| Turi comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giuseppe De Tomaso (lista civica) dal 12-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°55′N 17°01′E |
| Altitudine | 251 m s.l.m. |
| Superficie | 70,9 km² |
| Abitanti | 13 003 (31-5-2026) |
| Densità | 183,4 ab./km² |
| Frazioni | Monteferraro, La Difesa Baronale, Campo Nobile, Marchione, Malantacca, Petrelli, Lama di Scelza, Marchitelli, Serrone, Matinelle |
| Comuni confinanti | Casamassima, Conversano, Gioia del Colle, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 70010 |
| Prefisso | 080 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 072047 |
| Cod. catastale | L472 |
| Targa | BA |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 687 GG |
| Nome abitanti | turesi |
| Patrono | San Giovanni Battista, Sant'Oronzo |
| Giorno festivo | 26 agosto |
| Motto | Ex Tauro Civium Fertilitas |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Turi (Tùre, IPA: [ˈt̪uːrə] in dialetto turese) è un comune italiano di 13 003 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Sorge sull'Altopiano della Murgia; importante centro cerasicolo nazionale, il suo prodotto d'eccellenza è la Ciliegia Ferrovia. L'odierna città di Turi fu edificata dagli antichi abitanti di Thuriae.

Il territorio è di natura carsica/calcarea e per questo ricco di doline, inghiottitoi, pozzi, grotte e un'ampia idrografia sotterranea da cui si alimentano numerosi pozzi. La parte settentrionale è prevalentemente pianeggiante, mentre la porzione restante (più dell'80% del territorio) si presenta collinare, con rilievi che superano i 300 m s.l.m. I più significativi sono Monte Carbone (322 m) e Monteferraro (280 m). La casa comunale è posta a 251 m, mentre il punto più alto del centro cittadino è rappresentato dal Palazzo Marchesale, posto a 262 m. Il centro abitato varia da un'altitudine minima di 230 m a una massima di 266 m. Proprio per questa caratteristica del territorio turese, è presente anche una lama, la Lama Giotta, che ha origine presso la zona nord-est della città. Questa, durante i giorni di pioggia, si riempie d'acqua che viene trasportata fino alla pianura sottostante, se è poca, oppure sino alla foce nel quartiere di Torre a Mare, se la quantità d'acqua è maggiore.
Nonostante la presenza di alcuni boschi (Bosco Musacco, Bosco di Procida e Bosco di Monteferraro), la gran parte del territorio - circa 65 km² - è utilizzata a fini agricoli.
Turi è situata in area collinare distante qualche decina di km dalla costa adriatica. Il clima è di tipo sub-litoraneo, con inverni moderatamente freddi ed estati calde e asciutte. In inverno le nevicate sono deboli ma frequenti soprattutto a febbraio.
| Turi | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 10,0 | 11,0 | 13,0 | 17,0 | 22,0 | 26,0 | 30,0 | 29,0 | 25,0 | 20,0 | 15,0 | 11,0 | 10,7 | 17,3 | 28,3 | 20,0 | 19,1 |
| T. min. media (°C) | 2,0 | 2,0 | 4,0 | 6,0 | 10,0 | 13,0 | 16,0 | 16,0 | 13,0 | 10,0 | 6,0 | 3,0 | 2,3 | 6,7 | 15,0 | 9,7 | 8,4 |
| T. max. assoluta (°C) | 17,0 (1979) | 20,0 (1990) | 23,0 (1977) | 26,0 (1985) | 34,0 (1994) | 41,4 (2007) | 43,2 (2007) | 39,0 (1994) | 34,0 (1988) | 25,0 (1979) | 21,8 (2000) | 19,0 (1989) | 20,0 | 34,0 | 43,2 | 34,0 | 43,2 |
| T. min. assoluta (°C) | −7,0 (1993) | −9,0 (1993) | −8,0 (1987) | −3,6 (2003) | 4,0 (1987) | 6,0 (1986) | 11,0 (1971) | 9,0 (1976) | 5,0 (1979) | 3,0 (1972) | −1,0 (1977) | −6,0 (1986) | −9,0 | −8,0 | 6,0 | −1,0 | −9,0 |
| Giorni di pioggia | 7 | 8 | 7 | 6 | 5 | 4 | 3 | 4 | 5 | 6 | 8 | 7 | 22 | 18 | 11 | 19 | 70 |
Secondo la classificazione dei climi di Köppen Turi appartiene alla fascia Csa ossia al clima temperati delle medie latitudini con stagione estiva calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22º) e prevalentemente asciutta.
