, per continuità, ai Canesi di Monza.

Subì ingenti danni strutturali durante il secondo conflitto mondiale, a seguito dei bombardamenti del 1944 che videro distrutte parti della soffitta, degli arredi e del giardino. Venne interamente restaurata dall’avvocato Gian Emilio Canesi.

Appartiene ancora ai discendenti ed è interessata, da parte di alcuni, in opere di restauro e di valorizzazione storica.

Dal 1994 è tutelata dal Soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona ed inserita nel Catalogo Generale dei Beni Culturali .

Architettura

Villa Canesi vista da ponente

La costruzione è posta alle falde di un poggio, all’estremo levante dell’antico borgo a mare, in località Laiolo venendo più volte rappresentata dalla cartografia antica. La struttura è allineata lungo l'odierna via Berninzoni, in asse longitudinale est-ovest e lungo la salita ai Frati.

L’edificio è a pianta rettangolare, con il prospetto principale parallelo al mare e presenta quattro riseghe angolari esterne che da terra giungono alla copertura. Sul lato di levante è presente una torretta pensile semicircolare con copertura semisferica in embrici in ardesia.

Il manufatto per la disposizione planimetrica lungo l’asse longitudinale, la simmetria interna e prospettica, potrebbe essere riconducibile alla tipologia ligure di villa fortificata, che prese avvio nel XVI secolo.

Verso la fine dell'Ottocento, il palazzo venne interessato da un importante ampliamento che vide la nuova costruzione di tre volumi al piano nobile, poggianti su di una volta a botte in mattoni, in congiunzione al giardino pensile , con fontana e meridiana settecentesche, oltre a numerosi interventi architettonici all'interno che modificarono il corpo principale dell'ultimo tratto della scala nobile e la scala a chiocciola della torretta.

Curiosità

Villa Canesi di Spotorno ha molte somiglianze con villa Doria Podestà di Genova, anch'essa progettata da Bartolomeo Bianco.

La costruzione dei nuovi volumi ottocenteschi, in comunicazione con il giardino pensile, molto probabilmente, insistono nell'area dove era presente l'antica loggia seicentesca.

Facevano da scuderie della villa, antiche strutture, ancora presenti ed attualmente occupate da un noto ristornate in via Mazzini .

L'antico mascherone antropomorfo della fontana venne rubato, da ignoti, nel 1996.

Secondo una tradizione locale, dalla villa, fino all'inizio del Novecento, partiva un cunicolo sotterraneo che portava al Torrione di Levante, inglobato, poi, in sottopassi dei binari ferroviari - di li passanti - presenti fino al 1977.

Note

  1. 1 2 Briano, Patrizia - Cerutti, Miria / Villa Sanguinetti-Serra-De Mari-Canesi- Corso di Tecnologia II- UNI GE, 1982
  2. ↑ Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, vol. 20, Torino, Gaetano Maspero, 1850, pp. 426.
  3. ↑ Maria Toso - Miria Cerutti, La Villa Berlingeri e l'Opera Pia Siccardi Berninzoni, Circolo Socio Culturale "Pontorno" ODV, 2023, p. 14.
  4. ↑ (1) P.F. Saverio Molfino, I Cappuccini Genovesi, vol. II-I Conventi 1914. La sorgente citata si trova a mezzo miglio dal convento, verso monte; per gran parte del tracciato, il canale è ancora visibile, fatto con mattoni e lastra di ardesia soprastante; l’acqua scorreva in una tubazione di terracotta oggi visibile in alcuni tratti del canale che hanno ceduto al tempo. Notizie prese da: Ezio Marinoni/ Spotorno. L’ex convento dei Cappuccini, poi Collegio Longone, è in abbandono. Non ha perso il suo fascino e custodisce opere pregiate. Appello agli spotornesi - Trucioli, Anno XIV- N.40 , 4 giugno 2026
  5. ↑ Nel 1717 i Serra hanno una lite con i cappuccini per l’approvvigionamento dell’acqua in A.S.G. Jurisdictionalium, f. 12, 48, 122
  6. ↑ Giuliano Cerutti e Domenico Astengo, Spotorno: fogli d'album, Savona, Fratelli Spirito, 1994.
  7. ↑ 1713, carteggio con veduta prospettica del Palazzo Archivio Storico Comune Genova A.S.C.G.
  8. 1 2 3 4 5 Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria - Genova, Relazione Storico Artistica su Villa Canesi a Spotorno, 1994
  9. ↑ Miria Cerutti e Maria Toso, Le Casette di Sanità e la difesa del litorale a Spotorno: presidi di difesa a Spotorno e dintorni da Levante a Ponente, pixartprinting, Quarto d'Altino (Ve), 2024, p. 25.
  10. ↑ Archivio di Stato di Savona- Sottoprefettura di Savona, Strade Ferrate, 1870
  11. ↑ Maria Toso - Miria Cerutti, La Villa Berlingeri e l'Opera Pia Siccardi Berninzoni, Circolo Socio Culturale "Pontorno" ODV, 2023
  12. ↑ Archivio di Stato di Savona- Catasto
  13. ↑ Elogio di Federico Pescetto, letto nell'Assemblea della Sezione di Genova dell'A.E.I. il 22 gennaio 1904; Estrato dagli atti dell'Associazione Elettrotecnica, Roma, Tipografia dell'Unione Cooperativa Editrice, 1904
  14. ↑ Pier Tommaso Messeri, Federico Pescetto in Archivio Storico Spotornese, 2023
  15. ↑ Pier Tommaso Messeri / Federico Pescetto in Archivio Storico Spotornese, 2023
  16. ↑ Miria Cerutti e Maria Toso, Le Casette di Sanità e la difesa del litorale a Spotorno: presidi di difesa a Spotorno e dintorni da Levante a Ponente, pixartprinting, Quarto d'Altino (Ve), 2024, p. 25
  17. ↑ Villa Canesi in Catalogo dei Beni Culturali, su catalogo.beniculturali.it.
  18. ↑ Armando Di Raimondo/La Villa del Barone Podestà (PDF), su acompagna.org.
  19. ↑ Carte Famiglia Pescetto- Appunti Vari in Archivio Famiglia Magnani- Messeri di Firenze.

Bibliografia

Altri progetti