La periodizzazione è la suddivisione convenzionale della storia dell'umanità in periodi di tempo, ciascuno contraddistinto da una serie di caratteri originali tali da renderlo individuabile rispetto alla fase storica immediatamente precedente e successiva. Ogni periodo di tempo così individuato è compreso tra due eventi significativi che ne segnano l'inizio e la fine.
Contraddistinta dal suo carattere semplificatorio e inevitabilmente convenzionale, quella della periodizzazione è un'operazione di importanza fondamentale nelle discipline storiche, dal momento che consente di "pensare" in termini schematici il passato e di facilitare la collocazione temporale di un evento. Inoltre, la didattica trova grande giovamento nel suddividere la Storia in periodi definiti convenzionalmente, operazione tipica del resto anche di altre discipline storiche, come la geologia e la paleontologia. La periodizzazione della Storia serve infatti a dare un senso al passato e a non vederlo come una semplice successione di eventi.
Per il suo carattere convenzionale, tale suddivisione è soggetta a dibattiti e a opinioni diverse, specie per ciò che riguarda i termini post quem e ante quem, cioè le date di inizio e fine di ciascuna età.
Inoltre, ogni epoca storica guarda il passato con un'ottica particolare, dovuta alla temperie culturale di quel periodo; ciò porta alla successione di diversi schemi di periodizzazione, elaborati in diversi periodi; preferire una determinata periodizzazione piuttosto che un'altra significa interpretare il corso degli eventi in modo differente o anche da prospettive differenti.
Nella storiografiaoccidentale, si identificano tradizionalmente le seguenti età: Preistoria, Età antica, Medioevo, Età moderna, Età contemporanea. Nelle storiografie di altre aree culturali esistono altri tipi di periodizzazione, che meglio descrivono contesti storici diversi da quello occidentale. Negli ultimi decenni sono stati elaborati modelli alternativi a quello tradizionale e utilizzabili in tutte le aree culturali del pianeta; spesso è comunque possibile stabilire delle precise corrispondenze tra i vari periodi dei modelli innovativi e quelli del modello tradizionale.
Periodizzazione della Storia più utilizzata in Occidente, con le date di separazione tra le età. La Preistoria è rappresentata solo in piccolissima parte.
I vari periodi in cui, per convenzione, si suddivide la storia dell'umanità sono chiamati età o evi (ad esempio: Età Antica o Evo Antico).
Per le suddivisioni interne alla Preistoria si utilizza esclusivamente il termine "età" (Età della Pietra, Età della pietra scheggiata - oggi detta comunemente Paleolitico, Età della pietra levigata - oggi detta comunemente Neolitico, Età dei Metalli, Età del Rame, Età del Bronzo, Età del Ferro); per riferirsi al Paleolitico e al Neolitico si usano anche le locuzioni "età paleolitica" e età neolitica". Per l'arco di tempo successivo alla Preistoria si usano invece i termini "età" o "evo" come sinonimi (Età Antica o Evo Antico, Medioevo - in cui il termine "evo" è incorporato nella parola, Età Moderna o Evo Moderno, Età Contemporanea o Evo Contemporaneo); per riferirsi al Medioevo si usa anche la locuzione "età medievale".
Il termine epoca, al contrario, è usato correntemente per indicare un periodo di tempo avente determinate caratteristiche, che però non è convenzionalmente determinato: le varie epoche non sono pensate per suddividere l'intero arco della Storia, ma per estrapolarne alcune particolarità, spesso anche geograficamente delimitate (ad esempio: "epoca d'oro islamica", "epoca eroica dell'esplorazione antartica").
Schema della periodizzazione più usata in Occidente
1. Preistoria: dalle prime testimonianze dell'esistenza dell'uomo all'invenzione della scrittura. Usualmente la Preistoria è suddivisa nelle seguenti età (non sono indicate le date di separazione tra esse, in quanto variano nei vari contesti geografici del pianeta).
Mesolitico ("età intermedia della pietra") - è il periodo di transizione tra Paleolitico e Neolitico; si tenga presente che il concetto di Mesolitico è oggi sempre meno utilizzato, in quanto le culture nel passato ritenute mesolitiche sono oggi attribuite al periodo finale del Paleolitico o all'inizio del Neolitico; inoltre, anche quando è utilizzato, è riferito solo ad alcune aree geografiche, principalmente l'Europa centrale e settentrionale.
