Eviternità

Miniatura dal manoscritto Mutilo Palatino 75 (folio 92r), attribuito a Luigi Alamanni, che illustra il canto IX del Paradiso di Dante in cui Beatrice gli mostra gli spiriti residenti nel cielo cristallino, anelanti alla visione beatifica di Dio.

Eviternità, o aevum, è la dimensione o stato intermedio tra il tempo e l'eternità.

L'eviternità è un ossimoro teologico che coniuga due termini tra loro contraddittori: evi- da evo, cioè lungo tempo o temporalità (in latino aetas); -ternità da eternità o tempo infinito perenne.

Nell'escatologia cristiana è il tempo di attesa degli spiriti defunti, veloce e leggero, nell'aldilà, prima dell'ultima risurrezione, quando cioè non si gode ancora pienamente della vita eterna che verrà dopo il giudizio finale, ma si rimane in una sorta di esistenza precaria, soggetta alla possibilità di una seconda morte per i più empi.

L'eviternità è anche riferita alla vita degli angeli, che seppur perpetui non partecipano totalmente dell'eternità divina.

Il termine in quanto tale appartiene all'escatologia cristiana, ma lo stato intermedio è contemplato in molte religioni, tra cui quella islamica dove è chiamato barzakh, buddista (bardo), ecc.

Escatologia eviterna

Il soffitto a mosaico del Battistero di San Giovanni in Firenze, rappresentazione con il diavolo.

Secondo l'escatologia cristiana ed islamica al momento della morte l'anima può scegliere tra due esistenze non terrene:

Implicazioni teologiche

L'eviternità sottolinea la possibilità dell'esistenza in una situazione intermedia che non è né tempo né eternità. L'anima, abbandonato il tempo relativo, sceglie tra la liberazione verso il divino in un atto di amore incondizionato o la ferma decisione di vivere un'esistenza fatta di sofferenza. In questo caso la sofferenza è vista, in ambito cristiano, coma dannazione o pena eterna. La scelta di restare attaccata a qualsiasi forma di esistenza è dovuta alla presenza nella coscienza del peccato capitale della superbia, che agisce e spinge alla falsa illusione di libertà.

Buddismo

Lo stesso argomento in dettaglio: Bardo (buddismo).
Rappresentazione del Bardo Thodol in una thankga tibetana.

Nel Buddismo il concetto di eviternità è definito come Bardo, che è lo stato intermedio dopo la morte ma anteriore alla prossima reincarnazione. La coscienza in questo stato entra in contatto con le visioni generate dalle azioni compiute e che rientrano nella Legge del Karma.

Lo stadio intermedio nel Buddismo tibetano, descritto nel libro Bardo Thodol, dura quarantanove giorni terrestri e si divide in sette settimane, ognuna corrispondente ad un preciso stato di coscienza che potrebbe influire sulla futura reincarnazione.

Induismo

Come nel Buddismo il concetto centrale dello stato intermedio è la possibilità di una nuova reincarnazione per effetto del Karma. Nell'Induismo l'accento è posto sulla similitudine con lo stato di veglia e quello di sonno profondo. In questo stato il filo che lega la coscienza al corpo si spezza generando l'attrazione verso un nuovo corpo. Lo stato intermedio o eviternità è lo stato in cui lo yogi realizzato padroneggia le cause dell'ignoranza o avidyā e genera il progetto come impressione o samskara, per la nuova reincarnazione.

Note

  1. ↑ Aevum, su Philosophia reformata (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2015). Ospitato su sites.google.com.
  2. 1 2 "Eviternità", in Glossario (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2015).
    «Condizione delle creature puramente spirituali (vedi angelo e diavolo), intermedia il tempo, proprio della condizione dell'uomo, creatura corporeo-spirituale, e l'eternità, propria di Dio. L'eviternità non conosce successione di istanti, come accade per il tempo, che si dispiega in una molteplicità, ma si avvicina in qualche modo all'unità del presente eterno. In particolare l'eviternità delle creature spirituali, di cui pure si può dire che abbiano 'cominciato a esistere', ne spiega l'irreversibilità di scelta loro caratteristica.»
  3. ↑ Pasquale Porro, Forme e modelli di durata nel pensiero medievale: l'aevum, il tempo discreto, Lovanio, Leuven University Press, 1996, p. 54, ISBN 9061867835.
  4. ↑ Il piano del Padre, in Cavalcoli 2004, p. 83.
  5. ↑ Luciano Leoni, Teologia Sistematica Elementare, Edizioni Battiste "Il Nazareno", 2009, p. 62.
  6. ↑ Julius Evola, Prospettive dell'Aldilà, in "Roma", 3 febbraio 1972.
  7. ↑ Angelogia isidoriana, in Carpin, p. 25.
  8. ↑ (EN) What Is Al-Barzakh: the Life Between Death and Judgment, su aboutislam.net.
  9. ↑ P. Giovanni Cavalcoli, La purificazione dopo la morte, su Riscossa cristiana (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2015).
  10. ↑ Giovanni Battista Pagani, Metodo di computare i tempi: Opera utilissima a' laici, e necessaria a tutti, Palermo, Gaspare Bayona, 1726, p. 6.
  11. ↑ La vita e la morte in numeri e valori, in La Civiltà cattolica, n. 3091-3096, p. 262.
  12. ↑ Hum, il sentiero dell'integrazione, in Govinda, p. 178.
  13. ↑ Il Bardo del momento che precede la morte, nel Libro tibetano dei morti, p. 19.
  14. ↑ Consiglio del cuore sull'aiuto ai morenti, in Rinpoche, p. 167.
  15. ↑ Bhagavatam, cambiamento di corpo all'istante della morte: 15, 41-42.

Bibliografia

Fonti cristiane
Fonti buddhiste
Fonti induiste

Collegamenti esterni