Considerando la morfologia del territorio attraversato da ben due lame, e considerati i ritrovamenti di un’industria litica, tipica del Paleolitico superiore nella grotta di S. Simone in una contrada limitrofa al bacino della Lama Giotta, non deve essere difficile affermare che popolazioni paleolitiche di cacciatori e raccoglitori abbiano comunque frequentato e vissuto nel territorio turese.
Nel Neolitico la presenza è documentata in prossimità dell'attuale abitato, ma anche in località Frassineto dove si è individuato un doppio fossato a protezione di un'area di 5000 m² che avvalorerebbe l’esistenza di un villaggio di capanne trincerato entro cui sono stati ritrovati frammenti di ceramica d’impasto del neolitico.
Di grande importanza è uno dei pochi insediamenti eneolitici pugliesi dell’Età del Rame, verso Rutigliano in località Lama Rossa in prossimità del “Lamone”, antico solco erosivo e naturale percorrenza tra la costa e la murgia. I materiali rinvenuti hanno riguardato ceramica d’impasto decorata a scaglie con cordoni o motivi impressi, e contenitori più piccoli con impasto più fine e motivi incisi.
All’Età del bronzo antico vanno invece ricondotti i siti individuati in località Monteferraro, dai quali sono emersi importanti resti di primitive strutture abitative, a testimonianza dell’inizio di una diversa organizzazione insediativa con la formazione di villaggi in posizioni dominanti e naturalmente difese. Sempre dello stesso periodo sono i siti in delle Masserie Annunziatella e Ospedale in località Frassineto, e di Masseria Moretto in località Trisore.
Con l’Età del ferro anche Turi vide l’arrivo di nuove genti giunte dall’Illiria verso la fine del XII sec. a.C. Ciò si afferma mediante ritrovamenti di ceramica iapigia (IX-VIII) a.C. destinata sia alla cottura e alla conservazione dei cibi, che alla conservazione di liquidi, e decorata con motivi geometrici classici del repertorio decorativo del periodo. Tra il VII-VI sec. a.C. i villaggi di capanne a seguito di una crescita demografica cominciarono ad evolversi in un grande abitato esteso su una superficie di circa 25 ettari tanto da costituire uno dei principali insediamenti della Peucezia, identificabile verosimilmente con la Thuriae citata dallo storico romano Tito Livio. L’area abitata era suddivisa da cinte murarie che delimitavano le zone dell’abitato suddividendole, nell’aristocratica acropoli dove erano ubicati gli edifici pubblici e di culto, nell’abitato vero e proprio, dove risiedeva gran parte della popolazione, e dalle campagne destinate alle attività d’allevamento e agricoltura. In tutto le cinte murarie erano ben quattro.
Dell'abitato peuceta e delle relative necropoli sono giunte testimonianze strutturali di grande interesse, quali antiche abitazioni, visibili in via Castellana Grotte, ma anche alcuni importanti corredi tombali in oro, argento, ambra, custoditi nei Musei di Taranto, Bari e Conversano. Nel Museo Archeologico di Bari sono conservati due pregevoli crateri attici: uno a figure nere, rinvenuto nel 1932 in via Fiume e attribuito al “Pittore di Priamo”, e l’altro a figure rosse, attribuito al ceramografo Nikoxenos dall’archeologo britannico John Beazley nel 1963. Si sono rinvenuti anche vasi corinzi, laconici e ionici provenienti da altre zone della Grecia, ma anche vasi prodotti dalle colonie della Magna Grecia con cui vi erano rapporti commerciali nonostante i conflitti tra le popolazioni indigene e quelle stanziatisi a Taranto e lungo la costa calabro-ionica. Nel territorio di Turi sono inoltre documentati altri piccoli insediamenti peuceti in località Trisore, presso masseria Moretto e a Frassineto, vicino alla Masseria Ospedale.
