| AS Monaco FC Calcio | |
|---|---|
| Les Rouges et Blancs ("I biancorossi") | |
| Segni distintivi | |
| Uniformi di gara | |
| Colori sociali | |
| Dati societari | |
| Città | Monaco |
| Nazione | |
| Confederazione | UEFA |
| Federazione | |
| Campionato | Ligue 1 |
| Fondazione | 1924 |
| Proprietario | |
| Presidente | |
| Allenatore | |
| Stadio | Luigi II (18 523 posti) |
| Sito web | www.asmonaco.com |
| Palmarès | |
| Titoli di Francia | 8 |
| Titoli nazionali | 1 Ligue 2 |
| Trofei nazionali | 5 Coppe di Francia 1 Coppe di Lega francese 1 Coppa Charles Drago 4 Supercoppa di Francia |
| Trofei internazionali | 3 Coppa delle Alpi |
| Si invita a seguire il modello di voce | |
L'Association Sportive de Monaco Football Club (pronuncia francese: /ɑ ɛs mɔnako/), abbreviata in AS Monaco FC e nota più semplicemente come Monaco, è una società calcistica monegasca con sede nel Principato di Monaco e costituisce la sezione calcistica dell'omonima società polisportiva. Milita in Ligue 1, massima divisione del campionato francese di calcio. Pur avendo sede in uno Stato sovrano distinto dalla Francia, è affiliata alla Federazione calcistica della Francia e inserita nel sistema calcistico francese; rappresenta pertanto uno dei casi di società calcistiche che disputano un campionato estero.
Le origini del sodalizio risalgono all'Herculis Monaco, fondato nel 1903, e all'AS Monaco Football, affiliata alla federazione francese nel 1919; il club fa tuttavia risalire la propria fondazione al 1924, quando venne costituita l'Association Sportive de Monaco. Dopo una breve esperienza professionistica nel 1933-1934, il Monaco recuperò stabilmente tale status nel 1948 e debuttò in massima serie nel 1953. Dal 1985 disputa le partite interne nell'attuale stadio Louis II, impianto polisportivo di Fontvieille intitolato al principe Luigi II. I colori sociali sono il rosso e il bianco, dai quali deriva il soprannome Les Rouge et Blanc; il tradizionale completo da gioco, introdotto nel 1960-1961 su disegno della principessa Grace di Monaco, presenta i due colori separati diagonalmente ed è noto come la Diagonale.
Il palmarès nazionale comprende otto campionati francesi, cinque Coppe di Francia, una Coppa di Lega francese e quattro Supercoppe di Francia. Il club ha inoltre conquistato un campionato di seconda divisione, una Coppa Charles Drago e tre Coppe delle Alpi. Nella stagione 1962-1963 ottenne l'unico double della propria storia, vincendo campionato e coppa nazionale. In ambito confederale, pur non avendo conquistato trofei UEFA, raggiunse la finale della Coppa delle Coppe 1991-1992, persa contro il Werder Brema, e quella della UEFA Champions League 2003-2004, nella quale fu sconfitto dal Porto; nella massima competizione europea arrivò inoltre in semifinale nel 1994, nel 1998 e nel 2017.
Il primo ciclo vincente coincise con la guida di Lucien Leduc, che condusse la squadra alla Coppa di Francia del 1960, al primo titolo nazionale nel 1961 e al double del 1963. Nel 1978 il Monaco divenne campione di Francia da neopromosso e, nei due decenni successivi, si consolidò ai vertici nazionali ed europei sotto la lunga presidenza di Jean-Louis Campora e con allenatori quali Arsène Wenger e Jean Tigana. Un settimo campionato fu vinto nel 2000, mentre nel 2004 la formazione allenata da Didier Deschamps raggiunse la finale di Champions League dopo avere eliminato Real Madrid e Chelsea. Retrocesso in Ligue 2 nel 2011, il club venne rilevato a maggioranza da Dmitrij Rybolovlev e tornò in massima serie nel 2013; quattro anni più tardi, con Leonardo Jardim in panchina e una squadra imperniata su Radamel Falcao, Kylian Mbappé, Bernardo Silva e Fabinho, conquistò l'ottavo titolo francese e raggiunse la semifinale di Champions League.
Un tratto distintivo della società è il settore giovanile, istituito nel 1975 e divenuto centrale nel modello sportivo del club. Dall'accademia monegasca sono usciti, tra gli altri, i campioni del mondo Emmanuel Petit, Lilian Thuram, Thierry Henry, David Trezeguet e Kylian Mbappé; nei suoi primi cinquant'anni quasi centocinquanta calciatori formati nel vivaio hanno disputato almeno un incontro con la prima squadra. I primati individuali appartengono al portiere Jean-Luc Ettori, con 755 presenze, e all'attaccante Delio Onnis, autore di 223 reti con il Monaco e tuttora miglior marcatore della massima serie francese con 299 gol. La principale rivalità regionale è quella con il Nizza, avversario nel derby della Costa Azzurra.

L'Association Sportive de Monaco fu costituita il 23 agosto 1924, con decreto del governo principesco n. 8833, dall'unione di sodalizi sportivi del Principato di Monaco e della vicina Beausoleil; fra i suoi predecessori figurava l'Herculis, fondato nel 1903 per la pratica del calcio. Dopo le prime stagioni nei tornei regionali, nel 1933 il club aderì al professionismo e fu ammesso alla Division 2. Mancata la promozione in massima serie dopo la sconfitta per 4-2 nello spareggio con il Saint-Étienne, le difficoltà finanziarie lo costrinsero tuttavia a tornare tra i dilettanti.
Il primo stadio Louis II venne inaugurato nel 1939. Dopo la seconda guerra mondiale, la vittoria della Division d'Honneur Sud-Est nel 1947-1948 consentì al Monaco di rientrare in Division 2 e recuperare lo status professionistico; nel 1953 arrivò la prima promozione in Division 1. Il club raggiunse il podio nel 1955-1956 e nel 1957-1958, quindi nel 1958 affidò la squadra a Lucien Leduc. Sotto la sua guida, nel 1960, i biancorossi conquistarono il primo trofeo nazionale di rilievo, battendo il Saint-Étienne per 4-2 dopo i tempi supplementari nella finale di Coppa di Francia.
Nella stagione seguente il Monaco adottò la maglia biancorossa divisa diagonalmente, ideata dalla principessa Grace di Monaco, e vinse per la prima volta il campionato francese. Il titolo valse l'esordio in Coppa dei Campioni, concluso al primo turno contro i Rangers. L'apice di quel ciclo fu raggiunto nel 1962-1963, quando la squadra conquistò l'unico double nazionale della propria storia: al secondo titolo in Division 1 aggiunse la Coppa di Francia, ottenuta superando per 2-0 l'Olympique Lione nella ripetizione della finale. Nella successiva Coppa dei Campioni i monegaschi conseguirono la loro prima vittoria europea, il 7-2 sull'AEK Atene, prima di essere eliminati dall'Inter; la partenza di Leduc e di alcuni elementi della formazione campione precedette una fase di declino, culminata con la retrocessione del 1969.
Nel decennio seguente il Monaco alternò Division 1 e Division 2: risalì nella massima serie nel 1971, retrocesse l'anno dopo e ottenne subito una nuova promozione, raggiungendo poi la finale della Coppa di Francia 1973-1974, persa contro il Saint-Étienne. In questa fase giunsero Delio Onnis, nel 1973, e il presidente Jean-Louis Campora, insediatosi nel 1975, anno in cui venne istituito anche il centro di formazione. Onnis sarebbe diventato il miglior marcatore del club con 223 reti e avrebbe stabilito il primato assoluto del massimo campionato francese con 299 gol.
Dopo un'altra retrocessione, nel 1976 la società richiamò Leduc. Il tecnico riportò subito il Monaco in Division 1 e nel 1977-1978 lo condusse al terzo titolo francese, conquistato nella stagione immediatamente successiva alla promozione. Attorno a Onnis si imposero calciatori come Jean Petit, Christian Dalger e Jean-Luc Ettori, espressione del nuovo equilibrio tra esperienza e vivaio. La partenza di Leduc nel 1979 e la successione di Gérard Banide aprirono il ciclo degli anni ottanta.
Con Gérard Banide, proveniente dalla direzione del centro di formazione, il Monaco proseguì il ciclo iniziato alla fine del decennio precedente. Dopo il quarto posto del 1980-1981, i biancorossi vinsero la Division 1 1981-1982, conquistando il quarto titolo nazionale della propria storia e il secondo trofeo della gestione Banide dopo la Coppa di Francia del 1980. La squadra univa elementi esperti come Jean-Luc Ettori e Jean Petit a giovani quali Manuel Amoros, Bruno Bellone e Daniel Bravo.
Passata la guida tecnica a Lucien Muller, nel 1983-1984 il Monaco sfiorò il double: terminò il campionato a pari punti con il Bordeaux, al quale il titolo andò per la migliore differenza reti, e perse per 2-0 dopo i tempi supplementari la finale di Coppa di Francia contro il Metz. Il 25 gennaio 1985 il principe Ranieri III inaugurò il nuovo Stadio Louis II, costruito nel quartiere di Fontvieille. Al termine della stagione i monegaschi si classificarono terzi in campionato e conquistarono la Coppa di Francia, battendo per 1-0 il Paris Saint-Germain grazie a una rete di Bernard Genghini.
Dopo due stagioni senza trofei, nel 1987 la società affidò la squadra ad Arsène Wenger, proveniente dal Nancy. Rafforzato dagli arrivi degli inglesi Glenn Hoddle e Mark Hateley, che si aggiunsero a una rosa comprendente Ettori, Amoros e Patrick Battiston, il Monaco vinse la Division 1 1987-1988 già nella prima stagione del nuovo tecnico, ottenendo il quinto titolo nazionale.
Nel 1988-1989 il club concluse il campionato al terzo posto e perse per 4-3 contro l'Olympique Marsiglia la finale di Coppa di Francia. Nella stessa annata raggiunse per la prima volta i quarti di finale della Coppa dei Campioni: dopo avere eliminato il Valur e il Club Bruges, battuto per 6-1 nel ritorno degli ottavi, fu fermato dal Galatasaray. La stagione coincise inoltre con l'affermazione di Emmanuel Petit e con l'arrivo di George Weah. Nel 1989-1990 il Monaco raggiunse poi la prima semifinale europea della propria storia, venendo eliminato dalla Sampdoria nella Coppa delle Coppe 1989-1990.

