| Radamel Falcao | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Nazionalità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 177 cm | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Calcio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ruolo | Attaccante | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Squadra | Millonarios | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Statistiche aggiornate al 19 aprile 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Radamel Falcao García Zárate (Santa Marta, 10 febbraio 1986) è un calciatore colombiano, attaccante dei Millonarios.
Tra i più forti calciatori colombiani di tutti i tempi, è stato inserito per tre volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d'oro (2012, 2013, 2017), arrivando a ricoprire nel 2012 la quinta posizione alle spalle di Messi, Cristiano Ronaldo, Iniesta e Xavi. È inoltre il giocatore che ha messo a segno più reti nell'arco di una sola stagione in un torneo europeo a pari merito con Cristiano Ronaldo, avendo realizzato con la maglia del Porto nell'Europa League 2010-2011 17 reti, di cui una nella finale contro i connazionali del Braga. Nello stesso anno è stato classificato dalla UEFA il quinto miglior giocatore alle spalle di Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Xavi Hernandez e Andrés Iniesta. Nel 2012 è stato incluso, per la seconda volta consecutiva, tra i dieci migliori giocatori della stagione in Europa (UEFA Men's Player of the Year Award) e sempre nello stesso anno è stato classificato come il terzo miglior giocatore della stagione dal giornale francese Onze Mondial e miglior calciatore dell'anno secondo il Globe Soccer Awards. Nel gennaio 2013, è stato inserito nella FIFA FIFPro World XI 2012, un riconoscimento annuale nel quale vengono inseriti 11 giocatori che formano la squadra ideale dell'anno (un portiere, 4 difensori, 3 centrocampisti e 3 attaccanti).
Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di River Plate, Porto, Atletico Madrid, Monaco, Manchester United, Chelsea, Galatasaray, Rayo Vallecano e Millonarios, vincendo un campionato argentino (2008), un campionato portoghese (2010-2011), due Coppe di Portogallo (2009-2010, 2010-2011), tre Supercoppe portoghesi (2009, 2010, 2011), una Coppa di Spagna (2012-2013), un campionato francese (2016-2017), due UEFA Europa League (2010-2011, 2011-2012) e una Supercoppa UEFA (2012).
Con la nazionale colombiana ha giocato tre Coppe America (2011, 2015, 2019) e un Mondiale (2018). Con 36 reti realizzate in 104 presenze, è il miglior marcatore nella storia della selezione colombiana.
È figlio di Radamel García, ex calciatore colombiano di ruolo difensore, che gli ha dato come secondo nome Falcao in onore dell'ex calciatore brasiliano Paulo Roberto Falcão. È sposato con Lorelei Taron, dal loro matrimonio sono nati cinque figli: due maschi (Dominique e Jedidiah) e tre femmine (Desiree, Annette e Heaven).
È un cristiano praticante e fa parte dei gruppi Locos Por Jesus e Atletas de Cristo.
Soprannominato El Tigre (in italiano, "Il tigre"), è considerato uno dei migliori attaccanti della sua generazione nonché uno dei più forti giocatori colombiani di tutti i tempi. Si tratta di una prima punta molto tecnica, capace di insaccare la rete calciando bene con entrambi i piedi, essendo dotato di un gran tiro sia potente che preciso; si è reso protagonista di numerosi gol di pregevole fattura, sia di potenza che di fino, oltre quelli più caratteristici da vero rapace d’area. Inoltre è un ottimo rigorista.
Centravanti ritenuto tra i più valenti al mondo essendo dotato di un innato senso del gol. Nel suo repertorio rientrano anche colpo di testa, tramite il quale ha realizzato diverse reti, oltre alla freddezza sotto porta. È abile anche nel dribbling.
Falcao debuttò nel calcio professionistico nella seconda divisione colombiana con il Lanceros (allora Lanceros Fair Play). Il 28 agosto 1999, a Tunja, disputò contro il Deportivo Pereira la prima partita ufficiale, indossando la maglia numero 9. A 13 anni e 112 giorni divenne il più giovane esordiente nella storia del calcio professionistico colombiano. Nel 2000 collezionò altre sette presenze e segnò il primo gol della carriera, decisivo per la vittoria per 1-0 contro l'El Cóndor del 23 luglio.
Nel febbraio 2001, quindicenne, si trasferì al River Plate di Buenos Aires, entrando nel settore giovanile. Dopo quattro anni debuttò nella massima divisione argentina il 6 marzo 2005, sotto la guida di Leonardo Astrada, nella vittoria per 3-1 contro l'Instituto de Córdoba. Il 2 ottobre realizzò le prime reti con la prima squadra, una doppietta nel 3-1 contro l'Independiente; si ripeté nelle successive vittorie contro Lanús e San Lorenzo, ma durante quest'ultimo incontro subì un infortunio ai legamenti del ginocchio che ne interruppe la stagione.
