| Putignano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Michele Vinella (liste civiche) dal 24-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°50′57.22″N 17°07′21.16″E |
| Altitudine | 372 m s.l.m. |
| Superficie | 100,16 km² |
| Abitanti | 25 639 (31-5-2026) |
| Densità | 255,98 ab./km² |
| Frazioni | Bacano, Chiancarosa, Gorgo di Mola, Marchione, Parco Grande, San Michele, San Michele in Monte Laureto, San Pietro Piturno |
| Comuni confinanti | Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Noci, Turi |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 70017 |
| Prefisso | 080 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 072036 |
| Cod. catastale | H096 |
| Targa | BA |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 716 GG |
| Nome abitanti | putignanesi |
| Patrono | santo Stefano protomartire, san Giovanni Battista e Maria Santissima Addolorata |
| Giorno festivo | 3 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Putignano è un comune italiano di 25 639 abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia.
Situato nell'entroterra della Murgia barese, il territorio è caratterizzato dalla presenza di fenomeni carsici, tra i quali numerose cavità naturali. Il centro è conosciuto soprattutto per il Carnevale, manifestazione documentata a partire dal 1394 e caratterizzata, nella sua forma contemporanea, dalla produzione di carri allegorici in cartapesta. Nel corso del XX secolo si è inoltre sviluppato un comparto manifatturiero dell'abbigliamento, specializzatosi in particolare nella produzione di abiti da sposa.
Putignano è situata nella Bassa Murgia, nell'entroterra della città metropolitana di Bari, a un'altitudine di 372 m s.l.m. Il territorio comunale si estende per 99,11 km² e presenta quote comprese tra 293 m e 456 m s.l.m.; dal punto di vista altimetrico è classificato come collina interna.
Il territorio rientra nel settore sud-orientale delle Murge ed è interessato dall'ambito paesaggistico della Murgia dei Trulli, caratterizzato dalla diffusione di forme carsiche e da un paesaggio rurale nel quale assumono rilievo le costruzioni in pietra a secco. La porzione meridionale del territorio comunale, comprendente l'area di Barsento, è ricondotta dal Piano paesaggistico territoriale regionale alla figura territoriale e paesaggistica della Valle d'Itria.
Il substrato geologico del territorio è costituito prevalentemente dalla successione carbonatica mesozoica nota come Calcari delle Murge. A essa si associano localmente depositi continentali residuali, costituiti dalle caratteristiche terre rosse, mentre nei fondi delle lame sono presenti depositi alluvionali.
La natura prevalentemente calcarea del substrato ha favorito lo sviluppo di un articolato sistema carsico, che costituisce uno degli elementi geomorfologici caratteristici dell'area. Nel territorio sono presenti cavità e forme carsiche superficiali e sotterranee; il paesaggio è inoltre interessato da depressioni, lame e affioramenti calcarei.
Tra le cavità naturali più note si trova la Grotta di Putignano, situata in prossimità dell'abitato e scoperta nel 1931 durante lavori di scavo. La cavità presenta concrezioni carbonatiche, tra cui stalattiti e stalagmiti, sviluppatesi in seguito ai processi di dissoluzione e rideposizione del carbonato di calcio.
Il toponimo è documentato almeno dall'Alto Medioevo. Gli atti del Chartularium Cupersanense attestano infatti il nome di Putignano già nei primi decenni del X secolo; un documento del 966, conservato nel seminario di Conversano, riporta la forma Pautiniano.
L'interpretazione linguistica riconduce il nome a un toponimo prediale, formato a partire da un nome personale romano. In particolare, è stata proposta una derivazione dal gentilizio Putinius, accostato a Potinius, attraverso una formazione del tipo Putinianus; l'esistenza di Putinius è stata ricostruita anche sulla base del toponimo Putignano. Anche la tradizione storiografica locale ha ricondotto il toponimo ai nomi personali Potinius o Putinius.
Nel corso del tempo sono state formulate numerose altre interpretazioni, prevalentemente di carattere erudito o tradizionale. Tra queste figurano derivazioni dal greco potamós («fiume»), dal latino puteus («pozzo»), dalle espressioni Puteus insanus e Puteus Janus, dalla divinità Potyna, da Pytna, identificata dalla tradizione con un'antica località cretese, e da un appellativo di Apollo collegato al mito di Pitone e alla grotta di San Michele in Monte Laureto. Tali proposte appartengono alla tradizione interpretativa sul nome della città e non hanno lo stesso riscontro linguistico-documentario della derivazione da un nome personale romano.