Il decennio si aprì con un nuovo successo nazionale. L'8 giugno 1991, al Parco dei Principi, il Monaco sconfisse per 1-0 l'Olympique Marsiglia nella finale della Coppa di Francia 1990-1991, decisa da una rete di Gérald Passi al novantesimo minuto. In campionato i monegaschi conclusero invece per due stagioni consecutive al secondo posto dietro i marsigliesi, nel 1990-1991 e nel 1991-1992.
Nella Coppa delle Coppe 1991-1992 la squadra di Wenger raggiunse la prima finale europea della propria storia, dopo avere eliminato nei turni conclusivi la Roma e il Feyenoord. Il 6 maggio 1992, all'Estádio da Luz di Lisbona, il Monaco venne sconfitto per 2-0 dal Werder Brema. L'incontro si disputò il giorno successivo al disastro di Furiani, che aveva provocato l'interruzione della Coppa di Francia: già qualificati attraverso l'altra semifinale, i biancorossi non poterono quindi disputare la finale nazionale.
La squalifica dell'Olympique Marsiglia conseguente al caso Valenciennes-Olympique Marsiglia consentì al Monaco di partecipare alla UEFA Champions League 1993-1994. Classificatasi seconda nel girone comprendente Barcellona, Spartak Mosca e Galatasaray, la formazione di Wenger raggiunse la semifinale, disputata in gara unica e persa per 3-0 contro il Milan, futuro vincitore della competizione. Al termine della stagione Jean-Luc Ettori concluse la carriera dopo 755 presenze con il club, 602 delle quali nella massima serie; pochi mesi più tardi terminò anche la gestione Wenger, durata oltre sette anni.
Dopo un periodo di transizione, nel 1995 la guida tecnica venne affidata a Jean Tigana. Costruita attorno a giocatori come Fabien Barthez, Emmanuel Petit, Ali Benarbia, Thierry Henry, Sonny Anderson e Victor Ikpeba, la squadra vinse la Division 1 1996-1997, ottenendo il sesto titolo nazionale. Nella stessa stagione raggiunse anche la semifinale della Coppa UEFA 1996-1997, nella quale fu eliminata dall'Inter.

Nel 1997-1998 il Monaco raggiunse nuovamente le semifinali della massima competizione europea. Ai quarti eliminò il Manchester United per la regola dei gol in trasferta, pareggiando 0-0 al Louis II e 1-1 all'Old Trafford con una rete di David Trezeguet. In semifinale la Juventus si impose per 4-1 a Torino, rendendo insufficiente la vittoria monegasca per 3-2 nel ritorno. Tigana lasciò la panchina nel gennaio 1999 e fu sostituito da Claude Puel, che concluse la stagione al terzo posto. Il progetto raggiunse la piena maturazione nella Division 1 1999-2000: con una formazione che riuniva Barthez, Rafael Márquez, Sabri Lamouchi, Marcelo Gallardo, Trezeguet e Marco Simone, il Monaco vinse il settimo campionato, esprimendo uno dei migliori attacchi del torneo. Il successo, ottenuto alla vigilia del nuovo millennio, chiuse un decennio nel quale il club aveva conquistato due titoli nazionali, una Coppa di Francia, raggiunto tre semifinali e una finale nelle coppe europee e consolidato la fama del proprio settore di formazione.

Dopo il titolo del 2000 il Monaco attraversò una brusca flessione: nella stagione seguente uscì nella prima fase della Champions League, terminò il campionato al dodicesimo posto e perse ai supplementari contro l'Olympique Lione la finale di Coppa di Lega. Nell'estate 2001 Claude Puel fu sostituito da Didier Deschamps, alla prima esperienza da allenatore; il quindicesimo posto del 2001-2002 fu seguito da una netta ripresa. Nel 2002-2003 i monegaschi si classificarono secondi, a un punto dal Lione, e conquistarono la Coppa di Lega, battendo per 4-1 il Sochaux nella finale allo Stade de France. Shabani Nonda chiuse il campionato da capocannoniere, mentre nella formazione si affermarono giovani come Patrice Evra e Sébastien Squillaci.
Ai risultati sportivi si contrappose una grave crisi finanziaria. Nel maggio 2003 la DNCG dispose la retrocessione amministrativa del club a causa di un disavanzo dichiarato di 53 milioni di euro. Il provvedimento fu annullato in appello tre settimane più tardi, ma al Monaco vennero imposte forti limitazioni sul mercato: poteva cedere calciatori, ma non acquistarne. Poco dopo Jean-Louis Campora lasciò la presidenza dopo ventotto anni, cedendo l'incarico a Pierre Svara.

Pur in tale situazione, il 2003-2004 produsse la più importante campagna europea della storia del club. Il Monaco vinse il girone davanti a Deportivo La Coruña, PSV e AEK Atene, infliggendo agli spagnoli un 8-3 allo Stade Louis-II; Dado Pršo segnò quattro reti nel giorno del suo ventinovesimo compleanno. Superata la Lokomotiv Mosca negli ottavi, nei quarti la squadra rimontò il Real Madrid: alla sconfitta per 4-2 al Bernabéu seguì il successo per 3-1 nel Principato, deciso dalla doppietta di Giuly e dal gol dell'ex madridista Fernando Morientes. In semifinale eliminò il Chelsea di Claudio Ranieri con un 3-1 casalingo e un 2-2 a Londra. La corsa terminò il 26 maggio 2004 a Gelsenkirchen, dove il Porto di José Mourinho vinse la finale per 3-0. Morientes fu il capocannoniere del torneo con nove gol e il Monaco la squadra più prolifica, con ventisette reti.
La rosa finalista, nella quale figuravano anche Hugo Ibarra, Gaël Givet, Julien Rodriguez, Lucas Bernardi, Jaroslav Plašil e Nonda, concluse la Ligue 1 al terzo posto dopo essere rimasta a lungo in testa. Molti protagonisti lasciarono il club al termine dell'annata, ma nel 2004-2005 il Monaco riuscì nuovamente a piazzarsi terzo in campionato e a superare la fase a gironi di Champions League, prima di essere eliminato agli ottavi dal PSV. Fu l'ultimo risultato di rilievo della gestione Deschamps, che si dimise nel settembre 2005 dopo un avvio negativo. Seguì una fase di instabilità tecnica e dirigenziale: in pochi anni si alternarono, fra gli altri, Francesco Guidolin, László Bölöni, Laurent Banide e Ricardo, mentre i risultati si assestarono perlopiù a metà classifica. Un parziale rilancio si ebbe nella stagione 2009-2010. La squadra di Lacombe terminò ottava in Ligue 1, miglior piazzamento dal 2004-2005, e raggiunse la finale di Coppa di Francia dopo avere eliminato, fra le altre, Olympique Lione e Bordeaux. Allo Stade de France il Paris Saint-Germain si impose per 1-0 ai supplementari con una rete di Guillaume Hoarau. Il risultato non ebbe però seguito: nell'annata 2010-2011 Banide tornò alla guida di una squadra invischiata fin dall'inizio nella lotta per non retrocedere. La sconfitta interna per 2-0 contro il Lione all'ultima giornata sancì il diciottesimo posto e il ritorno in Ligue 2 dopo trentaquattro stagioni consecutive nella massima serie.