Dopo un periodo caratterizzato da problemi fisici e da un impiego discontinuo, tornò progressivamente a disposizione della prima squadra. Nel 2007 ritrovò una maggiore regolarità realizzativa, contribuendo anche al percorso del River Plate nella Coppa Sudamericana. Il 27 settembre fu protagonista della rimonta contro il Botafogo, segnando una tripletta nella vittoria per 4-2 che permise agli argentini di superare il turno. La prestazione consolidò la sua reputazione di attaccante capace di risultare decisivo nelle competizioni internazionali. Nella stagione 2008 divenne uno dei principali riferimenti offensivi del River Plate allenato da Diego Simeone. Durante il torneo Clausura contribuì alla conquista del campionato argentino, distinguendosi per la capacità di attaccare la profondità e di concludere l'azione all'interno dell'area di rigore. Si trattò del suo primo titolo nazionale a livello di club. La squadra, nella quale militavano anche Ariel Ortega e Diego Buonanotte, si assicurò il successo conclusivo grazie alla vittoria contro l'Olimpo. Il successivo torneo Apertura fu invece particolarmente negativo per il River Plate, che terminò all'ultimo posto della classifica. Nonostante le difficoltà collettive, Falcao continuò a essere impiegato con regolarità e mantenne un ruolo importante nell'attacco. Nel primo semestre del 2009 prese parte anche alla Coppa Libertadores, senza tuttavia riuscire a evitare l'eliminazione della squadra nella fase a gironi.

Il 15 luglio 2009 fu acquistato dal Porto per 5,5 milioni di euro, firmando un contratto con clausola rescissoria inizialmente fissata a 30 milioni. Chiamato a sostituire Lisandro López, si impose rapidamente nell'attacco allenato da Jesualdo Ferreira. Il 16 agosto segnò al debutto in Primeira Liga, nell'1-1 contro il Paços de Ferreira, e sei giorni dopo andò nuovamente in rete su rigore nel 3-0 sul Nacional. Il 30 settembre realizzò il primo gol in UEFA Champions League, nella vittoria per 2-0 contro l'Atlético Madrid. Nel corso della stagione si distinse anche nella doppia sfida degli ottavi di finale contro l'Arsenal, andando a segno nella partita d'andata disputata in Portogallo.
Nella stagione 2009-2010 segnò 25 reti in 28 incontri di campionato, chiudendo tra i migliori marcatori della competizione. Contribuì inoltre alla conquista della Coppa del Portogallo, andando a segno nella finale vinta per 2-1 contro il Chaves. Il Porto terminò secondo in campionato, qualificandosi all'Europa League.
Con l'arrivo in panchina di André Villas-Boas mantenne un ruolo centrale nell'organico. Il 7 agosto 2010 firmò il secondo gol nella vittoria per 2-0 sul Benfica nella Supercoppa di Portogallo. Nella stagione 2010-2011 il Porto conquistò il campionato senza sconfitte, la coppa nazionale e l'Europa League. Falcao fu uno dei protagonisti del reparto offensivo insieme a Hulk.
In Europa League segnò una tripletta contro il Rapid Vienna nella fase a gironi e un'altra il 7 aprile 2011 nell'andata dei quarti di finale contro lo Spartak Mosca, vinta 5-1. Il 28 aprile, nell'andata della semifinale contro il Villarreal, realizzò quattro reti nella vittoria per 5-1, raggiungendo i 15 gol segnati da Jürgen Klinsmann nella Coppa UEFA 1995-1996. Al ritorno, nonostante la sconfitta per 3-2, segnò la sedicesima rete e superò il precedente primato.
Il 18 maggio, a Dublino, realizzò di testa su assist di Fredy Guarín il gol decisivo nella finale contro lo Sporting Braga (1-0). Chiuse così l'Europa League con 17 reti, record di marcature in una singola edizione della competizione. Realizzò complessivamente 38 gol nella stagione; insieme a Hulk formò una coppia da 73 reti. Nel luglio 2011 prolungò il contratto con il Porto, ma poche settimane dopo fu ceduto all'Atlético Madrid.
Il 19 agosto 2011 si trasferì all'Atlético Madrid per 40 milioni di euro, più 7 di eventuali bonus. Il club spagnolo lo individuò come nuovo riferimento offensivo dopo la partenza di Sergio Agüero, affidandogli la maglia numero 9. Esordì con la nuova squadra nel campionato spagnolo e il 15 settembre segnò il primo gol ufficiale, aprendo le marcature nel 2-0 contro il Celtic in Europa League. Tre giorni dopo firmò una tripletta nel 4-0 al Racing Santander.
La prima parte della stagione fu caratterizzata da risultati altalenanti per l'Atlético, inizialmente allenato da Gregorio Manzano. Nel dicembre 2011 la società affidò la panchina a Diego Simeone, tecnico che aveva già allenato Falcao al River Plate. Il cambio di guida tecnica contribuì a migliorare il rendimento della squadra, che adottò un sistema di gioco fondato su organizzazione difensiva, aggressività e rapide transizioni offensive, caratteristiche favorevoli alle qualità del centravanti colombiano. Il 21 gennaio 2012 realizzò una tripletta nella vittoria per 4-0 contro la Real Sociedad. Nel corso della stagione si affermò come uno dei principali realizzatori del campionato spagnolo, concludendo la Liga con 24 reti. Il suo contributo risultò particolarmente importante anche nella fase a eliminazione diretta dell'Europa League, nella quale l'Atlético superò Lazio, Beşiktaş, Hannover e Valencia.