Utilizzo dei concetti occidentali in altre aree culturali
In aree culturali diverse da quella europea e mediterranea esistono modelli di periodizzazione specifici, ma spesso si utilizzano anche i concetti occidentali di Preistoria, Paleolitico, Neolitico, Età Antica, Medioevo, Età Moderna, Età Contemporanea, per analogia. In questi casi, però, le date di separazione tra le varie età non sono quelle utilizzate per l'Europa e i paesi del Mediterraneo, ma quelle valide nei vari contesti.
Nelle seguenti sezioni si esaminano nel dettaglio alcuni casi particolari
Medioevo
Si usa il termine "Medioevo" anche nelle seguenti aree culturali.
Medioevo indiano (inizio: 550 o 1206 - fine: 1556 o 1707). Il Medioevo indiano può essere diviso in due periodi: Alto Medioevo (650-1200 d.C.) e Tardo Medioevo (1200-1707 d.C.);
- Sono utilizzati i concetti di "Paleolitico", "Neolitico" ed "Età dei Metalli"; si deve però precisare che il Paleolitico è assente negli arcipelaghi del Pacifico, dato che in queste isole il popolamento iniziò con il Neolitico, e che per l'Australia si parla solo di Paleolitico, dato che in questa terra non si verificò la Rivoluzione neolitica e quindi la cultura paleolitica persistette sino all'arrivo degli europei nel XVII secolo.
Età classica
L'espressione "età classica", oltre ad indicare il periodo aureo dell'Età antica in riferimento alle civiltà dell'antica Grecia e dell'antica Roma e dunque ai paesi europei e mediterranei, è utilizzata anche per descrivere analoghe epoche di altri ambiti geografici: si parla così di:
Età Contemporanea Grattacieli a Dubai, tra cui il Burj Khalifa, il più alto del mondo
Ricerca di nuovi tipi di periodizzazione
La molteplicità di modelli di periodizzazione diversi nelle varie aree culturali del pianeta rappresenta un problema serio quando si vogliono descrivere processi storici di portata mondiale. La necessità di avere a disposizione schemi validi per tutte le aree culturali e per tutti i continenti ha portato alla formulazione di proposte di periodizzazione di tutta la Storia mondiale alternative a quella tradizionale, attraverso criteri che si adattano non ad un solo contesto, ma che siano validi per tutte le civiltà del pianeta.
Tre protagonisti della periodizzazione della storia mondiale
Vere Gordon Childe
Ernest Gellner
Yuval Noah Harari
L'archeologo Vere Gordon Childe (1892-1957), l'antropologo Ernest Gellner (1925-1995) e lo storico Yuval Noah Harari (1976), ciascuno indipendentemente dall'altro, hanno contribuito all'elaborazione di una periodizzazione della Storia valida per tutte le aree culturali.
Ernest Gellner ha diviso la storia mondiale in tre periodi: quello delle società di cacciatori e raccoglitori, quello delle società agricole e quello delle società industriali, separati l'uno dall'altro da due rivoluzioni di portata mondiale: la Rivoluzione neolitica del XII millennio a.C. e la Rivoluzione industriale tra il XVIII° e il XIX° secolo. In ciò segue le idee di Childe, dalle quali però si distacca per quanto riguarda la Rivoluzione urbana, che egli considera un evento di minore importanza nella periodizzazione della storia dell'umanità, rispetto alla Rivoluzione neolitica e alla Rivoluzione industriale.
Yuval Noah Harari, noto principalmente per il suo saggio Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità, a sua volta ha rielaborato le idee di entrambi, aggiungendo una terza rivoluzione: la "Rivoluzione cognitiva", a grandi linee corrispondente a ciò che altri studiosi chiamano "Grande balzo in avanti". Secondo Harari, la Rivoluzione cognitiva è avvenuta nel Paleolitico superiore e ha prodotto la modernità comportamentale, caratterizzata da pensiero simbolico e astratto, creatività culturale, linguaggio complesso, pianificazione approfondita, arte. È importante notare, comunque, che non tutti gli studiosi concordano sull'idea di uno sviluppo rapido della modernità comportamentale, e seguono invece un critero gradualista. Rispetto a Gellner, Harari suddivide la Storia non in tre, ma in quattro periodi: il primo inizia appunto dalla "Rivoluzione cognitiva"; il secondo periodo inizia dalla "Rivoluzione agraria", termine che corrisponde alla Rivoluzione neolitica di Childe e di Gellner, il terzo periodo inizia dalla formazione di imperi che interessano vaste aree di uno o più continenti; il quarto periodo, infine, inizia dalla Rivoluzione scientifica.
