William James

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William James nel 1903

William James (New York, 11 gennaio 1842 – Tamworth, 26 agosto 1910) è stato uno psicologo e filosofo statunitense di origine irlandese. Egli fu presidente della Society for Psychical Research dal 1894 al 1895.

Insieme a Charles Sanders Peirce, James fondò la scuola filosofica del pragmatismo, ed è anche citato come uno dei fondatori della psicologia funzionale. Un'analisi del Review of General Psychology, pubblicata nel 2002, ha classificato James come il 14° psicologo più eminente del XX secolo. Un sondaggio pubblicato su American Psychologist nel 1991 ha classificato la reputazione di James al secondo posto, dopo Wilhelm Wundt, il quale ampiamente considerato come il fondatore della psicologia sperimentale. James ha anche sviluppato la prospettiva filosofica nota come empirismo radicale. Il lavoro di James ha influenzato filosofi e accademici come Émile Durkheim, William Edward Burghardt Du Bois, Edmund Husserl, Carl Gustav Jung, Bertrand Russell, Ludwig Wittgenstein, John Dewey, Hilary Putnam, Richard Rorty e Marilynne Robinson.

Nato in una famiglia benestante, James era il figlio del teologo Henry James Senior e il fratello sia del famoso romanziere Henry James sia della diarista Alice James. James si formò come medico e insegnò anatomia ad Harvard, ma non ha mai praticato la medicina. Perseguì invece i suoi interessi per la psicologia e poi la filosofia. James ha scritto ampiamente su molti argomenti, tra cui epistemologia, educazione, metafisica, psicologia, religione e misticismo. Tra i suoi libri più influenti ci sono Principi di Psicologia, un testo rivoluzionario nel campo della psicologia; Saggi di empirismo radicale, un testo importante in filosofia; e Le varie forme dell'esperienza religiosa, un'indagine su diverse forme di esperienza religiosa, comprese le teorie sulla cura della mente.

Biografia

La sua era una famiglia di tradizione calvinista emigrata dall'Irlanda. Fratello maggiore di cinque figli, tra i quali va ricordato Henry James, che sarebbe divenuto un celebre romanziere, e Alice James, autrice di un celebre diario, ebbe come padre il filosofo trascendentalista Henry James senior, discepolo di Swedenborg e amico di Emerson. Oltre a questi ultimi due autori, James si interessò anche alle opere e al pensiero di Hume, Afrikan Špir, Blaise Pascal, John Stuart Mill, Alexander Bain, Ferdinand Canning Scott Schiller, Lotze, Reid, Renouvier e Brown.

Psicologo e filosofo

Dopo essersi laureato in medicina nel 1869 prosegue gli studi da autodidatta, indirizzandosi verso la psicologia. Nel 1872 prende avvio la sua carriera universitaria che si svolge interamente all'università di Harvard dapprima come semplice istruttore e divenendo poi nel 1876 professore assistente di fisiologia. Nel 1885 ha l'incarico di professore di filosofia e nel 1890 assume l'incarico di professore di psicologia. Qui all'università di Harvard creerà uno dei primi laboratori di psicologia sperimentale degli Stati Uniti. Sempre nel 1890 anticipando il funzionalismo pubblica una delle sue opere maggiori, i "Principi di Psicologia" (Principles of Psychology), in due volumi. I "Principi" sono universalmente considerati come uno dei testi più influenti e rilevanti dell'intera storia della psicologia, e sono stati per decenni uno dei manuali di base nella formazione accademica degli psicologi nordamericani. Nel 1907 si ritira definitivamente dall'insegnamento accademico. Si sposò con Alice Gibbens, con la quale ebbe cinque figli.