Nell'andata della semifinale contro il Valencia, disputata il 19 aprile 2012, realizzò due gol nella vittoria per 4-2, permettendo alla squadra di avvicinarsi alla finale. Il 9 maggio, allo stadio nazionale di Bucarest, fu protagonista della finale di Europa League contro l'Athletic Bilbao, allenato da Marcelo Bielsa. Segnò il primo gol al 7º minuto con una conclusione a giro e raddoppiò al 34º, dopo essersi liberato della marcatura avversaria all'interno dell'area. La partita terminò 3-0, grazie anche alla rete finale di Diego, e consentì ai madrileni di conquistare la competizione per la seconda volta in tre stagioni. Con 12 reti in 15 partite concluse nuovamente il torneo da capocannoniere, divenendo il primo calciatore a vincere consecutivamente l'Europa League con due squadre differenti e a laurearsi miglior marcatore in entrambe le edizioni. Complessivamente, nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012, aveva realizzato 29 reti nella competizione, contribuendo direttamente alla conquista dei due trofei.
Iniziò la stagione 2012-2013 segnando una tripletta contro l'Athletic Bilbao nel 4-0 del 27 agosto. Il 31 agosto fu protagonista della Supercoppa UEFA contro il Chelsea, segnando tre reti nel primo tempo della vittoria per 4-1. Il 9 dicembre mise a segno cinque gol nel 6-0 contro il Deportivo La Coruña, eguagliando il primato per un singolo incontro di campionato dell'Atlético, precedentemente stabilito da Vavá. Le prestazioni ottenute nel corso del 2012 gli valsero l'inserimento nel FIFA/FIFPro World XI, la formazione ideale dell'anno votata dai calciatori professionisti. Fu selezionato nel reparto offensivo insieme a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, diventando l'unico giocatore dell'Atlético Madrid incluso nella formazione.
L'Atlético terminò la Liga al terzo posto e Falcao segnò 28 gol in 34 presenze. Il 17 maggio 2013, nella finale della Coppa del Re contro il Real Madrid, fornì a Diego Costa l'assist per il pareggio; la squadra vinse per 2-1 ai tempi supplementari, grazie alla rete di João Miranda, conquistando il trofeo al Bernabéu. Lasciò l'Atlético dopo due stagioni, con 70 reti in 91 presenze complessive e tre trofei conquistati.

Il 31 maggio 2013 fu ufficializzato il suo trasferimento all'Monaco per una cifra vicina ai 60 milioni di euro. Sottoscrisse un contratto quinquennale con il club, appena promosso in Ligue 1 e impegnato in una campagna acquisti che comprendeva anche James Rodríguez e João Moutinho.
Il 10 agosto segnò al debutto in Ligue 1 nella vittoria esterna per 2-0 contro il Bordeaux. Titolare nella squadra allenata da Claudio Ranieri, realizzò nove reti nelle prime diciassette partite di campionato, contribuendo alla permanenza del Monaco nelle prime posizioni. Il 22 gennaio 2014, nella partita di Coppa di Francia vinta per 3-0 contro il Monts, subì la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. L'infortunio pose fine alla sua stagione e gli impedì di partecipare al mondiale del 2014 in Brasile, per il quale la Colombia si era qualificata. Nonostante l'assenza del proprio centravanti, il Monaco concluse la stagione 2013-2014 al secondo posto in Ligue 1, alle spalle del Paris Saint-Germain, ottenendo la qualificazione alla Champions League. Per Falcao il grave infortunio costituì un punto di svolta della carriera, interrompendo una lunga fase contraddistinta da elevati ritmi realizzativi.
Rientrò in campo nell'estate del 2014, dopo circa sei mesi di inattività. Nella prima giornata della stagione 2014-2015 segnò contro il Lorient, senza tuttavia riuscire a evitare la sconfitta interna per 2-1. Il 24 agosto realizzò la rete decisiva nella vittoria per 1-0 sul campo del Nantes, raggiungendo il traguardo dei 200 gol in carriera nelle competizioni ufficiali.

Il 30 agosto 2014 non fu convocato per la partita di campionato contro il Lille, alimentando le indiscrezioni relative a un suo possibile trasferimento. Il 1º settembre il Monaco e il Manchester United raggiunsero un accordo per la cessione temporanea del calciatore, mediante un prestito oneroso da 12 milioni di euro e un diritto di riscatto fissato a 55 milioni.
Il trasferimento in Premier League suscitò notevoli aspettative, anche per la presenza nella squadra allenata da Louis van Gaal di altri calciatori offensivi di livello internazionale, tra cui Wayne Rooney, Robin van Persie e Ángel Di María. Tuttavia, le condizioni fisiche dell'attaccante e la necessità di adattarsi a un nuovo campionato ne condizionarono il rendimento. Il 14 settembre esordì con la maglia dei Red Devils nella vittoria per 4-0 contro il Queens Park Rangers a Old Trafford, entrando in campo nel secondo tempo. Il 5 ottobre realizzò il suo primo gol in Premier League nella vittoria per 2-1 contro l'Everton, mentre il 20 dicembre segnò la rete del pareggio nella partita contro l'Aston Villa, terminata 1-1.
