Void Vibration

Void Vibration
album in studio
ArtistaVibravoid
Pubblicazionesettembre 2002
GenereRock psichedelico
Neo-Kraut Rock
Space rock
EtichettaNasoni Records, Krauted Mind Records
ProduttoreVibravoid
Registrazione2001–2002
Vibravoid - cronologia
Album precedente
2001
Album successivo
Phasenvoid

Void Vibration è il secondo album in studio del gruppo musicale tedesco Vibravoid, originario di Düsseldorf. Fu pubblicato nel settembre 2002 dall'etichetta indipendente Nasoni Records. L'album costituisce una testimonianza della scena underground tedesca degli anni Novanta e della successiva ripresa del disco in vinile. Nell'ottobre 2002 la rivista musicale Eclipsed lo nominò «CD del mese».

Sessioni di registrazione al Potter's Work Studio di Essen, nel febbraio 1994, con un banco analogico ACE-Inline e apparecchiature rack per effetti.

Genesi e produzione

L'album fu inizialmente registrato interamente in analogico nel 2001, presso lo studio «Das Kleine Analoge» di Düsseldorf. Per le registrazioni venne utilizzato un Fostex G24S, un registratore a nastro da 24 tracce e un pollice. Queste registrazioni furono poi escluse dalla versione definitiva dell'album. La versione del brano omonimo Void Vibration realizzata durante quella sessione non è mai stata pubblicata ed è considerata perduta. Altre registrazioni di questa prima fase furono rese disponibili in seguito attraverso diverse ristampe e alcuni estratti inclusi nel primo Triptamine E.P..

Per l'edizione definitiva, nel 2002 il gruppo registrò nuovamente tutti i brani, fatta eccezione per Echovoid ed Electrovoid. Le sessioni si svolsero presso l'Institut für Wohlklangforschung di Hannover, con l'assistenza di Willi Dammeier. Furono impiegati un registratore Telefunken M15A a 24 tracce e due pollici e un banco di missaggio Amek Angela. Il mastering fu curato da Michael Schwabe presso i Monoposto Studios.

Dal punto di vista tecnico, la produzione si distingue per il missaggio in formato quadrifonico Dolby Surround. Per Echovoid, il gruppo sperimentò con effetti analogici d'epoca e utilizzò due distinti dispositivi di eco a nastro: uno Space Echo della Roland e un'unità Dynacord.

Stile e caratteristiche sonore

Come il precedente album 2001, Void Vibration fu registrato interamente su nastro magnetico. L'opera si pone in contrasto con la rivoluzione digitale nella produzione musicale e con il progressivo abbandono dei supporti fisici.

Dal punto di vista stilistico, l'album combina le influenze sperimentali ed elettroniche della scena di Düsseldorf con elementi del Flower Power psichedelico e del krautrock. Il suono è caratterizzato dall'impiego di effetti analogici vintage, riverberi a nastro, sintetizzatori e sonorità di sitar. Alle lunghe sequenze psichedeliche si alternano dense stratificazioni di chitarre ricche di rumore, che richiamano il suono dei primi Pink Floyd.

Contesto storico dei brani

L'album documenta la scena underground tedesca degli anni Novanta, poiché le pubblicazioni ufficiali dei brani ne attestano la composizione in quel periodo.

Adjustment fu composto nel 1992 e registrato per la prima volta il 10 febbraio 1994 al Potter's Work Studio di Essen, utilizzando un registratore Fostex B16 e un banco di missaggio ACE Audio Engineering. Nello stesso anno, la registrazione apparve sulla cassetta demo One Nation Underground. Nel 2003 fu poi inclusa nell'album Turned On Acid.

Nel 2001 uscì per Nasoni Records un'altra registrazione del brano, pubblicata come singolo su vinile da 7 pollici. Fu realizzata nello studio «Das Kleine Analoge» di Düsseldorf con un registratore Tascam a otto tracce ed è la versione a cui fanno riferimento gli articoli contemporanei dell'epoca. In controtendenza rispetto al mercato discografico del periodo, il singolo fu stampato su vinile grigio marmorizzato.

Poiché questa registrazione era già stata pubblicata come singolo, il gruppo registrò nuovamente il brano ad Hannover per l'edizione in LP di Void Vibration.

Il brano omonimo Void Vibration risale al 1995. La sua esistenza prima della pubblicazione dell'album è documentata da cassette demo storiche, registrazioni dal vivo risalenti al periodo della composizione e trasmissioni radiofoniche contemporanee. Parte di questo materiale è stata pubblicata in compilation e nella serie Triptamine-EP del gruppo.

Vivid Vision risale al 1996. I crediti del disco indicano invece che Echovoid, Electrovoid, Black And White e Creepy People sono composizioni nuove del 2001.

Pubblicazione ed edizioni speciali

L'edizione in CD uscì nel settembre 2002 per Nasoni Records e fu distribuita da Swamp Room Distribution. Nel dicembre dello stesso anno si tenne al Duncker Club di Berlino la presentazione ufficiale dell'edizione in LP. La registrazione del concerto fu pubblicata successivamente con il titolo Live At Duncker Berlin 2002.

L'uscita dell'edizione in vinile avvenne durante la fase di contrazione del mercato discografico mondiale del 2003, quando le vendite degli album su supporto fisico, in particolare dei dischi in vinile, raggiunsero livelli storicamente bassi per il settore.

