| Willy Bocola | |
|---|---|
| Nascita | San Severo, 23 novembre 1905 |
| Morte | Tripoli, 22 dicembre 1936 |
| Cause della morte | incidente di volo |
| Luogo di sepoltura | cimitero di San Severo di Foggia |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regia Aeronautica |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1929 - 1936 |
| Grado | Capitano |
| Comandante di | 80ª Squadriglia caccia |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Regia Accademia Aeronautica di Caserta |
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Willy Bocola (San Severo, 23 novembre 1905 – Tripoli, 22 dicembre 1936) è stato un aviatore e militare italiano che, come capitano pilota della specialità caccia, fu primatista mondiale di volo rovesciato, conquistando tale record a bordo di un aereo da addestramento Breda Ba.19 il 15 maggio 1933, volando per 65 minuti e 51 secondi sull'aeroporto di Roma-Centocelle-Nord.
Nacque a San Severo, provincia di Foggia, il 23 novembre 1905, figlio di Alessandro e di Anna Maria Parisi. Dopo aver frequentato l'Istituto Nautico a Piano di Sorrento, entrò nella Regia Accademia Aeronautica di Caserta, Corso Centauro nel 1925, venendo promosso tenente il 1 aprile 1929.
Sempre nel 1929 venne assegnato al prestigioso 1º Stormo Caccia Terrestre di Campoformido, reparto specializzato nel volo acrobatico e nel volo in formazione, ed allora ai comandi del tenente colonnello Rino Corso Fougier.
L’8 gennaio 1930, in occasione del matrimonio tra il Principe ereditario Umberto di Savoia e la principessa Maria José del Belgio, con la "Squadriglia Folle" sorvolò i cieli Roma, disegnando lo stemma della casa sabauda. Il 22 giugno dello stesso anno convolò a giuste nozze con la signorina Marty Schär, e dalla loro unione nacquero due figli: Sandro e Heidy. Nel periodo 1932-1934 fu pilota acrobatico della "Squadriglia Folle". Tra il 22 e il 31 luglio 1932 partecipò alla gara di alta acrobazia aerea sull'aeroporto di Zurigo-Dubendorf (Svizzera), e poi, appena nominato comandante della 80ª Squadriglia caccia, il 14 maggio 1933 conquistò il record mondiale di volo rovesciato su velivolo Breda Ba.19, volando per 65 minuti e 51 secondi sull'aeroporto di Roma-Centocelle-Nord. Nel 1935 fu trasferito al 2º Stormo Caccia Terrestre di stanza sull'aeroporto di Torino-Mirafiori, equipaggiato con i nuovi velivoli Fiat C.R.30.
Trasferito poi all'aeronautica della Libia, il 22 dicembre 1936 si imbarcò su di un Caproni Ca.309 Ghibli pilotato dal capitano Giuseppe Caggia che dall'aeroporto di Mellaha (oggi Aeroporto militare di Mitiga) doveva portarlo sull'Aeroporto di Berca. Durante la fase di decollo, a causa dell'eccessivo carico di carburante imbarcato per consentire il volo diretto tra le due destinazioni, a causa della pista rovinata dalla pioggia l'aereo non riuscì ad alzarsi ed andò in stallo finendo contro un edificio che si trovava ai lati della pista. Rimasto illeso si attardò ad uscire per aiutare Caggia, incastrato tra i comandi di volo e il sedile del pilota, ma l'aereo prese fuoco intrappolando all'interno i due aviatori che perirono entrambi. Si registrò anche una terza vittima, Enrico Barobbi.
Le salme degli sfortunati aviatori furono rimpatriate il 24 dicembre. I suoi funerali si tennero a San Severo, e lì fu tumulato nelle cappella di famiglia sita nel locale cimitero. Per onorarne la memoria nel corso del 1937 gli fu intitolato il regio aeroporto di Benina a Bengasi.