Un esempio significativo di periodizzazione attuale
1. Epoca della caccia e della raccolta (Paleolitico) Ricostruzione di una scena di caccia2. Epoca della neolitizzazione (Neolitico-Età dei Metalli) Ricostruzione di un villaggio neolitico3. Dalle città agli imperi (Età Antica) Plastico ricostruttivo della Roma imperiale4. Imperi fra crisi e ristrutturazioni (Medioevo) Ricostruzione pittorica di una città sotto assedio5. Espansione europea nel mondo e inizio della globalizzazione (Età Moderna) Ricostruzione pittorica dello sbarco di Cook a Botany Bay
Sulla base delle idee rappresentate da Childe, Gellner, Harari ed altri ricercatori, sono sorti vari modelli di periodizzazione globale. Come esempio significativo delle attuali tendenze storiografiche e didattiche di periodizzazione della storia dell'umanità, si presenta di seguito uno schema che identifica nove epoche storiche, di cui quattro relative all'Età Contemporanea; la scelta di suddividere in quattro epoche l'età più vicina al presente è dettata da motivi puramente didattici.
Tale schema, opera dello storico Luigi Cajani, è stato specificamente elaborato per consentirne l'applicazione a tutte le aree culturali del pianeta. Pur essendo un modello alternativo a quello tradizionale, è possibile stabilire delle precise corrispondenze tra i vari periodi dei due modelli. In questa proposta, gli elementi fondamentali utilizzati per disegnare la periodizzazione sono:
rapporto con l'ambiente (modi di procurarsi cibo, materie prime, energia);
organizzazione politica e sociale (divisione del lavoro, esercizio del potere);
cultura (arte, letteratura, musica, religione);
interazioni fra le varie società e vari continenti, pacifica o conflittuale (commerci, guerre).
Con un senso più ampio e atto a descrivere processi a livello planetario, si ritrovano infatti in questo modello il Paleolitico ("Epoca della caccia e della raccolta"), il Neolitico ("Epoca della neolitizzazione"), l'Età antica ("Dalle città agli imperi"), il Medioevo ("Imperi fra crisi e ristrutturazioni"), l'Età moderna ("Espansione europea nel mondo e inizio della globalizzazione") e l'Età contemporanea (suddivisa in quattro brevi periodi, per motivi didattici). Fa eccezione, in questo modello di periodizzazione come pure in altri modelli innovativi, la mancanza di un periodo corrispondente all'Età dei metalli (del rame, del bronzo e del ferro). Evidentemente questo concetto, legato essenzialmente alla tecnologia metallurgica, non è più ritenuto portatore di cambiamenti fondamentali nel rapporto con l'ambiente, nell'organizzazione politica e sociale, nella cultura e nelle interazioni fra le varie società; per questo motivo la parte dell'Età dei metalli prima della Rivoluzione urbana viene attribuita al Neolitico e il periodo successivo all'Età antica.
1. Epoca della caccia e della raccolta (fino al IX millennio a.C.)
Comprende il processo di ominazione e il Paleolitico, caratterizzati da popolazioni nomadi che praticavano la caccia e la raccolta di prodotti spontanei della terra.
Trova un corrispettivo nel concetto tradizionale di Paleolitico.
2. Epoca della neolitizzazione (IX - IV millennio a.C.)
3. Dalle città agli imperi (IV millennio a.C. - V secolo d.C.)
Comprende il periodo in cui la Rivoluzione urbana dapprima si attuò nelle culle delle città e poi si diffuse in vaste aree del globo: i villaggi crebbero di dimensioni e di abitanti diventando città, si ebbe la formazione dello Stato, con la costituzione prima di città-stato, poi di regni e infine di imperi. Caratteristica del periodo è anche la persistenza del nomadismo in vaste aree del pianeta.
Trova corrispondenza nel concetto tradizionale di Età antica.
4. Imperi fra crisi e ristrutturazioni (V - XV secolo)
L'Europa, l'Africa settentrionale e l'Asia furono caratterizzate dallo scontro tra gli imperi e le popolazioni nomadi, mentre altre aree del mondo vissero fenomeni diversi, ma sempre legati all'urbanizzazione e alla formazione di nuovi stati.
Trova corrispondenza nel concetto tradizionale di Medioevo.