La prima stagione in seconda divisione si rivelò complessa. Dopo cinque giornate Laurent Banide cedette la panchina a Marco Simone, ma a metà torneo il Monaco era ultimo. Il 23 dicembre 2011 Dmitrij Rybolovlev, tramite Monaco Sport Invest, acquistò la quota di maggioranza e divenne presidente, avviando la ricapitalizzazione del club. Il mercato invernale favorì la risalita fino all'ottavo posto, insufficiente per la promozione.
Nel maggio 2012 la panchina fu affidata a Claudio Ranieri. Il Monaco vinse la Ligue 2 2012-2013, ottenendo il ritorno nella massima serie sul campo del Nîmes, e nell'estate seguente ingaggiò fra gli altri Radamel Falcao, James Rodríguez e João Moutinho. Da neopromossa, la squadra fu la principale rivale del Paris Saint-Germain e chiuse la Ligue 1 2013-2014 al secondo posto con 80 punti, primato societario nell'era dei tre punti, nonostante l'infortunio al ginocchio subito da Falcao in gennaio. Raggiunta la qualificazione diretta alla Champions League, Ranieri lasciò il club a fine stagione.
Con il successore Leonardo Jardim il progetto sportivo si orientò verso la valorizzazione dei giovani e il mercato dei trasferimenti. Nell'estate 2014 partirono James Rodríguez e, in prestito, Falcao, mentre si affermarono Layvin Kurzawa, Yannick Ferreira Carrasco, Anthony Martial, Bernardo Silva e Fabinho. Il Monaco concluse la Ligue 1 2014-2015 al terzo posto e raggiunse i quarti di Champions League: vinto un girone comprendente Bayer Leverkusen, Zenit San Pietroburgo e Benfica, subendo una sola rete in sei partite, eliminò l'Arsenal grazie al 3-1 di Londra, prima di uscire contro la Juventus dopo l'1-0 di Torino e lo 0-0 del ritorno. Nella stagione successiva arrivò un altro terzo posto in campionato.

Il ciclo di Jardim raggiunse il culmine nel 2016-2017. Attorno a Falcao e Kamil Glik si affermò un gruppo giovane e offensivo comprendente Kylian Mbappé, Bernardo Silva, Thomas Lemar, Fabinho, Tiémoué Bakayoko e Benjamin Mendy. In Champions League il Monaco superò due preliminari e vinse il girone davanti a Bayer Leverkusen, Tottenham e CSKA Mosca; agli ottavi rovesciò il 5-3 subito dal Manchester City imponendosi per 3-1 al Louis II e qualificandosi per i gol in trasferta. Superato poi il Borussia Dortmund con due vittorie, raggiunse la quarta semifinale della propria storia nella maggiore competizione europea, dove fu fermato dalla Juventus.
In campionato la squadra totalizzò 95 punti e segnò 107 reti, precedendo il Paris Saint-Germain e conquistando l'ottavo titolo nazionale, il primo dopo diciassette anni. La certezza matematica arrivò il 17 maggio 2017 con il 2-0 sull'Saint-Étienne. Il PSG negò invece ai monegaschi le coppe nazionali, vincendo la finale di Coppa di Lega e la semifinale di Coppa di Francia.
Nell'estate seguente partirono Mbappé, Bernardo Silva, Mendy e Bakayoko; malgrado la ricostruzione, nel 2017-2018 il Monaco terminò secondo e raggiunse un'altra finale di Coppa di Lega, persa contro il PSG. Lo smantellamento della squadra campione, culminato nell'estate 2018 con la cessione di Fabinho e Lemar, contribuì alla crisi del 2018-2019: Jardim fu esonerato in ottobre, Thierry Henry lo sostituì per poco più di tre mesi e il ritorno del portoghese condusse alla salvezza soltanto all'ultima giornata, trainata anche dalle 15 reti segnate da Falcao, che al termine della stagione lascerà il Monaco. Nel dicembre 2019 Jardim venne nuovamente sostituito da Robert Moreno; la stagione 2019-2020, interrotta dalla pandemia di COVID-19, si concluse con il nono posto assegnato in base alla media punti.

Nel luglio 2020 il Monaco affidò la panchina al croato Niko Kovač, che ricostruì la squadra attorno al capitano Wissam Ben Yedder, a Kevin Volland e a un giovane nucleo comprendente Aurélien Tchouaméni, Youssouf Fofana, Benoît Badiashile e Axel Disasi. Nella Ligue 1 2020-2021 i monegaschi rimasero in corsa per il titolo sino alle giornate conclusive e terminarono terzi con 78 punti; Tchouaméni venne inoltre eletto miglior giovane del campionato. La squadra raggiunse anche la finale della Coppa di Francia 2020-2021, la prima dopo undici anni, perdendola per 2-0 contro il Paris Saint-Germain.
Il terzo posto riportò il club nelle coppe europee. Dopo l'eliminazione contro lo Šachtar Donec'k nei play-off della Champions League, il Monaco vinse il proprio girone di Europa League, prima di uscire agli ottavi contro lo Sporting Braga. A causa del rendimento altalenante in campionato, all'inizio del 2022 Kovač fu sostituito da Philippe Clement: nove vittorie e un pareggio nelle ultime dieci giornate consentirono alla squadra di risalire nuovamente al terzo posto. Nell'annata seguente i monegaschi mancarono ancora la fase principale della Champions League, eliminati dal PSV, e si fermarono agli spareggi di Europa League contro il Bayer Leverkusen. Il sesto posto nella Ligue 1 2022-2023, che lasciò il club fuori dalle competizioni continentali, determinò nel giugno 2023 la separazione da Clement.

La panchina passò quindi all'austriaco Adi Hütter. Privo di impegni europei, il Monaco rinnovò l'organico e valorizzò elementi come Takumi Minamino, Denis Zakaria, Aleksandr Golovin e il prodotto del vivaio Maghnes Akliouche. Grazie a un gioco offensivo e a un rendimento particolarmente efficace in trasferta, nella Ligue 1 2023-2024 la squadra segnò 68 reti e chiuse seconda con 67 punti, ottenendo l'accesso diretto alla Champions League dopo sei anni. Ben Yedder concluse invece la propria esperienza nel Principato con 118 gol complessivi, secondo miglior marcatore nella storia del club alle spalle di Delio Onnis.
Nel 2024, anno del centenario della società, il Monaco tornò così nella massima competizione europea. Nella nuova fase campionato della UEFA Champions League 2024-2025 batté, tra le altre, Barcellona, Bologna e Aston Villa, terminando diciassettesimo con 13 punti. Agli spareggi fu eliminato dal Benfica, vittorioso per 4-3 nel punteggio complessivo. In campionato i monegaschi ottennero un altro piazzamento sul podio, chiudendo la Ligue 1 2024-2025 al terzo posto e qualificandosi direttamente alla Champions League per il secondo anno consecutivo. Tra i protagonisti emersero Akliouche e Mika Biereth, ingaggiato nel gennaio 2025 e autore di 13 reti in campionato.
Hütter iniziò anche la stagione 2025-2026, ma lasciò la guida della squadra nell'ottobre 2025 dopo una sola vittoria in cinque partite; gli subentrò il belga Sébastien Pocognoli, proveniente dall'Union Saint-Gilloise. In Champions League il Monaco raggiunse nuovamente gli spareggi, nei quali venne eliminato dal Paris Saint-Germain per 5-4 nel totale delle due gare. Il settimo posto nella Ligue 1 2025-2026 e la mancata qualificazione alla successiva Champions League portarono all'esonero di Pocognoli nel giugno 2026. Il mese seguente la società affidò la panchina al brasiliano Filipe Luís, reduce dall'esperienza al Flamengo, con un contratto fino al giugno 2028, avviando un nuovo ciclo tecnico.
| Cronistoria dell'AS Monaco FC | |
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I colori sociali del Monaco sono il rosso e il bianco, gli stessi delle armi della famiglia Grimaldi e della bandiera del Principato; da essi deriva il soprannome Les Rouge et Blanc ("I biancorossi"). La prima tenuta indossata nel 1924 era tuttavia nera, con un colletto bianco; il richiamo ai colori dinastici era affidato allo stemma cucito sul petto, decorato con losanghe rosse e bianche.
All'epoca della prima Coppa di Francia, conquistata nel 1960, la squadra giocava con una casacca bianca a strisce rosse. Dopo quella vittoria la principessa Grace di Monaco ideò una nuova composizione, ispirata alle losanghe dello stemma dei Grimaldi: la maglia venne divisa diagonalmente in rosso e bianco. Indossata per la prima volta nella stagione 1960-1961, accompagnò il Monaco alla conquista del suo primo campionato francese e fu quindi adottata stabilmente.
La cosiddetta Diagonale è divenuta da allora il principale segno distintivo della divisa casalinga, pur essendo stata reinterpretata nel tempo attraverso differenti inclinazioni, tonalità e combinazioni di pantaloncini e calzettoni. Il motivo è stato esteso anche all'identità grafica e alla comunicazione della società. Nel settembre 2024, per il centenario, il club ne sospese eccezionalmente l'impiego in una partita contro il Montpellier, indossando una riproduzione nera della tenuta del 1924.