Nel corso della stagione Falcao faticò a trovare continuità, alternando presenze da titolare e ingressi a partita in corso. Il rendimento risultò sensibilmente inferiore rispetto a quello delle precedenti esperienze al Porto e all'Atlético Madrid. Alle difficoltà realizzative si aggiunsero alcuni problemi fisici, che limitarono ulteriormente la possibilità di ottenere un impiego regolare. Nel marzo 2015 emersero pubblicamente le tensioni legate alla sua gestione tecnica e al ridotto minutaggio. In un'intervista espresse delusione per la propria situazione, mentre la stampa britannica riportò le difficoltà incontrate nel rapporto professionale con Van Gaal. Il Manchester United decise infine di non esercitare il diritto di riscatto. L'attaccante concluse la propria esperienza inglese con 29 presenze e 4 reti in tutte le competizioni, tornando formalmente al Monaco al termine della stagione.

Il 3 luglio 2015 fu ceduto nuovamente in prestito, questa volta al Chelsea, con un diritto di riscatto fissato a 50 milioni di euro. Il trasferimento gli offrì la possibilità di proseguire la carriera in Premier League sotto la guida di José Mourinho, allenatore dei campioni d'Inghilterra in carica. Esordì il 2 agosto nella Community Shield contro l'Arsenal, entrando al 46º minuto al posto di Loïc Rémy nella partita persa per 1-0. Sei giorni più tardi debuttò in campionato, subentrando a Willian nel pareggio per 2-2 contro lo Swansea City a Stamford Bridge. Il 29 agosto segnò la prima rete con i Blues contro il Crystal Palace, realizzando il momentaneo pareggio nella successiva sconfitta per 2-1.
Anche al Chelsea, tuttavia, non riuscì a ritrovare la continuità realizzativa delle stagioni precedenti. La concorrenza nel reparto offensivo, nel quale figurava anche Diego Costa, e le difficoltà della squadra limitarono il suo impiego. Il 3 novembre 2015 subì un nuovo infortunio durante un allenamento, che inizialmente sembrò comportare uno stop di alcune settimane. I tempi di recupero si prolungarono sensibilmente. Il 15 gennaio 2016 il nuovo allenatore Guus Hiddink, subentrato a Mourinho nel dicembre precedente, dichiarò che il problema fisico dell'attaccante era più grave del previsto e che sarebbero state necessarie ulteriori settimane di recupero. Nel febbraio successivo Falcao venne escluso dalla lista dei calciatori utilizzabili in Champions League, nella quale fu inserito il nuovo acquisto Alexandre Pato.
La stagione terminò con appena 12 presenze complessive e una rete. Il Chelsea non esercitò il diritto di riscatto, determinando il ritorno del colombiano al Monaco. Le due esperienze in Premier League, concluse con cinque reti complessive in campionato, segnarono il periodo meno produttivo della sua carriera europea, ma precedettero una significativa ripresa del rendimento nelle stagioni successive.
Il 10 giugno 2016 tornò al Monaco, allenato da Leonardo Jardim, con il quale rinnovò il contratto accettando una riduzione dello stipendio, portato a circa 7 milioni di euro a stagione. La società decise di reinserirlo nel progetto tecnico, affidandogli progressivamente un ruolo di riferimento all'interno di una rosa composta da numerosi giovani. Jardim gli assegnò la fascia di capitano, riconoscendone l'esperienza internazionale e la capacità di guidare la squadra. L'attaccante divenne così uno dei principali elementi di un gruppo nel quale figuravano Kylian Mbappé, Bernardo Silva Fabinho, Thomas Lemar e Tiemoué Bakayoko.
Il 27 luglio segnò nella sconfitta per 2-1 contro il Fenerbahçe, nell'andata del terzo turno preliminare della Champions League, ripetendosi nella vittoria per 3-1 del ritorno. Dopo un breve stop per infortunio, tornò al gol in campionato il 17 settembre contro il Rennes. Il 2 novembre realizzò una doppietta nel 3-0 al CSKA Mosca in Champions League, tornando a segnare nella fase principale della competizione dopo oltre sei anni. Andò ancora a segno due volte nel 6-0 al Nancy e il 10 dicembre firmò una tripletta nel 4-0 esterno contro il Bordeaux.
Il Monaco superò il proprio girone europeo al primo posto e affrontò il Manchester City negli ottavi di finale. Il 21 febbraio 2017 Falcao segnò due reti all'Etihad Stadium, pur sbagliando un calcio di rigore, nella sconfitta per 5-3. La vittoria per 3-1 nel ritorno permise alla squadra francese di qualificarsi grazie alla regola dei gol in trasferta. Nei quarti, Falcao segnò anche contro il Borussia Dortmund, contribuendo all'accesso alle semifinali, dove il Monaco fu eliminato dalla Juventus.

In campionato il Monaco fu protagonista di una lunga corsa al vertice contro il Paris Saint-Germain, grazie anche all'intesa offensiva tra Falcao e Mbappé. Il 17 maggio 2017, battendo il Saint-Étienne per 2-0, conquistò matematicamente il titolo, il primo dal 2000. La squadra terminò con 95 punti e 107 reti segnate; Falcao, miglior realizzatore del club in Ligue 1, chiuse il campionato con 21 gol in 29 presenze e l'annata con 30 reti in 43 partite ufficiali, comprendendo anche i preliminari europei. Il titolo e la semifinale continentale segnarono il definitivo rilancio dopo l'infortunio del 2014 e i due prestiti inglesi.