Nel corso del Medioevo, in prossimità dell'antico abitato peuceta di Turi, fu costruita una chiesa rupestre a doppia cupola, poi dedicata nel 1505 a San Rocco. L'impianto del nuovo abitato risale verosimilmente all'alto Medioevo, come attestano diversi reperti Bizantini rinvenuti nel corso dei lavori di restauro del Palazzo Marchesale. Sono reperti che anticipano di qualche secolo la costruzione del Castello normanno, fatto erigere, con molta probabilità, da Tommaso da Frassineto, primo signore di Turi. Dell'antico Castello normanno, risalente al XII secolo, restano in piedi due torri e un paramento murario con due monofore. Il Castello, ampliato dai Moles nel corso del Cinquecento, è oggi inglobato nell'attuale Palazzo Marchesale fatto costruire nel corso Settecento dai Venusio, che lo trasformarono nel sontuoso palazzo riportato all'antico splendore, a seguito dei recenti restauri. Nel periodo pre-risorgimentale era attivo a Turi il gruppo carbonaro “La Nuova Sparta” di cui faceva parte il celebre patriota turese Francesco Raffaele Curzio che, nato a Turi il 23 dicembre 1822, parteciperà alla Spedizione dei Mille e diventerà parlamentare.
Turi è nota anche per essere stata luogo di reclusione, nel carcere cittadino, di tre personalità illustri dell'antifascismo: dal 1928 al 1933 Antonio Gramsci, che vi scrisse i Quaderni del carcere e le Lettere dal carcere, dal 1930 al 1932 Sandro Pertini e nel 1926 il deputato comunista siciliano Francesco Lo Sardo. Il 14 aprile del 1952 con matricola 0671 venne incarcerato a Turi all'epoca ventiduenne, il futuro boss dei corleonesi Totò Riina che ivi frequentò la terza elementare della scuola carceraria di Turi – Circolo Didattico di Casamassima – emergendo come studente modello e conseguendo la promozione alla successiva classe di istruzione. Molti anni dopo, nel 1993 dal carcere evase il boss della Sacra corona unita Francesco Leone.
«D'azzurro, terrazzato di verde, alla quercia naturale col bove nero passante davanti». Esso è diventato lo stemma di Turi, perché la leggenda racconta che i superstiti provenienti dall'importante città peuceta di Thuriae videro nei pressi di Largo Pozzi un bove sotto una quercia, dove decisero di fondare la loro nuova città. Venne riconosciuto con il decreto del capo del governo del 4 ottobre 1934. Lo stemma risalente al 1581 è lo stesso, ma in luogo dell'attuale corona torrellata dei comuni della Repubblica Italiana, reca la corona marchionale dei marchesi Moles. Inoltre il motto dello stemma era «Ex Tauro Civium Fertilitas», ossia «Dal toro la fertilità dei cittadini». Il gonfalone, concesso con regio decreto del 23 agosto 1934, è un drappo di azzurro.


Quartiere situato nella parte centrale della città, che corrisponde alla parte più alta del centro abitato. Di antiche origini, esisteva già dal XVI sec. Qui possiamo trovare il Palazzo Marchesale, all'inizio castello dei Moles e poi palazzo dei Venusio, a quasi 300 m s.l.m. Il Centro Storico è un caratteristico centro storico che conserva l'aspetto tipico dei centri murgiani: le case piccole e raccolte, i muri bianchi di calce, le viuzze strette e lastricate, i caratteristici "sottani" e le edicole votive dedicate a vari santi, ma soprattutto a Sant'Oronzo o alla Madonna, la cappellina di San Rocco, più lontana dal Borgo Antico e la Chiesa Madre o Matrice, la più grande (a tre navate) risalente al XII secolo.