5. Espansione europea nel mondo e inizio della globalizzazione (V - metà XVII secolo)
Comprende il periodo in cui si attuò la Rivoluzione geografica: gli europei, dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo in America, esplorarono gli oceani mettendo in contatto i vari continenti. L'influenza europea si espanse progressivamente in tutto il globo, dando l'avvio alla prima fase di globalizzazione, segnata da uno scambio sempre più intenso di esseri umani, piante, animali ed agenti patogeni.
A partire da questo punto, in questo esempio di periodizzazione si nota una particolare attenzione alla storia più recente, suddivisa in periodi assai più brevi rispetto a quelli precedenti, per un motivo puramente didattico: fornire al cittadino una più dettagliata conoscenza sul proprio tempo, grazie ad uno schema adatto a comprendere una più ampia mole di informazioni. I quattro periodi seguenti corrispondono infatti, nel loro insieme, al concetto tradizionale di Età contemporanea, fatta però iniziare dalla Rivoluzione industriale (metà del XVIII secolo) e non da quella francese (1789).
6. Rivoluzione industriale (metà XVIII - metà XIX secolo)
È il periodo in cui avvenero quattro grandi rivoluzioni che cambiarono completamente e irreversibilmente il quadro mondiale precedente: la Rivoluzione industriale, la Rivoluzione demografica, la Rivoluzione agraria del XVIII secolo e la Rivoluzione francese. I poteri politici tradizionali si dissolsero: in Europa con la Rivoluzione francese, negli altri continenti con la progressiva fine dell'indipendenza dei vari stati, in seguito all'affermazione del colonialismo su scala planetaria.
7. Dall'imperialismo alle guerre mondiali (metà XIX secolo - 1945)
Comprende il periodo in cui gli stati europei ebbero il controllo del pianeta, attraverso un colonialismo oramai consolidato. Le potenze europee lottarono tra loro per l'egemonia planetaria; nello stesso tempo, il Giappone perseguì una politica di espansione nell'area pacifica. Queste lotte sfociarono nelle due guerre mondiali.
8. Il mondo diviso in due blocchi (1945 - 1989)
Comprende il periodo in cui, con la fine della Seconda guerra mondiale, emersero due superpotenze: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, che si contesero, in modo indiretto, il controllo sul pianeta, attraverso la Guerra fredda. Nello stesso tempo, il colonialismo ebbe termine, attraverso la conclusione della decolonizzazione.
9. Presente (1989 - presente)
Secondo questa proposta il periodo attuale inizia con il 1989, data che, con l'evento simbolico della caduta del muro di Berlino, segna la fine della divisione del mondo in due blocchi politici contrapposti; questa è considerata la più grande trasformazione geopolitica dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Si diffuse la Rivoluzione digitale, che potenziò i fenomeni di globalizzazione.
Il termine "Medioevo" (medium aevum, media aetas) fu usato per la prima volta dagli umanisti italiani del XV secolo; Flavio Biondo lo impiegò nella sua opera Historiarum ab inclinatione romanorum imperii decades, scritta intorno al 1450 e pubblicata nel 1483. Il letterato Giovanni Andrea Bussi impiegò l'espressione media tempestas nel 1469 per indicare la presenza di un tempo intermedio fra l'antichità ed il presente di allora, ma idee simili si trovano anche negli scritti di Giorgio Vasari, Lorenzo Valla e Niccolò Machiavelli. Leonardo Bruni individuò un concetto di questo tipo anche nel pensiero del Petrarca.
L'esistenza di una età di mezzo, un Medioevo, proposta dagli umanisti del XV secolo, è uno dei cardini della periodizzazione ed anzi su questo concetto si è poi modellato quello delle altre età: se ammettiamo l'esistenza di un'età di mezzo, è necessario pensare ad un'età precedente, chiamata antica e ad un'età successiva, chiamata moderna. Pochi decenni dopo l'identificazione del Medioevo, l'umanista italiano Giorgio Vasari infatti propose, nel 1550, la tripartizione Evo antico - Medioevo - Evo moderno.
XVIII secolo
Il filologo ed erudito tedesco Cristoforo Cellario nella sua opera Historia tripartita riprese dall'Umanesimo italiano i concetti di "Antichità", "Medioevo" ed "Età moderna" e ne confermò l'utilità per la periodizzazione della storia euro-mediterranea. Tali concetti sono ancora largamente in uso e inoltre sono considerati un prerequisito metodologico essenziale per lo studio accademico.
