| Anas | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 27 giugno 1946 a Roma |
| Fondata da | Governo italiano |
| Sede principale | Roma |
| Gruppo | Ferrovie dello Stato Italiane |
| Persone chiave |
|
| Settore | Trasporto |
| Prodotti | Costruzione, gestione e manutenzione delle reti stradali e autostradali |
| Fatturato | 4.631.558.761,00 € (2025) |
| Utile netto | -28.841.633,00 € (2025) |
| Dipendenti | 7 774 (2026) |
| Slogan | «L'Italia si fa strada» |
| Sito web | www.stradeanas.it |
L'Anas (acronimo di "Azienda nazionale autonoma delle strade") è una società per azioni italiana a controllo pubblico deputata alla gestione delle strade statali e delle autostrade non concesse.
Fondata nel 1946, fu prima trasformata in ente pubblico economico (1996), nella stagione delle privatizzazioni, poi in società per azioni (2002). Dal gennaio 2018 fa parte del gruppo societario di Ferrovie dello Stato Italiane. È vigilata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Precursore dell'ente fu l'Azienda autonoma statale della strada (AASS), creata nel 1928, ma nell'immediato secondo dopoguerra italiano, con il d.lgs. 27 giugno 1946 n. 38, venne istituita l'A.N.A.S., Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali, come ente di diritto privato. Direttore generale fu nominato Eugenio Gra, uno degli ideatori del progetto del Grande Raccordo Anulare di Roma (GRA/A90), i cui lavori presero il via nel 1948.
Al principio degli anni cinquanta, l'Anas dovette far fronte a una situazione grave, principalmente dovuta ai danni della seconda guerra mondiale, con la maggior parte delle infrastrutture ferroviarie distrutte o danneggiate. La rete autostradale era di circa 440 km ed ebbe bisogno di molti capitali e di molti anni di lavoro per giungere ai suoi primi 5 000 km nel 1975; la rete stradale invece era di 21 146 km, in gran parte da controllare e da ricostruire. In particolare, è stato calcolato che i chilometri di rete danneggiati dalla guerra furono 14 000, la metà dei quali erano praticamente distrutti e richiedevano un rifacimento completo.
Un passo importante per la ricostruzione e il miglioramento della rete viaria del Paese si ebbe il 16 giugno 1951 con la stipula della convenzione tra Anas e la Cassa del Mezzogiorno (ente creato l'anno precedente per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del Sud d'Italia) finalizzata alla realizzazione di opere di viabilità.
La legge 21 maggio 1955, n. 463 disegnò l'impianto della rete autostradale nazionale. Complessivamente il piano Romita riguardava 5–600 km di autostrade esistenti e da realizzare e impegnò anche l'IRI sul fronte della progettazione, costruzione e gestione delle autostrade. Nel 1955, inoltre, Anas stipulò una nuova convenzione con la Cassa del Mezzogiorno per avviare un consistente riclassamento delle strade provinciali in strade statali e per assumere la gestione delle strade realizzate dalla Cassa stessa.
La legge 13 agosto 1959 n. 904 finanziò alcune autostrade tra cui, in Sicilia, la Messina-Catania e la Palermo-Catania. Sempre nel 1959 fu ultimata la realizzazione della Strada statale 201 dell'Aeroporto di Fiumicino, a servizio del nuovo aeroporto “Leonardo da Vinci”.
La legge 7 febbraio 1961 n. 59 modificò parzialmente la denominazione, dal precedente Azienda nazionale autonoma delle strade statali in Azienda nazionale autonoma delle strade. Risale sempre al 1961 un ulteriore provvedimento fondamentale per il settore autostradale: si tratta della legge Zaccagnini (legge n. 729/1961), che ampliò la rete programmata. A seguito di questo provvedimento, tutte le autostrade precedentemente affidate allo Stato o realizzate direttamente da Anas, per un totale di 750 chilometri, furono date in concessione alla società Autostrade.
Negli anni successivi la rete di competenza Anas registrò comunque un notevole incremento, passando a 35 169 km nel 1963 e a 42 800 nel 1970. A cavallo tra gli anni sessanta e settanta fu realizzata l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, importante arteria di collegamento per il Sud Italia. I lavori iniziarono tra il 1962 e il 1964 e furono completati nel 1974. Dal 1969 la Roma-Fiumicino e il Grande Raccordo Anulare di Roma furono classificati come autostrade. L'anello del GRA fu completato nel 1974.