Presenta alcuni elementi di architettura normanna, risalenti ai tempi di Goffredo, nipote di Roberto il Guiscardo. È stato sicuramente un castello medievale per la sua posizione al margine dell'abitato, e per il grande fornice d'accesso alla piazza interna ed è situato a più di 270 m. sul livello del mare. Durante i lavori di ristrutturazione, i nobili spagnoli Francesco e Beatrice Moles trasformarono nel XVI sec. la corte interna in piazza. L'attuale struttura presenta tutti gli elementi che caratterizzavano le costruzioni settecentesche. Il palazzo ed i corpi feudali di Turi, consistenti in circa duemila ettari di terra nel 1741 furono venduti dai Moles al Barone Ottavio Venusio di Matera che in seguito fu elevato al titolo di Marchese da Ferdinando IV di Borbone. Ha due corpi laterali, appena accennati, e un'altra zona basamentale in blocchi di pietra. Il piano nobile presenta ampie finestre aperte su balconi di stile barocco corredati da ringhiere bombate in ferro battuto. Il maestoso portale di gusto napoletano presenta lateralmente delle lesene ruotate in fuori e presentava, fino a qualche anno addietro, sulla trabeazione uno stemma lapideo araldico dei Marchesi Venusio in fregio. Al cortile interno, di notevole decoro, si accede da un grande androne.

Il Palazzo Municipale nacque come sede del Collegio dei Padri Scolopi che vi si stabilirono nel 1645 grazie al lascito testamentario del benefattore notar Santo Cavallo; nel Palazzo furono ospitate anche le Scuole Pie, che impartirono l’istruzione gratuita a tanti turesi fino al 1809, anno della soppressione. Tra gli insegnanti, oltre a illustri personaggi dell’Ordine, si deve ricordare San Pompilio Maria Pirrotti. La Casa Scolopica di Turi, inoltre, ebbe un ruolo di rilievo come sede del Padre Provinciale. Dopo i lavori di restauro, che ebbero inizio nel 1845 su progetto dell’arch. Domenico Morea, il palazzo, dotato di una nuova facciata (quella attuale), venne adibito a sede comunale. Un prezioso elaborato grafico datato 5 agosto 1825, Pianto e Prospetto del Monistero delle Scuole Pie sito nel comune di Turi, ritrae l’edificio prima della trasformazione nella facies attuale. Esso era composto da due livelli principali e da un ammezzato, con accesso dalla Strada di Pozzi e volgeva l’angolo alla Strada della Cattedrale. Al piano terra, oltre a due locali accessibili dall’androne e al refettorio, erano situati prevalentemente i locali di servizio e le officine; al primo piano le aule per la didattica e le stanze per i laici e i sacerdoti. L’edificio era interamente coperto con volte a botte, mentre il piano dei magazzini (i locali sottotetto) erano coperti con tettoie in legno. Dal documento del 1825 risulta che a quel tempo l’edificio versava in pessimo stato, sia per i tetti che per i pavimenti, motivo per cui si rese necessaria la radicale trasformazione ad opera dell’architetto Morea. In origine il piano nobile del palazzo era contraddistinto da una balconata e da loggia ad angolo, entrambe sostenuti da eleganti mensole simili a quelle di alcuni palazzi di Piazza Silvio Orlandi. Il complesso delle Scuole Pier, infine, cinto da giardini e da cortili nella parte sud, era dotato al piano terra di locali destinati ad attività che ne garantivano il sostentamento autonomo, in alcuni casi a disposizione anche della cittadinanza, quali il frantoio, la beccheria, i caciolari e le stalle.

Originariamente si era pensato di sistemare l'orologio in una torretta sulla facciata del Municipio, ma poi, per problemi di staticità, si decise di erigere altrove una vera e propria torre. La collocazione della Torre in stile liberty, evidente simbolo laico della cittadina, non fu casuale, ma ricercata. Infatti in virtù del suo utilizzo doveva essere visibile da quanti più punti d’osservazione possibile. Così si scelse d’erigerla a fianco della chiesa francescana di San Giovanni Battista, affidando la progettazione all’architetto Sante Simone, e i lavori al mastro scalpellino turese Giuseppe Schettini, che la terminò nel A. D. 1892. A questi si aggiunge l'importante opera della premiata fabbrica del Cav. Alfonso Sellaroli da Guardia Sanframondi (BN), artigiano e abile costruttore di “orologi da torre”. Il progetto previde una torre snella, alta 14 metri. Il progetto fu sdoppiato in due fasi nettamente distinte, forse per ragioni economiche: la prima per la costruzione del basamento della torre (7 aprile 1891); la seconda relativa alla sola cella che doveva contenere la macchina dell’orologio (5 gennaio 1892). Infine si provvide a collocarvi il tanto atteso orologio, creato a fine Ottocento dalla premiata fabbrica di orologi Sellaroli, di Guardia Sanframondi (BN), montato su un soppalco di legno posto in cima alla torre. Verso la fine dell’800 i sofisticati ed originali meccanismi ideati dal Cav. Sellaroli, animavano i quadranti e le lancette degli orologi di numerose torri civiche italiane. La particolarità della macchina costruita per la torre di Turi, che la distingue dalle altre, è quella di azionare non uno, ma bensì tre quadranti posti in direzioni diverse. Nel 2009 il vecchio meccanismo è stato adeguato con l’applicazione di un servo motore ad impulsi per il telecomando delle lancette originali dell’Ottocento e per consentire un perfetto sincronismo nella misurazione del tempo, di una centrale di pilotaggio per l’orologio e di battenti elettromagnetici adatti per le campane esistenti, il cui caratteristico rintocco segna le ore e i quarti (gran suoneria all’italiana). Tutto ciò contribuisce a renderla una tra le più belle torri dell’orologio della Puglia.
