| FS Sud Est | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società a responsabilità limitata |
| Fondazione | 2026 a Bari |
| Sede principale | Bari |
| Gruppo | Ferrovie dello Stato Italiane |
| Settore | Trasporto |
| Prodotti | Trasporti ferroviari e trasporti su strada |
| Sito web | www.fssudest.it |

FS Sud Est (in sigla FSE oppure FSSE) è una società a responsabilità limitata italiana attiva nel settore del trasporto pubblico.
Parte del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è stata fondata nel 2026 per subentrare alla storica Ferrovie del Sud Est.
Opera sia come gestore dell'infrastruttura sia come impresa ferroviaria sulle linee regionali pugliesi, che con la loro lunghezza complessiva di 474 km fanno di FS Sud Est il secondo gestore nazionale di strade ferrate per chilometraggio, dopo RFI. Esercisce inoltre linee automobilistiche, coprendo in totale centotrenta comuni.

Il 6 agosto 1931 si costituì a Roma la Società Anonima Italiana per le Ferrovie del Sud Est, la quale incorporò il successivo 30 settembre la Società anonima italiana per le ferrovie salentine (Lecce-Francavilla, dir. Novoli-Nardò C.le, Nardò-Tricase-Maglie, Casarano-Gallipoli, Francavilla-Locorotondo, di lunghezza totale km 276,709), e la Società anonima delle ferrovie sussidiate (linea Bari-Mungivacca-Putignano-Locorotondo di km 71,310, con la diramazione Mungivacca-Casamassima-Putignano di km 43,368, per un totale di km 114,738). Nel 1933 passò sotto il controllo dell'azienda anche la Società anonima per le strade ferrate pugliesi (linea Martina Franca-Taranto 34,84 km). Sempre nel 1933 la rete sociale integra anche due linee fino a quel momento gestite dalle Ferrovie dello Stato: il tronco Lecce-Zollino-Maglie-Otranto di km 46,787 e quello Zollino-Gallipoli di km 35,262, per un totale di km 82,049.
La storia delle FSE si può suddividere in tre periodi, corrispondenti a diverse fasi della gestione e momenti storici: il primo dal 1931 al 1939, il secondo per gli anni del conflitto mondiale e il terzo dal dopoguerra a oggi.
Gli anni dal 1931 al 1939 comprendono due fasi distinte. Nella prima, dal 1º luglio 1931 (data di costituzione della rete ferroviaria secondaria nella penisola Salentina) al 30 giugno 1933, l'esercizio è limitato alle sole linee ex Salentine ed ex Sussidiate; si attuano l'assestamento della gestione e lo studio dei problemi nati con l'unificazione delle reti ed hanno inizio anche i primi servizi automobilistici di linea. La seconda fase, dal 1º luglio 1933 a fine 1939, è caratterizzata dal completamento della rete con le due linee ex FS e dalla realizzazione di opere di miglioramento e potenziamento, indispensabili per adeguare la rete così completata alle nuove esigenze dei servizi e per ridurre gli squilibri derivanti dall'unificazione stessa. Basti ricordare che all'atto della concessione le linee avevano il seguente armamento:
Per quanto riguarda invece il materiale rotabile, due anni dopo la loro costituzione (cioè al luglio 1933), le FSE disponevano dei seguenti mezzi: 54 locomotive a vapore, 1 automotrice a nafta (a 2 assi), 12 carrozze a carrelli, 93 carrozze a due assi, 26 bagagliai, 242 carri coperti, 55 carri scoperti a sponde alte, 14 carri scoperti a sponde basse, 18 carri serbatoi per trasporto acqua, 73 carri serbatoi per trasporto vino, 2 carri attrezzi, 7 telai.
Successivamente, poiché per obblighi della convenzione la Società doveva acquistare nove carrozze viaggiatori e due bagagliai, venne deciso di comperare diciotto carrozze a carrelli (costruite nel 1937 dalle Officine Carminati e Toselli), in rinnovamento di 37 vetture a due assi, e due bagagliai tipo DU (realizzati sempre nel '37, dalle Officine Meccaniche della Stanga di Padova). Per il materiale di trazione furono acquistate nel 1936 due locomotive a vapore surriscaldato (rodiggio 1'C1', costruite dalla Breda e numerate 37-38) e si iniziò nel 1939 presso le Officine Meccaniche della Stanga la costruzione di un primo lotto di sei automotrici Diesel meccaniche a carrelli. La rete automobilistica aveva raggiunto alla fine del 1939 lo sviluppo di 823 chilometri, con 1.227.000 viaggiatori trasportati e con percorrenze di 1.060.000 autobus/km.
