| A.S.D. Acireale FC Calcio | |
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| Granata, Acesi, Jacitani | |
| Segni distintivi | |
| Uniformi di gara | |
| Colori sociali | |
| Simboli | Leone |
| Inno | Splendida Giornata Granata Sebastiano Foti e Federico Guglielmetti |
| Dati societari | |
| Città | Acireale |
| Nazione | |
| Confederazione | UEFA |
| Federazione | |
| Campionato | Eccellenza Sicilia |
| Fondazione | 1929 |
| Scioglimento | 1934 |
| Rifondazione | 1946 |
| Rifondazione | 2006 |
| Rifondazione | 2014 |
| Rifondazione | 2026 |
| Proprietario | |
| Presidente | |
| Allenatore | |
| Stadio | Aci e Galatea (14 500 posti) |
| Sito web | acirealefc.com |
| Palmarès | |
| Titoli nazionali | 1 Campionato Interregionale 1 Campionato di Serie D |
| Si invita a seguire il modello di voce | |
L'Associazione Sportiva Dilettantistica Acireale Football Club, meglio nota come Acireale, è una società calcistica italiana con sede nella città di Acireale. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano di calcio.
Costituita nell'estate del 2026, è l'erede e la continuatrice de facto della tradizione sportiva iniziata nel 1929 con la fondazione della Società Sportiva Acireale (giunta sino alla Prima Divisione e scioltasi nel 1934) e transitata successivamente attraverso diverse rifondazioni societarie. La più duratura di queste prese il via nel 1946 come Associazione Sportiva Acireale, sodalizio che nella seconda metà degli anni sessanta e fino al 1972 assunse la denominazione di "Acquapozzillo".
Il colore sociale del club è il granata. Dal 1993 la squadra disputa le proprie gare interne allo stadio Aci e Galatea.
Il periodo di maggior prestigio per i granata si colloca tra la fine degli anni ottanta e la prima metà degli anni novanta, un'ascesa culminata con la storica promozione e la successiva permanenza per due stagioni consecutive in Serie B nel biennio 1993-1995. Attualmente il club si trova al 110º posto della classifica perpetua cadetta. L'Acireale vanta inoltre 28 partecipazioni complessive a campionati professionistici di terza serie (22 tra Serie C e Serie C1 e 6 di Serie C2).
La Società Sportiva Acireale Calcio venne fondata nel 1929 grazie alla fusione di diverse realtà sportive preesistenti nel territorio comunale. L'esordio agonistico ufficiale ebbe luogo l'anno seguente, contestualmente all'inaugurazione dell'allora nuovo stadio comunale.
La neonata formazione granata venne iscritta al campionato regionale di Terza Divisione 1930-1931. Al termine della stagione, la squadra beneficiò di un ripescaggio a completamento organici, venendo ammessa in Seconda Divisione. Inserita nel raggruppamento siciliano per l'annata 1931-1932, l'Acireale disputò un campionato di vertice conquistando il secondo posto alle spalle della Juventus Trapani; il piazzamento garantì al club la prima, storica promozione in Prima Divisione, che all'epoca rappresentava il terzo livello della piramide calcistica nazionale.
Nel campionato di Prima Divisione 1932-1933, la compagine acese si trovò inizialmente coinvolta nella lotta per non retrocedere. Per far fronte alle difficoltà, la dirigenza optò per un avvicendamento alla guida tecnica: il cambio in panchina produsse gli effetti sperati, permettendo alla squadra di inanellare una serie di risultati utili consecutivi che garantirono la salvezza. Durante la medesima stagione, l'8 gennaio 1933, si disputò inoltre il primo storico derby provinciale in gare ufficiali contro il Catania (all'epoca denominato Società Sportiva Catania), conclusosi con un successo per 3-2 a favore della formazione catanese.
Dopo aver mantenuto la categoria e aver regolarmente disputato anche la successiva stagione di Prima Divisione 1933-1934, nell'estate del 1934 il sodalizio andò incontro al suo primo scioglimento. La fine delle attività sportive fu dettata dall'aggravarsi della crisi societaria, scaturita in seguito all'improvviso decesso del presidente, il cavaliere Peppino Puglisi.
