Il Wujiquan (无极拳) è un metodo di combattimento delle arti marziali cinesi; di matrice taoista, fa parte di quella che è definita scuola del monte Wudang. È classificabile come Neijia.
Il Wuji è il non essere e la sua nascita precede quello dello Yin e dello Yang. Con il termine Wuji si indica quindi il vuoto, la non polarità. Tali principi sono propri della filosofia taoista e prendono spunto da uno dei libri sacri del Taoismo, il Tao Te Ching o "Libro della Via e della Virtù", di Laozi. Una frase molto antica dice Wuji er Taiji che può essere tradotta "in origine era il non polo, poi venne il polo". Cioè da quello che viene detto "brodo primordiale", il vuoto che c'era prima di tutto, venne lo stato di equilibrio (Taiji). Dal Wuji, dal vuoto iniziale parte tutto, ed a quel vuoto tutto tende a far ritorno. "Tutto sotto il cielo è generato dall'essere; l'essere nasce dal non essere". È interessante notare che la pratica marziale cinese ha attinto molto dalla filosofia taoista. Il concetto del Wuji (assenza di polarità, calma iniziale) permea il metodo di combattimento Wujiquan; quello di Taiji (l'equilibrio tra Yin e Yang) caratterizza il Taijiquan; il Bagua (gli otto trigrammi) ha portato alla creazione dello stile Baguazhang.
La quintessenza del Wujiquan segue la teoria che l'uomo è una parte integrante della natura (根据天人合一 Genju Tian Ren Heyi) e vede le funzioni del corpo umano come le rotazioni del globo terrestre. Esso contiene 16 tipi di immagini naturali, 27 tipi di condizioni di pulsazione, 30 tipi di scheletri umani. Elenca 20 tipologie di Jin (劲, energia): Leng (冷), Dan(弹), Cui (脆), Kuai (快), Ying (硬), Chen (沉), Chang (长), Mian (绵), Rou (柔), Qiao (巧), Huo (活), Huan (缓), Qing (轻), Ling (灵), Dou (抖), Han (含), Xu (虚), Zhan (粘), Lian (连), Sui (随). Nel Wujiquan esterno ed interno coincidono, interno ed esterno corrispondono.
Il Wuji Quan, è il pugno del non essere (assenza di polarità). Contiene in sé i principi del Taiji quan. Alla base del Wuji c'è la considerazione che gli uomini sono un tutt'uno, e in conseguenza di ciò, l'attacco che viene dall'esterno in realtà è una disarmonia del tutt'uno da correggere con una forza contraria di eguale intensità, come spiega il detto Shengke zhi hua (生克制化, reciprocamente agire in opposizione per elaborare il cambiamento). Maggiore è la potenza dell'attacco, maggiore sarà la risposta.
Scopo del wuji è quello della non azione, o meglio, secondo la visione taoista, si persegue l'azione non intenzionale, il Wu Wei, "Solo chi non combatte non sarà mai sconfitto", e nel momento in cui ci sarà un attacco lo scopo è quello di riportare tutto allo stato primordiale, al punto zero, eliminando la disarmonia senza crearne un'altra. Il wuji nella filosofia taoista non è altro che il vuoto che c'era prima di tutto, e conteneva tutto allo stato di potenziale. Da ciò sono nati lo Yin e lo Yang che si equilibrano nel Taiji. Il Wujiquan, prendendo la vita da questi principi fonde forza e morbidezza, velocità e lentezza, movimenti sinuosi e potenti e movimenti esplosivi e veloci.
Il termine Wuji implica quindi l'assenza di limiti o restrizioni che spesso sono propri di altri stili. È necessario per praticare questo metodo, avere solide basi e grandi abilità marziali in modo da integrare correttamente caratteristiche tipiche di altri stili. Il praticante ha una grande libertà nell'usare le sue abilità marziali. Pur nella sua libertà, caratteristica del wuji, così come di altri metodi taoisti, è la circolarità delle movenze; la radice di ciò è di matrice filosofica; infatti secondo il taoismo tutto si muove in circolo partendo dal Tao e tornando al Tao, in una continua trasformazione dall'essere al non essere, e viceversa. Fondamentale in tale metodo, così come in tutti i metodi marziali interni, sono le tecniche di respirazione collegate alla circolazione del Qi (l'energia interiore, Ki in giapponese), le note pratiche di Qigong (o Chi Kung, cioè abilità, Gong, del controllare l'energia interiore, Qi). Col termine Wuji, infatti, si intendono anche alcune pratiche di Qigong.
Come armi in questo ramo vengono insegnate: Damojian (达摩剑, la spada di Bodhidharma); Sanshou dao (三手刀); Zilong qiang (子龙枪); Simen qiang (四门枪).
I praticanti di Wujiquan rivendicano un'origine antica, che più che reale è leggendaria e filosofica. Per alcuni tale metodo di combattimento si fa risalire alle arti del Monte Wudang. Questo avviene perché oggi il Wujiquan è uno dei pugilati insegnati e classificati come scuola Wudang, infatti lo stile Wudangpai comprende il Wujiquan. A tali montagne è legata la storia del leggendario Zhang Sanfeng a cui si deve tradizionalmente la creazione di 13 posizioni da cui sarebbe nato tutto il sistema di Wudang e l'invenzione del Taijiquan. Tale stile ha caratteristiche comuni al Wujiquan, nella tecnica e nella filosofia. I Documenti delle associazioni pugilistiche di Wushu della Città di Tianjin (天津市武术拳协录, Tianjin shi wushu quan xie lu) indicano Zhang Sanfeng come creatore del Wujiquan e questo stile come una scuola presente nell'area della città di Tianjin, ma raramente visibile. Un Maestro di Wujiquan in questa città è Gao Tiejing (高铁静).
Secondo Wang Junyan, il Wujiquan avrebbe avuto origine dal test del metodo di pugilato che era utilizzato nel sistema antico di esami imperiali civili e militari. In particolare durante l'epoca della dinastia Song del Nord il metodo di pugilato doveva seguire la teoria Wuji.