Negli anni dal 1940 al 1945 anche le FSE, come tutte le reti ferroviarie dei Paesi coinvolti dalla guerra, furono costrette a rinviare i lavori programmati e soprattutto ad impegnarsi in uno sforzo notevole per rispondere alle esigenze belliche. In un primo momento le FSE dovettero trasportare verso Taranto e Brindisi convogli militari destinati al rifornimento del fronte greco-albanese-jugoslavo; poi si impegnarono nel trasferire migliaia di sfollati dai grandi centri verso l'interno della penisola Salentina, per offrire loro un riparo dalle incursioni aeree; infine sopperirono alle esigenze militari alleate. Dato l'aumento di massa dei convogli e l'insufficiente potenzialità delle linee e del materiale di trazione, si dovette ricorrere al noleggio di locomotive a vapore FS dei gruppi 625, 740 e 880. A tutto questo andarono ovviamente aggiunte le difficoltà di approvvigionamento del combustibile e delle parti di ricambio. Ad esempio, le sei automotrici Diesel OMS (immesse in servizio nel 1940) sospesero il servizio per riprenderlo - e in misura ridotta - nel 1942; si dovette ricorrere ancora al noleggio dalle FS di automotrici Fiat per svolgere un servizio modesto (nel 1945 solo 454937 km di percorrenza).
Al termine della guerra le FSE si trovarono in condizioni di grave deperimento del materiale e degli impianti, tuttavia ripresero l'opera di miglioramento dei servizi. Accanto al generale impegno conseguente alla ricostruzione, il notevole sviluppo edilizio locale con la realizzazione di nuove piccole aree di mercato diede inizio a sempre maggiori movimenti della popolazione: il traffico nel 1947 raggiunse i 9,4 milioni di viaggiatori trasportati (contro i 1,2 milioni nel 1933 e 1,6 milioni del 1938), con 317 milioni di viaggiatori/km (contro 26 milioni del '33 e 43 milioni del '38). Per rispondere meglio alle cresciute esigenze le FSE passarono a nuovi ordini all'industria nazionale. Nel 1947 le Officine Breda consegnarono dodici carrozze a carrelli dello stesso tipo delle diciotto Carminati e Toselli del 1937. Poi con quattro serie di carrelli e telai di automotrici Diesel MAN (distrutte dalla guerra e ottenute nel '46 dalla Ferrovia Cancello-Benevento in permuta di una locomotiva a vapore e due carrozze a due assi ricostruite), presso le Officine Reggiane e le OMS si iniziava la ricostruzione di quattro automotrici Diesel del tipo simile alle sei già in servizio e che entrarono nel parco FSE nel 1951. Parallelamente si potenziò la rete automobilistica: nel 1950 le 47 autolinee in concessione avevano una lunghezza di 1.705 km ed effettuavano percorrenze di 3,4 milioni di km con un traffico di circa 4,7 milioni di passeggeri.
Nell'opera di ricostruzione e di miglioramento dei servizi, naturalmente, vennero considerati tutti gli aspetti: dal potenziamento delle telecomunicazioni all'ampliamento e costruzione di nuovi fabbricati, dalla manutenzione e riparazione dei rotabili all'abbellimento delle stazioni con piante ed alberi nei piazzali e lungo le linee. Importanti riflessi sulla rete FSE hanno poi avuto sia il passaggio della penisola Salentina ad un'economia agricola quasi di sussistenza a un'attività che trova i suoi mercati in tutt'Europa, sia lo sviluppo delle attività industriali attorno ai centri maggiori, con l'ulteriore incremento del pendolarismo. L'inadeguatezza degli impianti e del materiale rotabile venne attenuata con le provvidenze previste dalla famosa legge n. 1221 del 1952, che consentì un modesto ammodernamento con una spesa di 5,742 miliardi nonché 2.965.495 euro circa (approvata con decreto ministeriale solo nel 1957). Il 60% dell'importo venne destinato all'acquisto di nuovo materiale rotabile e in particolare di: 30 automotrici Diesel-meccaniche (costruite da Imam-Aerfer, con motori Isotta Fraschini e Breda, 16 posti in 1* classe e 48 in 2*), ventidue rimorchi-pilota (costruiti da OMS e Tibb, con 72 posti totali, tutti di 2* classe), tredici locomotive DE da 605 kW (realizzate dalle Reggiane e dalla Ercole Marelli, rodiggio BB, massa a vuoto circa 49t, vmax 80 km/h); cinque locomotive Diesel-idrauliche (costruite dalla Greco, rodiggio B, con potenza installata di 185 kW, motore Deutz a dodici cilindri a V), destinate alle manovre e al servizio merci su tratte di scarso traffico.