Il legame con il Principato caratterizza anche lo stemma sociale. L'emblema delle prime stagioni riportava le lettere ASM sopra una serie di losanghe rosse e bianche, direttamente riprese dall'araldica dei Grimaldi. Dagli anni sessanta si affermò la struttura rimasta alla base delle versioni successive: uno scudo nei colori sociali, sormontato dalla corona principesca. Tra il 1962 e il 2002 si consolidò tale composizione; la revisione del 2002 ne conservò l'impianto generale, intervenendo soprattutto su proporzioni, contorni e caratteri tipografici.
Nel maggio 2013, in concomitanza con il ritorno in Ligue 1, venne presentato un emblema più moderno: la precedente sigla ASM FC lasciò il posto alla denominazione AS MONACO FC, inserita in una fascia rossa, mentre furono semplificati la corona e il profilo dello scudo ed eliminati gli elementi neri. Una nuova revisione venne adottata nel maggio 2021 insieme all'identità RISE.RISK.REPEAT.: furono rimosse le sfumature, leggermente scurite le tinte e uniformati gli spessori delle linee, senza alterare gli elementi araldici fondamentali.
Il motto in lingua monegasca del club è Daghe Munegu!, espressione equivalente a «Forza Monaco!» e impiegata anche nella comunicazione rivolta ai sostenitori. Nell'identità societaria lanciata nel 2021 comparve inoltre la formula RISE.RISK.REPEAT., concepita per richiamare rispettivamente lo spirito combattivo della squadra, la scelta di valorizzare giovani talenti e la capacità della società di rilanciarsi dopo le difficoltà.
L'inno ufficiale del club è Rouge & Blanc, creato e interpretato da Leden nel 2004, durante il cammino che condusse il Monaco alla finale della Champions League. Riproposto in occasione della partita celebrativa del centenario, dall'ottobre 2024 il brano viene diffuso e cantato prima di ogni incontro casalingo allo stadio Louis II.
La mascotte ufficiale è Bouba, un elefante antropomorfo con i colori della squadra. Fu ideata dal tifoso Richard Seren e scelta nel 1982 al termine di un concorso promosso dal presidente Jean-Louis Campora. Il personaggio trae origine da Buon-Nam, detta Bouna, un'elefantessa donata nel 1954 dall'imperatore vietnamita Bảo Đại al principe Ranieri III e ospitata nel giardino zoologico situato sopra il vecchio stadio Louis II. Secondo una tradizione diffusasi tra i sostenitori, l'animale avrebbe barrito in risposta al clamore prodotto dal pubblico dopo alcune reti del Monaco; Seren lo scelse inoltre perché considerava l'elefante un simbolo di forza. Molto utilizzato nei primi anni, Bouba scomparve in seguito dalle attività del club, per poi essere recuperato nel 2016 con un aspetto rinnovato. La mascotte prende parte alle iniziative rivolte ai bambini, agli eventi benefici e alle attività organizzate allo stadio e nel territorio.
Il primo impianto stabile utilizzato dal Monaco fu lo Stade des Moneghetti, situato a Beausoleil, in territorio francese, nelle vicinanze dell'omonimo quartiere del Principato. Aperto nel 1929 e privo di posti a sedere, ospitò le partite del club fino al 1939. Il 23 aprile di quell'anno il principe Luigi II inaugurò il primo stadio a lui intitolato, costruito di fronte al porto di Fontvieille: l'impianto accolse i biancorossi per oltre quattro decenni e fu il teatro dei primi successi nazionali della società.

L'attuale Stadio Louis II venne edificato all'inizio degli anni 1980 poco distante dal precedente, su terreni sottratti al mare nell'espansione di Fontvieille, e fu inaugurato dal principe Ranieri III il 25 gennaio 1985. Da allora ospita le gare interne della prima squadra e la sede del club. Il terreno di gioco misura 105×68 metri e, per le partite di calcio, il Monaco indica una capienza di 16 360 posti a sedere. Tra il 1998 e il 2012 il Louis II fu inoltre la sede fissa della Supercoppa UEFA, accogliendone quindici edizioni consecutive prima che la manifestazione tornasse itinerante.
Lo stadio fa parte di un complesso polisportivo di circa 30000 m². Il campo da calcio e la pista di atletica si trovano 8,35 metri sopra il livello stradale e il prato poggia sulla copertura di un parcheggio da 1 700 posti, distribuito su quattro piani. La struttura comprende anche la sala polisportiva Gaston-Médecin, il centro nautico Principe Alberto II, locali destinati alle attività sportive e diversi edifici per uffici. Il prospetto contraddistinto dalle nove alte arcate, che incorniciano uno dei lati delle tribune, costituisce l'elemento architettonico più caratteristico dell'impianto.
La prima squadra si allena nel centro sportivo di La Turbie, ufficialmente denominato Centre de Performance, nel comune francese delle Alpi Marittime posto a nord del Principato. Il club utilizza il sito dalla stagione 1981-1982; l'area, affacciata sul Mediterraneo, occupa un'antica cava di pietra dalla quale provenne parte del materiale impiegato per realizzare l'espansione a mare di Fontvieille.
L'attuale complesso è stato costruito sul sito del precedente centro di allenamento. I lavori iniziarono nel giugno 2018; una prima parte dell'edificio fu consegnata nell'estate 2021, mentre la struttura completa venne inaugurata il 5 settembre 2022 dal principe Alberto II, al termine di un investimento dichiarato di 55 milioni di euro.
Il centro si estende su cinque ettari e il nuovo edificio, articolato su sette livelli, sviluppa una superficie di 12000 m². Dispone di tre campi da calcio, uno dei quali omologato dalla FFF e dall'UEFA, e di una tribuna da 280 posti accanto al terreno principale. Gli spazi interni comprendono gli spogliatoi, una palestra, un'area medica, vasche per la balneoterapia e ambienti per il recupero e la riatletizzazione, oltre a sale per riunioni, un auditorium, uffici e una zona di ristorazione. La progettazione funzionale del complesso è organizzata attorno a tre ambiti — allenamento, alimentazione e recupero — e concentra nello stesso luogo i servizi destinati alla squadra e allo staff tecnico.
Il centro di formazione del Monaco, istituito nella stagione 1975-1976 durante la presidenza di Jean-Louis Campora, ebbe come primo responsabile Pierre Mosca, sostituito nel 1976 da Gérard Banide. Dal 2020 la sua struttura residenziale e didattica è «La Diagonale», edificio di circa 4000 m² situato a Cap-d'Ail, nei pressi dello Stadio Louis II. Il complesso, interamente finanziato dal governo del Principato, ha riunito in un'unica sede servizi in precedenza distribuiti tra più spazi, compresi alcuni locali interni allo stadio.
Consegnata nell'agosto 2020 dopo due anni di lavori, La Diagonale fu inaugurata ufficialmente dal principe Alberto II l'8 settembre 2022; la cerimonia era stata rinviata a causa della pandemia di COVID-19. Organizzato su sei livelli, l'edificio comprende alloggi, aule scolastiche, mensa, palestra, locali medici e per la balneoterapia, uffici e aree comuni. La concentrazione di istruzione, assistenza sanitaria, preparazione fisica e vita quotidiana nello stesso complesso è stata concepita per accompagnare i calciatori dell'Academy e agevolarne il passaggio verso la prima squadra.

L'AS Monaco Football Club è una società anonima di diritto monegasco, con un capitale sociale di 3 000 000 euro e sede nel Principato di Monaco, al numero 7 di avenue des Castelans, presso lo Stadio Louis II. Il suo oggetto sociale comprende la gestione e l'animazione di attività sportive nel Principato e all'estero e, in collegamento con l'Association Sportive de Monaco Football Club, la gestione del calcio professionistico nel Principato. La società è affiliata alla Federazione calcistica francese con il numero 091.
Il 23 dicembre 2011 la Monaco Sport Invest (MSI), società riconducibile all'imprenditore russo Dmitrij Rybolovlev, acquisì il 66,67% del capitale del club, allora ultimo in Ligue 2. La quota restante del 33,33% rimase all'Association, corrispondente alla partecipazione del Principato; l'operazione prevedeva l'impegno di MSI a investire almeno 100 milioni di euro nei quattro anni successivi e portò all'elezione di Rybolovlev a presidente del consiglio di amministrazione. Nel gennaio 2024 la ripartizione del capitale risultava ancora invariata.
La sede fuori dal territorio francese fu oggetto di una controversia con la Ligue de Football Professionnel (LFP). Il 21 marzo 2013 la lega introdusse nel proprio regolamento l'obbligo, destinato a entrare in vigore il 1º giugno 2014, che la direzione effettiva delle società partecipanti ai campionati professionistici avesse sede in Francia. Il 24 gennaio 2014 Monaco e LFP sottoscrissero una transazione: il club avrebbe mantenuto la sede nel Principato in cambio di un versamento di 50 milioni di euro. Il 9 luglio 2015 il Consiglio di Stato francese giudicò irregolare e illecita la transazione, annullando gli atti che ne avevano autorizzato la stipula e la modifica regolamentare del 23 gennaio 2014 che la attuava; ordinò inoltre alla lega e al Monaco di porre fine all'accordo entro quattro mesi. L'efficacia dell'annullamento di quest'ultima fu differita al 1º ottobre seguente, per non alterare l'organizzazione della nuova stagione. La corte rilevò inoltre che il codice dello sport non imponeva al Monaco il trasferimento della sede in Francia e riconobbe la particolare situazione di una società estera inserita da lungo tempo nei campionati nazionali.
Il Monaco aderisce inoltre alla European Football Clubs (EFC), organizzazione denominata European Club Association fino al 7 ottobre 2025; il vicepresidente Juan Sartori siede nel consiglio dell'organizzazione in qualità di rappresentante di una delle sue sottodivisioni.
Di seguito è riportato l'organigramma societario del club, aggiornato alla stagione 2026-2027 sulla base delle informazioni pubblicate dall'AS Monaco.
Organigramma societario dell'AS Monaco
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Staff tecnico e sanitario
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Gli elenchi seguenti riportano i fornitori tecnici e i principali marchi comparsi sulla parte anteriore delle divise del Monaco; le sponsorizzazioni limitate a una singola competizione sono indicate separatamente.
Cronologia degli sponsor ufficiali
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Dal 2017 le iniziative sociali e solidali della società sono riunite nel programma AS Monacœur, istituito su impulso di Rybolovlev per sostenere organizzazioni locali e usare lo sport come strumento di inclusione e di relazione con il territorio. Il programma è articolato in quattro ambiti: prossimità, educazione, salute e ambiente. Tra le attività figurano il Kids Tour, itinerante nei comuni e nei club dilettantistici della Costa Azzurra; la Munegu Cup, torneo educativo organizzato dal 2023 allo stadio Louis II per gli alunni delle scuole del Principato; e la collaborazione con l'Ospedale Principessa Grace, comprendente iniziative per i pazienti pediatrici e campagne annuali di donazione del sangue. Secondo i dati resi noti dal club, il programma realizza più di cento azioni per stagione, coinvolgendo oltre 10 000 bambini e più di ottanta società dilettantistiche del territorio.

