Vito Solieri (Castel San Pietro Terme, 28 gennaio 1857 – Union City, 25 dicembre 1923) è stato un anarchico, giornalista e barbiere italiano, esponente dell'Associazione internazionale dei lavoratori e organizzatore del movimento anarchico italiano in esilio, attivo dapprima in Svizzera e a Londra e successivamente negli Stati Uniti, dove partecipò alla redazione del periodico Il Grido degli Oppressi.
Figlio di Severino e Maria Domenicali, Solieri frequentò le scuole elementari e successivamente svolse il mestiere di barbiere. Soprannominato il Gobbo, diciassettenne partecipò al tentativo insurrezionale dell'agosto 1874 in Emilia-Romagna, venendo arrestato dai carabinieri nei pressi di Idice l'8 agosto, insieme a buona parte della colonna imolese che si stava dirigendo a Bologna. A seguito dell'arresto Solieri rimase per quasi due anni in detenzione preventiva, uscendo dal carcere nel 1876 dopo essere stato assolto dal tribunale bolognese.
In seguito al fallimento insurrezionale partecipò alla riorganizzazione dell'Associazione internazionale dei lavoratori in Romagna e il 25 giugno del 1876 sottoscrisse con Antonio Cornacchia e Antonio Castellari una circolare della sezione di Imola rivolta agli operai italiani nella quale si proponeva la ricostituzione delle organizzazioni internazionaliste. Il 16 luglio prese parte, come rappresentante della stessa sezione, al congresso costitutivo della Federazione delle Romagne e dell'Emilia e nel 1877 la sezione imolese, che svolgeva le funzioni di commissione di corrispondenza della Federazione romagnola, affidò a Solieri e Castellari i contatti con gli altri gruppi, permettendo ai due di mantenere rapporti con gli internazionalisti esuli in Svizzera e con quelli della Campania, anche in relazione ai moti del Matese e all'incarcerazione dei loro partecipanti.
Nel 1878 Solieri, renitente alla leva, si rifugiò in Svizzera e da quel momento venne ricercato dalle autorità italiane come disertore. Durante il periodo svizzero Solieri soggiornò a Lugano e a Ginevra, dove entrò in contatto con altri esuli italiani, tra i quali Errico Malatesta, Carlo Cafiero e Anna Kuliscioff. Accusato di aver partecipato alla redazione di un manifesto favorevole al tentato regicidio di Giovanni Passannante, il 29 aprile 1879 fu espulso dalla Confederazione elvetica insieme a Malatesta e ad altri internazionalisti italiani. A seguito dell'espulsione, dopo un breve passaggio in Francia, si recò in Inghilterra, stabilendosi a Londra.
Nella capitale britannica frequentò la comunità degli esuli anarchici italiani e stranieri e abitò nel quartiere di Soho, dove lavorò come aiutante barbiere in un negozio di Greek Street, presso Tottenham Court Road. Nel 1881, insieme a Giovanni Defendi, contribuì a pagare l'affitto dell'officina dove Malatesta viveva e lavorava e, nello stesso periodo, frequentò anche il Rose Street Club, luogo d'incontro degli esuli rivoluzionari, insieme a Malatesta, Pëtr Alekseevič Kropotkin e altri militanti anarchici.
Nel marzo 1881 prese parte al comitato d'iniziativa che diffuse un appello ai rivoluzionari dei due mondi per la convocazione a Londra di un congresso socialista rivoluzionario, finalizzato alla ricostituzione dell'Internazionale e nello stesso anno firmò con Cafiero e Malatesta anche il programma del progettato giornale anarchico-comunista L'Insurrezione, contrario alla svolta parlamentare di Andrea Costa. Il giornale non vide mai pubblicazione, per quanto sia Solieri sia Malatesta ne avessero predisposto un progetto editoriale. Sempre nel 1881, a seguito del congresso, partecipò a diverse riunioni della sezione dell'Internazionale costituita a Londra.
Dall'esilio Solieri continuò a inviare corrispondenze ai periodici anarchici italiani, fra i quali La Questione Sociale di Firenze, La Rivendicazione di Forlì e La Propaganda di Imola, cosa che gli causò diverse condanne in contumacia per reati legati alla stampa; in alcuni articoli di questo periodo Solieri si opponeva alla svolta parlamentare di Costa, come in una lettera pubblicata da L'Oppresso di Pergola il 15 settembre 1883, nella quale invitava i redattori a non abbandonare la linea antilegalitaria. La polemica di Solieri ebbe un impatto sulla sezione internazionalista locale che, insieme ad altre sezioni marchigiane, finì per prendere posizione contro Costa.
Il 31 ottobre 1883 figurò come primo firmatario del manifesto Agli amici di Romagna, sottoscritto da gruppi anarchici italiani attivi in diverse città europee e americane e rivolto sempre contro Costa, e fu tra gli autori di un manifesto degli esuli londinesi a sostegno della candidatura di protesta di Amilcare Cipriani alle elezioni politiche del 1886. Nel 1885 risultava ancora attiva a Londra una sezione anarchica italiana promossa, fra gli altri, da Solieri, Defendi e Biagio Poggi. Nel febbraio 1886 Solieri si trasferì a Parigi, prima di raggiungere gli Stati Uniti.
Nel 1887 Solieri si stabilì a New York, dove divenne uno dei referenti del gruppo anarchico Carlo Cafiero. Tre anni dopo, nel 1890, sottoscrisse, insieme a Napoleone Carabba, un manifesto degli anarchici italiani favorevole all'astensione elettorale e l'anno successivo fu tra gli animatori del progetto di un periodico intitolato La Questione Sociale, concepito come organo della federazione anarchica sorta dopo il congresso di Capolago del 1891.
Insieme a Luigi Raffuzzi animò anche il gruppo Gli Oppressi, partecipando alla redazione del periodico Il Grido degli Oppressi, giornale avviato il 5 giugno 1892 a New York con il contributo di Francesco Saverio Merlino. Il periodico si rivolgeva agli immigrati italiani e sosteneva l'organizzazione del movimento anarchico; venne pubblicato tra il 1892 e il 1894, trasferendo temporaneamente la sede a Chicago prima di tornare a New York.
In questo periodo Solieri era arrivato a svolgere un ruolo di collegamento tra gli anarchici italiani e quelli di lingua inglese e tedesca di New York; inoltre, mantenne una fitta corrispondenza con gli ambienti libertari europei, facendo pervenire in Italia pubblicazioni stampate negli Stati Uniti e contribuendo finanziariamente alla stampa anarchica. Durante questa fase della sua vita Solieri strinse amicizia con Giuseppe Ciancabilla, dal quale però si allontanò progressivamente per il dissenso rispetto alle posizioni antiorganizzatrici assunte da quest'ultimo.
Solieri continuò a partecipare alle iniziative degli anarchici negli Stati nordorientali degli Stati Uniti, ma verso il 1910, a causa di problemi di salute, si vide costretto a diminuire il proprio attivismo politico. Nel 1912 si trasferì a West Hoboken, nel New Jersey, località in seguito confluita nell'odierna Union City. Rimase in contatto con il giornalista anarchico imolese Adamo Mancini, collaborando alle sue iniziative, e nel primo dopoguerra figurava ancora fra gli abbonati al periodico imolese Sorgiamo!, che cessò le pubblicazioni nel gennaio 1923.