U Trèpizze è stata una piazza simbolo di Turi. Era un’isola pedonale situata nell’odierna Piazza Aldo Moro, avente come dice lo stesso nome una forma triangolare. Storicamente rivestiva una funzione importantissima per lo svolgimento della vita cittadina in quanto, era posta in una posizione strategica per il controllo del traffico cittadino, ma consentiva anche ai cittadini di tener d’occhio la torre dell’Orologio e il tempo da essa scandito. Era la piazza degli uomini in quanto la sera mediatori, proprietari, contadini e braccianti si incontravano per parlare, discutere “premètte” (promettere il lavoro del giorno dopo), e stringere accordi e affari mediante stretta di mano. Nei primi anni 90’ del 900 è stata oggetto di modifiche urbanistiche che l’hanno fatta divenire una penisola, perdendo la caratteristica triangolare, unendola con la villetta del Monumento ai Caduti. Anche le donne e le "andère" la sera, si riunivano nella loro piazza detta “Chiàzze di Fèmmene” (oggi Piazza Antico Ospedale) per confabulare e “premètte” il lavoro del giorno dopo.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 779, pari al 6,01% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
| Dialetto turese | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | |
| Parlanti | |
| Totale | 13.000 circa |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Indoeuropee Italiche Romanze Napoletano Dialetto turese |
| Estratto in lingua | |
| Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1 Declarazióne universèle de le deritte du ommene - Art.1 Tutte le crestiène nàscene libbere e che le stèsse deritte. Tènnene cervidde e chescènze e s'onne à chembertè ccome ce fuèssere frète iùne che l'alte. | |
Il turese (Terèse /təˈreːsə/) è un dialetto parlato nel comune di Turi appartenente al gruppo dei dialetti della Puglia centrale. Come nella maggioranza dei dialetti murgiani, si differenzia dal dialetto barese, intenso come dialetto parlato a Bari e in altri comuni limitrofi, per l'uso di vocali diverse. La prima coniugazione, che in barese termina con la vocale “-à”, in turese, come in buona parte dei dialetti murgiani, presenta invece la terminazione “-è”. Per esempio, il verbo parlà in turese diventa parlè. Di seguito è mostrata una tabella che mette a confronto il turese con il barese e con i dialetti dei comuni dell’immediato circondario.
| Turese: | Ci nè? | Ce igghiè? | Come te l'ègghie à ddisce? | Si accatète la frutte? | Amm'à sscì à la ville? | Nan s'affìtte u trène | Stè sckitte na frezzole/tièdde |
| Putignanese: | Ce n'ìe? | Ce vvu? / Ce iìe? | Accumme te hè à ddèscere? | Ha accattàte a frotte? | Amme a scèie à la vèlle? | Nan se vère u trène | Stie sckètte na tièlle |
| Gioiese: | Ci è? | Ce iè? / Ce iè ca uè? / Ce vvi acchiànne? | - | - | - | - | - |
| Conversanese: | Ci è? | Cè vvu? | Come te u àgghie à ddèsce? | Si accattàte la frutte? | Amm'à scè à lla vèlle? | Non ze vède u trène | 'Nge stè sckètte na padèlle |
| Barese: | Ci è? | Ce uè? | Come te hi à ddisce? | Si accattàte la frutte? | 'Nge n'amm'à sscì à lla ville? | Non ze vède u trène | Ce sta asselùte na fresole |
Hanno sede a Turi:
A Turi sono stati girati i seguenti film:

La Festa patronale di Sant'Oronzo si svolge, ogni anno, tra il 24 ed il 30 agosto.