Nel 1978 il CIPE approvò il primo Piano Nazionale Manutentorio di Anas. Le leggi n. 146 del 1980 e n. 119 del 1981 portarono al trasferimento all'Anas della viabilità della Cassa per il Mezzogiorno. Negli anni ottanta la rete stradale gestita dall'Anas registrò un'ulteriore crescita, anche a seguito dei riclassamenti richiesti dalle province. Inoltre, fu organizzata la rete dei centri e nuclei di manutenzione per il presidio delle strade statali, che sostituì il precedente sistema basato sui cosiddetti “cantoni”.
Nel 1987 Anas aprì al traffico la SS 36 Lecco-Colico, prima strada italiana con caratteristiche di telecontrollo attraverso una centrale operativa.
Nel 1988 prese il via il programma dei lavori previsti per i Campionati mondiali di Calcio Italia '90, che riservò particolare attenzione ai collegamenti con i principali scali aeroportuali e portuali.
Negli anni novanta Anas avviò la realizzazione della terza corsia del Grande Raccordo Anulare di Roma che venne completata in base alle disponibilità finanziarie a tratte: circa 30 km aperti al traffico entro il 1997, altri 20 km tra il 1996 e il 2000 nell'ambito dei lavori del Giubileo e i restanti 20 km tra il 2006 e il 2011.

Nella primavera del 1993 l'ente venne coinvolto nella vicenda di tangentopoli: in quel periodo si ebbero clamorosi arresti per presunte tangenti per gli interventi susseguenti, ad esempio, all'alluvione della Valtellina.
La questione delle tangenti Anas ebbe rilievo specialmente per il coinvolgimento di Giovanni Prandini, che era il ministro dei Lavori Pubblici e, in quanto tale, presidente del Consiglio di amministrazione dell'Anas, il quale fu tratto in ipotesi accusatorie oscillanti fra la corruzione e la concussione; Prandini ammise la percezione delle tangenti inquadrandola come una forma di finanziamento ai partiti. Lo scandalo, relativo a numerosi appalti Anas e (a viaggi pagati dall'ente) coinvolse anche Arnaldo Forlani, che fu deferito al Tribunale dei ministri, e Severino Citaristi, tesoriere della Democrazia Cristiana. Politici ed amministratori a ogni livello risultarono coinvolti; alcuni si diedero addirittura alla latitanza, come Lorenzo Cesa (allora consigliere comunale a Roma) e l'ex direttore dell'Anas Antonio Crespo.
Nel luglio del 1993 iniziò a occuparsi dell'ente la Corte dei Conti la quale, nella relazione generale sul conto consuntivo dello Stato per il 1992, sottolineò diversi segnali di preoccupazione circa la gestione dell'Anas: il ricorso generalizzato alla trattativa privata (anche attraverso la continua evocazione di motivi di urgenza in realtà insussistenti), l'incremento dei residui passivi, la lievitazione dei costi delle opere, la proliferazione delle varianti in corso d'opera, l'aumento delle opere incomplete. In conseguenza di tale situazione, nel 1994 l'Anas venne commissariata da Francesco Merloni, ultimo ministro dei Lavori Pubblici a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio di amministrazione di Anas, mentre Giuseppe D'Angiolino, ex ufficiale della Guardia di Finanza, fu nominato amministratore unico dell'Anas.
Con il decreto legislativo 26 febbraio 1994 n. 143, e con il D.P.C.M. del 26 luglio 1995, Anas fu trasformata in "Ente nazionale per le strade" e divenne ente pubblico economico, con organi di amministrazione ordinari. L'azienda ha quindi superato questo difficile periodo per la politica e le Istituzioni italiane, tornando a una situazione di normalità. Giuseppe D'Angiolino divenne il primo presidente di Anas - "Ente nazionale per le strade".
La legge 15 marzo 1997, n. 59 sul decentramento amministrativo in Italia e la riforma dello Stato influenzò profondamente anche l'Anas; infatti il provvedimento introdusse il cosiddetto “federalismo stradale” che diede il via al processo di regionalizzazione di una parte della rete stradale, con conseguente passaggio delle funzioni delegate all'Anas agli enti territoriali. Le strade da trasferire alle Regioni furono individuate dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 21 febbraio 2000, operativo a partire dall'anno successivo. Complessivamente passarono alle Regioni circa 25 000 km di strade, mentre 21 000 chilometri di strade statali sono rimaste in gestione diretta all'Anas. A partire dal 2005 alcune delle strade cedute dall'Anas sono tornate sotto la gestione dell'azienda - come ad esempio il tratto ligure della SS1 "Aurelia" e alcuni tratti della SS3 "Flaminia" in Umbria e della SS5 "Tiburtina Valeria" in Abruzzo - e con le nuove tratte realizzate la rete stradale e autostradale in gestione è salita a 25 000 km, di cui 1 300 di autostrade e raccordi autostradali.