I concetti di "Età della Pietra", "del Bronzo" e "del Ferro" sono stati per la prima volta impiegati nel 1734 dall'archeologo e numismatico francese Nicolas Mahudel, uno dei pionieri delle ricerche preistoriche, riprendendo e rielaborando le idee degli autori classici Lucrezio ed Esiodo.
XIX secolo
L'identificazione nel passato dell'uomo di un periodo preistorico avvenne per gradi. L'archeologo e antiquario francese Jacques Boucher de Perthes fu tra i primi a intuire l'esistenza di un'attività imputabile a un'umanità arcaica e a provarlo scoprendo nel 1830 un bifacciale; ciò portò alla nascita del concetto di Preistoria.
La suddivisione dell'Età della Pietra in Paleolitico e Neolitico venne introdotta dal poliedrico archeologo ed etnologo britannico John Lubbock nel suo volume I tempi preistorici e l'origine dell'incivilimento, edito nel 1865.
L'Età del Rame, con il nome di "Eneolitico", è stata definita nel 1884 dall'archeologo ed etnologo italiano Gaetano Chierici, riprendendo alcune idee espresse dai britannici John Evans nel 1873 e William Wilde nel 1861, che però non consideravano quella del rame un'età a sé stante, ma un semplice periodo di transizione. La possibile confusione tra i termini Eneolitico e Neolitico hanno fatto sorgere agli inizi del Novecento il nome di Calcolitico, ritenuto più chiaro. Anche questo però, si prestava a errate interpretazioni: il suffisso -litico poteva far pensare ad una terza età della pietra, dopo il Paleolitico ed il Neolitico. Si cominciò allora ad usare l'espressione meno ambigua di "Età del Rame". Oggi i tre termini sono considerati sinonimi e si è affiancata ad essi una quarta espressione, con lo stesso significato: Prima età dei metalli, per richiamare l'attenzione sul fatto che oltre al rame, tra l'altro mai puro, si usavano contemporaneamente anche altri metalli di reperibilità relativamente facile. Con l'introduzione del concetto di "Età del rame" si completò la suddivisione in tre parti dell'Età dei Metalli attualmente in uso: Età del rame, del bronzo e del ferro.
La stessa idea di dividere la Storia in periodi è a volte discussa, ma anche rimanendo fedeli a questo concetto, esistono vari punti della periodizzazione più diffusa che sono oggetto di dibattito: sono state proposte varie date di passaggio tra l'una e l'altra età, a seconda che si voglia porre l'attenzione maggiormente sulle trasformazioni di carattere culturale, economico-politico o infine religioso intercorse tra le due epoche. I principali sono esposti qui di seguito.
Il periodo finale dell'Antichità in area euro-mediterranea, insieme al periodo iniziale del Medioevo sono spesso estrapolati e chiamati nel loro insieme Tardo antico; generalmente esso viene compreso tra l'inizio dell'impero di Diocleziano (285), e la fine di quello di Giustiniano (565). Il motivo di questa scelta è che Diocleziano introdusse la Tetrarchia, primo importante segno di cambiamento nella natura dell'Impero romano, e che Giustiniano promosse la Restauratio Imperii, ultimo tentativo di riconquista del territorio appartenente al crollato Impero romano d'Occidente. Non mancano però studiosi che scelgono altre date come inizio e fine del Tardo Antico.
↑Pietro Corrao, Paolo Viola, Introduzione agli studi di storia, Donzelli Editore, 2005 (pag. 59 e segg.).
↑Per le differenze nella periodizzazione in Italia, Francia, Germania e paesi anglosassoni, si veda: Vittorio Vidotto, Periodizzazione, in Enciclopedia Treccani, VII Appendice (2007)
↑Januz Kozlowski, Preistoria, in: Antonio Beltrán, Paleoantropologia e preistoria: origini, paleolitico, mesolitico, Editoriale Jaca Book, 1993 (pagina 63). Consultabile su Google Libri a questa paginaISBN 9788816439139
↑L'inizio della Preistoria può essere fatto risalire a diversi stadi dell'evoluzione dell'uomo, a seconda della convenzione adottata: lo si può far coincidere con la comparsa del primo manufatto tecnologico dell'Australopithecus garhi (2,5 milioni di anni fa), oppure con la comparsa della prima specie del genere Homo, ossia l'Homo habilis (2,4 milioni di anni fa), o anche con la comparsa dell'Homo sapiens, il cosiddetto "uomo moderno" (tra i 300 000 e i 200 000 anni fa).