L'attività giovanile precedette di diversi anni la costituzione di un centro di formazione propriamente detto: le selezioni del Monaco vinsero infatti la Coppa Gambardella nel 1962 e nel 1972. L'Academy fu istituita ufficialmente nella stagione 1975-1976, durante la presidenza di Jean-Louis Campora, sulla base di un progetto concepito dal dirigente Ange Vaccarezza. La prima direzione fu affidata a Pierre Mosca, al quale subentrò nel 1976 Gérard Banide; il progetto mirava a sviluppare una rete di osservatori e ad attirare formatori qualificati, inserendo stabilmente la valorizzazione dei giovani nella strategia sportiva della società.
I primi effetti della nuova organizzazione si manifestarono tra la fine degli anni 1970 e il decennio successivo, quando dal vivaio emersero, tra gli altri, Jean-Luc Ettori, Claude Puel, Manuel Amoros e Bruno Bellone. Al lavoro di Banide si affiancarono dal 1980 Paul Pietri e, due anni più tardi, Pierre Tournier; dalla fine del 1984 i giovani poterono inoltre usufruire degli spazi ricavati nel nuovo Stadio Louis II, comprendenti alloggi, mensa e aule destinate alla formazione scolastica. La presenza dei calciatori formati internamente divenne progressivamente rilevante anche nella prima squadra: cinque prodotti del settore giovanile — Amoros, Ettori, Christophe Métais, Puel e Patrick Valéry — presero parte alla conquista del campionato francese del 1987-1988.
Negli anni 1990 il centro contribuì alla formazione di una nuova generazione destinata ad affermarsi anche a livello internazionale, comprendente Emmanuel Petit, Thuram, Thierry Henry e David Trezeguet. La continuità con la prima squadra rimase significativa anche nel decennio successivo: nella stagione del titolo nazionale 1999-2000 nove giocatori provenienti dal vivaio disputarono almeno una partita di campionato, mentre nel 2003 sei calciatori formati dal club parteciparono alla conquista della Coupe de la Ligue. Nel 2008 la squadra riserve vinse inoltre il campionato francese riservato alle formazioni professionistiche, superando il Lille in finale. Negli anni 2010 dal settore giovanile emersero, fra gli altri, Layvin Kurzawa, Yannick Ferreira Carrasco, Valère Germain e Kylian Mbappé, alcuni dei quali furono impiegati nella fase di ritorno del club ai vertici del calcio francese. Negli anni 2020 il principale prodotto dell'Academy ad affermarsi stabilmente in prima squadra fu Maghnes Akliouche, formatosi nel vivaio monegasco e divenuto in seguito anche internazionale francese.
La filiera di alto livello comprende il Groupe Élite, istituito nell'estate 2022 come raccordo fra l'Academy e la prima squadra, e le formazioni Under-19 e Under-17. Dal 2020 le attività residenziali e formative sono concentrate a La Diagonale, edificio destinato al settore giovanile e inaugurato ufficialmente nel settembre 2022 dopo due anni di utilizzo. Alla preparazione calcistica si affiancano infatti l'accompagnamento scolastico e quello socioeducativo dei giovani ospitati nel Principato. Nelle valutazioni annuali dei centri di formazione francesi elaborate dalla FFF, il Monaco si classificò terzo tra i club di Ligue 1 nel 2024-2025 e quinto nel 2025-2026, stagione in cui ottenne una valutazione complessiva di quattro stelle su cinque.
Sul piano delle competizioni giovanili, ai primi due successi in Coppa Gambardella se ne aggiunsero altri tre, nel 2011, 2016 e 2023, per un totale di cinque vittorie, secondo risultato nella storia della competizione dietro all'Auxerre. I successi del 2011 e del 2016 contribuirono in particolare all'affermazione delle generazioni da cui provennero diversi futuri professionisti, mentre quello del 2023 rappresentò il quinto titolo monegasco nella manifestazione.
Al cinquantesimo anniversario dell'Academy, celebrato nell'aprile 2026, il club conteggiava 147 calciatori formati nel proprio settore giovanile che avevano disputato almeno una partita professionistica con la prima squadra e 47 che avevano raggiunto una nazionale maggiore, venti dei quali con la Francia. Nello stesso bilancio figuravano più di quattrocento giovani accompagnati al conseguimento di un diploma scolastico dal 1994. Fra i giocatori cresciuti nel vivaio monegasco si annoverano cinque campioni del mondo con la Francia: Petit, Thuram, Henry e Trezeguet, vincitori nel 1998, e Mbappé, vincitore nel 2018.
Le cessioni dei giocatori formati nel vivaio costituiscono anche una fonte di ricavi: secondo uno studio del CIES Football Observatory pubblicato nel febbraio 2022, il Monaco occupava il terzo posto mondiale per entrate ottenute dal luglio 2015 attraverso la vendita di calciatori rimasti nel club per almeno tre stagioni tra i 15 e i 21 anni, con 285 milioni di euro, dietro a Benfica e Real Madrid.

Nonostante rappresenti un territorio di dimensioni e popolazione ridotte, il Monaco ha sviluppato nel tempo un seguito esteso ben oltre i confini del Principato, favorito dalla partecipazione al sistema calcistico francese, dai risultati ottenuti nelle competizioni europee e dai numerosi calciatori di fama internazionale passati per il club. Un sondaggio nazionale pubblicato da L'Équipe nel marzo 2018 collocò il Monaco al quinto posto tra le squadre di calcio preferite dai francesi, indicato dall'8% degli intervistati, alle spalle di Paris Saint-Germain, Olympique de Marseille, Olympique Lyonnais e Saint-Étienne.
La presenza del club nell'immaginario pubblico monegasco è testimoniata anche dalla produzione filatelica del Principato. In seguito alla vittoria del campionato e della Coppa di Francia nella stagione 1962-1963, il secondo double della storia del calcio francese, fu realizzato un francobollo da quattro centesimi raffigurante lo Stadio Louis II e recante la sovrastampa «Championnat 1962-1963 – Coupe de France». La versione priva della sovrastampa, mai emessa ufficialmente, è successivamente divenuta un pezzo ricercato nel collezionismo filatelico.
La storia sportiva del Monaco è stata raccontata attraverso diverse produzioni audiovisive curate dai mezzi di comunicazione del club. Nel giugno 2017 AS Monaco TV pubblicò il documentario di 26 minuti Les coulisses du sacre 2017, dedicato alla conquista del campionato e comprendente immagini dietro le quinte e interventi di giocatori quali Radamel Falcao, Kylian Mbappé, Benjamin Mendy, Thomas Lemar e Tiémoué Bakayoko. Nel 2018 fu realizzato un secondo documentario per il quarantesimo anniversario del titolo del 1978, nel quale protagonisti di quella stagione come Jean-Luc Ettori, Jean Petit, Delio Onnis e Jean-Louis Campora ripercorsero l'impresa della squadra neopromossa.
In campo editoriale, nel 1999 Norbert e Julien Siri pubblicarono la Petite encyclopédie de l'AS Monaco, una delle prime opere interamente dedicate alla ricostruzione della storia del sodalizio. Per il centenario del 2024 venne invece pubblicato il volume illustrato ufficiale Les 100 ans de l'AS Monaco: 1924-2024, scritto da Norbert Siri, mentre il club produsse Le Film du Centenaire, costruito con materiali d'archivio e testimonianze del principe Alberto II di Monaco, Didier Deschamps e Mbappé. Le celebrazioni compresero inoltre un'esposizione temporanea allo Stadio Louis II, composta da una trentina di maglie storiche, trofei e cimeli provenienti in gran parte dalla collezione di Julien Bourron.