Nel 2001 si giunse al commissariamento dell'Anas, con il quale il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi sciolse il Consiglio di amministrazione, sostituendogli quale commissario straordinario Vincenzo Pozzi e 3 subcommissari. La legge obiettivo 21 dicembre 2001, n. 443 che stabiliva le procedure e le modalità di finanziamento per la realizzazione di grandi infrastrutture considerate strategiche per l'Italia. Il 21 dicembre del 2001 il CIPE ha approvato il 1° programma delle opere strategiche. Nel 2002, a seguito della nuova legge, Anas ha riorganizzato i lavori per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Il cambiamento principale ha riguardato l'accorpamento dei lotti ancora non appaltati in pochi, grandi macrolotti.
Nel febbraio 2002 Vincenzo Pozzi è stato nominato presidente dell'Anas. Il decreto legge 8 luglio 2002 n. 138, convertito nella legge 8 agosto 2002 n. 178 ha trasformato l'Anas in società per azioni. Il 19 dicembre 2002 l'Anas ha approvato il nuovo statuto sociale e nominato il Consiglio di amministrazione nonché il collegio sindacale, e a partire dal 1º gennaio 2003 è operativa come società per azioni.
Nel luglio 2006 è stato nominato presidente dell'Anas Pietro Ciucci, già AD di Stretto di Messina S.p.A. e in precedenza direttore generale dell'IRI. La struttura della società è stata riorganizzata con la creazione di tre condirezioni generali e dell'ispettorato di vigilanza sulle concessioni autostradali.
Nel giugno 2007 Anas è diventata azionista di maggioranza della società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. Tra il 2007 e il 2008 Anas ha costituito società miste con le regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio e Molise per la realizzazione e la gestione di nuove autostrade regionali.
Nel 2009 Anas ha aperto al traffico la nuova autostrada Catania-Siracusa, realizzata in meno di cinque anni. Per sette anni consecutivi, a partire dall'esercizio 2008, Anas ha chiuso il bilancio in utile e inoltre, a partire dall'esercizio 2009, ha distribuito un dividendo al Ministero dell'economia e delle finanze.
Dal 1º ottobre 2012 le attività di vigilanza sulle concessioni autostradali sono state trasferite da Anas al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e nell'aprile 2015 Pietro Ciucci ha comunicato al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, la sua intenzione di rimettere l'incarico di presidente di Anas.
Il 18 maggio 2015 l'assemblea degli azionisti di Anas ha nominato presidente del C.d.A. e A.D. Gianni Vittorio Armani, già amministratore delegato di Terna Rete Italia S.p.A. Del cda fanno parte anche l'ingegnere Cristiana Alicata e l'architetta Francesca Moraci. Il nuovo vertice ha in pochi mesi rinnovato tutta la prima linea del management aziendale, eliminando le condirezioni generali e lanciando un grande piano pluriennale di investimenti 2015-2019 del valore di 20 miliardi, focalizzato sulla manutenzione della rete stradale e sul recupero del gap infrastrutturale del Mezzogiorno.
Nel 2016 viene avviato il processo di passaggio all'Anas di oltre 6.000 km di strade regionali e provinciali, attraverso delle convenzioni nelle regioni Lazio, Marche e Lombardia. Con il conferimento a Ferrovie dello Stato il 18 gennaio 2018 l'intero pacchetto azionario di Anas è stato trasferito dal Ministero dell'economia e delle finanze alla Holding del Gruppo FS.
A seguito delle dimissioni dell'amministratore delegato, dal dicembre 2018 il nuovo cda di Anas è composto da Claudio Andrea Gemme, indicato quale presidente, Ivo Roberto Cassetta, Antonella D'Andrea, Vera Fiorani e dall'Ing. Massimo Simonini nominato amministratore delegato.
L’Assemblea degli azionisti, riunitasi in data 23 dicembre 2021 a Roma, ha nominato i membri del nuovo Consiglio di amministrazione di Anas (Gruppo FS Italiane) che è composto da Edoardo Valente (presidente), Aldo Isi, Antonella D’Andrea, Maria Cristina Giangiacomo e Carlo Palasciano Villamagna. Resterà in carica per il triennio 2021-2023, fino all’Assemblea di approvazione del bilancio d’esercizio 2023.
