| Zurupleuropholis | |
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| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Famiglia | Pleuropholidae |
| Genere | Zurupleuropholis |
| Specie | |
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Zurupleuropholis è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente all’infraclasse Teleostei. È l’unico genere attribuito alla famiglia Pleuropholidae. I suoi resti fossili provengono da depositi del Cretaceo inferiore (Albiano) della Formazione Lagarcito, nel Parco nazionale Sierra de las Quijadas nella provincia di San Luis, in Argentina.
Il nome del genere deriva dalla parola zuru, che nella lingua indigena allentiac delle comunità huarpe della regione di Cuyo significa “pesce”, combinata con pleuropholis, in riferimento alle scaglie dei fianchi.
Il genere Zurupleuropholis comprende piccoli teleostei caratterizzati da corpo snello e dimensioni ridotte, con una lunghezza totale compresa approssimativamente tra 5 e 7 centimetri. I fossili sono stati rinvenuti nella cava denominata “Loma del Pterodaustro”.
Il cranio e le scaglie erano ricoperti da ganoina, una sostanza smaltata tipica di numerosi pesci attinotterigi primitivi. Tra le caratteristiche distintive del genere vi sono un opercolo di forma subtriangolare e un preopercolo con margine ventro-posteriore fortemente sviluppato.
La colonna vertebrale era composta da centri vertebrali monospondili. Il cleitro aveva forma a mezzaluna, mentre i coracoidi erano ampi e si incontravano sulla linea mediana. Le pinne pettorali erano situate vicino al margine ventrale del corpo e possedevano otto o nove lepidotrichi segmentati con basi lunghe; il primo raggio pettorale era fuso prossimalmente con un fulcro basale e la pinna presentava cinque o sei fulcri marginali.
La pinna dorsale era preceduta da elementi a forma di scudo. La pinna anale era situata nel terzo posteriore del corpo e possedeva un fulcro basale e un raggio separato. Le scagliedei fianchi erano ganoidi, profonde e rettangolari, con margine posteriore diritto, risultando da tre a sette volte più profonde che lunghe. Posteriormente alla pinna dorsale erano presenti scaglie ingrandite o elementi simili a scudi.
Il genere Zurupleuropholis venne istituito nel 2017, ed è stato attribuito alla famiglia Pleuropholidae, un piccolo gruppo di pesci attinotterigi di dimensioni ridotte, dotati di alte scaglie lungo i fianchi e vicini ai Pholidophoriformes.
Il genere comprende due specie fossili provenienti dalla Formazione Lagarcito.
Zurupleuropholis quijadensis è la specie tipo del genere. Il nome specifico deriva dalla località di provenienza, la Sierra de las Quijadas. È conosciuta da un unico esemplare proveniente dal livello 1 della cava “Loma del Pterodaustro”. L’animale raggiungeva circa 5 centimetri di lunghezza totale e possedeva un corpo snello con altezza del tronco pari a circa un quarto o un quinto della lunghezza totale. L’esemplare noto è privo della pinna caudale.
Zurupleuropholis decollavi è conosciuta da un singolo esemplare proveniente dal livello 2 della stessa cava. Il nome specifico deriva dal latino decollavi (“decapitato”), in riferimento all’olotipo che non conserva il cranio. L’esemplare è preservato in lastra e contro-lastra e conserva principalmente la regione postcraniale con parte della serie opercolare. Questa specie raggiungeva circa 7 centimetri di lunghezza totale ed era circa sei o sette volte più lunga che alta.
Le due specie di Zurupleuropholis sono distinte sulla base di una combinazione di caratteri anatomici e di alcune caratteristiche uniche. Diversi caratteri postcraniali, in particolare la posizione della pinna dorsale rispetto alla pinna anale e le variazioni nella forma, nel numero e nella disposizione delle squame, indicano differenze specifiche tra i due taxa. Tali caratteri riflettono modelli di differenziazione interspecifica nei teleostei primitivi.