I suoi lavori di psicologia influenzarono Henri Bergson, di cui fu a sua volta un grande ammiratore. William James apporta alla psicologia il pragmatismo e il funzionalismo. Secondo il pragmatismo, le idee e i concetti sono veri solo se consentono all'individuo di operare sulla realtà; l'idea di una psicologia "funzionale" deriva invece dal funzionalismo, ovvero le funzioni adattive per l'organismo-uomo in relazione all'ambiente. Con la sua opera monumentale Principi di Psicologia, William James si pone in una posizione di forte contrasto con la psicologia tedesca del tempo, sostenendo che non esiste una "sensazione semplice", ma che la coscienza è un continuo pullulare di oggetti e relazioni.

Una delle concettualizzazioni più significative dei Principles è quella relativa al "flusso di pensiero" (stream of thought), con la quale descrive le caratteristiche del pensiero associandole a quelle della corrente fluviale. Nel X capitolo dei Principles introduce il concetto di Sé empirico, articolato in un Sé materiale (il proprio corpo, i genitori, la casa), un sé sociale - cioè come gli altri mi vedono, un Sé spirituale (il proprio essere interiore, le proprie capacità personali, etc.). Un'altra teoria di notevole importanza espressa nel Principles è la "Teoria periferica delle emozioni" (periferica in quanto legata al sistema nervoso periferico). Con questa teorizzazione, James capovolge l'idea comune secondo cui alla percezione di uno stimolo segue un'emozione, che è anche accompagnata da manifestazioni a livello somatico; James sostiene al contrario che la manifestazione somatica precede l'emozione, che successivamente viene riconosciuta a livello "cognitivo". In Italia, James fu ammiratore di Giovanni Papini.

Empirismo tradizionale e empirismo radicale

Il pensiero psicologico e filosofico di William James si distacca dall'empirismo tradizionale proprio per il modo di intendere l'esperienza. L'esperienza, per James, si "autocontiene e non poggia su nulla". Nell'opera The Will to Believe l'autore definisce l'aspetto prioritario della volontà:

«il dipartimento volitivo della nostra natura domina sia il dipartimento razionale sia il dipartimento sensibile; o, in linguaggio più chiaro, la percezione e il pensiero esistono solo in vista della condotta»

Ogni azione è reazione al mondo esterno, e gli stati intermedi, come il pensiero, sono solo un luogo ed un momento transitorio che indirizzano verso un'azione. Analogamente ad un altro filosofo della corrente del "pragmatismo" Charles Sanders Peirce, anche James analizza le credenze, soffermandosi sulla loro validità, che è verificabile dalla loro utilità all'azione. Un altro argomento dell'opera Jamesiana è la focalizzazione del lavoro della scienza: la scienza, secondo l'autore, non osserva in modo freddo e passivo i fatti naturali, ma li relaziona fra loro non rispettando l'ordine naturale, semplifica il senso dei fenomeni e li prevede. La teoria principale dell'opera è il divieto al pensiero di bloccare credenze utili ad un'azione efficace nel mondo; la credenza prima di essere considerata tale, deve dimostrarsi importante, viva e spirituale, e infine né vera né falsa. Solo se sono verificate queste condizioni, l'uomo, secondo James, può assumersi il rischio dell'errore di valutazione.

L'autore, più che all'aspetto scientifico, è interessato a quello morale e religioso e quindi sostiene la necessità della "scommessa" della fede (di pascaliana memoria), poiché a priori è deleterio rinunciare ai vantaggi comportanti dalla fede. In una delle sue ultime opere, Introduzione alla filosofia, chiarisce il concetto di "universo progressista", formato sia da elementi molteplici e indipendenti, indeterminati, liberi e cooperanti, sia da forme monistiche, compatte, determinate, vincolate che devono collaborare tra loro per il successo globale. Nell'opera "A Pluralistic Universe" approfondisce il senso del divino, arrivando alla conclusione della finitezza di Dio, un Dio non più onnipotente, ma avente funzioni, spazi e tempi simili a quelli umani.