Il territorio di Putignano conserva testimonianze archeologiche riferibili all'età preromana, ricondotte alla presenza dei Peucezi nella Murgia centrale; reperti archeologici rinvenuti nell'area testimoniano una frequentazione antica del territorio. Non risultano invece sufficientemente documentate le tradizionali identificazioni dell'abitato con un municipium romano, né una continuità diretta fra un presunto insediamento peuceta e il successivo centro medievale.
Le prime testimonianze documentarie certe risalgono all'Alto Medioevo. Il toponimo compare negli atti del Chartularium Cupersanense già nei primi decenni del X secolo; un documento del 916 attesta inoltre l'esistenza di una strada tra Polignano e Putignano.
Tra l'XI e il XII secolo Putignano entrò nell'orbita dell'abbazia di Santo Stefano presso Monopoli. Le fonti archivistiche attestano che almeno dal 1188 l'abate e il monastero di Santo Stefano erano titolari di diritti feudali sulle terre di Putignano e Fasano.
Il nucleo urbano medievale si sviluppò intorno alla chiesa di San Pietro e al complesso fortificato; a partire dal XII secolo l'abitato conobbe un'espansione a struttura prevalentemente radiocentrica. La prima chiesa di San Pietro è documentata nella tradizione storico-ecclesiastica locale già nel XII secolo e la sua consacrazione viene fatta risalire al 1158.
Alla fase benedettina è legata anche una tradizione locale riguardante Federico II di Svevia, secondo la quale l'imperatore avrebbe fatto edificare un castello nei pressi dell'abitato e lo avrebbe successivamente fatto demolire, insieme a parte delle fortificazioni, in seguito a contrasti con la popolazione schierata con il papato. In assenza di riscontri documentari sufficienti per ricostruire con certezza l'episodio, la vicenda è considerata parte della tradizione storica locale.
Sul piano ecclesiastico Putignano fu a lungo oggetto di controversie giurisdizionali con i vescovi di Conversano. La chiesa locale godette per un lungo periodo di una particolare autonomia dalla giurisdizione diocesana, con una dipendenza immediata dalla Santa Sede; tale situazione terminò nel 1811, quando San Pietro entrò nella giurisdizione ecclesiastica di Conversano.
Nel corso del XIV secolo il controllo del territorio passò dall'abbazia benedettina all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, successivamente noto come Ordine di Rodi e quindi Ordine di Malta. Le fonti locali collocano il passaggio nel 1317, sotto il pontificato di Giovanni XXII, mentre la documentazione archivistica testimonia il consolidamento del Baliaggio di Santo Stefano e del dominio temporale dell'Ordine su Putignano e Fasano.
La presenza gerosolimitana caratterizzò per secoli la storia istituzionale della città. Il balì esercitava il dominio feudale sul territorio e il palazzo che ne ospitava la sede fu successivamente inglobato nell'attuale Palazzo Romanazzi-Carducci.
Nel 1394 una parte delle reliquie di Santo Stefano fu trasferita dall'abbazia di Santo Stefano presso Monopoli alla chiesa di Santa Maria la Greca a Putignano, allo scopo di custodirla in un luogo più sicuro rispetto alla costa, esposta alle incursioni marittime. La tradizione cittadina collega al trasferimento delle reliquie l'origine delle Propaggini: secondo il racconto tramandato, i contadini impegnati nella propagginazione delle viti si unirono al corteo e accompagnarono l'arrivo delle reliquie con canti e versi satirici. L'episodio è tradizionalmente considerato all'origine del Carnevale di Putignano.
Nel XV secolo Putignano fu interessata da importanti trasformazioni dell'assetto urbano. Nel 1472, durante il baliaggio di Giambattista Carafa, il centro fu dotato di una nuova cinta muraria, munita complessivamente di ventisei torri e di due accessi principali, Porta Grande e Porta Barsento. La nuova fortificazione delimitò il borgo sviluppatosi intorno alla chiesa matrice e al palazzo del balì; una terza apertura, Porta Nuova, fu realizzata soltanto nel 1831.
Nello stesso periodo fu interessata da trasformazioni anche la chiesa matrice di San Pietro Apostolo. L'edificio medievale venne ampliato e trasformato nel corso del XV secolo; ulteriori e più estesi lavori di ricostruzione si svolsero tra il 1562 e il 1666, mentre il campanile fu ricostruito tra il 1673 e il 1675.