Un elemento caratteristico dell'immagine pubblica del club è costituito dal legame con Grace Kelly, attrice statunitense e, dal 1956, principessa consorte di Monaco. Dopo la vittoria della Coppa di Francia del 1960, fu lei a ideare la maglia biancorossa attraversata dalla caratteristica diagonale, ispirata ai colori del Principato. Indossato nella stagione del primo titolo nazionale, il disegno — divenuto noto come «Diagonale» — si trasformò in uno dei simboli più riconoscibili del Monaco, collegando l'identità della società tanto alla famiglia principesca quanto alla notorietà internazionale di Kelly nel mondo del cinema.
Il Monaco ha inoltre sviluppato una particolare riconoscibilità in Colombia attraverso i calciatori colombiani che ne hanno indossato la maglia, fra i quali Juan Pablo Pino, James Rodríguez e Radamel Falcao. Il legame risultò particolarmente evidente durante il secondo periodo di Falcao nel Principato: nel 2017 un incontro pubblico organizzato a Bogotà richiamò centinaia di sostenitori, alcuni dei quali portarono al giocatore anche maglie del Monaco da autografare. La presenza dei tre calciatori nella memoria sportiva colombiana è stata richiamata anche dall'edizione locale del quotidiano AS, che nel 2020 dedicò loro un sondaggio sui migliori calci di punizione realizzati con la maglia monegasca.

Dalla professionalizzazione del 1948, la guida tecnica del Monaco è stata affidata a quaranta allenatori, comprendendo anche le reggenze ad interim. Il primo fu il francese Jean Batmale, in carica per due stagioni, mentre il primo straniero fu il rumeno Elek Schwartz, subentrato nel 1950. Nel corso degli anni si sono avvicendati tecnici di numerose nazionalità; alcuni — tra cui Louis Pirroni, Lucien Leduc, Gérard Banide, Jean Petit, Laurent Banide e Leonardo Jardim — hanno ricoperto l'incarico in più periodi.
L'allenatore più titolato della storia monegasca è Leduc. Nel primo ciclo, iniziato nel 1958, condusse il club alla prima Coppa di Francia nel 1960, al primo campionato e alla Coppa Charles Drago nel 1961, nonché al double campionato-Coppa di Francia del 1963; nel 1961 arrivò anche il Challenge des champions. Richiamato nel 1976, ottenne la promozione e vinse la Division 1 1977-1978 con una squadra appena risalita dalla seconda serie. I suoi due mandati produssero quindi sette trofei ufficiali: tre titoli nazionali, due Coppe di Francia, una Coppa Charles Drago e un Challenge des champions.
Negli anni successivi Gérard Banide vinse la Coppa di Francia nel 1980 e il campionato nel 1982, mentre Lucien Muller conquistò la coppa nazionale nel 1985. Nel 1987 la panchina passò ad Arsène Wenger: nelle sue 349 partite, primato tra gli allenatori del club, il tecnico alsaziano vinse il campionato al primo tentativo e la Coppa di Francia nel 1991. Il suo ciclo, durato sette anni, portò inoltre il Monaco alla finale della Coppa delle Coppe 1991-1992 e alla semifinale della Champions League 1993-1994.
Nella seconda metà degli anni novanta Jean Tigana guidò una formazione imperniata su giocatori esperti e prodotti del vivaio: vinse la Division 1 1996-1997, raggiunse la semifinale della Coppa UEFA 1996-1997 e quella della UEFA Champions League 1997-1998. A Tigana subentrò Claude Puel, già calciatore e tecnico del settore giovanile monegasco, sotto il quale arrivarono il titolo del 2000 e il successivo Trophée des champions.
Tra il 2001 e il 2005 Didier Deschamps vinse la Coupe de la Ligue 2002-2003 e condusse il Monaco alla finale della UEFA Champions League 2003-2004, il miglior risultato del club nella competizione. Dopo una fase di frequenti avvicendamenti, Claudio Ranieri conquistò la Ligue 2 2012-2013 e, da neopromosso, il secondo posto in Ligue 1. Il suo successore Jardim divenne uno dei tecnici più rappresentativi della storia recente: in 270 partite distribuite su due mandati vinse la Ligue 1 2016-2017 e raggiunse la semifinale della Champions League nella medesima annata. Negli anni seguenti si sono succeduti, fra gli altri, Niko Kovač, Philippe Clement, Adi Hütter e Sébastien Pocognoli; dal luglio 2026 la squadra è allenata da Filipe Luís, nominato con un contratto valido fino al giugno 2028.

Dalla professionalizzazione del 1948 la presidenza del Monaco è stata ricoperta da sedici persone. Il primo della serie fu Étienne Boéri; Roger-Félix Médecin e Charles Campora tornarono entrambi in carica per un secondo mandato non consecutivo. La prima epoca vincente coincise con la presidenza di Antoine Romagnan, durante la quale il club conquistò fra il 1960 e il 1963 i primi due campionati, le prime due Coppe di Francia, la Coppa Charles Drago e il Challenge des champions.
Il presidente più longevo e più vincente fu Jean-Louis Campora, rimasto in carica dal 1976 al giugno 2003 per ventotto stagioni. Durante la sua gestione il Monaco vinse cinque campionati, tre Coppe di Francia, una Coppa di Lega e tre Trophées des champions, per dodici trofei nazionali ufficiali; sul piano internazionale disputò inoltre la finale della Coppa delle Coppe nel 1992. Campora lasciò l'incarico al termine della crisi finanziaria del 2003 e venne sostituito da Pierre Svara.
Dopo le presidenze di Svara, Michel Pastor, Jérôme de Bontin ed Étienne Franzi, il 23 dicembre 2011 la società Monaco Sport Invest, riconducibile a Dmitrij Rybolovlev, acquisì il 66,67% del capitale; l'imprenditore russo assunse contestualmente la presidenza, mentre il restante 33,33% rimase all'associazione legata al Principato. Il club, allora ultimo in Ligue 2, tornò in massima serie nel 2013 e sotto la nuova proprietà vinse il campionato del 2017. Rybolovlev figura tuttora alla guida del consiglio d'amministrazione.

La storia del Monaco è stata segnata tanto da calciatori affermati quanto dai numerosi talenti cresciuti nel suo settore giovanile. I due principali primati individuali appartengono a giocatori che hanno trascorso nel Principato quasi tutta o una parte decisiva della carriera: il portiere Jean-Luc Ettori detiene il record di presenze con 755 incontri ufficiali, davanti a Claude Puel, mentre l'attaccante Delio Onnis è il miglior realizzatore con 223 reti. Onnis, autore di 157 gol in campionato con la maglia monegasca, concluse inoltre la propria esperienza francese con 299 reti nella massima serie, primato assoluto della competizione.
I primi calciatori rappresentativi dell'epoca professionistica furono Lazare Gianessi, Armand Forchério, Henri Biancheri e Michel Hidalgo. Il nucleo che inaugurò il palmarès del club sotto la guida di Lucien Leduc comprendeva anche Lucien Cossou, Yvon Douis, Raymond Kaelbel e il capitano Marcel Artélésa: la squadra conquistò la prima Coppa di Francia nel 1960, il primo campionato nel 1961 e il double nazionale del 1963. Biancheri e Hidalgo rimasero nel Principato rispettivamente per sette e nove stagioni, mentre Cossou, con 115 reti complessive, occupa uno dei primi posti nella graduatoria dei marcatori monegaschi.
Negli anni settanta la ricostruzione sportiva si fondò sull'unione tra giocatori formati nel club e innesti di esperienza. Jean Petit, Christian Dalger ed Ettori rappresentarono la continuità locale; a loro si aggiunsero Rolland Courbis e soprattutto Onnis, arrivato nel 1973. Nella stagione 1976-1977 i biancorossi ottennero la promozione e l'anno seguente vinsero il campionato da neopromossi: Petit fu il regista e capitano della squadra, Ettori ne difese la porta e Onnis contribuì con 29 gol in Division 1.