L'Associazione Sportiva Acireale venne fondata l'11 giugno 1946 dalle ceneri del precedente sodalizio, venendo ammessa d'ufficio al campionato di Serie C della Lega Interregionale Sud in virtù dell'importanza del bacino d'utenza cittadino.
La prima, storica formazione granata scesa in campo nell'annata 1946-1947 era composta da: Core, Maccarrone, Cantarella, Dereani, Barattucci, Conti, Signorelli, Raciti, Grasso, Creziato e Cusumano. La guida tecnica venne affidata a Luigi Bertolini, ex calciatore della Juventus e campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1934. La squadra concluse la sua stagione d'esordio con un onorevole settimo posto nel girone C.
Dopo un declassamento giunto nel 1951, che costrinse i granata a ripartire dai campionati regionali di Promozione, nel 1957 la società mutò la propria denominazione in Associazione Sportiva Acquapozzillo, traendo ispirazione dall'omonima frazione acese nota per le sue sorgenti d'acqua. Con questo nuovo nome, il club si riaffacciò sul panorama interregionale: dopo aver vinto il girone siciliano del Campionato Dilettanti nell'annata 1957-1958, l'Acquapozzillo ottenne l'accesso al Campionato Interregionale (categoria che dall'anno seguente avrebbe assunto il nome di Serie D).
Il ritorno nel professionismo si concretizzò un decennio più tardi, non senza una cocente delusione preliminare. Al termine della stagione 1967-1968, infatti, la squadra terminò il girone F al primo posto a pari merito con il Marsala, ma mancò il salto di categoria perdendo lo spareggio promozione decisivo contro i lilibetani. Il riscatto si materializzò l'anno successivo: vincendo nuovamente il girone F della Serie D 1968-1969, la compagine acese conquistò finalmente l'agognata promozione in Serie C, categoria nella quale tornò a militare a partire dalla stagione 1969-1970.
Nel 1972 il sodalizio riassunse la storica denominazione di Associazione Sportiva Acireale. L'avventura in terza serie si interruppe al termine della stagione 1975-1976, quando i granata chiusero il girone C al diciannovesimo posto, andando incontro alla retrocessione. Negli anni successivi la squadra si mantenne stabilmente nel massimo torneo dilettantistico (denominato nuovamente Campionato Interregionale a partire dall'annata 1981-1982).
Nella seconda metà degli anni ottanta prese avvio un nuovo, profondo rinnovamento dirigenziale e sportivo. Il culmine di questa rinascita arrivò al termine del Campionato Interregionale 1988-1989, quando l'Acireale vinse il girone M e riconquistò l'accesso ai campionati professionistici, ponendo le basi per il ciclo di successi che avrebbe proiettato la squadra verso la cadetteria nel decennio successivo.
| Lo spareggio di Salerno |
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Il 14 giugno 1994, sul campo neutro dello Stadio Arechi di Salerno, l'Acireale conquistò la salvezza nello spareggio contro il Pisa. Dopo lo 0-0 ai tempi regolamentari e supplementari, davanti a circa 6.000 tifosi acesi, i granata trionfarono per 4-3 ai tiri di rigore. Furono decisivi gli errori dal dischetto dei toscani Rocco e Rotella (il primo parato dal portiere Carmine Amato, il secondo respinto dalla traversa) e le reti realizzate per gli acesi da Fabio Favi, Elio Migliaccio, Walter Mazzarri e Giacomo Modica. |

Il raggiungimento della Serie B rappresenta tutt'oggi l'apice sportivo nella storia della società granata. L'epilogo della stagione di Serie C1 1992-1993 vide l'Acireale chiudere la regular season al terzo posto, conquistando l'accesso allo spareggio promozione contro il Perugia. L'incontro, giocato il 6 giugno 1993 di fronte a circa 18.000 spettatori allo stadio di Foggia, terminò con la vittoria in campo degli umbri per 2-1. La promozione in cadetteria, tuttavia, venne successivamente assegnata a tavolino all'Acireale. Il presidente del Perugia, Luciano Gaucci, fu infatti travolto dallo scandalo calcistico noto come Caso Siracusa-Perugia: le indagini accertarono l'avvenuta corruzione dell'arbitro marchigiano Emanuele Senzacqua prima dell'incontro tra il Siracusa e i grifoni. Il 22 luglio, la Commissione Disciplinare sancì la revoca della promozione umbra, irrogò tre anni di squalifica a Gaucci e decretò il ripescaggio ufficiale degli acesi in Serie B.