Nell'estate 2017 il club cedette diversi protagonisti della vittoria del campionato, tra cui Mbappé, Bernardo Silva, Bakayoko e Benjamin Mendy, mentre Falcao venne conservato e mantenne la fascia di capitano. L'inizio della stagione 2017-2018 fu particolarmente prolifico. Il colombiano realizzò 13 reti nelle prime undici giornate di Ligue 1, stabilendo uno dei migliori avvii realizzativi del campionato francese nel XXI secolo. Nella fase a gironi della Champions League segnò tre reti, ma il Monaco non riuscì a ripetere il percorso dell'annata precedente, venendo eliminato all'ultimo posto del proprio raggruppamento. Nel corso della stagione Falcao continuò a costituire il principale riferimento realizzativo del club, nonostante alcuni problemi fisici ne limitassero la continuità. Concluse il campionato con 18 reti in 26 presenze e contribuì al secondo posto finale del Monaco, nuovamente alle spalle del Paris Saint-Germain. La squadra raggiunse inoltre la finale della Coppa di Lega francese, persa contro il club parigino.
La stagione 2018-2019 fu caratterizzata da difficoltà collettive notevolmente maggiori. Dopo la cessione di altri elementi della rosa, il Monaco iniziò il campionato con risultati negativi, scivolando nelle ultime posizioni della classifica. Nell'ottobre 2018 Thierry Henry sostituì Jardim in panchina, ma il cambio di allenatore non produsse un immediato miglioramento. Nel gennaio 2019 la società richiamò il tecnico portoghese nel tentativo di raggiungere la salvezza. In tale contesto Falcao rimase uno dei principali punti di riferimento della squadra, sia per il ruolo di capitano sia per il rendimento offensivo. Il 24 novembre 2018 realizzò il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro il Caen, mentre il 4 dicembre segnò entrambe le reti del successo esterno per 2-0 contro l'Amiens. Nel complesso concluse la Ligue 1 con 15 gol in 33 partite. Il Monaco terminò il campionato al diciassettesimo posto, ottenendo la permanenza nella massima divisione con un margine ridotto sulla zona retrocessione. Nonostante la stagione negativa, Falcao si confermò miglior marcatore della squadra, contribuendo alla salvezza attraverso le proprie realizzazioni.
Nell'estate 2019 concluse la propria esperienza nel Principato. In Ligue 1 aveva totalizzato 108 presenze e 65 reti, vincendo il campionato 2016-2017 e raggiungendo una semifinale di Champions League.
Il 2 settembre 2019 si trasferì gratuitamente al Galatasaray, firmando un contratto triennale. Il suo arrivo a Istanbul fu accompagnato da una manifestazione di entusiasmo di circa 25.000 tifosi all'aeroporto Atatürk. Esordì il 13 settembre nella vittoria per 1-0 sul Kasımpaşa, segnando al 38º minuto il gol decisivo.
Impiegato da Fatih Terim, prese parte anche alla fase a gironi della Champions League, conclusa dal club turco all'ultimo posto. Il 17 dicembre segnò contro il Tuzlaspor, contribuendo alla qualificazione al turno successivo di Coppa di Turchia, e il 28 dicembre realizzò la prima doppietta in campionato contro l'Antalyaspor. Condizionato da problemi fisici, chiuse il 2019-2020 con 22 presenze e 11 reti in tutte le competizioni, di cui dieci in campionato.
Nella stagione seguente esordì con una doppietta contro il Gaziantep. L'11 aprile 2021, durante un allenamento, riportò una frattura alle ossa facciali in uno scontro con Kerem Aktürkoğlu e dovette sottoporsi a un intervento chirurgico. Tornò ad allenarsi due settimane dopo con una maschera protettiva. Terminò l'annata con 18 presenze e nove reti complessive.
Il 1º settembre 2021 venne annunciata la rescissione consensuale del contratto. Gli infortuni avevano limitato entrambe le stagioni: secondo la stampa turca il giocatore aveva saltato 49 delle 92 partite disputate dalla squadra nel biennio, scendendo in campo in 43 occasioni.
Il 4 settembre 2021 firmò per il Rayo Vallecano, tornando in Spagna dopo otto anni. Il 16 settembre venne presentato all'Estadio de Vallecas davanti a 2.000 sostenitori e annunciò la scelta della maglia numero 3. Il numero era un omaggio al padre Radamel García, ex difensore che lo aveva indossato in carriera; Fran García, che lo portava al Rayo, accettò di passare al 33.
Esordì il 18 settembre nella vittoria per 3-0 contro il Getafe, subentrando nel secondo tempo e segnando la terza rete. Il 27 ottobre segnò il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro il Barcellona, risultato dopo il quale il club catalano esonerò l'allenatore Ronald Koeman.