Alla fine degli anni Sessanta, però, il parco automotrici e locomotive risultava di nuovo insufficiente. Giunse quindi quanto mai opportuna la richiesta degli organi regionali e statali di preparare un piano di ammodernamento del materiale rotabile e degli impianti fissi. Le esigenze FSE tuttavia non furono subito tenute nella opportuna considerazione. Solo alcuni anni dopo, in sede di revisione della sovvenzione di esercizio (operata in applicazione della legge n. 1080 del 1971 con il decreto ministeriale del 19 settembre 1975), fu prevista una quota aggiuntiva per incrementare, per il periodo 1976-1980, i fondi di rinnovo. Grazie ai nuovi finanziamenti fu così possibile ordinare quindici automotrici Fiat (identiche alla serie FS ALn 668.1900, classificate da Ad 31 a 45, con potenza totale di 295 kW con 12 posti in 1* classe e 56 in 2*) e sette rimorchi pilota (tipo Ln 882, classificate da R 331 a 337, con 78 posti a sedere e di sola 2* classe). Vennero poi finanziati altri lavori urgenti sugli impianti fissi e, tra essi, la sostituzione di alcuni chilometri di armamento leggero con rotaie 50 UNI e la installazione di ACEI sulle tratte interessate da maggior circolazione. Con tali provvidenze pubbliche è stato però impossibile adeguare il parco locomotive e carrozze alle sempre più crescenti esigenze di viaggiatori e merci, al punto che ancora una volta le FSE hanno dovuto far ricorso al noleggio di carrozze FS, limitando anche la composizione dei convogli alle modeste prestazioni delle locomotive DE. Per l'armamento la situazione, pur non completamente soddisfacente, al 31 gennaio 1979 era assai migliorata: km 130 con rotaie da 27,6 kg/m, km 96 con 36 M, km 110 con 36 UNI, km 18 con 36 S e km 115 con rotaie 50 UNI. Per i passaggi a livello invece il problema era ed è ancora spinoso: 392 sono classificati pubblici rotabili protetti, 125 pubblici rotabili non protetti, 9 pubblici pedonali con tornello, poi 227 sono privati rotabili e 179 privati pedonali. In tutto, quindi, 932 pari a un passaggio ogni 508 metri ovvero a 1,98 passaggi a ogni chilometro. Per quanto riguarda i programmi di sviluppo, a seguito di una nuova richiesta formulata nel dicembre 1976 dal Ministero dei Trasporti, le FSE avevano proposto la fornitura di 15 locomotive DE da 1100 kW e di 30 carrozze. Successivamente, nella primavera 1979, le FSE hanno preparato un più aggiornato e accurato programma di potenziamento, che non si limita al materiale rotabile (nel frattempo la Società si è orientata verso 10 locomotive tipo Fiat D. 445, 20 carrozze per pendolari a due piani Casaralta-Cimt Lorraine, del tipo oggi adottato dalle FS e dalle Ferrovie Nord Milano, e 12 bagagliai), ma considera anche le esigenze connesse al potenziamento del servizio di trasporto; il tutto con una spesa (a quella data) di 140 miliardi (72.300.000 euro circa). Verso l'inizio del 1980 iniziava il raddoppio della tratta Bari Sud Est-Mungivacca (con nuove rotaie UNI da 50 kg/m), la soppressione di alcuni passaggi a livello e i lavori di ammodernamento, trasformazione e ricoloritura del materiale rotabile.
Sul finire degli anni sessanta si ripresentarono problemi finanziari, che avrebbero portato il 19 dicembre 1985 al riscatto da parte dello Stato della rete societaria, posta poi in gestione commissariale governativa.
La gestione governativa terminò il 1º gennaio 2001 subentrando da quella data la neo costituita la società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l., con socio unico il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con commissario governativo Luigi Fiorillo.