L'Acireale militò nella serie cadetta per due stagioni consecutive (1993-1994 e 1994-1995). Per far fronte alle stringenti normative infrastrutturali della categoria, il club abbandonò l'obsoleto stadio Comunale per trasferirsi nel nuovo Stadio Aci e Galatea (all'epoca conosciuto come stadio Tupparello). La prima annata, sotto la guida tecnica di Giuseppe Papadopulo, vide la matricola siciliana ospitare compagini storiche come Atalanta, Brescia, Fiorentina e Verona, disputando inoltre la Coppa Italia a livello nazionale. Sempre in questa stagione, per la prima volta in assoluto nel torneo di seconda divisione, prese forma il derby siciliano contro il Palermo, confronto in cui l'Acireale riuscì a imporsi in due occasioni su quattro incontri totali disputati nel biennio. Il primo campionato si concluse in modo drammatico ma a lieto fine: i granata conquistarono la salvezza nello spareggio contro il Pisa, condannando i toscani al declassamento in terza serie.
Nella stagione 1994-1995, la squadra, affidata al nuovo allenatore Fausto Silipo, lottò fino all'ultimo per mantenere la categoria potendo contare su un organico di esperienza. Nonostante risultati di grande prestigio, tra cui le vittorie contro il Pescara e l'ultima vittoria casalinga nel torneo cadetto ai danni del Cosenza (2-1), la formazione granata chiuse il torneo al diciassettesimo posto con 41 punti. Retrocesse così in Serie C1 beffardamente, per una sola lunghezza di distacco rispetto alla quota salvezza.
Questa retrocessione aprì un prolungato periodo di instabilità per il club sportivo. Dopo quattro annate modeste in C1, l'Acireale visse una disastrosa stagione 1998-1999 che terminò con il diciottesimo e ultimo posto nel girone B, condannando la squadra alla discesa in Serie C2. Quell'anno l'imminente crac finanziario e la potenziale cancellazione dal calcio professionistico furono evitati solo grazie all'intervento dell'imprenditore catanese Antonino Pulvirenti, che rilevò la società. Il nuovo assetto societario si rivelò cruciale per risanare le casse del club, garantendone la sopravvivenza sportiva e ponendo le basi per il rilancio che avrebbe caratterizzato i primi anni del decennio successivo.
Dopo quattro stagioni trascorse in Serie C2, l'Acireale visse un biennio di grande rilancio sportivo sotto la presidenza di Antonino Pulvirenti e la guida tecnica di Maurizio Costantini. Nel campionato di Serie C2 2002-2003, la squadra granata concluse la stagione regolare al quinto posto nel girone C, ottenendo l'accesso ai play-off. Dopo aver superato le semifinali, l'Acireale affrontò nell'atto conclusivo il più quotato Catanzaro: in seguito allo 0-0 maturato nella gara di andata disputata al Tupparello, i siciliani conquistarono la promozione in Serie C1 espugnando lo stadio Nicola Ceravolo per 2-0 nella finale di ritorno, grazie alle reti di Russo e Suriano.
Nella stagione seguente, la matricola acese si rivelò la vera sorpresa del torneo di terza serie. Inserita nel girone B e sempre guidata da Costantini in panchina, l'Acireale raggiunse un insperato quarto posto finale, qualificandosi per i play-off e ritrovandosi a competere per un clamoroso ritorno in Serie B. Il cammino verso la serie cadetta si interruppe tuttavia in semifinale contro la Viterbese, che si impose in entrambe le sfide (vincendo per 1-2 la gara di andata ad Acireale e per 1-0 nel match di ritorno a Viterbo).
