Virgilio Marchi

Virgilio Marchi

Virgilio Marchi (Livorno, 21 gennaio 1895 – Roma, 30 aprile 1960) è stato un pittore, scenografo e architetto italiano fu un esponente di spicco del secondo Futurismo nonché uno dei maggiori scenografi italiani.

Biografia

Dopo aver frequentato l'Istituto Tecnico di Livorno e l'Accademia di belle arti di Lucca, risulta iscritto all'Accademia di belle arti di Siena, dove resterà fino al 1912. Nel 1915 venne chiamato alle armi e a Sassuolo conobbe e divenne amico di Filippo Tommaso Marinetti, grazie al quale si avvicinò al movimento futurista. Per quest'ultimo progettò la sua villa di Capri nel 1927. I suoi disegni rappresentano così la sintesi estrema tra la cultura architettonica e urbanistica delle avanguardie, come Antonio Sant'Elia e Mario Chiattone, e la pura ricerca formale. Come architetto, nel 1925 ristrutturò il Teatro Odescalchi dotandolo di un moderno impianto elettrico, la Casa d'arte Bragaglia e il Teatro Sperimentale degli indipendenti, sviluppando anche il progetto di restauro delle antiche terme romane di Via degli Avignonesi a Roma.

Nel 1929 disegnò scene e costumi delle opere L'italiana in Algeri e La Cenerentola di Rossini. Nel 1930 iniziò la sua collaborazione con la Compagnia di Lamberto Picasso. L'anno seguente pubblicò Italia nuova, mentre nel 1934 fu tra i partecipanti del Convegno Volta indetto dall'Accademia d'Italia. Tra il 1948 e il 1952 realizzò il Cinema Odeon di Livorno, all'epoca uno dei più grandi d'Italia e oggi sostanzialmente demolito.

Il cinema

Dal 1935 fino al 1959 lavorò in qualità di scenografo per circa sessanta film e saltuariamente operò anche alla realizzazione dei costumi.

Tra il 1940 e il 1942 curò la scenografia di 4 film di Alessandro Blasetti (Un'avventura di Salvator Rosa, La corona di ferro, La cena delle beffe, Quattro passi tra le nuvole) e di Un pilota ritorna di Roberto Rossellini.

Filmografia

Note

  1. ↑ Laura Mare, L'anticipazione futurista di Marchi: gli esordi senesi e il periodo anteriore all'incontro con Marinetti, in Siena tra Purismo e Liberty, 1988, pp. 234-237; 257-258.
  2. ↑ vedi Teatro d'Arte di Roma

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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