Dal 28 novembre 2016 l'azienda, che ha accumulato circa 300 milioni di euro di debito ed è ormai ufficialmente in dissesto, viene acquisita dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 4 agosto 2016 a seguito dell'autorizzazione dell'Agcm diventando a tutti gli effetti una società controllata dal gruppo FS. Il passaggio di proprietà è sostanzialmente un salvataggio industriale: lo stato di dissesto dell'azienda consente a FS di accedere al concordato preventivo, acquisendo la principale ferrovia privata italiana e riducendo l'importo dei debiti al 48% del valore.
All'inizio di febbraio 2018 vengono arrestati e ristretti ai domiciliari dalla procura di Bari 29 soggetti, tra cui Luigi Fiorillo (già commissario governativo, dal 2001 al 2016) e vari imprenditori, professionisti, consulenti e progettisti per bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, relativa ai fatti intervenuti lungo tutta la gestione Fiorillo dal 2001 al 2016. Il procedimento costituisce, secondo la Guardia di Finanza, "l’esito di articolate indagini svolte su un consolidato sistema di dissipazione del patrimonio pubblico appartenente alle Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.R.L. di Bari che ha disvelato un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e di appalti milionari per servizi, lavori e forniture, cui è conseguita una esposizione debitoria di circa 300 milioni di euro”.
Per bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, nonché dissipazione e distrazione di fondi, il 3 ottobre 2018 si apre a Bari il processo contro Luigi Fiorillo e altri 14. Lo stesso Fiorillo, nel febbraio 2024, viene ufficialmente condannato a dieci anni di reclusione, dichiarato interdetto dai pubblici uffici e inabilitato per dieci anni agli uffici direttivi delle imprese. Nel settembre 2025, viene inoltre condannato a risarcire l’azienda per un totale di 97 milioni di euro.
In seguito alla prescrizione da parte dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie di mantenere il limite di velocità a 50 km/h durante la marcia dei treni, dovuto all'assenza delle adeguate misure di sicurezza ed anche a seguito dell'incidente avvenuto ad Andria nel 2016, le Ferrovie del Sud Est danno il via a diversi interventi per consolidare le ferrovie e permettere di innalzare il limite prescritto a causa delle mancate prescrizioni.
Generalmente ciò che è stato rinnovato (e che dovrà essere rinnovato) segue pressoché gli schemi di Rete Ferroviaria Italiana: nuovi binari modello RFI 60 UNI, traverse sottostanti in cemento armato precompresso modello RFI 230 VN, nuovo Ballast (pietrisco ferroviario), pedane sia nelle stazioni per l'attraversamento pedonale che nei passaggi a livello, segnali in stile RFI, dove viene indicato di non attraversare i binari in caso di treni in movimento, prima assenti, nuove modalità di segnalamento ed elettrificazione delle linee.
Nel 2016 i lavori per l'elettrificazione della linea 1 bis Mungivacca-Putignano sono terminati. L'11 settembre 2017 viene dato il via ai lavori di sostituzione dell'armamento ferroviario e successivamente di installazione del Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) sull'intera con conclusione dei lavori prevista per fine 2017, predisponendo a tal fine le corse sostitutive con autobus. La linea è stata riaperta il 1 ottobre 2018.
Il 1 ottobre 2018 partono i lavori di rinnovamento dell'armamento della linea 1 Bari-Taranto nel tratto Putignano-Martina Franca, conclusi nel settembre del 2019.
Nel 2019 viene dato il via al raddoppio ed al contestuale potenziamento della linea 1 Bari-Taranto nel tratto Mungivacca-Putignano, pertanto tale tratto viene chiuso al traffico. Questa chiusura al traffico è dovuta, oltre ai lavori di raddoppio, anche all'interramento delle stazioni sul percorso (naturalizzando e riconvertendo quelle di terra) e potenziamento generale della linea, ovvero installazione del sistema SCMT, rinnovamento dell'armamento ed elettrificazione.
Ad aprile 2021, sulla linea Mungivacca-Putignano termina l'installazione del Sistema Controllo Marcia Treno, installazione iniziata circa un anno prima nel tratto Bari-Adelfia e successivamente Adelfia-Putignano. Con l'introduzione stabile dei treni elettrici a partire dallo stesso anno, si è vista una riduzione dei tempi di percorrenza su questa tratta grazie all'efficienza della trazione elettrica e la maggior velocità grazie all'installazione dell'SCMT.