Nell'estate del 2004, il culmine del progetto sportivo coincise con il disimpegno di Pulvirenti, il quale, dopo aver rilevato la proprietà del Catania, cedette la compagine granata. L'Acireale si trovò così ad affrontare, nelle due stagioni successive, un progressivo indebolimento dell'organico e crescenti difficoltà finanziarie. La crisi si palesò definitivamente nel maggio del 2006, quando la squadra subì la retrocessione in Serie C2 al termine dei play-out persi contro la Juve Stabia. La situazione precipitò il successivo 8 luglio con la mancata iscrizione al campionato di competenza. Nonostante un estremo tentativo di salvataggio orchestrato da una cordata di imprenditori nel corso di quella travagliata estate, il ritiro delle loro garanzie economiche a ridosso della scadenza federale decretò il fallimento ufficiale dello storico sodalizio.
In seguito alla cancellazione del club originario, nell'agosto del 2006 l'imprenditore locale Santo Massimino avviò un nuovo progetto calcistico iscrivendo la neonata Società Sportiva Dilettantistica Acireale Calcio al campionato regionale di Promozione (all'epoca il settimo livello calcistico nazionale). Inserita nel girone C, la nuova squadra segnò un netto distacco con il recente passato professionistico fin dall'esordio: la prima, storica partita del nuovo corso si tenne infatti in trasferta contro la locale compagine di Torre Archirafi (piccola frazione marinara di Riposto), in un match valido per la Coppa Italia di Promozione. A fine stagione i granata primeggiarono nel proprio raggruppamento e centrarono l'immediata promozione in Eccellenza.
Nel torneo di Eccellenza 2007-2008, l'Acireale terminò al quarto posto e prese parte ai play-off regionali, dai quali venne eliminato dal Palazzolo. L'8 luglio 2008 le quote societarie passarono all'imprenditore Ralf Schwarz, titolare del gruppo Softecno, e la presidenza venne affidata a Rosario Pennisi. Sotto la nuova dirigenza, la panchina fu inizialmente assegnata a Mauro Zampollini, poi sostituito in corsa da Santino Bellinvia.
La definitiva rinascita sportiva trovò compimento nella stagione 2009-2010. Il nuovo organigramma vide un importante riassetto dirigenziale contrassegnato dal rientro in società del direttore generale Mario Marino, già fondamentale protagonista dell'epoca d'oro di Pulvirenti, mentre la guida tecnica venne affidata a Carlo Breve. Il campionato di Eccellenza (girone B) si rivelò un monologo acese: alla tredicesima giornata di ritorno, superando il Vittoria per 2-1 di fronte a oltre 5 000 spettatori, la squadra granata accumulò un distacco matematicamente incolmabile di sette punti sulle dirette inseguitrici, staccando il pass per la Serie D con due giornate di anticipo. Il sodalizio chiuse il girone siglando il nuovo record di categoria con 76 punti, infrangendo il precedente primato di 74 punti stabilito dal Paternò.
Nel gennaio del 2011, durante il campionato di Serie D 2010-2011, a seguito di una sconfitta casalinga contro il Cittanova, la dirigenza decise di sollevare dall'incarico l'allenatore Carlo Breve, sostituendolo con Piero Infantino, già calciatore della compagine granata negli anni antecedenti alla promozione in Serie B.
Per la stagione 2011-2012, con l'Acireale sempre impegnato in Serie D, la guida tecnica fu affidata a Massimo Gardano. A campionato in corso, il 13 febbraio 2012, Mario Marino rassegnò le dimissioni dall'incarico di direttore generale. La squadra terminò il torneo al 14º posto, trovandosi costretta a disputare i play-out contro il Marsala: il doppio confronto si chiuse con due pareggi a reti inviolate, consentendo all'Acireale di ottenere la salvezza in virtù del miglior piazzamento conseguito nella stagione regolare.
L'annata successiva si rivelò negativa: i granata si classificarono al diciassettesimo posto, retrocedendo in Eccellenza. La crisi societaria e finanziaria si acuì nella stagione di Eccellenza 2013-2014, culminando con la radiazione del club a campionato in corso, dopo 23 giornate disputate nel girone B.
Nell'estate del 2014, la tradizione calcistica cittadina ripartì grazie all'iniziativa dell'imprenditore locale Nicola D'Amico. L'A.S.D. Football Club Acireale, sodalizio già esistente, mutò la propria denominazione in A.S.D. Acireale e acquisì il logo della storica squadra acese, ripartendo dal campionato di Eccellenza Sicilia 2014-2015.
