Xoanon

Xoana in legno del VII–VI secolo a.C. rinvenuti a Palma di Montechiaro (Museo Archeologico Paolo Orsi, Siracusa)

Lo xoanon (in greco antico ξόανον?, pl. ξόανα, xoana; dal greco antico ξέω?, "intagliare, scolpire") era una tipologia di idolo scolpito in legno, diffuso nell'antica Grecia e solitamente associato al leggendario scultore Dedalo.

Numerosi xoana sono stati descritti da Pausania nella sua Periegesi della Grecia, tutti raffiguranti divinità o semidei; ad oggi se ne conoscono soltanto tre piccoli esemplari, rinvenuti nel 1934 a Palma di Montechiaro, in Sicilia.

Tipi di xoana

Alcuni tipi di xoana arcaici possono essere riflessi nelle arcaiche versioni in marmo, come l'Hera di Samo simile a un pilastro, la piatta Hera di Delo o alcuni tipi di kouros che possono essere stati usati per rappresentare Apollo.

Un tipo differente di figura di culto dove faccia, mani e piedi venivano intagliati nel marmo, mentre il resto del corpo era fatto di legno, viene chiamata acrolito. Le parti in legno erano solitamente coperte con tessuto o foglia d'oro.

Xoana conosciuti

Cassandra si regge al Palladio; dettaglio da un affresco della Casa del Menandro a Pompei

Nelle fonti antiche e nella saggistica storica, tra cui gli studi di Walter Burkert, vengono menzionati diversi importanti simulacri lignei:

  • Il Palladio: lo xòanon in assoluto più celebre del mito, raffigurante Atena armata. Secondo la leggenda, fu voluto da Atena dopo che uccise Pallade ed in seguito cadde dal cielo nella Troade come dono di Zeus per la fondazione di Troia. Considerato il talismano protettivo della città, venne in seguito rubato da Ulisse e Diomede durante la guerra.
  • Lo xoanon di Atene: custodito all'interno dell'Eretteo sull'Acropoli, era un antichissimo simulacro in legno d'olivo che raffigurava Atena (identificato come l'effigie di Atena Poliade). Gli ateniesi credevano che fosse caduto sulla terra dai cieli come un dono divino alla città. Pausania ne testimonia la presenza ancora nel II secolo d.C.
  • Lo xoanon di Icaria: sull'isola di Icaria, un pezzo grezzo di legno privo di fisionomia umana veniva venerato dai fedeli come contenitore o rappresentazione dello spirito della dea Artemide.
  • Gli xoana della grotta di Cibele: Ovidio nelle Metamorfosi descrive la presenza di numerose immagini rituali in legno consacrate all'interno del santuario rupestre della dea Cibele.

Legno e tessuti

"Figura a tavola" di gesso, databile in un arco di tempo che va dall'Antico Cipriota III al Medio Cipriota I, 1900-1800 a.C. (Museo di Arte Cicladica, Atene)

Per Strabone, lo xoanon "intagliato" può essere anche in avorio; Pausania, tuttavia, usa sempre il termine xoanon al meglio, in senso stretto, per denotare un'immagine in legno; a Corinto Pausania annota che "Il santuario di Atena Chalinitis è nei pressi del teatro, e vicino a esso vi è uno xoanon scoperto di Eracle, che si diceva fosse stato realizzato da Dedalo. Tutti i lavori di questo artista, sebbene alquanto sgraziati a vedersi, hanno in essi, nonostante tutto, un tocco di divino". (Descrizione, 2.4.5)

«Dei lavori di Dedalo ci sono due in Beozia, un Eracle a Tebe e il Trofonio a Lebadea. Ci sono anche due altri xoana a Creta, una Britomarti a Olous e una Athena a Cnosso.... A Delo, anche, c'è un piccolo xoanon di Afrodite, la sua mano destra danneggiata dal tempo, e, invece di piedi, la sua parte più bassa è quadrata. Io sono persuaso che Ariadne avesse ottenuto questa immagine da Dedalo.»

Simili xoana vennero ascritti dai greci al contemporaneo di Dedalo, l'ugualmente leggendario Smilide. Tali figure furono spesso vestite con vero materiale tessile, come il peplo il quale era tessuto e cerimonialmente consegnato ad Atena, sull'Acropoli di Atene.

Il legno di cui uno xoanon era intagliato era spesso simbolico: legni d'olivo, pero, vitex, quercia , sono tutti specificamente menzionati.

Copie delle immagini di venerazione

Sintetizzando la Signora di Efeso come Diana Aventina: una copia romana in marmo della riproduzione greca di uno xoanon perduto del periodo geometrico (incisione del XVIII secolo)

Una tale immagine arcaica di legno della dea taurica venne rubata da Ifigenia e Oreste in Ifigenia in Tauride (versi 1359-59). Considerata l'importanza dello xoanon nel culto locale ci si assicurava che esso sarebbe stato accuratamente copiato quando le colonie venivano fondate, e portato via dai coloni dalla città madre.

Strabone (4.1) riporta che la metropoli Massalia (attuale Marsiglia) venne fondata dai focesi. Il loro culto di Artemide ad Efeso venne trasferito con la colonia, giustificato nel mito di fondazione da un sogno, e la rappresentazione artistica dell'immagine di culto — Strabone usa il termine diathesis (greco διάθεσις) — venne ri-esportata nelle sotto-colonie massaliote, "dove essi tenevano la stessa diathesis dello xoanon, e tutti gli altri usi precisamente gli stessi come era consuetudine nella città-madre" .

Similmente, si andavano cementando i legami culturali tra la colonia di focesi a Massalia e la comunità di focesi a Roma, "tra gli altri, i romani hanno consacrato lo xoanon di Artemide sull'Aventino, prendendo lo stesso modello dai Massalioti" (Strabone, 4.1.5). Così l'immagine di culto della Signora di Efeso, identificata come Artemide nella cultura greca, fu ridefinita come Diana Aventina a Roma, di cui sopravvivono copie marmoree (illustrazione, a sinistra).

Note

  1. ↑ (EN) Florence M. Bennett, A Study of the Word ΞΟΑΝΟΝ, in American Journal of Archaeology, vol. 21, n. 1, The University of Chicago Press, 1917, pp. 8-21, DOI:10.2307/497155.
    «The Greeks called these figures xoana (from xeein, to scrape wood)»
  2. ↑ (EN) Henry George Liddell e Robert Scott, A Greek-English lexicon, Oxford University Press Warehouse, 1883, p. 1019.
    «ξόανον, τό, (ξέω) an image carved of wood.»
  3. 1 2 Xoanon, su Treccani. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  4. ↑ Cfr. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 12, 1-2.
  5. ↑ Atenagora, Leggi, 17.
  6. ↑ (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, I, 26, 6, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
  7. ↑ Cfr. Ovidio, Metamorfosi, X, vv. 693 ss.
  8. ↑ Perciò egli descrive le sculture crisoelefantine dello Zeus di Fidia e dell'Hera di Policleto come xoana e anche la Nemesis in marmo a Ramnunte, come annotò Frazer (Frazer 1897)
  9. ↑ Confronta l'immagine della "Signora di Efeso" che i greci chiamavano Artemide: Tempio di Artemisia a Efeso.
  10. ↑ L'olivo è sacro alla dea Atena.
  11. ↑ La quercia è in special modo sacra a Zeus.
  12. ↑ Citato in Daniela Dueck, Hugh Lindsay e Sarah Pothecary, Geografia culturale di Strabone: la formazione di una Kolossourgia (2005:121).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

  Portale Antica Grecia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di antica Grecia