La generazione successiva consolidò il Monaco ai vertici del calcio francese. Ettori disputò diciannove stagioni consecutive in prima squadra, dal 1975 al 1994, partecipando alla conquista di tre campionati e tre Coppe di Francia. Puel, anch'egli prodotto del vivaio, giocò per il club dal 1979 al 1996 e divenne il secondo calciatore per numero di presenze. Con loro si affermarono Manuel Amoros, Bruno Bellone e Dominique Bijotat, ai quali si affiancarono elementi quali Bernard Genghini, Marcel Dib e Luc Sonor. Sul finire del decennio la formazione guidata da Arsène Wenger conquistò il campionato 1987-1988 con il contributo del talento inglese Glenn Hoddle; nell'estate seguente arrivò l'attaccante liberiano George Weah, destinato a vincere il Pallone d'oro nel 1995.
Gli anni novanta coincisero con l'affermazione internazionale di una generazione particolarmente ricca. Dal centro di formazione provenivano Emmanuel Petit, Lilian Thuram, Thierry Henry e David Trezeguet, in seguito campioni del mondo con la Francia; in prima squadra trovò spazio anche Sylvain Legwinski. Tra i giocatori arrivati da altri club si distinsero il portiere Fabien Barthez, Youri Djorkaeff, Enzo Scifo, Jürgen Klinsmann, Ali Benarbia, Sonny Anderson e Victor Ikpeba. Barthez, Petit, Henry, Anderson e Ikpeba furono fra i protagonisti del titolo del 1997; nella medesima annata Henry venne eletto miglior giovane della Division 1, mentre Ikpeba vinse il premio di Calciatore africano dell'anno.

Nel campionato 1999-2000 la formazione allenata da Puel riunì Barthez, Trezeguet, Ludovic Giuly, Marco Simone, Sabri Lamouchi e giovani quali Philippe Christanval, conquistando il settimo titolo nazionale. Trezeguet realizzò 22 reti in campionato e, poche settimane più tardi, segnò il golden goal che consegnò alla Francia il titolo europeo. Una nuova squadra di riferimento fu costruita da Didier Deschamps attorno al portiere Flavio Roma, a Givet, Sébastien Squillaci, Patrice Evra, Akīs Zīkos, Giuly, Jérôme Rothen e Shabani Nonda. Dopo la Coppa di Lega del 2003, il prestito di Fernando Morientes aggiunse esperienza e gol alla formazione che raggiunse la finale della Champions League 2003-2004; durante quel cammino andarono in rete anche Giuly, Rothen, Nonda e Dado Pršo.
Dopo la retrocessione del 2011 e il cambio di proprietà, la rosa della risalita venne progressivamente rinforzata. Alla promozione del 2013 contribuirono elementi come Danijel Subašić, Andrea Raggi, Valère Germain, Layvin Kurzawa e Yannick Carrasco; nella successiva campagna acquisti arrivarono Radamel Falcao, James Rodríguez, João Moutinho, Ricardo Carvalho e Jérémy Toulalan. Il gruppo fu poi rinnovato privilegiando calciatori giovani: sotto la guida di Leonardo Jardim emersero Bernardo Silva, Fabinho, Thomas Lemar, Tiémoué Bakayoko e Kylian Mbappé, affiancati da Subašić, Falcao, Kamil Glik, Djibril Sidibé e Benjamin Mendy. Questa formazione conquistò il campionato 2016-2017 segnando 107 reti e raggiunse la semifinale di Champions League.

Negli anni successivi il club ha mantenuto una politica imperniata sulla valorizzazione di giovani acquistati, come Aurélien Tchouaméni, Axel Disasi e Youssouf Fofana, e di prodotti dell'Academy quali Benoît Badiashile, Eliesse Ben Seghir e Maghnes Akliouche. Tra il 2019 e il 2024 il principale riferimento offensivo fu Wissam Ben Yedder, autore di 118 gol in 201 partite: al momento della partenza era il secondo marcatore nella storia del club dietro Onnis.
Di seguito sono elencati i calciatori che conquistarono i principali titoli internazionali per nazionali durante il periodo di militanza nel Monaco.

Il rapporto più consistente è storicamente quello con la nazionale francese. Alla data del 10 settembre 2026, 74 calciatori avevano disputato almeno un incontro con i Bleus durante la militanza nel Monaco; il primo fu Lazare Gianessi, che raccolse sette delle sue quattordici presenze internazionali mentre giocava nel Principato. Nel 2021, quando Aurélien Tchouaméni divenne il sessantanovesimo monegasco convocato nella nazionale maggiore, il Monaco risultava il secondo club francese per numero di giocatori forniti alla selezione, alle spalle dell'Olympique de Marseille.
Una prima concentrazione significativa si ebbe negli anni ottanta. Alla Coppa del Mondo 1982, conclusa dalla Francia al quarto posto, il commissario tecnico Michel Hidalgo, già calciatore monegasco, convocò quattro elementi del club: Ettori, Amoros, Bellone e Alain Couriol, tutti impiegati almeno una volta nel torneo. Due anni più tardi cinque giocatori del Monaco — Amoros, Yvon Le Roux, Genghini, Bellone e Daniel Bravo — fecero parte della rosa che vinse il campionato europeo 1984; Bellone segnò la seconda rete nella finale contro la Spagna.
Il legame con i Bleus divenne ancora più evidente tra la fine degli anni novanta e l'inizio del decennio successivo. Al momento della vittoria nella Coppa del Mondo 1998, Barthez, Henry e Trezeguet erano tesserati per il Monaco, mentre Petit e Thuram, anch'essi formati nel Principato, avevano già lasciato il club. Nel campionato europeo 2000 Barthez e Trezeguet erano ancora monegaschi; nella finale contro l'Italia il secondo realizzò ai tempi supplementari il golden goal del 2-1.
Il ciclo culminato nel titolo monegasco del 2016-2017 alimentò ulteriormente la nazionale. Alla fase finale del Mondiale 2018, vinta dalla Francia, Lemar e Sidibé rappresentavano ancora il Monaco, mentre Mbappé, nel frattempo trasferitosi al Paris Saint-Germain, segnò nella finale contro la Croazia e ricevette il premio di miglior giovane del torneo.
Una parte rilevante di questo apporto deriva dall'Academy. Nei suoi primi cinquant'anni, 47 giocatori formati nel Principato raggiunsero una nazionale maggiore: venti quella francese e gli altri ventisette complessivamente diciotto rappresentative straniere. Cinque prodotti del vivaio divennero campioni del mondo con i Bleus — Petit, Thuram, Henry e Trezeguet nel 1998, Mbappé nel 2018 — e sei vinsero almeno un campionato europeo. Bellone, Petit, Trezeguet e Mbappé andarono inoltre a segno in cinque differenti finali mondiali o europee disputate dalla Francia tra il 1984 e il 2022.
La dimensione internazionale non è tuttavia limitata alla Francia. Alla Coppa del Mondo 2022 parteciparono sei calciatori allora appartenenti al Monaco e quindici ex giocatori del club. Disasi e Youssouf Fofana raggiunsero la finale con la Francia insieme agli ex monegaschi Tchouaméni e Mbappé, mentre l'ex centrocampista Mario Pašalić concluse il torneo al terzo posto con la Croazia. La diffusione dei nazionali formati o valorizzati dal club è testimoniata anche dai titoli conquistati con selezioni europee, africane, sudamericane e nordamericane, riepilogati nella sezione precedente.
Dall'ammissione al professionismo, avvenuta nel 1948, alla stagione 2026-2027 il Monaco ha preso parte a 79 campionati nazionali: 68 nella massima divisione e 11 nella seconda serie. Nel computo non rientrano i tornei regionali disputati dal club prima del 1948.
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Division 1 | 45 | 1953-1954 | 2001-2002 | 68 |
| Ligue 1 | 23 | 2002-2003 | 2026-2027 | ||
| 2º | Division 2 | 9 | 1948-1949 | 1976-1977 | 11 |
| Ligue 2 | 2 | 2011-2012 | 2012-2013 |
Alla stagione 2026-2027 il club conta 20 partecipazioni alla Coppa dei Campioni/Champions League, 6 alla Coppa delle Coppe, 12 alla Coppa UEFA/Europa League e una alla Conference League.
| Competizione | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
| Coppa dei Campioni/UEFA Champions League | 20 | 1961-1962 | 2025-2026 |
| Coppa delle Coppe | 6 | 1974-1975 | 1992-1993 |
| Coppa UEFA/UEFA Europa League | 12 | 1979-1980 | 2022-2023 |
| UEFA Conference League | 1 | 2026-2027 | 2026-2027 |