Nella stagione 2021-2022, agli ordini di Andoni Iraola, alternò presenze da titolare e ingressi dalla panchina, segnando sei reti in 22 partite di campionato. Il Rayo, neopromosso, concluse la Liga al dodicesimo posto e raggiunse le semifinali di Coppa del Re. Nelle due annate successive l'impiego di Falcao diminuì, anche per problemi fisici. Nel 2022-2023 il club chiuse all'undicesimo posto, mentre nel 2023-2024 conquistò la salvezza terminando diciassettesimo.
Il 1º novembre 2023 Falcao segnò una doppietta nella vittoria per 6-0 contro l'Atlético Lugones nel primo turno della Coppa del Re. Il 27 maggio 2024 annunciò l'addio al Rayo, concludendo tre stagioni nelle quali aveva collezionato 80 presenze e 12 reti tra tutte le competizioni.

Il 20 giugno 2024 tornò in Colombia, firmando con i Millonarios di Bogotá, squadra per la quale aveva espresso simpatia fin dall'infanzia. Nella seconda parte dell'anno prese parte al torneo Finalización, senza riuscire a conquistare il campionato. Il suo ritorno nel calcio nazionale attirò una notevole attenzione, ma il rendimento fu condizionato anche da problemi fisici.
Il 21 gennaio 2025 la società comunicò il mancato rinnovo del contratto, nonostante la volontà reciproca di proseguire il rapporto: uno degli ostacoli riguardava il trattamento fiscale dei compensi del calciatore. Il 28 gennaio fu tuttavia raggiunto un accordo per un prolungamento di sei mesi. Disputò così il torneo Apertura 2025, nel quale i Millonarios furono eliminati prima della finale. Dopo la sconfitta decisiva contro l'Ind. Santa Fe, Falcao espresse pubblicamente critiche sull'arbitraggio. Il 2 luglio il club annunciò la conclusione del rapporto.
Il 7 gennaio 2026, dopo circa sei mesi da svincolato, tornò ai Millonarios per la prima parte della stagione. La seconda esperienza fu meno produttiva: disputò undici gare fra campionato e Coppa Sudamericana, segnando una rete. Anche il cammino internazionale si interruppe nella fase a gironi. Dopo la scadenza dell'accordo, nell'estate 2026 lasciò nuovamente il club.
Nei due periodi trascorsi con i Millonarios totalizzò 40 presenze e 12 reti nelle competizioni ufficiali. Nell'autunno 2026 non aveva annunciato il ritiro e risultava senza squadra; le indiscrezioni relative a un possibile trasferimento in altri campionati non si erano concretizzate in un ingaggio ufficiale.
Dopo avere rappresentato la Colombia nelle selezioni giovanili, nel 2005 Falcao fu convocato da Eduardo Lara per il campionato sudamericano Under-20, disputato in patria. Il 21 gennaio segnò nel pareggio per 1-1 contro l'Argentina Under-20. La Colombia superò la prima fase e il 6 febbraio conquistò il titolo grazie alla vittoria per 2-0 sul Venezuela, ottenendo anche la qualificazione al mondiale di categoria.
Partecipò quindi al mondiale Under-20 del 2005 nei Paesi Bassi. Segnò nelle vittorie per 2-0 contro Canada e Siria, contribuendo al primo posto nel girone, chiuso dalla Colombia con tre successi in altrettante partite. La squadra fu eliminata agli ottavi dall'Argentina, futura vincitrice del torneo, che si impose per 2-1.

Dopo le esperienze nelle selezioni giovanili, esordì con la nazionale maggiore colombiana nel 2007, sotto la guida del commissario tecnico Jorge Luis Pinto. Il 3 giugno dello stesso anno realizzò la sua prima rete internazionale contro il Montenegro, segnando il gol decisivo nella vittoria per 1-0 durante la Kirin Cup disputata in Giappone. Negli anni successivi venne progressivamente inserito tra i principali riferimenti offensivi della nazionale. Partecipò alle qualificazioni per il campionato mondiale del 2010, senza tuttavia riuscire a ottenere l'accesso alla fase finale, poiché la Colombia concluse il girone sudamericano al settimo posto. Nel 2011 fu convocato per la Copa América disputata in Argentina. Durante la fase a gironi realizzò una doppietta nella vittoria per 2-0 contro la Bolivia, contribuendo alla qualificazione della Colombia ai quarti di finale. La squadra fu successivamente eliminata dal Perù, che si impose per 2-0 dopo i tempi supplementari.
Con l'arrivo del commissario tecnico José Pekerman nel 2012, Falcao assunse un ruolo centrale nel sistema offensivo della nazionale. Durante le qualificazioni al mondiale del 2014 realizzò reti importanti contro Bolivia, Uruguay, Cile, Paraguay e Perù, contribuendo al ritorno della Colombia nella fase finale della competizione dopo sedici anni di assenza. Il 12 ottobre 2012 segnò una doppietta nella vittoria per 2-0 contro il Paraguay, mentre l'11 ottobre 2013 realizzò due calci di rigore nella rimonta contro il Cile, trasformando lo svantaggio iniziale di 0-3 nel pareggio per 3-3. Quest'ultimo risultato consentì alla nazionale colombiana di ottenere matematicamente la qualificazione al mondiale brasiliano. Falcao concluse le qualificazioni con nove reti, affermandosi come uno dei protagonisti del percorso della Colombia. La sua efficacia offensiva, unita alle prestazioni di James Rodríguez, Juan Guillermo Cuadrado e degli altri componenti della squadra, contribuì al raggiungimento di uno dei risultati più importanti della nazionale colombiana nell'epoca contemporanea.