Tra il XVI e il XVIII secolo il Baliaggio di Santo Stefano continuò a esercitare il dominio feudale su Putignano. Parallelamente proseguirono le controversie sulla giurisdizione ecclesiastica con il vescovo di Conversano. Nel 1514 il vescovo Acquaviva promosse una controversia contro il balì Carafa; una nuova e lunga vertenza tra il vescovo di Conversano e i cavalieri gerosolimitani si sviluppò tra il 1736 e il 1742, riguardando l'esercizio della giurisdizione sulla città.
L'assetto urbano si consolidò all'interno della cinta quattrocentesca, con la presenza di edifici religiosi, conventi e residenze legate alle famiglie locali. Il palazzo del balì continuò a costituire uno dei principali edifici civili del centro.
La conquista francese del Regno di Napoli determinò la fine dell'ordinamento feudale che aveva caratterizzato per secoli Putignano. Nel 1806, con l'abolizione della feudalità, cessò il dominio temporale dell'Ordine di Malta e il palazzo del balì passò al demanio. Nello stesso anno è datata dal Sistema archivistico nazionale l'istituzione del moderno Comune di Putignano.
Al periodo francese risale anche l'albero della libertà conservato presso il municipio. Nel 1806 furono piantati tre olmi come simbolo del nuovo ordinamento politico; uno di essi è sopravvissuto.
Nel 1811 terminò anche la particolare condizione ecclesiastica della chiesa putignanese, che fu inserita nella giurisdizione della diocesi di Conversano.
Nel corso dell'XIX secolo l'assetto urbano oltrepassò progressivamente le antiche fortificazioni. Nel 1831 fu aperta Porta Nuova e, nel 1876, il fossato che circondava il borgo antico venne trasformato nell'estramurale per iniziativa dell'amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Tateo.
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo Putignano conobbe lo sviluppo di attività manifatturiere nel settore dell'abbigliamento. Un ruolo centrale ebbe l'impresa fondata nel 1905 da Cesare Contegiacomo, inizialmente impegnata nella produzione di berretti, ombrelli e altri articoli di abbigliamento.
L'industrializzazione del comparto accelerò nel secondo dopoguerra. Tra gli anni cinquanta e sessanta l'impresa Contegiacomo ampliò la produzione, specializzandosi anche negli abiti da comunione e da sposa e raggiungendo nel 1960 circa 750 dipendenti. La sua esperienza contribuì alla formazione del distretto dell'abbigliamento di Putignano, sviluppatosi attraverso una rete di imprese e laboratori specializzati. L'area putignanese si specializzò in particolare nelle fasce medio-alte dell'abbigliamento e nella produzione di abiti da sposa e da cerimonia.
Nel medesimo periodo assunse progressivamente la forma contemporanea anche il Carnevale di Putignano, caratterizzato dalla realizzazione di grandi carri allegorici in cartapesta.
Durante il Novecento Palazzo Romanazzi-Carducci divenne residenza dell'omonima famiglia e ospitò, tra gli altri, re Umberto II. Nel 1967 Guglielmo Romanazzi Carducci di Santo Mauro destinò testamentariamente l'edificio alla realizzazione di un museo; il complesso è successivamente divenuto sede del museo civico.
La trasformazione economica avviata nel secondo dopoguerra consolidò Putignano come uno dei centri del comparto dell'abbigliamento della Puglia centrale. Dalla seconda metà degli anni settanta il settore attraversò una fase di crisi e ristrutturazione, accompagnata dal passaggio dal modello della grande impresa a una struttura produttiva maggiormente fondata su piccole e medie aziende specializzate. La stessa Contegiacomo cessò l'attività nel 1985.
Nel 2024 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso a Putignano il titolo di città, ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 4 giugno 1935.
Il gonfalone è un drappo di bianco.


La grotta di Putignano, nota localmente come grotta del Trullo, è una cavità carsica situata nelle immediate vicinanze dell'abitato. Fu scoperta il 29 maggio 1931 durante lavori di scavo connessi alla realizzazione dell'impianto di depurazione. Il successivo 28 giugno la Soprintendenza alle opere di antichità e d'arte della Puglia richiese che la cavità fosse sottoposta a tutela e, nel corso dello stesso anno, ne fu riconosciuto il notevole interesse pubblico.
La cavità presenta concrezioni carbonatiche, tra cui stalattiti e stalagmiti, e fu successivamente attrezzata per la visita del pubblico. L'accesso avviene attraverso una struttura esterna costruita secondo la tipologia del trullo, dalla quale una scala conduce all'interno della grotta.