Le edizioni si distinguevano anche per la veste grafica. Il CD era contenuto in una custodia nera, mentre l'LP presentava una copertina apribile bianca, con goffratura a secco e un ritaglio sagomato. Il vinile fu pubblicato in quattro varianti: una stampa DMM con suono quadrifonico Dolby Digital, una versione bianca, una nera e un picture disc in bianco e nero decorato con un motivo di op art. Quest'ultimo era abbinato visivamente a una copertina trasparente con stampa grafica dello stesso stile.

A causa di un errore durante la lavorazione del ritaglio, la distribuzione regolare delle copertine apribili fu rinviata fino al febbraio 2003.

Ristampe

Nel 2007 Nasoni Records pubblicò una versione rimasterizzata in CD. Nel 2012 Krauted Mind Records pubblicò una «10th Anniversary Deluxe Edition» a tiratura limitata, disponibile come doppio LP e picture disc, con una speciale copertina lenticolare in stile op art.

Nel 2016, in occasione del venticinquesimo anniversario del gruppo, uscì un'altra edizione limitata su vinile rosso e nero marmorizzato. La confezione comprendeva anche un kit fai da te per costruire una piramide di cartone, denominata dal gruppo «piramide del potere psichedelico».

Accoglienza

La rivista musicale Visions descrisse l'album come un «disco dall'atmosfera densa, a metà tra psichedelia, art rock e new wave». Secondo la rivista, le strutture musicali estese erano attraversate da flussi di sintetizzatore e sitar. Furono inoltre rilevate affinità con i Pink Floyd, i New Order e le fasi più rumorose dei Monster Magnet.

Nella sua recensione dell'epoca, Ox-Fanzine espresse un giudizio positivo sull'album, considerandolo un'evoluzione riuscita, capace di superare ulteriormente il carattere innovativo del suono psichedelico del predecessore.

La rivista Guitar Galore definì l'album «un viaggio attraverso il mondo del suono psichedelico» e «suono puro».

Nella recensione pubblicata sulla rivista Coolibri, il critico musicale Mark Pause osservò che l'album aveva un'impostazione più minimalista e più vicina al rock psichedelico. Scrisse inoltre che il disco «fa apparire innocui scolari persino nomi di primo piano del genere come i Monster Magnet» e che «dai tempi dei Kraftwerk, i Vibravoid sono il gruppo più innovativo di Düsseldorf».

Tracce

Tutti i brani sono scritti e composti dai Vibravoid.

  1. Black And White – 4:39
  2. Creepy People – 4:32
  3. Adjustment – 3:20
  4. Echovoid – 5:28
  5. Vivid Vision – 3:34
  6. Electrovoid – 0:58
  7. Void Vibration – 12:50
  8. Silent Screams – 3:22

Note

  1. 1 2 (DE) Vibravoid – Void Vibration, in Eclipsed, n. 46, ottobre 2002.
    «CD des Monats»
  2. ↑ Claus Wittwer, Vibravoid: intervista, su Ox-Fanzine, dicembre 2001. URL consultato il 28 luglio 2026.
  3. 1 2 3 Spiros Pelekis, Let's Take A Trip With… Nasoni Records, in Rumble Skunk, n. 2, novembre 2008.
  4. ↑ (EN) George Markou, Vibravoid – Void Vibration (recensione), in Gew Gaw, n. 5, gennaio 2002, pp. 20–21.
    ««contains nine songs, two of which come from the 7-inch single» [Traduzione in italiano: «contiene nove brani, due dei quali provengono dal singolo da 7 pollici»]»
  5. ↑ (DE) Ingo Juknat, Vibravoid – Adjustment, in Prinz Düsseldorf, 2001.
    ««Die nächtelange Produktion hat sich gelohnt.» [Traduzione in italiano: «La produzione, durata intere notti, è valsa la pena.»]»
  6. ↑ (EN) Niall Scott, Vibravoid – Void Vibration, in Bad Acid Magazine, 2003, p. 100.
    ««these guys are obviously masters of effects pedals» [Traduzione in italiano: «questi ragazzi sono chiaramente maestri nell'uso dei pedali per effetti»]»
  7. ↑ (EN) Michalis Lagopatis, Vibravoid Feature, in Timemazine, 2004, pp. 20–21.
    ««Germany's most psychedelic band.» [Traduzione in italiano: «La band più psichedelica della Germania.»]»
  8. ↑ (EN) Andrew Mall, Vinyl Revival, in Journal of Popular Music Studies, vol. 33, n. 3, 2021, pp. 73-77, DOI:10.1525/jpms.2021.33.3.73.
  9. ↑ Vibravoid: Void Vibration (recensione), su Visions, 2002. URL consultato il 28 luglio 2026.
  10. ↑ Vibravoid – Void Vibration, su Ox-Fanzine (n. 49), 2002. URL consultato il 28 luglio 2026.
  11. ↑ (DE) Vibravoid – Void Vibration, in Guitar Galore, dicembre 2002.
    ««Eine Reise durch die Welt des Psychedelic Sounds. Das hier ist wirklich purer Sound» [Traduzione in italiano: «Un viaggio attraverso il mondo del suono psichedelico. Questo è davvero suono puro.»]»
  12. ↑ (DE) Mark Pause, Vibravoid – Void Vibration (recensione), in Coolibri, ottobre 2002.
    ««lässt selbst Genregrößen wie Monster Magnet wie harmlose Schulkinder wirken. [...] Vibravoid ist seit Kraftwerk die innovativste Düsseldorfer Band.» [Traduzione in italiano: «Fa apparire innocui scolari persino nomi di primo piano del genere come i Monster Magnet. [...] Dai tempi dei Kraftwerk, i Vibravoid sono il gruppo più innovativo di Düsseldorf.»»