
Gli Yuru-chara (ゆるキャラ?, yuru kyara) sono una tipologia di mascotte largamente diffusa in Giappone, creati appositamente per rappresentare e sponsorizzare città, regioni, eventi, enti pubblici o aziende. Sono caratterizzati da un comportamento amichevole e da un design semplice, kawaii e che incorpora al suo interno elementi storici e/o culturali del luogo che incarnano. Possono essere creati da enti locali o dal governo giapponese stesso per stimolare il turismo in determinate aree; o anche da aziende private con lo scopo di aumentare la propria identità societaria. Nelle loro apparizioni dal vivo, solitamente durante festival o eventi promozionali, gli Yuru-chara vengono interpretati da attori con costumi in formato kigurumi.
Gli Yuru-chara sono diventati negli anni un vero e proprio elemento folcloristico del Giappone moderno, nonché un business altamente redditizio per il paese: il solo personaggio di Kumamon ha infatti generato vendite di oltre 150 miliardi di Yen nel solo 2018.
Il termine Yuru-chara è una contrazione della locuzione giappo-inglese yurui-mascot character (ゆるいマスコットキャラクター?, yurui masukotto kyarakutā). Il termine yurui (緩い?) significa letteralmente "sciolto" ma in questo caso prende varie accezioni, tra cui tondo, morbido, goffo, rilassato o maldestro. Yuru-chara può quindi essere tradotto liberamente come "mascotte rilassata".
Altro termine, più specifico, divenuto popolare è Gotōchi-chara (ご当地キャラ?, gotōchi-kyara, "personaggio locale"). La parola gotōchi (ご当地?) può essere tradotta con "qui" o "appartenente a questo luogo" e fa riferimento agli Yuru-chara che rappresentano città, prefetture, distretti, regioni etc. La maggior parte degli Yuru-chara cade in questa categoria.

Il nome Yuru-chara è stato coniato dall'illustratore Jun Miura nei primi anni 2000 e, nonostante sia stato concepito con un'accezione negativa, è diventato popolare tra fan e promotori di tali mascotte. Miura ha inoltre dichiarato che uno Yuru-chara, per poter essere definito tale, deve seguire 3 leggi fondamentali:
Alcune di queste regole sottintendono che ogni Yuru-chara debba esistere anche sotto forma di kigurumi.
Oltre al generico Yuru-chara e al più specifico Gotōchi-chara, esiste un'altra sottocategoria costituita dalle Moe-chara (萌えキャラ?, moé kyara), Yuru-chara che usano lo stile moe e bishojo invece del classico stile yurui. Anche le Moe-chara sono spesso a loro volta Gotōchi-chara.
Gli Yuru-chara non sono sempre necessariamente maschi o femmine, anzi a volte il sesso di un personaggio viene tenuto appositamente ambiguo, intercambiabile o "a discrezione dello spettatore". Le mascotte, durante le loro apparizioni dal vivo, sono quasi sempre mute.

Una caratteristica molto diffusa nei design degli Yuru-chara è la presenza di elementi che rimandano a storia, cultura, architettura, geografia, prodotti tipici, flora, fauna, figure storiche e/o folclore dei luoghi che incarnano. Questi elementi vengono solitamente incorporati al personaggio in maniera buffa e inusuale, come ad esempio Fukka-chan, Yuru-chara della città di Fukaya, che è un ibrido coniglio/cervo con due cipollotti al posto dei palchi in riferimento ai Fukaya Negi, una varietà di cipollotto nativo della città.
Spesso i nomi degli Yuru-chara incorporano almeno in parte il nome del loro luogo d'origine (Kumamon, Hikonyan etc.) e altrettanto spesso sono formati da giochi di parole, come Nyango-Star: un batterista ibrido gatto/mela, Yuru-chara della città di Kuroishi. Il suo nome deriva dalla fusione delle parole nyan (にゃん, miagolio) e ringo (林檎, mela) col nome d'arte del noto batterista britannico Ringo Starr.