Abitanti censiti

Accanto all'italiano è presente il dialetto putignanese, varietà locale documentata da studi e raccolte lessicografiche. Nel 2007 è stato pubblicato un Manuale del dialetto putignanese di Giovanni Marzullo, mentre nel 2024 Domenico Mongelli ha pubblicato il Vocabolario del dialetto putignanese, comprendente migliaia di voci, modi di dire, proverbi e testimonianze della tradizione orale locale. L'uso del vernacolo riveste un ruolo anche nelle tradizioni del Carnevale di Putignano, in particolare durante le Propaggini, caratterizzate dalla recitazione di componimenti satirici dialettali.
Putignano appartiene alla diocesi di Conversano-Monopoli. La tradizione religiosa cittadina comprende inoltre diverse confraternite storiche: la diocesi registra l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e le confraternite Mater Domini, della Santissima Trinità, di Maria Santissima Addolorata, della Visitazione di Maria Vergine e di San Lorenzo e di Maria Santissima del Carmine.

Il Carnevale di Putignano costituisce la principale manifestazione tradizionale cittadina. La tradizione ne fa risalire l'origine al 1394, anno della traslazione a Putignano di reliquie di santo Stefano provenienti dall'abbazia omonima presso Monopoli. La stessa Fondazione Carnevale precisa tuttavia che per l'origine del Carnevale in quell'anno non esiste un documento scritto e che il collegamento è tramandato dalla tradizione orale.
L'apertura tradizionale si svolge il 26 dicembre con la Festa delle Propaggini. Secondo il racconto tradizionale, durante il trasferimento delle reliquie alcuni contadini impegnati nella propagginazione delle viti si unirono al corteo religioso improvvisando canti e versi satirici in vernacolo; la manifestazione contemporanea conserva tale carattere attraverso l'esibizione dei cosiddetti propagginanti, che recitano componimenti satirici dedicati agli avvenimenti e ai personaggi della vita cittadina.
Dal 17 gennaio, ricorrenza di sant'Antonio Abate, la tradizione carnevalesca è scandita dai Giovedì di Carnevale, dedicati secondo una successione tradizionale a monsignori, preti, monache, vedovi, pazzi — ossia i giovani non sposati —, donne sposate e uomini sposati, questi ultimi protagonisti del cosiddetto Giovedì dei Cornuti. La manifestazione comprende inoltre le sfilate dei carri allegorici in cartapesta e termina nel periodo del martedì grasso, con i riti conclusivi che precedono la Quaresima.
A Putignano hanno sede il Distretto socio-sanitario n. 14 dell'ASL Bari, che comprende anche i comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Locorotondo e Noci, e l'ospedale Santa Maria degli Angeli.
Il sistema scolastico statale del primo ciclo è organizzato in due istituti comprensivi, comprendenti scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
Per l'istruzione secondaria di secondo grado sono presenti un liceo statale con indirizzi classico, scientifico, scientifico con opzione scienze applicate e linguistico e una sede dell'Istituto di istruzione superiore «Da Vinci-Agherbino», destinata all'istruzione professionale nei settori elettrico, meccanico e grafico.
A Putignano ha sede Radio JP, web radio indipendente fondata nel 2012. È inoltre attivo il network locale GR Radio Onda.
Putignano è stata utilizzata come location cinematografica e televisiva. Nel 2011 vi furono realizzate alcune riprese della miniserie televisiva Il generale dei briganti, diretta da Paolo Poeti e trasmessa nel 2012; la Apulia Film Commission annovera Putignano tra le località della produzione. Alcune scene furono girate nel Palazzo del Balì.
La specialità gastronomica maggiormente legata a Putignano è la farinella (farnedd nel dialetto locale), uno sfarinato ottenuto dalla tostatura e successiva macinazione di ceci e orzo, con aggiunta di sale. È inserita dal 2001 nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Puglia, con Putignano indicata come area di origine.
Tradizionalmente la farinella era consumata soprattutto nella cultura contadina, da sola o accompagnata da fichi, erbe, cipolle, olive e altri alimenti; veniva inoltre utilizzata per accompagnare pasta, verdure e patate. Il suo nome è stato adottato anche per Farinella, la maschera rappresentativa del Carnevale di Putignano.
L'economia locale è stata storicamente caratterizzata dall'agricoltura, dall'artigianato e, a partire tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, dallo sviluppo delle attività manifatturiere. Il comparto che ha maggiormente caratterizzato l'industrializzazione putignanese è quello tessile e dell'abbigliamento, specializzatosi nel secondo dopoguerra soprattutto nella produzione di abiti da sposa e da cerimonia.