Gli studi sull'esperienza religiosa e mistica

William James in una seduta spiritica con un medium

Nel 1902 pubblica il risultato delle sue ricerche psicologiche sulla fenomenologia delle esperienze religiose, ed in particolare sull'atteggiamento mistico e gli stati esperienziali che contraddistinguono il misticismo. Il titolo di questo lavoro è La varietà dell'esperienza religiosa. In una lettera scriverà che si tratta di un'esperienza che va difesa contro la stessa filosofia. Qui, forse ancor più che in altre opere, emerge l'influsso del filosofo statunitense protopragmatista Emerson.

Il pragmatismo come filosofia progressiva

In un primissimo gruppo di articoli, scritti tra il 1879 e il 1885, poi confluiti in I principi di psicologia (1890), James prende posizione critica di fronte all'interpretazione deterministica dell'evoluzionismo di Darwin fornita da Spencer. In particolare egli respinge l'idea che il processo di adattamento dell'organismo all'ambiente sia il principale fattore dell'evoluzione della mente umana. James, al contrario, rivendica "il valore dell'agire umano", della volontà di ogni individuo, della capacità degli uomini di interagire con l'ambiente in maniera creativa, determinando condizioni di vita sempre più rispondenti ai loro bisogni e interessi.

In questa originaria dimensione umana rivolta all'agire, al fare, al creare, James vede il fondamento anche del pragmatismo e di un «atteggiamento perfettamente familiare in filosofia», proprio di una mentalità empirista, antidogmatica, antimetafisica. Il pragmatismo di James è un metodo all'interno del quale le conoscenze, "le teorie vengono valutate in base ai loro risultati". In quest'ottica l'uomo si serve dell'esperienza del passato per anticipare il futuro ed elaborare cognizioni da utilizzare come "strumenti capaci di dominare l'ambiente". Nel rivolgersi alle «possibilità di agire» e agli effetti pratici delle idee e delle teorie, il metodo pragmatico si distingue però dall'empirismo di tanta tradizione filosofica. Secondo James, come ogni empirista, anche il pragmatista crede nei fatti, ma anche nella forza pratica delle opinioni, nell'efficacia delle convinzioni, nel valore delle idee teleologiche, ossia dei fini da realizzare.

Il pragmatismo è così una forma di empirismo che amplia però la mentalità delle concezioni tradizionali, le quali rischiano di rimanere chiuse entro un orizzonte altrettanto dogmatico di quello proprio dei razionalisti e dei metafisici. "Il pragmatismo non critica" infatti "le idee della metafisica in quanto tali", perché guarda alla conoscenza nella esclusiva sua funzione pratica, "per la quale anche nozioni astratte, speculative come i concetti o le specie diventano strumenti elaborati per qualche scopo, qualche fine". Più in generale, la razionalità umana stessa è lo strumento capace di condurre da uno stato confuso e di disagio ad uno di agio, di pace, di riposo.

La razionalità nei suoi metodi e nelle sue forme, secondo James, rientra nella "tendenza naturale propria della vita ad agire nella realtà per raggiungere uno stato di felicità", di benessere («concezione teologica della mente»). Ma l'uomo non può agire per un suo futuro, non può creare progetti di vita se non crede prima di tutto nelle sue possibilità d'azione, nella forza delle proprie idee, perciò, osserva James, "ogni nuova filosofia o scienza si è sorretta sulla fede nella verità di certe idee prima che queste potessero essere verificate" e «[l]a sua fede gli costituisce come un diritto verso i poteri che gli sovrastanno, e crea la sua propria verificazione». Il pragmatismo comporta così una fede nella verità delle proprie idee che si fa "volontà, azione, comportamento nella realtà"; azione che produce una selezione tra ciò che si deve fare o non fare. Da questo punto di vista, secondo James, anche le teorie scientifiche perdono la loro funzione teorica per essere anzitutto costruzioni intellettuali elaborate al fine di soddisfare i bisogni umani.