La sera del 25 una suggestiva ed imponente processione di fedeli accompagna pregando, con candele votive, il busto del Santo Vescovo, dalla Chiesa Madre alla periferica Chiesa di Sant'Oronzo alla Grotta, attraversando in piena notte senza illuminazione il viale di cipressi del cimitero comunale.
La mattina del 26, alle prime luci dell'alba, molti pellegrini, raggiungono a piedi la grotta, per assistere alla messa votiva. Nella chiesa madre il Vescovo celebra la solenne Messa, e segue la Processione di gala del Santo per le vie della città. Alla processione vi partecipano, cavalcate in abiti storici, seguita da sbandieratori, dalle antichissime confraternite cittadine, dall'immagine del Santo e dalle autorità, civili e militari. Il Busto del Santo portato il 25 alla grotta, viene eretto sulla torre lignea tutta decorata da maestri ebanisti locali fratelli Albano. La sera del 26 agosto il Carro Trionfale rientra in paese trainato da sei muli, tra ali di folla festante. In piazza il carro viene accolto da luminarie, lanci di fiori, palloncini, fuochi d'artificio e la musica delle Bande (quella di Turi, sul Carro, quella ospite sulla cassa armonica) che si danno "battaglia" a suon di note. Il 27 agosto avviene la discesa del santo dal Carro Trionfale con il rientro all'interno della chiesa Matrice. La sera del 28 agosto in conclusione dei festeggiamenti in onore di Sant'Oronzo vi è una gara di fuochi pirotecnici, con l'assegnazione della migliore bomba d'apertura ed il miglior fuoco pirotecnico. Infine, per concludere i festeggiamenti la sera del 30 agosto si svolge un concerto di musica leggera.
La mattina del 25 aprile nei pressi della Chiesa di San Rocco viene celebrata all'aperto la Messa tra ali di folla che seguono il rito. Dopo la benedizione la Confraternita dell'Addolorata sfila innanzi al cippo scolpito raffigurante l'Annunciazione e seguono i fedeli che tengono per mano i bambini con delle fasce di stoffa colorata al braccio segno della durata di legame con il padrino o la madrina, cantando per invocare la protezione della Madonna. Si compiono tre giri di processione intorno all'isolato della chiesetta. Il rito va compiuto dal padrino e dalla madrina insieme col bambino o la bambina per tre anni consecutivi, e può fare da padrino solamente chi a sua volta è stato "passato".
Sagra della Ciliegia Ferrovia
La Sagra della Ciliegia Ferrovia è il principale evento enogastronomico di Turi e della Bassa Murgia che si svolge annualmente nella prima settimana di giugno, in coincidenza con il periodo della raccolta delle ciliegie. L'evento è dedicato alla valorizzazione della Ciliegia Ferrovia, varietà che rappresenta uno dei prodotti più caratteristici del territorio turese e che ha contribuito a rendere il comune un centro di riferimento nel settore cerasicolo a livello nazionale.
La manifestazione nacque all'inizio degli anni Novanta su iniziativa della Pro Loco di Turi, con il sostegno dell'amministrazione comunale, con l'obiettivo di promuovere la produzione cerasicola locale e le tradizioni agroalimentari della città. Nel corso degli anni la sagra si è affermata come uno degli appuntamenti più rappresentativi dedicati ai prodotti tipici, ospitando ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta la Puglia e anche dalle altre regioni del Mezzogiorno.
Durante la manifestazione, il Centro Storico e il corso principale della città ospitano stand dedicati alla degustazione della Ciliegia Ferrovia e di altri prodotti tipici locali come la Faldacchea e i Trònere. Il programma comprende inoltre mercatini dell'artigianato, mostre, spettacoli musicali, esibizioni di gruppi folkloristici, iniziative culturali e attività finalizzate alla promozione del patrimonio storico e paesaggistico di Turi.