Nell'estate 2021, sempre a causa dell'assenza di adeguate misure di sicurezza, viene dato il via ai lavori di sostituzione dell'armamento ferroviario sulla linea 1 Bari-Taranto nel tratto Martina Franca-Taranto. Intervento che, concluso il 2 maggio 2022, è propedeutico (quindi prossimi all'installazione entro breve tempo) alla rielettrificazione del tratto e l'installazione del Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT). Durante tale periodo, sono state predisposte le corse sostitutive con autobus coincidenti con gli orari del treno. Successivamente i medesimi orari sono stati ripristinati su rete ferroviaria, con l'aggiunta di due treni in più sulla relazione tra Martina Franca e Statte, riducendo le corse dei bus.
Il 16 ottobre 2023 debutta il treno elettrico sulla tratta Putignano-Martina Franca sulla linea 1 Bari-Taranto, completando ulteriori 34 km di elettrificazione, la prima corsa in servizio regolare è stata effettuata dal Newag Impuls 36WEb ETR 322-009, mentre quella inaugurale dall’ETR 322-004, il quale è stato ripellicolato per l'occasione in una variante della livrea DPR La sostenibilità viaggia in treno, perdendo la precedente cromia rosso-bianco-nera.
A partire dal cambio d'orario del 4 marzo 2024 e confermandolo con il cambio del 9 giugno 2024, a causa di un probabile crollo di un palazzo, sulla linea 1 Bari-Taranto viene interrotta la circolazione tra Taranto Galese e Taranto ed autosostituita da bus. Il successivo 1 settembre a seguito della messa in sicurezza del versante e del palazzo cedente riprende regolarmente la circolazione con treni ridotti e servizi provvisori per poi definire in maniera definitiva l’orario dei treni e dei servizi nel cambio d’orario del 9 settembre.
A partire dal 9 giugno 2024 per potenziamento infrastrutturale chiude sulla linea 2 Martina Franca-Lecce il tratto Francavilla Fontana-Lecce per poter adeguare la linea ai nuovi standard, ovvero cambio dell'armamento, elettrificazione, SCMT ed altri interventi di varia natura collegati al potenziamento generale della linea.
Il 18 novembre 2024 partono i cantieri su tutta la rete riguardante le stazioni individuate ai fini della trasformazione in HUB coi fondi del PNRR, con conclusione dei cantieri prevista per giugno 2026.
Per gli interventi propedeutici all'installazione del sistema ERTMS, dal 18 novembre 2024 fino a giugno 2025 e nuovamente da settembre 2025 a dicembre 2025, chiude la linea 5 Lecce-Gallipoli nel tratto Zollino-Gallipoli.
Il 10 giugno 2024 è stato riaperto, dopo circa 5 anni di lavori, il primo tratto tra Rutigliano e Putignano sulla linea 1 Bari-Taranto, per il tratto tra Rutigliano e Mungivacca si dovrà attendere l'anno successivo.
Per gli interventi propedeutici all'installazione del sistema ERTMS, da giugno 2025 e fino a settembre 2025, chiude la linea 6 Zollino-Gagliano nel tratto Maglie-Gagliano.
Nel corso dell'estate 2025 viene attrezzata all'elettrificazione la tratta Martina Franca-Taranto della linea 1 Bari-Taranto, tuttavia, come negli anni passati, durante i lavori più volte si sono ripetuti casi di furti di rame.
A distanza di 1 anno dall'apertura del tratto da Putignano a Rutigliano e dopo 6 anni totali di lavori, dopo una corsa di prova effettuata il 12 settembre 2025, il successivo 15 settembre riapre il tratto restante Mungivacca e Rutigliano della linea 1 Bari-Taranto. Con questa riapertura, la linea torna interamente fruibile da Bari a Taranto.
Nel 2019 la società riceve i suoi primi rotabili elettrici, 5 elettrotreni ETR 322 in cromia rosso-bianco-nera, seguiti poi da altre 6 unità analoghe in livrea DPR e dotate di prese elettriche a bordo, ricevute tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021.
A settembre del 2019 viene svolta la prima corsa a trazione elettrica nella storia delle Ferrovie del Sud Est, sulla linea 1 bis Mungivacca-Putignano, con il convoglio Newag Impuls 36WEb ETR 322-001.
