| ZeniMax Media | |
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| Stato | |
| Forma societaria | Società controllata |
| Fondazione | maggio 1999 |
| Fondata da | Christopher Weaver Robert Altman |
| Sede principale | Rockville |
| Gruppo | Xbox (Microsoft) |
| Controllate | |
| Persone chiave |
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| Settore | Informatico |
| Prodotti | Videogiochi |
| Dipendenti | 2300 (2020) |
| Sito web | www.zenimax.com |
ZeniMax Media è una holding statunitense con sede nella città di Rockville (Maryland), fondata nel 1999 da Christopher Weaver e Robert Altman. Attraverso le proprie società consociate, si occupa dello sviluppo e della pubblicazione di videogiochi.
È la società madre di Bethesda Softworks, oltre a possedere gli studi di sviluppo Bethesda Game Studios (The Elder Scrolls, Fallout, Starfield), id Software (Doom, Quake, Rage), Arkane Studios (Dishonored, Prey, Redfall), MachineGames (Wolfenstein) e ZeniMax Online Studios (The Elder Scrolls Online). Microsoft ha acquisito ZeniMax Media per 7,5 miliardi di dollari nel marzo 2021 e la gestisce all'interno della divisione Xbox.
Christopher Weaver, il fondatore dell'editore di videogiochi Bethesda Softworks, e Robert A. Altman, un avvocato, fondarono ZeniMax Media nel 1999. Il nome è una parola macedonia di "zenith" e "maximum". La società fu fondata per succedere a Media Technology Limited come società madre di Bethesda Softworks. Weaver coinvolse Altman come amministratore delegato, conferendogli le sue azioni in Bethesda Softworks in modo che ZeniMax Media potesse ottenere finanziamenti. Weaver ricoprì la carica di direttore tecnologico dal 1999 al 2002, quando passò a un ruolo non esecutivo. Più tardi, nello stesso anno, intentò una causa contro ZeniMax, sostenendo la violazione del contratto e affermando di avere diritto a 1,2 milioni di dollari di indennità di fine rapporto. Nel febbraio 2007 Weaver deteneva solo una quota del 33% nella società, ridotta ridotta ulteriormente entro il 2020.
Tra i membri originali del consiglio di amministrazione c'erano Harry E. Sloan, Les Moonves, e Robert Trump. Nel 2000 il SBS Broadcasting Group, gestito da Sloan, acquisì una partecipazione del 12,5% in ZeniMax nell'ambito di una partnership tra le due società, nello stesso anno Terry McAuliffe, George Mitchell, Dean Devlin e Jon Feltheimer entrarono a far parte di ZeniMax come consulenti. La società acquisì il franchise Fallout da Interplay Entertainment nel 2004.
Nell'agosto del 2007 ZeniMax crea lo studio ZeniMax Online Studios, guidato da Matt Firor. Nello stesso anno Providence Equity Partners acquistò una quota del 25% in ZeniMax per 300 milioni di dollari. ZeniMax aveva 200 dipendenti nell'ottobre del 2007, acquisì i franchise Prey e Rage nel 2009 e nel gennaio 2011 raggiunse i 400 dipendenti.
Nel maggio 2014 ZeniMax inviò una lettera a Facebook e alla sua sussidiaria Oculus VR, affermando che qualsiasi contributo apportato da John Carmack al progetto Oculus Rift era proprietà intellettuale di ZeniMax. La società intentò una causa contro Oculus VR nello stesso mese. A giugno Oculus VR presentò una risposta alla causa, affermando che ZeniMax rivendicava falsamente la proprietà per trarre vantaggio dalla sua acquisizione da parte di Facebook. Oculus VR sostenne inoltre che Oculus Rift non condivideva alcun codice o tecnologia con ZeniMax. Nel febbraio 2017 una giuria si è pronunciata a favore di ZeniMax. Ha stabilito che, sebbene Oculus VR non avesse sottratto i segreti commerciali di ZeniMax, aveva violato i diritti d'autore e i marchi di ZeniMax, oltre a un accordo di non divulgazione. A ZeniMax sono stati riconosciuti 500 milioni di dollari.
Il 21 settembre 2020 ZeniMax viene acquisita da Microsoft, insieme a tutte le proprie società consociate, per 7,5 miliardi di dollari. Il 9 marzo 2021, dopo il via libera all'acquisizione, è entrata ufficialmente a far parte di Xbox Game Studios. Nel maggio 2024 Microsoft ha annunciato la chiusura degli studi Arkane Austin, Alpha Dog Games e Tango Gameworks (The Evil Within, GhostWire: Tokyo), nonché l'assorbimento di Roundhouse in ZeniMax Online Studios. Nell'agosto 2024 Krafton ha acquistato Tango Gameworks impedendone la chiusura.