Nelle partecipazioni alla massima serie, i monegaschi hanno ottenuto otto primi posti, otto secondi e quindici terzi, salendo quindi sul podio in 31 occasioni. Con otto titoli nazionali, il Monaco è inoltre una delle società più vittoriose nella storia del campionato francese.
I primati del club relativi alle partite di massima serie sono il 9-0 interno contro il Bordeaux del 18 gennaio 1986 e lo 0-7 sul campo del Metz del 1º ottobre 2016. La più pesante sconfitta casalinga è lo 0-6 inflitto ancora dal Bordeaux il 17 febbraio 2008; in trasferta il margine negativo massimo è di sei reti, registrato nello 0-6 contro il Nizza del 9 aprile 1961 e nell'1-7 contro il Paris Saint-Germain del 15 aprile 2018.
La stagione 2016-2017, conclusa con l'ottavo titolo, riunisce i principali primati del Monaco in un singolo campionato: 95 punti, 30 vittorie e 107 reti segnate. Nello stesso anno la squadra aprì una serie di 16 affermazioni consecutive, ottenute tra il 25 febbraio e il 27 agosto 2017, che stabilì il record assoluto della Ligue 1. Il precedente massimo societario nell'era dei tre punti era costituito dagli 80 punti della stagione 2013-2014; con il sistema dei due punti per vittoria il Monaco aveva invece totalizzato 57 punti e 26 successi nel primo campionato vinto, nel 1960-1961.
Nelle principali coppe nazionali il club ha disputato dieci finali di Coppa di Francia, vincendone cinque, quattro finali di Coupe de la Ligue, con un successo, e otto edizioni decisive del Trophée des Champions, vinte in quattro occasioni.
In campo internazionale i migliori risultati sono le finali della Coppa delle Coppe 1991-1992 e della UEFA Champions League 2003-2004, perse rispettivamente contro Werder Brema e Porto; in Champions League il Monaco ha inoltre raggiunto le semifinali nel 1993-1994, 1997-1998 e 2016-2017. La vittoria europea più larga è l'8-0 sullo Swansea City del 1º ottobre 1991, nella Coppa delle Coppe, mentre il massimo successo esterno è lo 0-5 contro il Template:Calcio Deportivo La Coruña dell'8 dicembre 2004. Il 5 novembre 2003 i biancorossi superarono inoltre il Deportivo per 8-3: con undici reti complessive, l'incontro rimase fino al 2016 il più ricco di gol nella moderna Champions League. La sconfitta più ampia nelle coppe europee è invece l'1-6 subito sul campo del Real Madrid il 20 gennaio 2026.

Il primato di presenze in gare ufficiali appartiene a Jean-Luc Ettori, che tra il 1975 e il 1994 disputò 755 incontri indossando esclusivamente la maglia del Monaco. Alle sue spalle figurano Claude Puel, Jean Petit, Manuel Amoros e Christian Dalger. Il miglior marcatore della storia societaria è invece Delio Onnis, autore di 223 reti; seguono Wissam Ben Yedder con 118 e Lucien Cossou con 115.
Nelle competizioni UEFA Ettori detiene anche il primato monegasco di presenze, con 60 partite. Victor Ikpeba è il miglior realizzatore europeo complessivo del club con 14 gol, sette in Champions League e sette in Coppa UEFA; limitatamente alla Champions League il primato è di Radamel Falcao, con dieci reti.
Dati relativi alle gare ufficiali della prima squadra.
Record di presenze
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La tifoseria del Monaco risente della particolare realtà geografica e demografica del club. Il ridotto bacino locale del Principato di Monaco, sensibilmente inferiore a quello delle città rappresentate dalle principali società francesi, ha storicamente limitato l'affluenza interna anche nelle stagioni di maggior successo. A questa caratteristica corrisponde tuttavia un seguito geograficamente disperso: oltre ai sostenitori residenti nel Principato e nella vicina Costa Azzurra, il club dispone di gruppi e sezioni in numerose regioni francesi e all'estero.
Il principale grido d'incitamento è Daghe Munegu, espressione in monegasco corrispondente a «Forza Monaco». Impiegata sugli spalti dello stadio Louis II e nella comunicazione della società, la formula è divenuta uno dei segni identitari più riconoscibili dell'ambiente biancorosso.
La più antica associazione riconosciuta è il Club des Supporters de Monaco (CSM), fondato nel 1952. Il sodalizio coordina l'accoglienza dei propri iscritti allo stadio, la distribuzione dei posti e le trasferte in Francia e nelle competizioni europee, collaborando nelle giornate di gara con le altre componenti del tifo monegasco; nel novembre 2022 ha celebrato il settantesimo anniversario. Dal CSM dipende inoltre una rete di sezioni territoriali presente in varie aree della Francia metropolitana e nei territori d'oltremare. A essa si affiancano sezioni internazionali, attive tra l'altro in Italia, Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti, e gruppi indipendenti sorti lontano dal Principato.
La componente ultras è rappresentata principalmente dagli Ultras Monaco 1994 (UM94), preceduti nel Louis II dagli Sconvolts, ricordati dagli stessi ultras monegaschi come una delle prime esperienze locali capaci di realizzare coreografie organizzate. Gli UM94 nacquero in occasione di una partita di UEFA Champions League contro il Barcellona, assumendo inizialmente il nome di Ultras Monaco Section Menton; partiti con circa trenta-quaranta aderenti, raggiunsero quasi quattrocento membri durante il cammino europeo del 2003-2004. Il gruppo occupa tradizionalmente il settore Pesage del Louis II e segue la squadra anche in trasferta. Nella sua memoria, la finale europea del 2004 e la retrocessione in Ligue 2 del 2011 costituiscono due passaggi opposti ma ugualmente significativi: il primo ampliò il seguito, mentre il secondo favorì la mobilitazione del nucleo più assiduo durante la risalita nella massima serie.
Accanto alle associazioni organizzate, la società ha sviluppato iniziative rivolte al pubblico più giovane. Tra queste figura la Munegu Family, area del Louis II destinata alle famiglie e collocata nella tribuna Seconde B, nella quale alle partite sono affiancate attività per bambini e incontri con la mascotte del club.

La rivalità maggiormente legata al territorio è quella con il Nizza, con cui il Monaco disputa il cosiddetto derby della Costa Azzurra. La vicinanza tra le due città e la lunga militanza comune nella massima divisione hanno conferito alla sfida un carattere distinto rispetto agli altri incontri: il primo confronto di campionato risale all'8 novembre 1953 e nel febbraio 2021 le due squadre disputarono il centesimo derby in massima serie.
Un'altra contrapposizione di rilievo è quella con l'Olympique de Marseille, alimentata soprattutto dalla concorrenza sportiva tra la fine degli anni 1980 e l'inizio del decennio successivo. In quel periodo le due formazioni si affrontarono nelle finali della Coppa di Francia del 1989 e del 1991, vinte rispettivamente dai marsigliesi e dai monegaschi, e lottarono ai vertici del campionato; la sfida ha perciò conservato un'importanza particolare pur non possedendo la prossimità geografica del derby con il Nizza.
Quanto ai rapporti con altre tifoserie, nel 2014 i rappresentanti degli UM94 indicavano come propria amicizia organizzata quella con gli Ultras 1898 dell'Ascoli; il legame riguarda dunque i rispettivi gruppi ultras e non costituisce un rapporto ufficiale fra le due società. Un episodio di solidarietà internazionale si verificò inoltre nell'aprile 2017, dopo l'attentato contro l'autobus del Borussia Dortmund: rinviata la gara di Champions League, alcuni sostenitori tedeschi ospitarono i tifosi monegaschi rimasti in città, mentre il settore ospite espresse pubblicamente il proprio sostegno alla squadra avversaria.
Aggiornata al 6 ottobre 2026.
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Staff tecnico aggiornato al 6 luglio 206.

La squadra di calcio nacque nell'ambito dell'Association Sportive de Monaco, società polisportiva alla quale i calciatori monegaschi furono ufficialmente aggregati il 23 agosto 1924. Pur essendo l'attività professionistica del calcio dotata di una propria organizzazione societaria, il club conserva quindi un legame storico e identitario con l'AS Monaco Omnisports, della quale condivide il nome, i colori rosso e bianco e la sede generale presso lo stadio Louis II.
Nel 2025 l'associazione polisportiva dichiarava oltre 4 500 iscritti e comprendeva ventitré sezioni. Oltre al calcio dilettantistico e femminile, erano rappresentati sport di squadra quali pallacanestro, pallamano, rugby, calcio a 5 e pallavolo, discipline acquatiche come nuoto, nuoto artistico, tuffi e pallanuoto, nonché atletica leggera, bob, pentathlon moderno, triathlon, sport da combattimento, sollevamento pesi, tennistavolo, padel e altre attività.
La sezione di maggiore rilievo internazionale dopo quella calcistica è il Monaco Basket, conosciuto come Roca Team. Istituita nel 1928 e impegnata nel sistema cestistico francese, la formazione gioca gli incontri interni nella Salle Gaston Médecin, parte del complesso del Louis II. La sua crescita sportiva nel XXI secolo culminò nella vittoria dell'EuroCup 2020-2021, che le consentì di accedere all'Eurolega; nel 2023 raggiunse per la prima volta le Final Four e nel 2025 disputò la prima finale della principale competizione europea, persa contro il Fenerbahçe.
L'AS Monaco ha aperto la propria sezione di sport elettronici nell'ottobre 2016. Inizialmente attiva in più titoli, la struttura ottenne i risultati maggiori nella serie Pro Evolution Soccer, vincendo tre edizioni dell'eFootball Championship Pro nel 2019, 2020 e 2022. Fu inoltre rappresentata in competizioni di Rocket League, Street Fighter e Dragon Ball FighterZ; dalla stagione 2023-2024 ha invece concentrato la propria attività su EA Sports FC e sulla eLigue 1. Nell'aprile 2026 la coppia formata da Karim Karimisback Rmaiti e Marwan MarwanMC9 Chahhou conquistò il primo titolo del club nella eLigue 1, superando in finale il Troyes.
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