Nel territorio rurale sono presenti attività agricole e zootecniche. I dati regionali documentano in particolare la presenza dell'allevamento bovino, mentre tra le coltivazioni praticate nell'agro figurano cereali, foraggi, olivo, ortaggi e colture frutticole, tra cui ciliegio e mandorlo.
Particolare rilievo nell'agrobiodiversità locale assumono due varietà tradizionali di carciofo, il Carciofo verde di Putignano e il Carciofo violetto di Putignano. Entrambe hanno Putignano come area di origine e sono state inserite nel 2016 nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Puglia.
Le due varietà erano già comprese tra le risorse vegetali tutelate nell'ambito del PSR Puglia 2007-2013. Sono inoltre iscritte nel Registro regionale delle risorse genetiche autoctone, che per entrambe segnala un rischio elevato di erosione genetica o estinzione.
Il Verde di Putignano è una varietà tardiva, caratterizzata da un capolino prevalentemente verde e da un periodo di raccolta compreso fra marzo e maggio. Il Violetto è invece più precoce: presenta un capolino principale di forma ovale e brattee esterne generalmente viola scuro, talvolta con sfumature verdi, e viene raccolto indicativamente fra dicembre e maggio. Le due varietà sono tradizionalmente propagate per via agamica dagli agricoltori locali e risultano diffuse soprattutto in piccoli appezzamenti dell'agro putignanese.
La tradizione artigianale locale ha compreso la lavorazione dei tessuti, del legno e dei metalli. Fonti storiche comunali ricordano la produzione di tessuti di lana e cotone, utensili agricoli, coltelli e manufatti lignei destinati anche alle attività rurali. La lavorazione artigianale dei metalli, in particolare del ferro, è attestata anche nell'Atlante cartografico dell'artigianato pubblicato dall'Automobile Club d'Italia nel 1985.
Il principale settore manifatturiero sviluppatosi a Putignano è quello dell'abbigliamento. Le prime attività industriali sorsero tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo; un ruolo rilevante nello sviluppo successivo del comparto ebbe l'impresa Contegiacomo, dalla quale derivarono competenze e maestranze che contribuirono alla formazione di una più ampia rete produttiva locale.
Nel secondo dopoguerra l'area meridionale della provincia di Bari sviluppò una specializzazione nel settore tessile-abbigliamento. Nell'area di Putignano e Castellana Grotte si concentrarono in particolare laboratori e imprese dedicati agli abiti da sposa e da cerimonia, generalmente collocati nelle fasce medio-alte del mercato; nello stesso territorio si sviluppò anche la produzione di abbigliamento per bambini e di camiceria.
La specializzazione produttiva putignanese nacque dalla trasformazione di precedenti competenze artigianali in forme di organizzazione industriale e, soprattutto dopo la crisi delle grandi imprese locali fra gli anni settanta e ottanta, assunse una struttura maggiormente frammentata, costituita da imprese e laboratori specializzati collegati da rapporti di subfornitura.
Il principale asse viario che attraversa il territorio comunale è la Strada statale 172 dei Trulli, che collega l'area del sud-est barese con la Valle d'Itria. La strada interessa direttamente l'abitato di Putignano.
La rete extraurbana comprende inoltre diverse strade provinciali, tra cui la SP 58 Putignano-Sammichele di Bari, la SP 101 Conversano-Putignano e la SP 106 Gioia-Putignano. Attraversa il territorio anche la SP 237 delle Grotte, già strada statale 377, lungo l'itinerario Monopoli-Castellana Grotte-Putignano-Noci.
Il territorio comunale è servito dalla rete delle Ferrovie del Sud Est. La principale infrastruttura ferroviaria è la stazione di Putignano, posta nel punto di incontro della linea Bari-Taranto e della linea Mungivacca-Putignano, delle quali costituisce rispettivamente una stazione intermedia e il capolinea.
Nel territorio comunale sono presenti anche le fermate di Putignano in Monte Laureto, sulla linea Bari-Taranto, e di Putignano San Pietro Piturno, sulla linea Mungivacca-Putignano. La documentazione di esercizio delle Ferrovie del Sud Est censisce entrambe le località nella propria infrastruttura ferroviaria.