Spesso gli Yuru-chara vengono creati da artisti non professionisti, ciò fa in modo che il loro design possa spesso risultare malfatto, kitsch o una semplificazione eccessiva di quello che dovrebbe rappresentare. Questa aria amatoriale ed imperfetta paradossalmente va di solito ad aumentare il fascino di tali mascotte agli occhi del pubblico nipponico, oltre che a differenziare gli Yuru-chara da altre mascotte create da aziende per fini commerciali, che dunque presentano un design più professionale e curato, come Hello Kitty, Rilakkuma o Domo-kun. Non sempre questa scelta di design riscuote successo però: nel 2010 la rivelazione al pubblico di Sento-kun, Yuru-chara della città di Nara con l'aspetto di un giovane monaco buddista con palchi di cervo sulla testa, ha generato controversie e un'accoglienza generalmente negativa da parte del pubblico, che ha etichettato la mascotte come "brutta" e addirittura "blasfema".
L'esplosione di popolarità degli Yuru-chara trova le sue radici in diversi aspetti della cultura giapponese; uno tra tutti è il concetto di kawaii, un aggettivo che indica qualcosa di piccolo e grazioso non solo nell'estetica ma anche nei comportamenti, che devono essere innocenti, puri e infantili. Il mondo delle mascotte nel sol levante ha attinto a piene mani dall'estetica kawaii, sviluppatasi concretamente negli anni '70 del 900 ma che trova cenni storici a partire dal periodo Edo. All'aspetto kawaii e chibi si unisce poi la vicinanza degli Yuru-chara alla mitologia e superstizione giapponese. Le mascotte possono essere in qualche modo equiparate ad una versione moderna degli yōkai, gruppo estremamente eterogeneo di creature sovrannaturali appartenenti alla mitologia nipponica. Gli yōkai, così come gli Yuru-chara, sono un esempio lampante del fascino che hanno i giapponesi nel personificare oggetti inanimati e concetti astratti, inoltre alcuni Yuru-chara si ispirano proprio a determinati yōkai, come Kapal (カパル?) che si ispira a un kappa o Kokuri (刻理?) che si ispira ad un tanuki.

Il vero e proprio boom di popolarità degli Yuru-chara è avvenuto nel 2007 con la presentazione al pubblico di Hikonyan, Yuru-chara della città di Hikone, creato per commemorare il quattrocentesimo anniversario della fondazione del castello locale. Il successo nazionale di Hikonyan e l'aumento del numero di turisti sia alla città che al castello diede inizio ad un costante aumento di Yuru-chara in tutto il paese, tanto che nel 2014 il Gotōchi-chara Catalogue (ご当地キャラカタログ?, gotōchi kyara katarogu), database online che elenca gli Yuru-chara e le loro caratteristiche, segnava un numero di oltre 3000 mascotte registrate.
Dal 2010 al 2020 si è tenuto annualmente lo Yuru-chara Grand Prix (ゆるキャラグランプリ?, yuru kyara guranpuri), contest in cui veniva eletta la mascotte più popolare tramite la votazione del pubblico. Il primo vincitore è stato Hikonyan. A partire dal 2023, lo Yuru-chara Grand Prix è stato sostituito dallo Yuruverse (ゆるバース?, yurubāsu), contest di popolarità parzialmente online (le votazioni si tengono nel metaverso e le premiazioni in un luogo fisico) in collaborazione col servizio di IA generativa Spiral.AI, che pianifica di creare in futuro esperienze interattive con gli Yuru-chara tramite l'intelligenza artificiale. Il primo vincitore dello Yuruverse è stato Udonnoww, Yuru-chara della prefettura di Kagawa.
Oltre al turismo, un'altra fonte di reddito derivante dagli Yuru-chara è la vendita di gadget a loro dedicati come peluche, portachiavi, prodotti per cancelleria, set di adesivi per il sistema di messaggistica Line etc. fino ad arrivare anche a prodotti orientati ai fan in età adulta delle mascotte, come sakè e carte di credito a tema.
Nel 2014 è stato pubblicato il videogioco Gotōchi Testsudō: Gotōchi-chara to Nipponzenkoku no Tabi (ご当地鉄道 ~ご当地キャラと日本全国の旅~? lett. "Ferrovie locali: viaggia per il Giappone con i Gotōchi-chara") su Nintendo 3DS e Wii U. il gioco, distribuito da Bandai Namco, è un party game basato sul gioco del sugoroku, che permette al giocatore di viaggiare per il Giappone e incontrare fino a 120 Gotōchi-chara.
A partire dal 2014, Kumamon e Funassyi fanno apparizioni nei giochi del franchise di Taiko no Tatsujin. Kumamon appare anche nel gioco di ruolo Yo-kai Watch 2 per Nintendo 3DS.