La propensione a trasportare l'esperienza religiosa in giustificazioni igieniche o mediche viene da lui chiamata "materialismo medico".

L'incontro con Sigmund Freud

William James ormai era il filosofo più famoso degli Stati Uniti quando, proprio a un anno dalla sua morte, nel 1909, giunge negli USA dall'Europa invitato dalla Clark University il medico viennese Sigmund Freud, con tre dei suoi più fidati e vicini collaboratori nell'ambito della nuova psicologia psicoanalitica, tra cui il giovane psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, lo psicoanalista ungherese Sándor Ferenczi ed Ernest Jones dalla Gran Bretagna. È in questa circostanza che avvenne anche un incontro personale tra lo psicologo europeo e quello americano; in quell'occasione l'anziano James espresse a Freud la sua ammirazione per la psicoanalisi: «Il futuro della psicologia appartiene al tuo lavoro». Non ne fu però molto soddisfatto e qualche tempo dopo scrisse: «su di me, personalmente, ha fatto l’impressione di un uomo ossessionato da idee fisse. Per quanto mi riguarda, non riesco a ricavare nulla dalle sue teorie sui sogni e, com’è evidente, il 'simbolismo' è un metodo estremamente pericoloso».

Opere principali

Note

  1. ↑ Past Presidents - Society for Psychical Research, su www.spr.ac.uk. URL consultato il 22 ottobre 2026.
    «1894-1895: William James (1842-1910), American psychologist and philosopher»
  2. ↑ (EN) Misak Cheryl, Cambridge Pragmatism: From Peirce and James to Ramsey and Wittgenstein, in OUP Academic, 18 agosto 2016, DOI:10.1093/acprof:o. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Francesco Bellucci, Pragmatism and Logic, in European Journal of Pragmatism and American Philosophy, XV, n. 1, Associazione Pragma, 3 maggio 2023, DOI:10.4000/ejpap.3271. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  4. ↑ Christopher Hookway, Pragmatism, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2013. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  5. ↑ Harvard University - Department of Psychology - William James, su psychology.fas.harvard.edu. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  6. ↑ James, William - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) Steven J. Haggbloom, Renee Warnick e Jason E. Warnick, The 100 Most Eminent Psychologists of the 20th Century, in Review of General Psychology, vol. 6, n. 2, SAGE Publications Inc, 1º giugno 2002, pp. 139–152, DOI:10.1037/1089-2680.6.2.139. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  8. ↑ James Korn, Roger Davis e Stephen Davis, Historians' and Chairpersons' Judgments of Eminence Among Psychologists, in American Psychologist, vol. 46, 1º luglio 1991, pp. 789–792, DOI:10.1037/0003-066X.46.7.789. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  9. ↑ Wundt, Wilhelm, su Treccani. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  10. ↑ (EN) William James e Ralph Barton Perry, Essays in Radical Empiricism, Longmans, Green, and Company, 1922, ISBN 978-0-598-78395-0. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  11. ↑ (EN) Sue Stedman Jones, From Varieties to Elementary Forms: Emile Durkheim on Religious Life, in Journal of Classical Sociology, vol. 3, n. 2, SAGE Publications, 1º luglio 2003, pp. 99–121, DOI:10.1177/1468795X030032001. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  12. ↑ Alessandro Portelli, Sulla linea DEL COLORE, su il manifesto, 9 ottobre 2010. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  13. ↑ (EN) David Levering Lewis, W.E.B. Du Bois: A Biography 1868-1963, Henry Holt and Company, 4 agosto 2009, pp. 72-78, ISBN 978-1-4668-4307-3. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  14. 1 2 3 4 Russell Goodman, William James, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2016. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  15. ↑ (EN) Anna Dadaian, Jung and James, in European Journal of Pragmatism and American Philosophy, XV, n. 2, Associazione Pragma, 9 ottobre 2023, DOI:10.4000/ejpap.3563. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  16. ↑ (EN) Xuefu Shen, The Later Putnam’s Revitalization of Jamesian Pragmatism, in European Journal of Pragmatism and American Philosophy, XVII, n. 1, Associazione Pragma, 24 aprile 2025, DOI:10.4000/13t9i. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  17. ↑ (EN) Carol Nicholson, Rorty's Romantic Polytheism, John Wiley & Sons, Ltd, 2020, pp. 297–311, DOI:10.1002/9781118972199.ch18, ISBN 978-1-118-97219-9. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  18. ↑ James Woelfel, Challengers of Scientism Past and Present: William James and Marilynne Robinson, in American Journal of Theology & Philosophy, vol. 34, n. 2, University of Illinois Press, 2013, pp. 175–187, DOI:10.5406/amerjtheophil.34.2.0175. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  19. ↑ William James, Principii Di Psicologia, 1909. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  20. ↑ (EN) William James e Ralph Barton Perry, Essays in Radical Empiricism, Longmans, Green, and Company, 1922, ISBN 978-0-598-78395-0. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  21. ↑ William James, Le varie forme dell'esperienza religiosa. Uno studio sulla natura umana. Nuova ediz., Morcelliana, 2022, ISBN 978-88-372-3716-5. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  22. ↑ Yumiko Inukai, James and Hume: Radical Empiricism and the Reality of Relations, Oxford University Press, 29 luglio 2024, pp. 0, DOI:10.1093/oxfordhb/9780199395699.013.18, ISBN 978-0-19-939569-9. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  23. ↑ (EN) Jeffrey Jordan, Pascal and William James, John Wiley & Sons, Ltd, 2026, pp. 479–493, DOI:10.1002/9781394160631.ch25, ISBN 978-1-394-16063-1. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  24. ↑ Leslie Butler, Encountering the Smashing Projectile: William James on John Stuart Mill and the Woman Question, Oxford University Press, 30 gennaio 2014, pp. 0, DOI:10.1093/acprof:oso/9780199687510.003.0007, ISBN 978-0-19-968751-0. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  25. ↑ David Nelson, The Influence of Alexander Bain And Herbert Spencer Upon William James, in All-Inclusive List of Electronic Theses and Dissertations, 1º dicembre 1978. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  26. ↑ Cheryl Misak, James and British Philosophy, Oxford University Press, 29 luglio 2024, pp. 0, DOI:10.1093/oxfordhb/9780199395699.013.25, ISBN 978-0-19-939569-9. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  27. ↑ (EN) Reuben Abel, Schiller, Ferdinand Canning Scott (1864–1937), su www.rep.routledge.com. URL consultato il 22 ottobre 2026.
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  29. ↑ (EN) O. F. Kraushaar, Lotze's influence on the psychology of William James., in Psychological Review, vol. 43, n. 3, 1936-05, pp. 235–257, DOI:10.1037/h0060098. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  30. ↑ (EN) Adrian Sackson, Avoiding Broken Noses, in European Journal of Pragmatism and American Philosophy, VI, n. 2, Associazione Pragma, 20 dicembre 2014, DOI:10.4000/ejpap.1065. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  31. ↑ Douglas McDermid, Scottish Common Sense and American Pragmatism, Oxford University Press, 5 marzo 2015, pp. 0, DOI:10.1093/acprof:oso/9780199560684.003.0009, ISBN 978-0-19-956068-4. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  32. ↑ Jeremy Dunham, Idealism, Pragmatism, and the Will to Believe: Charles Renouvier and William James, in British Journal for the History of Philosophy, vol. 23, n. 4, Routledge, 4 luglio 2015, pp. 756–778, DOI:10.1080/09608788.2014.1002074. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  33. ↑ Henri Louis Bergson e William James, Durata reale e flusso di coscienza. Lettere e altri scritti (1902-1939), Raffaello Cortina Editore, 2014, ISBN 978-88-6030-674-6. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  34. ↑ William James, Principles Of Psychology, vol. 1, Henry Holt and Company, 1918, pp. 291-292. URL consultato il 22 ottobre 2026.