Il 24 settembre 2024 la società riceve i primi due elettotreni degli 11 totali ETR 104 Pop, n. 216 e 225. Poco tempo dopo, l'11 ottobre 2024, riceve la terza unità, la n. 230, dopo circa due mesi, il 31 dicembre 2024, riceve la quarta unità n. 247, poi la n. 274, il 14 luglio 2025 la n. 280 e 5 giorni dopo, il 19 luglio 2025, la n. 285. Il 3 ottobre 2025 riceve ulteriori due unità, la n. 273 e la n. 291. Rimangono in attesa di consegna i restanti 2 convogli. Tutti i convogli sin dall'origine sono identici sia in allestimento interno (sedili blu in ecopelle, tende e prese elettriche) che esterno (livrea DPR) a quelli di Trenitalia con l'unica differenza che riguarda il logo societario e la marcatura dei convogli.
Il 18 novembre 2024 debutta il primo elettrotreno Pop sulla linea 1 bis Mungivacca-Putignano, il Pop ETR 104-230.
Ad agosto 2024, in seguito al ricorso da parte di aziende concorrenti come Arriva Italia e Ferrotramviaria, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il trasferimento di Ferrovie del Sud Est a Ferrovie dello Stato e il finanziamento di 70 milioni di euro erogato nel 2016 dal Ministero delle Infrastrutture per il salvataggio dell'azienda. Ribaltando una precedente decisione del TAR del Lazio del 2017, i giudici hanno stabilito che i 70 milioni di euro costituiscono un aiuto di Stato non autorizzato e che il trasferimento di FSE al gruppo FS, avvenuto senza gara pubblica, viola i principi di concorrenza previsti dalla normativa europea. Il finanziamento era già stato oggetto di scrutinio da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea nel 2019, la quale aveva confermato che si trattasse di un aiuto di Stato.
A ottobre 2024, il CdA provvede a dare attuazione alla sentenza cancellando dai registri di bilancio dell'azienda i 70 milioni di euro ricevuti dal Ministero nel 2016 e avendo contestualmente l'obbligo di ricostituire il capitale dell'azienda, pena la messa in liquidazione. Viene inoltre confermata la continuità di proprietà da parte del gruppo FS al 100%. A seguito della rendicontazione del mese di ottobre 2024 del Gruppo FS, la società si trova con un buco finanziario nei conti di circa 48 milioni di euro.
A maggio 2025, presso il tribunale di Bari, l'azienda deposita un piano che prevede, a partire dal 1º gennaio 2026, la costituzione di una newco controllata al 100% dal gruppo FS e la trasformazione della vecchia società in una bad company in cui rimarranno debiti e contenzioso, mantenendo inalterati i servizi e i livelli occupazionali.
Nel luglio 2025, i commissari giudiziali hanno ritenuto equilibrati i termini del piano di ristrutturazione del debito presentato dalla società per risolvere lo squilibrio patrimoniale totale, pari a circa 319 milioni di euro.
In data 1º agosto 2025, la decisione del Tribunale di Bari in merito al piano di ristrutturazione del debito è risultata positiva, omologando quindi gli accordi di ristrutturazione proposti dalla società e assicurando, con questo provvedimento, la prosecuzione dell’attività di impresa, la realizzazione degli investimenti sull’infrastruttura ferroviaria derivanti da finanziamenti pubblici, la tutela dei lavoratori e quella dei creditori, i quali potranno essere pagati integralmente entro cinque anni dall'attuazione del piano stesso.
Dal 20 ottobre 2025, a seguito di delibera da parte dei soci dell'azienda, la società è in liquidazione per permettere la concretizzazione del piano di salvataggio aziendale attraverso la creazione della newco.
A decorrere dal 1° maggio 2026, la società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l. è posta in liquidazione con conseguente conferimento del ramo d’azienda alla neo costituita FS Sud Est S.r.l..

La rete di FS Sud Est è ripartita in sette linee, tutte ammesse al servizio cumulativo italiano e internazionale, che si snodano interamente nel territorio della regione Puglia e raggiungono alcuni dei comuni interni delle province di Bari, Brindisi, Taranto e coprendo la quasi totalità della provincia di Lecce; si estendono dalla stazione di Bari Centrale sino a Gagliano del Capo, nei pressi di Santa Maria di Leuca, nell'estremo sud del Salento. La rete serve altri 73 comuni (pari al 40% dei comuni delle quattro province), con un territorio di circa 5.100 chilometri quadrati.
Sono linee tutte a scartamento normale, fra loro connesse, funzionanti oggi in alcuni casi a trazione bimodale (elettrica e diesel) e in altri solo diesel.