A valle dell’Assemblea degli azionisti, il nuovo Consiglio di amministrazione, su proposta del presidente Edoardo Valente, ha nominato Aldo Isi amministratore delegato e direttore generale.
Il 6 marzo 2025, l’Assemblea di Anas ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione in carica per il triennio 2025-2027, indicando alla Presidenza Giuseppe Pecoraro e come Amministratore Delegato Claudio Andrea Gemme.
Dal 1º ottobre 2019 nell'azienda è attiva la suddivisione in 16 strutture territoriali, abbandonando la precedente organizzazione più capillare e obsoleta:
| Strutture territoriali | |
|---|---|
| Abruzzo e Molise (L'Aquila) | Marche (Ancona) |
| Basilicata (Potenza) | Piemonte e Valle d'Aosta (Torino) |
| Calabria (Catanzaro) | Puglia (Bari) |
| Campania (Napoli) | Sardegna (Cagliari) |
| Emilia-Romagna (Bologna) | Sicilia (Palermo) |
| Lazio (Roma) | Toscana (Firenze) |
| Liguria (Genova) | Umbria (Perugia) |
| Lombardia (Milano) | Veneto e Friuli-Venezia Giulia (Venezia) |
Sono tutti coordinati dalla direzione generale che ha sede a Roma. Oltre alle strutture territoriali sopracitate, ce n'è una dedicata alla Autostrada A2 del Mediterraneo, situata a Cosenza. Nella regione autonoma Trentino-Alto Adige il compartimento Anas è stato soppresso e la gestione delle strade statali è affidata alle province autonome di Trento e Bolzano. Una Sala Situazioni nazionale coordina il servizio dell'infomobilità e sicurezza stradale con le strutture territoriali.
Le principali competenze attribuite all'Anas sono:
Anas fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: insieme alla controllata Quadrilatero Marche-Umbria forma la business unit Infrastrutture – Strade. Si occupa della progettazione, costruzione, gestione e manutenzione della rete stradale e autostradale italiana non a pedaggio di interesse nazionale. Secondo i dati del gruppo FS relativi al 2025, la rete gestita misura circa 32.700 km di strade statali, di cui circa 1.293 km di autostrade senza pedaggio.
Secondo i dati pubblicati dalla società, sulla rete si trovano 18.720 ponti e viadotti e 2.157 fornici di galleria, per uno sviluppo complessivo di circa 1.000 km. Nell'ottobre 2026 l'amministratore delegato Claudio Andrea Gemme ha indicato oltre 33.000 km di strade, 19.321 ponti e 2.174 gallerie. A giugno 2025 erano programmati 592 interventi su ponti, viadotti e gallerie, per circa 2,79 miliardi di euro. Fra questi ci sono 26 interventi di adeguamento delle gallerie della rete transeuropea al decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, che ha recepito la direttiva 2004/54/CE sui requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea.
Il rapporto con lo Stato è regolato dal contratto di programma stipulato con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il contratto per il quinquennio 2021-2025 prevede investimenti per 44.029 milioni di euro, di cui 16.664 milioni già finanziati. Con l'aggiornamento 2025 sono stati assegnati altri 2.022 milioni di euro, così ripartiti: 970 milioni per la manutenzione, 625,16 milioni per i maggiori fabbisogni di lavori in corso e opere in progettazione, 368,84 milioni per nuove opere, 30 milioni per investimenti tecnologici e 28 milioni per il fondo di progettazione.
Nel 2024 la produzione complessiva, cioè il valore degli investimenti realizzati e contabilizzati, ha superato i 2,9 miliardi di euro, il 15% in più rispetto al 2023. Di questi, oltre 1,6 miliardi riguardano la manutenzione programmata e 1,3 miliardi le nuove opere. Nel 2025 gli investimenti tecnici della business unit Infrastrutture – Strade sono stati di 3.726 milioni di euro (3.625 milioni nel 2024). Circa il 46% è andato alle nuove opere e il 53% al mantenimento in efficienza della rete esistente.
Il codice dei contratti pubblici del 2023 prevede due livelli di progettazione delle opere pubbliche: il progetto di fattibilità tecnico-economica e il progetto esecutivo. Il piano pluriennale degli investimenti allegato al contratto di programma 2021-2025 comprende tutte le opere sulla rete in gestione diretta. Il piano è diviso in opere in corso, già finanziate e appaltate, e opere da appaltare. Nel 2025 la società ha avviato gare per circa 2,1 miliardi di euro, di cui 1,36 miliardi per lavori di nuove opere e 220 milioni per manutenzione programmata.