Nel corso dell'annata 2015-2016, la squadra, guidata prima da Ezio Raciti e successivamente da Giuseppe Anastasi, concluse la stagione regolare al 5º posto, qualificandosi per i play-off. Nel primo turno superò in trasferta il Rocca di Caprileone per 2-1 ai tempi supplementari, per poi essere sconfitta per 1-0 nella finale regionale dalla Sicula Leonzio. Durante la medesima stagione, l'Acireale raggiunse inoltre la finale della fase regionale della Coppa Italia Dilettanti, disputata a Marsala il 21 gennaio 2016 e persa per 3-1 contro il Mazara.
Nel campionato di Eccellenza 2016-2017, l'Acireale si mantenne ai vertici del girone B, chiudendo infine al secondo posto, distaccato di un solo punto dalla prima classificata e mancando così la promozione diretta. Ai play-off regionali la squadra eliminò prima il Milazzo (3-1) e poi il Catania San Pio X (1-1, passando il turno per il miglior posizionamento in classifica). L'accesso alla fase nazionale dei play-off si concluse in semifinale contro la Team Altamura: i granata vennero eliminati a seguito di una sconfitta per 1-2 in casa e di un pareggio per 0-0 in Puglia. Al termine del campionato, in seguito alla presentazione di regolare domanda, la società venne ripescata in Serie D a completamento organici.
Inserita nel girone I della Serie D 2017-2018, la formazione acese concluse il torneo di ritorno nel professionismo dilettantistico all'8º posto.
Nella stagione successiva (sempre nel girone I della Serie D 2018-2019), la dirigenza richiamò in panchina Carlo Breve. Dopo un avvio positivo, con 10 punti raccolti nelle prime cinque giornate, una serie di cinque sconfitte consecutive determinò l'esonero del tecnico all'undicesima giornata. Sotto la guida del nuovo allenatore Giuseppe "Pippetto" Romano, l'Acireale disputò un solido girone di ritorno, conquistando 25 punti e inanellando un filotto di cinque vittorie consecutive, che permisero alla squadra di chiudere il campionato al sesto posto.
In vista del campionato di Serie D 2019-2020, la dirigenza rinnovò l'assetto tecnico affidando la panchina a Giuseppe Pagana e ingaggiando numerosi atleti provenienti dal Troina e dal Siracusa. L'avvio di campionato fu eccellente, con sei vittorie consecutive nelle prime sei giornate, un ruolino che proiettò temporaneamente i granata in testa alla classifica al pari del Palermo. Nel corso della stagione l'Acireale si rese protagonista di una prestigiosa vittoria per 3-1 proprio contro i rosanero, espugnando lo Stadio Renzo Barbera l'8 dicembre 2019. Tuttavia, il cammino della squadra venne compromesso da pendenze economiche pregresse che comportarono una decurtazione totale di nove punti in classifica. A causa dell'interruzione definitiva dei campionati dilettantistici disposta dalla Lega Nazionale Dilettanti a seguito della pandemia di COVID-19, la classifica venne cristallizzata a otto giornate dal termine: l'Acireale concluse il girone I al settimo posto, mancando un piazzamento play-off che, al netto delle penalizzazioni, avrebbe conquistato sul campo.
Nel biennio successivo la compagine acese si mantenne nelle zone alte della classifica del girone I, qualificandosi in entrambe le occasioni per i play-off. Nella stagione 2020-2021 la squadra chiuse al 5º posto, venendo poi eliminata in semifinale dall'FC Messina. Nell'annata 2021-2022, dopo aver lottato a lungo per la promozione diretta, un calo di rendimento nelle battute finali determinò il terzo posto in stagione regolare e la successiva sconfitta nella finale degli spareggi promozione contro la Cavese.
Dopo un'annata di transizione nel 2022-2023, conclusa con la salvezza raggiunta all'ultima giornata, nel campionato 2023-2024 l'Acireale si classificò nuovamente al 5º posto, venendo estromesso in semifinale play-off dal Siracusa.