La rete è allacciata a quella di Rete Ferroviaria Italiana nelle stazioni di Bari Centrale, Taranto, Francavilla Fontana e Lecce.
Di seguito una tabella di tutte le linee gestite e le loro caratteristiche:
| Linea | N. linea | Capilinea | Lunghezza | Binario | Elettrificazione | Segnalamento | Sede DCO | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Bari-Taranto | 1 | Bari Centrale | Taranto | 112,630 km | doppio tra Bari Centrale e Rutigliano, singolo sul resto della linea | Mungivacca | ||
| Mungivacca-Putignano | 1 bis | Mungivacca | Putignano | 43,412 km | singolo | 3000 V = | ||
| Martina Franca-Lecce | 2 | Martina Franca | Lecce | 102,588 km | singolo | in corso | Novoli | |
| Novoli-Gagliano del Capo | 3 | Novoli | Gagliano Leuca | 74,194 km | singolo | assente | ||
| Casarano-Gallipoli | 4 | Casarano | Gallipoli | 22,003 km | singolo | assente | ||
| Lecce-Gallipoli | 5 | Lecce | Gallipoli | 52,961 km | singolo | in corso tra Lecce e Zollino, assente sul restante tratto | ||
| Zollino-Gagliano del Capo | 6 | Zollino | Gagliano Leuca | 46,502 km | singolo | in corso | ||
| Maglie-Otranto | 7 | Maglie | Otranto | 18,271 km | singolo | in corso | ||
Assegnazione rotabili nei feriali (ordinaria)
Nelle giornate festive invernali e festive, gli ATR 220 e, laddove le tratte sono elettrificate, gli ETR 104 ed ETR 322, vengono impiegati su tutte le tratte, inclusa la parte salentina, quindi, le Ad 31-45 rimangono ferme.
Solo nella relazione Martina Franca-Taranto della linea 1 non sono previsti treni nei giorni festivi, sia nel periodo invernale, sia estivo.
Periodo estivo
Durante il periodo estivo, circa da giugno a settembre, gli ATR 220, gli ETR 322 e gli ETR 104 seguono uno schema di utilizzo simile a quello dei giorni festivi, con impiego prevalente su tutte le linee. Sulle linee 1 Bari-Taranto, 1 bis Mungivacca-Putignano e 2 Martina Franca-Lecce, gli ATR 220 e, laddove le tratte sono elettrificate, gli ETR 322 e gli ETR 104, sono utilizzati regolarmente anche in presenza di ridotto afflusso di passeggeri. In Salento, solo per la relazione Lecce-Gallipoli (intera linea 5) l’intero servizio è garantito dagli ATR 220 per rispondere all’incremento notevole di turisti, mentre, sulle altre linee, gli ATR 220 coprono un maggior numero di turni rispetto alle automotrici Ad 31-45, che vengono impiegate solo in modo saltuario ed il servizio è limitato ad alcune unità che sono provviste di climatizzazione.
I clienti possono avere informazioni in modalità multicanale sull'orario, tariffe, disponibilità di posti, situazione del traffico ferroviario e automobilistico, rimborsi in casi di ritardi e soppressione, inoltrare reclami, prenotare e acquistare biglietti. Servizi di questo tipo sono accessibili dal centralino gratuito, dai siti FS Sud Est e Trenitalia, dal canale WhatsApp FS Sud Est Infomobilità, dall'App Trenitalia per cellulari e, in parte, dalle biglietterie automatiche.
L'ICT di FS Sud Est è gestito in autonomia da FS Technology, società che è parte del Gruppo FS.
Oltre al sistema già presente introdotto dalla precedente gestione nel per visualizzare l'andamento in tempo reale di autobus e treni, è possibile utilizzare, per il solo traffico ferroviario, anche il servizio ViaggiaTreno di Trenitalia che permette di vedere in tempo reale dove si trova un convoglio, l'eventuale ritardo, se il treno è garantito o soppresso, o se è stato limitato a una certa stazione. Anche l'applicazione Trenitalia consente di inserire il numero del treno per conoscerne lo stato e selezionare una stazione per visualizzarne il tabellone arrivi e partenze, nonché consente di acquistare i biglietti in mobilità. Entrambi le funzionalità sono attive sia per Trenitalia che per FS Sud Est. Per ViaggiaTreno è disponibile anche una versione ottimizzata per i dispositivi mobili che non richiede l'installazione di alcuna app.