    «1. The constituents of the Self may be divided into two classes, those which make up respectively - (a) The material Self; (b) The social Self; (c) The spiritual Self; and (d) The pure Ego. (a) The body is the innermost part of the material Self in each of us; and certain parts of the body seem more intimately ours than the rest. The clothes come next.»
  35. ↑ William James, The emotions, in Principles Of Psychology, vol. 2, Henry Holt and Company, 1918, pp. 442-485. URL consultato il 22 ottobre 2026.
    «My theory [...] is that the bodily changes follow directly the perception of the exciting fact, and thai our feeling of the same changes as they occur is the emotion.»
  36. ↑ William James, G. Papini and the Pragmatist Movement in Italy, in The Journal of Philosophy, Psychology and Scientific Methods, vol. 3, n. 13, Journal of Philosophy, Inc., 1906, pp. 337–341, DOI:10.2307/2011869. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  37. ↑ William James, The Will To Believe. And other essays in popular philosophy, Longmans, Green, and Co., 1912, p. 114. URL consultato il 22 ottobre 2026.
    «The willing department of our nature, in short, dominates both the conceiving department and the feeling department; or, in plainer English, perception and thinking are only there for behavior's sake.»
  38. ↑ Wm. James, Remarks on Spencer's Definition of Mind as Correspondence, in The Journal of Speculative Philosophy, vol. 12, n. 1, Penn State University Press, 1878, pp. 1–18. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  39. ↑ William James, What Pragmatism Means (PDF), in Pragmatism. A New Name for Some Old Ways of Thinking, Longsman, Green, and Co, 1922, p. 51.
    «Pragmatism represents a perfectly familiar attitude in philosophy, the empiricist attitude, but it represents it, as it seems to me, both in a more radical and in a less objectionable form than it has ever yet assumed.»
  40. ↑ (EN) Trygve Throntveit, William James and the Quest for an Ethical Republic, Palgrave Macmillan US, 2014, DOI:10.1057/9781137068620, ISBN 978-1-349-29801-3. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  41. ↑ William James, What Pragmatism Means, in Pragmatism. A New Name for Some Old Ways of Thinking, Longsman, Green, and Co, 1922, p. 24.
    «His faith acts on the powers above him as a claim, and creates its own verification.»
  42. ↑ William James, La Volonta Di Credere, 1912, p. 32. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  43. ↑ The Varieties of Religious Experience - Lecture I. Religion and Neurology (by William James), su www.authorama.com. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  44. ↑ (EN) Eugene Taylor, William James and Sigmund Freud: “The Future of Psychology Belongs to Your Work”, in Psychological Science, vol. 10, n. 6, SAGE Publications Inc, 1º novembre 1999, p. 469, DOI:10.1111/1467-9280.00190. URL consultato il 22 ottobre 2026.
    «Taylor, E.I. (1995, December). "The future of psychology belongs to your work": William James on Sigmund Freud. Paper presented at the annual meeting of the American Academy of Psychoanalysis, Boston»
  45. ↑ (EN) Jack Barbalet, William James: Pragmatism, Social Psychology and Emotions, in European Journal of Social Theory, vol. 7, n. 3, SAGE Publications Ltd, 1º agosto 2004, pp. 337–353, DOI:10.1177/1368431004044197. URL consultato il 21 ottobre 2026.
    «I hope that Freud and his pupils will push their ideas to their utmost limits, so that we may learn what they are. They can’t fail to throw light on human nature; but I confess that he made on me personally the impression of a man obsessed with fixed ideas. I can make nothing in my own case with his dream theories, and obviously ‘symbolism’ is a most dangerous method.»

Bibliografia

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