La parabola discendente si manifestò nel campionato di Serie D 2024-2025, quando i granata, chiudendo al 13º posto, evitarono la retrocessione solo superando il Città di Sant'Agata ai play-out e conservando la categoria per l'ottavo anno consecutivo. Il declino si concretizzò definitivamente nella stagione 2025-2026: la squadra si classificò al sedicesimo posto e andò incontro alla retrocessione in Eccellenza a seguito della sconfitta nei play-out disputati contro la Vibonese. A questo epilogo sportivo fece seguito, nel mese di luglio, la mancata iscrizione del club al torneo regionale.
Nell'estate del 2026 la tradizione calcistica cittadina riprese vita grazie all'intervento dell'imprenditore acese Salvatore Palella, che costituì la nuova società denominata Acireale FC. Il club si iscrisse al campionato di Eccellenza siciliana girone B con l'intento di avviare un nuovo corso sportivo. La panchina venne affidata a Salvatore Foti, ex calciatore granata con alle spalle un'esperienza internazionale come collaboratore tecnico di José Mourinho in compagini quali la Roma e il Fenerbahçe.
| Cronistoria dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Acireale Football Club |
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Il colore sociale dell'Acireale è, fin dalla fondazione, il granata, che spesso viene accompagnato o accostato al bianco, soprattutto nelle seconde maglie. Nella stagione 2020-2021, l'Acireale, per la prima volta nella sua storia, adotta divise di gioco con cognomi e numeri fissi per i propri calciatori, esattamente come accade nei campionati professionistici da anni.
Il tradizionale stemma dell'Acireale è stato sempre caratterizzato, nelle sue principali evoluzioni nel corso degli anni, dalla presenza di un logo circolare con all'interno la lettera "A". La versione utilizzata dall'A.S. Acireale, fino al fallimento societario del 2006, stemma che è stato ripreso nel 2024, è uno scudetto circolare con all'interno la lettera maiuscola "A" su sfondo bianco, caratterizzato dalla presenza di una banda trasversale color granata.
Il 23 giugno 2020 è stato annunciato il nuovo logo societario, in cui non è più presente il cerchio e compare unicamente una grande lettera "A" di colore granata, composta a sua volta dalle lettere "A", "C" e "I". Il logo viene utilizzato dal 2020 al 2024.
L'Acireale disputa le sue partite interne allo Stadio Aci e Galatea (già Tupparello), che dal 1993, anno della promozione in Serie B, sostituisce il vecchio Stadio comunale di viale Regina Margherita, nel centro storico di Acireale.
Gli allenamenti dei granata si tengono ad Aci Castello, su un campo sportivo in erba sintetica di ultima generazione.
Di seguito l'organigramma dell'Area Tecnico-Amministrativa dell'Acireale:
Di seguito la cronologia parziale dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali:
Cronologia degli sponsor ufficiali
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Tra gli allenatori dell'Acireale si ricordano Jòzsef Bànàs, Franco Scoglio, che guidò i granata nelle stagioni 1975-1976 e 1976-1977, e Giuseppe Papadopulo sotto la cui guida tecnica la squadra raggiunse la Serie B; sulla panchina dell'Acireale, nel corso degli anni, si sono alternati anche Antonello Cuccureddu, Enrico Catuzzi e Walter Mazzarri.
Orazio Sorbello fu capitano dell'Acireale ai tempi della promozione in Serie B nel 1993. Giocatori che hanno militato nell'Acireale e che hanno raggiunto la massima serie sono Davide Bombardini, Antonio Ceccarini, Costanzo Celestini, Ermanno Cristin, Palmiro Di Dio, Arturo Di Napoli, Dino Fava Passaro, Stefano Garzon, Gaël Genevier, Antonio Logozzo, Roberto Manini, Walter Mazzarri, Paolo Orlandoni, Nicola Pavarini, Ciro Polito, Stefano Razzetti, Antonio Rocca, Orazio Russo, Dino Spadetto, Alessandro Toti, Giacomo Modica, Francesco Millesi, Giordano Bellei, Maurizio Anastasi, Gaetano Vasari, Sergio Bernardo Almirón, Francesco Lodi, Alex Cordaz.