La Sagra rappresenta un importante momento di valorizzazione dell'identità della cittadina murgiana e contribuisce alla promozione della filiera della Ciliegia Ferrovia, cultivar diffusa nell'area della Bassa Murgia e particolarmente legata al territorio turese.
L'edizione del 2026 ha registrato circa 80.000 visitatori, confermandosi tra gli eventi enogastronomici più partecipati del Sud Italia.
Bacco per Bacco
Bacco per Bacco è una manifestazione enogastronomica e culturale dedicata alla valorizzazione delle produzioni vitivinicole e gastronomiche del territorio della Bassa Murgia, con particolare riferimento al vino novello e al Primitivo di Turi.
L’evento si svolge generalmente nel mese di ottobre e propone un percorso caratterizzato da degustazioni, iniziative culturali e attività legate alle tradizioni locali. Tra gli appuntamenti principali figurano le degustazioni di vini provenienti da cantine locali e regionali, con particolare attenzione alle produzioni riconducibili alle aree vitivinicole del Primitivo di Gioia del Colle, nelle cui zone di produzione rientra anche il territorio turese.
La manifestazione comprende inoltre spazi dedicati alla gastronomia tradizionale, con la presentazione di prodotti e piatti tipici della cucina contadina pugliese, tra cui caldarroste, carni alla brace, panzerotti e la Faldacchea, dolce tipico turese a base di mandorle.
Completano l’evento esposizioni di artigianato locale, mostre e iniziative folkloristiche volte a rievocare usi e tradizioni rurali della Murgia.
Beer Music Fest
Il Beer Music Fest è un evento dedicato alla promozione della birra artigianale, della gastronomia tipica pugliese e della musica dal vivo. Le attività si svolgono principalmente nelle piazze del Centro Storico di Turi, tra cui Piazza Silvio Orlandi, Piazza Capitano Colapietro e Piazza Chiesa.
La prima edizione si è tenuta il 20 e 21 settembre 2025 e si è articolata in due serate con la partecipazione di street band, gruppi musicali dal vivo e DJ set.
La seconda edizione si è svolta il 3 e 4 luglio 2026, consolidando l’evento nel calendario degli appuntamenti estivi della cittadinanza attiva locale.
Vento d’Estate
Vento d’Estate è il programma ufficiale delle manifestazioni estive del Comune di Turi. Il cartellone, che si sviluppa annualmente nei mesi compresi tra giugno e settembre, promuove e coordina le iniziative culturali, musicali, teatrali ed enogastronomiche del territorio turese.
Il programma di Vento d’Estate si articola in diverse aree tematiche nel corso delle edizioni:
- Valorizzazione del patrimonio e tradizioni locali: visite guidate, mostre d’arte e aperture straordinarie di beni storici, come l’iniziativa “il Tesoro di Turi”. Il cartellone ingloba anche le storiche manifestazioni enogastronomiche cittadine, tra cui la Sagra del Percoco e la festa del Borgo Antico e Sagra delle Delizie Turesi;
- Musica e teatro: concerti di musica sinfonica, jazz e leggera con esibizioni di orchestre e artisti di richiamo, spettacoli di danza e rappresentazioni di teatro comico-dialettale;
- Incontri culturali, dibattiti su tematiche di attualità, legalità, storia locale e presentazioni di libri con la partecipazione di giornalisti e autori;
- Attività per l’infanzia e il sociale, escursioni naturalistiche, come il walking all’alba, rassegne cinematografiche all’aperto, sfilate di moda, serate danzanti con musica dal vivo, attività sportive all’aperto.
La città è divisa in alcuni quartieri:
Di seguito sono riportate alcune frazioni e contrade presenti nei 71 km² del territorio di Turi: La Difesa Baronale, Monteferraro, Campo Nobile, Lamacupa, Lamarossa, Contrada Cisterna, Via del Canale, I Serri, Contrada la Quacquera, Malantacca, Petrelli, Paluda Salza, La Padula, Palude di Santa Chiara, Parco dell'Ospedale di Gonnella, Marchitelli, Parco Procida, Boscarello della Casella, Matinelle, Bosco di Marchione, Votano Brachetto, Serrone, Terre dette del Cardinale.
