
La zattera è un'imbarcazione di forma piana formata da tronchi d'albero o piante legati tra loro, governate attraverso un remo, detto appunto remo di governo. La persona che manovra il remo, o che esercita questo mestiere, viene chiamata zattiere.
La zattera era utilizzata soprattutto presso i popoli primitivi; ora però viene usata come mezzo di trasporto di merci come ad esempio legname e il mestiere dello zattiere è tuttora praticato. Le zattere basano il loro principio di funzionamento sul fatto che il peso specifico del legno è inferiore a quello dell'acqua, permettendone dunque il galleggiamento secondo il noto principio di Archimede.
Esistono anche altri tipi di zattere dette di salvataggio usate sulle barche in caso di emergenza; sono formate da tubolari autogonfiabili di solito di colore arancione o rosso, che venivano chiamate zattere Carley, dal nome del suo inventore.
Le prime evidenze dell'uso di zattere risalgono alla Preistoria, quando comunità umane di diverse regioni del mondo svilupparono in modo indipendente sistemi di galleggiamento per attraversare fiumi, laghi e zone costiere. Le zattere rappresentano probabilmente la forma più primitiva di navigazione.
Nell'antico Egitto, lungo il fiume Nilo, venivano impiegate zattere costruite con fasci di papiro, materiale leggero e naturalmente galleggiante. Strutture simili erano diffuse anche in Mesopotamia e in altre civiltà fluviali, dove la navigazione interna era essenziale per il commercio e la comunicazione.
Nell’area dell'antica Grecia, la zattera non ebbe un ruolo centrale nella navigazione marittima, poiché i Greci svilupparono precocemente imbarcazioni più avanzate, come triremi e navi mercantili.
Nell'Impero romano, le zattere e soprattutto le piattaforme galleggianti ebbero un ruolo più pratico e documentato, soprattutto in ambito militare e logistico.
In Sudamerica, le culture precolombiane svilupparono zattere in legno di balsa, particolarmente leggere e adatte alla navigazione costiera e fluviale.
In Asia orientale e sud-orientale, invece, si diffusero zattere realizzate in bambù, materiale resistente e flessibile, utilizzato soprattutto lungo fiumi e aree soggette a inondazioni.
In Oceania, l'uso della zattera è storicamente meno centrale rispetto ad altre regioni del mondo, poiché molte culture oceaniche svilupparono precocemente imbarcazioni più evolute, in particolare canoe a bilanciere e canoe polinesiane adatte alla navigazione oceanica. Le zattere, in senso stretto, erano comunque presenti in alcune aree dell'Oceania, ma venivano utilizzate soprattutto per spostamenti brevi in lagune, fiumi o acque costiere riparate. In questi contesti venivano costruite con materiali locali come legno leggero, canne o fasci vegetali.
In molte regioni del mondo la zattera è stata progressivamente sostituita in epoca moderna da imbarcazioni più avanzate, come canoe e barche a scafo rigido.
La zattera è diventata anche oggetto di interesse scientifico ed esplorativo. Un esempio è la spedizione Kon-Tiki Expedition del 1947, guidata dall'esploratore norvegese Thor Heyerdahl, che attraversò l'Oceano Pacifico su una zattera di balsa per testare ipotesi sulle possibili migrazioni preistoriche tra Sudamerica e Polinesia.
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