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 2º | Serie B | 2 | 1993-1994 | 1994-1995 | 2 |
| 3º | Serie C | 13 | 1946-1947 | 1975-1976 | 22 |
| Serie C1 | 9 | 1991-1992 | 2005-2006 | ||
| 4º | Serie C2 | 6 | 1989-1990 | 2002-2003 | 31 |
| Promozione | 1 | 1951-1952 | |||
| Seconda Divisione | 1 | 1931-1932 | |||
| IV Serie | 1 | 1952-1953 | |||
| Campionato Interregionale | 1 | 1958-1959 | |||
| Serie D | 21 | 1959-1960 | 2025-2026 | ||
| 5º | Serie D | 6 | 1978-1979 | 2012-2013 | 14 |
| Campionato Interregionale | 8 | 1981-1982 | 1988-1989 | ||
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| I | Promozione | 4 | 1953-1954 | 1956-1957 | 13 |
| Campionato Dilettanti | 1 | 1957-1958 | |||
| Eccellenza | 8 | 2007-2008 | 2026-2027 | ||
| II | Promozione | 1 | 2006-2007 | 1 | |
| Competizione | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Coppa Italia | 5 | 1993-1994 | 2005-2006 | 5 |
| Coppa Italia Semiprofessionisti | 4 | 1972-1973 | 1975-1976 | 19 |
| Coppa Italia Serie C | 15 | 1989-1990 | 2005-2006 | |
| Coppa Italia Serie D | 11 | 2010-2011 | 2025-2026 | 11 |
Dati aggiornati all'11 marzo 2024.
Record di presenze
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Record di reti
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N.B.: nel conteggio sono compresi i campionati (stagione regolare, play-off, play-out e finali) e le coppe nazionali.
Il tifo organizzato dell'Acireale è tradizionalmente suddiviso in tre settori principali dello stadio cittadino. Il fulcro del movimento ultras acese risiede storicamente nella Curva Sud, che dal 23 marzo 2003 ospita il gruppo Passione e Mentalità. In precedenza, la medesima curva era animata da altre formazioni di rilievo: la Fossa dei Leoni 88, uno dei gruppi più longevi che contava circa un migliaio di aderenti, scioltasi nel 2009 dopo ventuno anni di attività; e i Viking 99, sodalizio fondato nella vicina Aci Catena e anch'esso disciolto nel 2009 al traguardo dei dieci anni di militanza.
La Curva Nord ospita il gruppo Seguaci Granata 2009. Nelle annate precedenti, il settore ha registrato la presenza di altri collettivi, tra cui i Boys 2013, la fazione Bronx sez. 2020 e, dal 1993 al 2012, il Vecchio Cuore Granata.
Il settore centrale della tribuna è invece presidiato dal gruppo Brigata Anonima 2013.
Lo storico gemellaggio che lega la tifoseria granata a quella campana del Savoia rappresenta il rapporto più solido e longevo, essendo nato agli inizi degli anni novanta ed essendosi rinsaldato costantemente nel corso dei decenni successivi.. Nel 2009, a seguito di gravi incidenti verificatisi dopo una gara amichevole contro il Messina, fu ferito gravemente proprio un tifoso giunto da Torre Annunziata.
Sussistono inoltre rapporti di amicizia con numerose piazze, perlopiù meridionali, tra cui i sostenitori del Potenza, della Reggina, del Benevento, del Castrovillari, del Monopoli, del Vittoria, della Sancataldese, del Modica, del Caltagirone, della Paganese, dell'Ostuni, dell'Ebolitana, del Milazzo, della Scafatese e della Santegidiese. Vi è infine un rapporto di reciproco rispetto con la tifoseria della Vigor Lamezia.
Sul fronte opposto, le rivalità più accese e storiche si registrano a livello regionale. Diversi derby isolani sono stati infatti contrassegnati da tensioni, divieti di trasferta e problemi di ordine pubblico:
Forti ostilità si registrano anche contro le tifoserie di Atletico Catania, Giarre, Igea Virtus, Leonzio, Mazara, Palermo, Ragusa e Trapani.
Al di fuori della Sicilia, le principali inimicizie coinvolgono le tifoserie di Avellino, Brescia, Brindisi, Casertana, Catanzaro, Juve Stabia, Nocerina, Perugia, Pisa, Portici e Turris. In ambito extraregionale, particolare menzione per motivi di ordine pubblico e dinamiche ultras meritano le rivalità campane con:
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