Il trasporto pubblico urbano è assicurato da un servizio di autobus organizzato dal Comune di Putignano, con programmazione stagionale delle corse e delle fermate. Il centro è inoltre interessato da servizi automobilistici extraurbani delle Ferrovie del Sud Est, nell'ambito della rete regionale del trasporto pubblico su gomma.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 20 maggio 1988 | 14 luglio 1990 | Vincenzo Petruzzi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 14 luglio 1990 | 25 settembre 1990 | Domenico Laera | Concentrazione Democratica | Sindaco | |
| 25 settembre 1990 | 25 novembre 1993 | Bernardo Franco Notarangelo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 24 gennaio 1994 | 30 agosto 1994 | Pietro Sportelli | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 30 agosto 1994 | 3 marzo 1995 | Lorenzo Derobertis | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 3 marzo 1995 | 8 maggio 1995 | Mario Volpe | Commissario prefettizio | ||
| 9 maggio 1995 | 23 settembre 1996 | Marco Galluzzi | Forza Italia | Sindaco | |
| 23 settembre 1996 | 12 maggio 1997 | Mariannina Milano | Commissario straordinario | ||
| 12 maggio 1997 | 14 giugno 1999 | Fedele Carmine D'Alena | L'Ulivo | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 1º ottobre 2003 | Marco Galluzzi | Forza Italia | Sindaco | |
| 7 novembre 2003 | 28 giugno 2004 | Luigi Varratta | Commissario straordinario | ||
| 28 giugno 2004 | 21 giugno 2009 | Gianvincenzo Angelini De Miccolis | La Margherita Partito Democratico |
Sindaco | |
| 23 giugno 2009 | 15 giugno 2014 | Gianvincenzo Angelini De Miccolis | Partito Democratico | Sindaco | |
| 27 maggio 2014 | 10 giugno 2019 | Domenico Giannandrea | Forza Italia – Nuovo Centrodestra – FdI-AN – liste civiche | Sindaco | |
| 10 giugno 2019 | 10 luglio 2024 | Luciana Laera | Liste civiche | Sindaca | |
| 10 luglio 2024 | in carica | Michele Vinella | Liste civiche | Sindaco | |
Putignano è gemellata con:
Nel 2024 il consiglio comunale ha inoltre approvato un patto di amicizia con il comune di Galatone.
Nel calcio la principale formazione senior attiva è il Real Putignano, società affiliata alla FIGC con matricola 955124. Nella stagione 2025-2026 ha partecipato al campionato pugliese di Promozione ed è stata inserita nello stesso campionato anche per la stagione 2026-2027.
Tra le società attive in precedenza figurò la Virtus Calcio Putignano; nel 2014 il relativo titolo sportivo fu rilevato da un gruppo di Noci, che costituì la Polisportiva Noci e trasferì nella città nocese l'attività della prima squadra, pur mantenendo temporaneamente la denominazione federale Virtus Calcio Putignano.
Nel calcio a 5 la società che ha raggiunto il maggiore livello nazionale è stata lo Sport Five Putignano. Promossa nella massima serie, debuttò in Serie A nella stagione 2010-2011, raggiungendo al primo anno i quarti di finale dei play-off per lo scudetto. Nella stagione successiva partecipò nuovamente alla Serie A e si qualificò alla Final Eight di Coppa Italia. La società risulta tuttora attiva a Putignano nell'ambito della pratica e della promozione del futsal.
Nel panorama cittadino ha operato anche il Centro Sociale Giovanile Putignano, che raggiunse la Serie A2 e vi militò nei primi anni 2010.
Nella pallacanestro è attiva l'A.S.D. Atletica Basket Putignano. Nella stagione 2025-2026 la prima squadra ha partecipato al campionato pugliese di Divisione Regionale 1, raggiungendo i play-off.
In precedenza operò il Basket Putignano, fondato nel 1993, che dalla stagione 2004 disputò tre campionati di Serie D.
La principale società cittadina di pallamano è la Polisportiva UISP'80 Putignano, fondata nel 1980. Al termine della stagione 2025-2026 la formazione maschile ha ottenuto la promozione dalla Serie B alla Serie A Silver, conquistando uno dei posti disponibili nelle Finals Promozione disputate nel giugno 2026. Nella stagione 2026-2027 la squadra è inserita nel girone B della Serie A Silver.
La società è attiva anche nel beach handball: la formazione maschile ha conquistato il titolo italiano nel 2025 e lo ha confermato nel 2026, superando l'Oderzo nella finale disputata a Senigallia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 142069815 · SBN MUSL002833 · BAV 494/55882 · LCCN (EN) n97083603 · J9U (EN, HE) 987007545038505171 |
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