Oltre alle nuove opere e alla manutenzione programmata, Anas cura la manutenzione ricorrente delle strade di sua competenza, sia con personale interno sia con imprese esterne. Nel 2025 la pavimentazione è stata rinnovata su 5.025 km di rete. Anas è anche soggetto attuatore dell'investimento «Strade sicure» del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'investimento finanzia un sistema di monitoraggio dinamico a distanza di ponti, viadotti e gallerie, con risorse per circa 275,47 milioni di euro.
Dal 2012 Anas usa il sistema Vergilius, che rileva la velocità media e istantanea dei veicoli. Il sistema è stato installato prima su tratte ad alta incidentalità della SS 309 "Romea", della SS 1 "Aurelia" e della SS 7 quater "Domitiana". In seguito è stato esteso alla SS 145 "Sorrentina" e all'autostrada A2. La gestione delle contestazioni spetta alla Polizia stradale. La versione evoluta, Vergilius Plus, è prodotta da Anas ed è stata approvata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il decreto dirigenziale n. 149 del 27 marzo 2024. Dall'agosto 2026 è attiva su 36 tratte, per circa 211 km.
Anas svolge attività di ricerca su pavimentazioni, rilievi stradali e barriere di sicurezza in acciaio e calcestruzzo. Sviluppa inoltre il progetto Anas Smart Road, che collega gli utenti e l'infrastruttura stradale per fornire informazioni sul traffico e sulle condizioni ambientali.
Il Centro sperimentale stradale di Cesano ha avviato l'attività il 1º gennaio 1962 e dal 1968 è inserito nell'elenco dei laboratori ufficiali dello Stato. Il centro comprende laboratori di chimica, strutture, pavimentazioni, geotecnica, segnaletica e diagnostica strutturale. Dal 2019 alcune delle sue prove sono accreditate da ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.
L'Anas ha in concessione la gestione della rete stradale nazionale, come disciplinata dal decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 461 così come modificato dal D.P.C.M. del 21 settembre 2001 ("Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 febbraio 2000 recante individuazione e trasferimento, ai sensi dell'art. 101, comma 1, del decreto legislativo n. 112 del 1998, delle strade non comprese nella rete autostradale e stradale nazionale") e da altri provvedimenti successivi. La società gestisce e controlla una rete di 31 910 km di strade statali, autostrade, e raccordi autostradali in gestione diretta, compresi svincoli e complanari (dati aggiornati al 16 settembre 2021). La rete stradale si è ampliata tra il 2018 e il 2021 per effetto del piano “Rientro Strade”, che ha riportato sotto la gestione Anas 6 500 km di strade ex statali, regionali e provinciali. Il piano è stato avviato ad agosto 2017 con l’intesa sancita dalla Conferenza Unificata, a cui è seguito il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2018, mentre la seconda fase di rientro strade ha preso il via ad aprile 2021 in esecuzione dei DPCM del 21 novembre 2019. Le strade di Anas sono divise in compartimenti regionali di competenza, dei quali quello siciliano ha la rete stradale più estesa con oltre 3914 km.
Le strade statali di competenza dell'Anas, codificate in base al Codice della strada del 1992, hanno una lunghezza di circa 25 287 km, ai quali si aggiungono circa 396 km di strade in corso di classifica o declassifica (indicate con la sigla NSA – Nuova Strada Anas).
Con il decreto legislativo 2 settembre 1997, nº 320 il compartimento Anas nella regione Trentino-Alto Adige è stato abolito, di conseguenza la gestione e la proprietà delle strade statali e le relative pertinenze sono state consegnate alle province autonome territorialmente competenti.
Su una rete nazionale di autostrade di circa 6 500 km la società Anas ne gestisce direttamente circa 1215, a cui si aggiungono circa 355 km di raccordi autostradali.
Dall'agosto del 2022 sino al 31 dicembre 2023, in via temporanea, ha gestito le autostrade A24 e A25, a pedaggio, tornate nuovamente a Strada dei Parchi.
