Vladimiro è un nome proprio di persona italiano maschile.
In numerose lingue slave è diffusa la forma abbreviata Vlad, o sue varianti quali Vlado, Vlatko e Vladan; oltre a queste, si annoverano anche il georgiano ლადო (Lado) e i russi Володя (Volodja) e Вова (Vova).

Si tratta di un nome comunissimo nei paesi slavi, che ha un suo corrispettivo germanico in Valdemaro; la forma slava antica era Vladiměr (di cui esisteva anche la variante "russizzata" Volodimer), composta dalle radici vlad ("potere", "potenza", "dominio") e měr o meru ("grande", "celebre", "famoso"), col possibile significato complessivo di "illustre per la sua potenza", "celebre per le sue proprietà". Col passare del tempo, il senso del secondo elemento andò perso, e venne quindi sostituito da mir, che vuol dire "pace", ma anche "mondo". Entrambi i termini a cui oggi viene ricondotto il nome sono frequentissimi nell'onomastica slava: vlad si trova anche in Ladislao e Vsevolod, e mir in Dragomir, Radomir, Miroslavo e molti altri.
Il nome venne portato da Vladimir I, gran principe della Rus' di Kiev, che convertì la Russia al cristianesimo, guadagnandosi la santità; dopo che ebbe sconfitto il popolo baltico degli jatvingi, il suo nome venne deonomasticizzato generando il termine lituano valdymieras, che vuol dire "conquistatore", "dominatore".
In Italia, l'uso del nome è eccezionale, perlopiù ripreso dall'Ottocento a partire dal russo, sia con motivazioni culturali (tratto da varie opere letterarie e teatrali), sia politiche (fu il nome di Lenin); negli anni settanta, risultava più diffuso al Centro-Nord, specie in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Lombardia, con circa settemila occorrenze. Le grafie con la W hanno motivazioni prettamente "grafiche", e non hanno riscontro nelle lingue slave al di fuori del polacco Włodzimierz, comunque non pertinente.
L'onomastico viene festeggiato il 15 luglio in ricordo di san Vladimiro, gran principe della Rus' di Kiev.