La rottura del legamento crociato subita con il Monaco nel gennaio 2014 mise tuttavia in dubbio la sua partecipazione al mondiale. Nonostante il percorso riabilitativo, non recuperò in tempo una condizione fisica sufficiente e fu escluso dalla lista definitiva dei convocati. La Colombia raggiunse successivamente i quarti di finale del torneo, miglior risultato della propria storia fino a quel momento. Dopo il recupero dall'infortunio tornò a disposizione della nazionale, continuando a essere convocato anche durante le difficili stagioni trascorse in Inghilterra. Il 6 giugno 2015 segnò il gol decisivo nell'amichevole vinta per 1-0 contro la Costa Rica, raggiungendo Arnoldo Iguarán al primo posto nella classifica dei migliori marcatori della storia della Colombia. Prese successivamente parte alla Copa América 2015 in Cile. La nazionale colombiana superò la fase a gironi, ma fu eliminata ai quarti di finale dall'Argentina ai calci di rigore, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Nel corso della competizione Falcao non riuscì a trovare la rete, risentendo anche delle difficoltà realizzative attraversate nella stagione precedente. Nel 2016 non venne inserito nella lista provvisoria dei 40 calciatori selezionati per la Copa América Centenario, organizzata negli Stati Uniti. La mancata convocazione si collocò al termine di un biennio caratterizzato da numerosi problemi fisici e da un limitato impiego nei club.

Il ritorno ad alti livelli con il Monaco nella stagione 2016-2017 gli consentì di riconquistare un posto stabile nella selezione colombiana. Riprese a partecipare alle qualificazioni per il mondiale del 2018, distinguendosi nuovamente per la capacità di segnare reti importanti e per il ruolo di esperienza all'interno del gruppo. La Colombia ottenne la qualificazione alla fase finale, consentendo a Falcao di partecipare per la prima volta a un campionato mondiale all'età di 32 anni. Convocato da Pekerman, fu nominato capitano della squadra e schierato titolare nelle partite del torneo. Esordì nella competizione il 19 giugno 2018 contro il Giappone, nella partita persa per 2-1. Il 24 giugno segnò la sua prima rete in una fase finale mondiale nella vittoria per 3-0 contro la Polonia, finalizzando con l'esterno del piede destro un passaggio in profondità di Juan Fernando Quintero. La rete rappresentò un momento significativo della sua carriera, essendo arrivata quattro anni dopo l'infortunio che gli aveva impedito di partecipare al mondiale brasiliano. Nell'ultima giornata della fase a gironi la Colombia superò il Senegal per 1-0, qualificandosi agli ottavi di finale. Il 3 luglio affrontò l'Inghilterra: la partita terminò 1-1 dopo i tempi supplementari e fu decisa ai calci di rigore. Falcao trasformò il proprio tiro dal dischetto, ma la Colombia fu eliminata con il punteggio di 4-3 nella serie finale.
Dopo il mondiale russo continuò a rappresentare la nazionale, partecipando anche alla Copa América 2019 disputata in Brasile. La Colombia vinse tutte e tre le partite della fase a gironi senza subire reti, superando Argentina, Qatar e Paraguay. Ai quarti di finale affrontò il Cile, dal quale fu eliminata ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Negli anni successivi il suo impiego in nazionale divenne meno frequente, anche in relazione all'età e alle difficoltà fisiche incontrate nei club. Continuò comunque a ricevere convocazioni durante il percorso di qualificazione al mondiale del 2022, al quale la Colombia non riuscì a qualificarsi. Il 19 novembre 2022 segnò nell'amichevole vinta per 2-0 contro il Paraguay, realizzando quella che sarebbe rimasta la sua ultima rete con la nazionale maggiore. Nel 2023 disputò le ultime due partite internazionali, portando il proprio bilancio complessivo a 104 presenze e 36 gol.
Con tale rendimento Falcao si è affermato come il miglior marcatore della storia della nazionale colombiana, contribuendo in modo determinante alla qualificazione ai mondiali del 2014 e del 2018. Pur avendo preso parte soltanto alla seconda delle due competizioni, il suo ruolo nel ciclo guidato da Pekerman lo ha reso uno dei principali protagonisti della crescita internazionale della Colombia nel secondo decennio del XXI secolo.
Tra club, la nazionale maggiore e le nazionali giovanili, Falcao ha giocato globalmente 760 partite segnando 361 reti, alla media di 0.48 gol a partita.
Statistiche aggiornate al 26 maggio 2026.