Una parte significativa dell'economia turese è incentrata sull'agricoltura e in particolare sulla cerasicoltura. Con i suoi 100.000 quintali annui (pari a 1/6 della produzione nazionale), Turi è leader regionale nella produzione della Ciliegia Ferrovia. Una varietà particolarmente apprezzata all'estero per il suo ottimo sapore e per le sue doti di "durezza" che la rendono esportabile anche a lunga distanza. Il secondo fine settimana di giugno si tiene la Sagra della Ciliegia Ferrovia, manifestazione dedicata alla promozione e valorizzazione dell’Oro Rosso di Turi, che ogni anno richiama oltre 120.000 visitatori nella cittadina murgiana.
Altre coltivazioni molto diffuse sono quelle del mandorlo, del percoco, dell'olivo e della vite sia per l'uva da tavola sia per la produzione di vino primitivo. Minori, ma comunque consistenti, sono le coltivazioni di albicocco, susino, cotogno e anche kiwi, fico e fico d'India.
L’enogastronomia riflette la forte identità del territorio. Tra le ricette tipiche figurano la Faldacchea, un dolce a base di mandorle insaporito con cannella, limone e marmellata di ciliegie o amarene, e i Trònere, braciole turesi condite con pomodoro, peperoncino e cipolla.
Sono ben sviluppati anche i settori secondario e terziario, caratterizzati dalla presenza di diversi centri per la lavorazione e lo stoccaggio di prodotti ortofrutticoli e di numerose imprese edili attive sul territorio.
Strade
Ferrovie
La stazione di Turi, situata a sud della città, sorge lungo la linea Mungivacca-Putignano ed è gestita da FS Sud Est; essa nel 2023 è stata ammodernata con diverse piccole modifiche.
Autolinee
La mobilità extraurbana è garantita dalla rete di autobus di FS Sud Est e da altre linee private.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1963 | 1970 | Vito Donato Valentini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1970 | 1973 | Matteo Pugliese | Sindaco | ||
| 1973 | 1978 | Giosuè Calisi | Sindaco | ||
| 1978 | 1980 | Vitangelo Susca | Sindaco | ||
| 1980 | 1983 | Vito Donato Valentini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1983 | 1984 | Domenico Aceto | Sindaco | ||
| 1984 | 1985 | Fulvia Ferrero | Comm. pref. | ||
| 1985 | 1985 | Vito Donato Valentini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1985 | 1988 | Vito Leonardo Spada | Sindaco | ||
| 1988 | 1989 | Antonio Tenace | Comm. pref. | ||
| 22 febbraio 1989 | 16 febbraio 1992 | Onofrio Resta | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 16 febbraio 1992 | 23 novembre 1993 | Vito Donato Valentini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 23 novembre 1993 | 17 novembre 1997 | Domenico Coppi | Lista civica | Sindaco | |
| 17 novembre 1997 | 28 marzo 2002 | Michelina Stefanachi | Lisa civica di centro-destra | Sindaco | |
| 28 marzo 2002 | 28 maggio 2002 | Mariannina Milano | Comm. pref. | ||
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Vito Nicola De Grisantis | L'Ulivo | Sindaco | |
| 29 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Vincenzo Gigantelli | Lista civica di centro-destra | Sindaco | |
| 8 maggio 2012 | 4 novembre 2013 | Onofrio Resta | Lista civica di centro-destra | Sindaco | |
| 4 novembre 2013 | 28 maggio 2014 | Rossana Riflesso | Comm. pref. | ||
| 28 maggio 2014 | 3 aprile 2018 | Domenico Coppi | Lista civica di centro-sinistra | Sindaco | |
| 3 aprile 2018 | 28 maggio 2019 | Andrea Cantadori | Comm. pref. | ||
| 29 maggio 2019 | 12 giugno 2024 | Ippolita Resta | Lista civica di centro-destra | Sindaco | |
| 12 giugno 2024 | In carica | Giuseppe De Tomaso | Lista civica di centro | Sindaco | |
Calcio a 11
Calcio a 5
Pallavolo
Corsa
Ciclismo
Muay Thai
Taewondo
| Controllo di autorità | GND (DE) 4418646-0 |
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