Tutte le autostrade gestite dall'Anas sono gratuite. Nel dettaglio, le tratte gestite dalla società sono:
| Simbolo | Nome autostrada | Altra denominazione | Tratto | Lunghezza (km) | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Autostrada A2 | Autostrada Salerno-Reggio Calabria
Autostrada del Mediterraneo |
A30 → Villa San Giovanni | 432,6 | - | |
| Autostrada A19 | Autostrada Palermo-Catania | Villabate → Catania | 191,6 | - | |
| Autostrada A29 | Autostrada Palermo-Mazara del Vallo
Autostrada Palermo-Trapani |
Palermo → Mazara del Vallo | 114,8 | - | |
| Autostrada Catania-Siracusa | Autostrada Catania-Siracusa | Catania → Augusta | 25,2 | - | |
| Grande Raccordo Anulare | Autostrada del Grande Raccordo Anulare
G.R.A. oppure GRA |
Roma | 68,2 | - | |
| Autostrada A91 | Autostrada Roma-Fiumicino | Roma → Aeroporto di Fiumicino | 18,5 | - | |
| Raccordo autostradale 2 | Raccordo di Avellino | Fisciano (A30 - A2) → Atripalda | 22,4 | - | |
| Raccordo autostradale 3 | Autopalio | Siena → Firenze (A1) | 56,4 | - | |
| Raccordo autostradale 4 | Raccordo autostradale di Reggio Calabria
Tangenziale di Reggio Calabria |
SS106 → A2dir RC | 5,5 | - | |
| Raccordo autostradale 5 | Raccordo autostradale Sicignano-Potenza | Sicignano degli Alburni (A2) → Potenza | 51,5 | - | |
| Raccordo autostradale 6 | Raccordo autostradale Bettolle-Perugia | Bettolle (SS715) → Perugia (SS3bis/E45) | 58,5 | - | |
| Raccordo autostradale 8 | Ferrara - Porto Garibaldi | A13 → Porto Garibaldi | 49 | - | |
| Raccordo autostradale 9 | di Benevento | A16 → SS372 | 12,7 | - | |
| Raccordo autostradale 10 | Raccordo autostradale Torino-Caselle | Torino → Aeroporto di Torino-Caselle | 10,7 | - | |
| Raccordo autostradale 11 | Ascoli - Mare | Ascoli Piceno → San Benedetto del Tronto | 26 | - | |
| Raccordo autostradale 12 | Asse attrezzato, Raccordo Chieti-Pescara | Brecciarola di Chieti → Pescara (SS16dirC) | 14,8 | - | |
| Raccordo autostradale 13 | Raccordo Autostradale Sistiana - Cattinara | Sistiana (A4) → Cattinara (Sistiana-Rabuiese) | 21,0 | - | |
| Raccordo autostradale 14 | Raccordo Autostradale Opicina-Fernetti
Diramazione per Fernetti |
Opicina (RA 13) → Fernetti | 1,5 | - | |
| Raccordo autostradale 15 | Tangenziale di Catania | San Gregorio di Catania (A18)→ Priomosole (SS114) | 20,4 | - | |
| Sistiana-Rabuiese | Autostrada Sistiana-Rabuiese | Cattinara (RA13) → Valico di Rabuiese | 10,1 | - |

Anas, al 2021, ha partecipazioni azionarie in:
Nel corso della sua storia ANAS ha avuto quote nelle seguenti società:
Tali partecipazioni il 15 Aprile 2025 sono state trasferite ad Autostrade dello Stato.
Quella che segue è la tabella di comparazione dei dati finanziari della società.
| Anno | Risultato netto di esercizio (in milioni di €) |
Margine operativo lordo (EBITDA) (in milioni di €) |
Risultato operativo (EBIT) (in milioni di €) |
Patrimonio netto (in miliardi di €) |
Dipendenti |
|---|---|---|---|---|---|
| 2025 | (28,84) | 167,87 | (-20,49) | 2.161.526.631 | 8.227 |
| 2024 | (-92,01) | 126,12 | (-45,27) | 2.189.965.812 | 8.018 |
| 2023 | (-162,73) | 135,92 | (-46,53) | 2.281.727.437 | 7.726 |
| 2022 | 4,84 | 203,46 | (-0,81) | 2.269.892.000 | 7.236 |
| 2021 | 0,40 | 147,36 | (-6,61) | 2.441.467.804 | 6.951 |
| 2020 | (-168,76) | 167,97 | (-19,63) | 2.441.467.804 | 6.835 |
| 2019 | (-71,14) | 128,07 | (-25,26) | 2.611.210.628 | 6.582 |
| 2018 | 2,04 | 157,76 | (-11,64) | 2.685.379.092 | 6.283 |
| 2017 | 0,56 | 175,47 | 14,82 | 2.867.338.723 | 6.117 |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 139210702 · GND (DE) 5151742-5 |
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