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Altre coppe | Totale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Pres | Reti | ||
| 1999 | CPB | 1 | 0 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 1 | 0 | |
| 2000 | CPB | 7 | 1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 7 | 1 | |
| Totale Lanceros Boyacá | 8 | 1 | - | - | - | - | - | - | 8 | 1 | |||||
| 2004-2005 | PD | 4 | 0 | - | - | - | CL | 0 | 0 | - | - | - | 4 | 0 | |
| 2005-2006 | PD | 7 | 7 | - | - | - | CL | 0 | 0 | - | - | - | 7 | 7 | |
| 2006-2007 | PD | 20 | 3 | - | - | - | CL+CS | 1+2 | 0+0 | - | - | - | 23 | 3 | |
| 2007-2008 | PD | 27 | 11 | - | - | - | CL+CS | 7+5 | 4+4 | - | - | - | 39 | 19 | |
| 2008-2009 | PD | 32 | 13 | - | - | - | CL+CS | 4+2 | 2+1 | - | - | - | 38 | 16 | |
| Totale River Plate | 90 | 34 | - | - | 21 | 11 | - | - | 111 | 45 | |||||
| 2009-2010 | PL | 28 | 25 | TP+TL | 5+2 | 5+0 | UCL | 8 | 4 | SP | 0 | 0 | 43 | 34 | |
| 2010-2011 | PL | 22 | 16 | TP+TL | 3+0 | 3+0 | UEL | 16 | 18 | SP | 1 | 1 | 42 | 38 | |
| lug.-ago. 2011 | PL | 1 | 0 | TP+TL | 0 | 0 | UCL | 0 | 0 | SP | 1 | 0 | 2 | 0 | |
| Totale Porto | 51 | 41 | 10 | 8 | 24 | 22 | 2 | 1 | 87 | 72 | |||||
| 2011-2012 | PD | 34 | 24 | CR | 1 | 0 | UEL | 15 | 12 | - | - | - | 50 | 36 | |
| 2012-2013 | PD | 34 | 28 | CR | 4 | 2 | UEL | 2 | 1 | SU | 1 | 3 | 41 | 34 | |
| Totale Atlético de Madrid | 68 | 52 | 5 | 2 | 17 | 13 | 1 | 3 | 91 | 70 | |||||
| 2013-2014 | L1 | 17 | 9 | CF+CdL | 2+0 | 2+0 | - | - | - | - | - | - | 19 | 11 | |
| lug.-ago. 2014 | L1 | 3 | 2 | CF+CdL | 0 | 0 | UCL | - | - | - | - | - | 3 | 2 | |
| 2014-2015 | PL | 26 | 4 | FACup+CdL | 3+0 | 0 | - | - | - | - | - | - | 29 | 4 | |
| 2015-2016 | PL | 10 | 1 | FACup+CdL | 0+1 | 0 | UCL | 0 | 0 | CS | 1 | 0 | 12 | 1 | |
| 2016-2017 | L1 | 29 | 21 | CF+CdL | 2+2 | 1+1 | UCL | 10 | 7 | - | - | - | 43 | 30 | |
| 2017-2018 | L1 | 26 | 18 | CF+CdL | 1+3 | 0+3 | UCL | 5 | 3 | SF | 1 | 0 | 36 | 24 | |
| 2018-2019 | L1 | 33 | 15 | CF+CdL | 1+0 | 1+0 | UCL | 5 | 0 | SF | 0 | 0 | 39 | 16 | |
| Totale Monaco | 108 | 65 | 11 | 8 | 20 | 10 | 1 | 0 | 140 | 83 | |||||
| 2019-2020 | SL | 16 | 10 | TK | 3 | 1 | UCL | 3 | 0 | TS | - | - | 22 | 11 | |
| 2020-2021 | SL | 17 | 9 | TK | 0 | 0 | UEL | 1 | 0 | - | - | - | 18 | 9 | |
| lug.-ago. 2021 | SL | 1 | 0 | TK | 0 | 0 | UCL+UEL | 1+1 | 0 | - | - | - | 3 | 0 | |
| Totale Galatasaray | 34 | 19 | 3 | 1 | 6 | 0 | 43 | 20 | |||||||
| 2021-2022 | PD | 22 | 6 | CR | 3 | 0 | - | - | - | - | - | 25 | 6 | ||
| 2022-2023 | PD | 27 | 2 | CR | 2 | 0 | - | - | - | - | - | 29 | 2 | ||
| 2023-2024 | PD | 22 | 1 | CR | 4 | 3 | - | - | - | - | - | 26 | 4 | ||
| Totale Rayo Vallecano | 71 | 9 | 9 | 3 | - | - | - | - | 80 | 12 | |||||
| lug.-dic. 2024 | PC | 16 | 5 | CC | 0 | 0 | CL | - | - | - | - | - | 16 | 5 | |
| gen.-lug. 2025 | PC | 12 | 6 | CC | 0 | 0 | CS | 1 | 0 | - | - | - | 13 | 6 | |
| 2026 | PC | 7 | 1 | CC | 1 | 0 | CS | 3 | 0 | - | - | - | 11 | 1 | |
| Totale Millonarios | 35 | 12 | 1 | 0 | 4 | 0 | - | - | 40 | 12 | |||||
| Totale carriera | 501 | 238 | 43 | 22 | 92 | 56 | 5 | 4 | 641 | 320 | |||||
| Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale (partite non ufficiali) ― Colombia | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
| 25-6-2011 | Medellín | Colombia | 2 – 0 | Amichevole | - | ||
| Totale | Presenze | 1 | Reti | 0 | |||
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 277112726 · ISNI (EN) 0000 0003 8465 2446 · LCCN (EN) no2012140786 |
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