123Paleolitico, Mesolitico e Neolitico sono compresi nell'Età della pietra, espressione in disuso nella letteratura specialistica
↑Paolo Matthiae, Mario Attilio Levi, Edda Bresciani, Andrea Pellizzari, Silvia Giorcelli, Dalla Preistoria all’antico Egitto, volume 1, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2004, p.99.
↑Klaus Schmidt, Costruirono i primi templi, Oltre edizioni, 2012, p.297.
↑Scipione Guarracino, Le età della storia: i concetti di antico medievale, moderno, e contemporaneo, Pearson Italia, 2001 (pag. 200)
↑220: con la fine della dinastia Han (età classica cinese), l'Impero Cinese perde la sua unità, sotto i colpi delle popolazioni Xiongnu, Xianbei e Qiang che premevano ai confini dell'impero o insorgevano, e della rivolta dei Turbanti Gialli. 589: inizio della dinastia Sui, che riunificò la Cina dopo quasi quattro secoli di lotte intestine, divisioni politiche e dinastiche.
AA. VV., Cina, vol.15-16, Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, 1979, p.43.;
Silvia Moretti, Cina, in Enciclopedia dei ragazzi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
1206: tappa decisiva dell'islamizzazione dell'India: l'avvento del Sultanato di Delhi
1707: inizio della disgregazione dell'Impero Moghul, il più importante impero indiano di religione musulmana; la sua fine aprì indirettamente le porte dell'India alla penetrazione e alla dominazione britannica.
Giovanni Filoramo, Carlo Della Casa, Stefano Piano, Mario Piantelli, Hinduismo, Gius.Laterza & Figli Spa (questa pagina).
550: l'Impero Gupta, che segnò l'età classica indiana, entra in crisi e poi si estingue a causa dell'invasione degli Unni Alcioni (questa data consente di stabilire più precise corrispondenze tra l'inizio del Medioevo indiano e quello del Medioevo occidentale)
(EN) Paulette F. C. Steeves. The Indigenous Paleolithic of the Western Hemisphere, U of Nebraska Press, 2021, cap. Paleolithic sites on North America. ISBN 9781496225368.
(EN) Marcel Mazoyer, Laurence Roudart, A History of World Agriculture, New York University Press, 2006 (p. 190). ISBN 9781583671214.
↑AA. VV., Archeologia, storia e paesaggio: Atti III e IV convegno, Edizioni Nisroch, 2021.
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↑Per gli arcipelaghi del Pacifico: (EN) Rintaro Ono, Adhi Agus Oktaviana, Harry Octavianus Sofian, Human Migration from Wallacea to Oceania and the Development of Maritime Networks during the Neolithic to Early Metal Age, in The Archaeology of Island Colonization: Global Approaches to Initial Human Settlement, University Press of Florida, 2021 (pp.293-326). ISBN 9780813066851.
↑Per l'Australia: (EN) The Australian Journal of Science, volume 22, p. 378.
↑Chris Rowthorn ed altri, Giappone, edizioni EDT, capitolo "Storia"
↑A volte corrispondente alla Dinastia Zhou (Ernesto Balducci, Storia del pensiero umano, volume 1, Cremonese editrice), altre volte alla Dinastia Han ((EN) John Morris Roberts, Odd Arne Westad, The History of the World, capitolo The Classical Age, Oxford University Press, 2013).
12Come inizio convenzionale dell'età dell'imperialismo si suole prendere il biennio 1857-1858, perché segna l'inizio della colonizzazione francese in Algeria e di quella inglese in India: nel 1857 la Francia completa la conquista dell'Algeria (Si veda: Patricia M. E. Lorcin, Imperial Identities: Stereotyping, Prejudice and Race in Colonial Algeria pag. 18; "The conquest was completed when the French defeated the independent Berber confederacies in the Kabylia in 1857" e pag. 90) e nello stesso anno scoppiarono i moti indiani che spinsero, l'anno successivo il governo britannico a sciogliere la Compagnia delle Indie e ad assumere il controllo diretto dell'India attraverso il Government of India Act 1858, che istituì il Raj britannico e diede la corona di Imperatrice d'India alla regina Vittoria.
↑Scipione Guarracino, Le età della storia: i concetti di antico medievale, moderno e contemporaneo.
↑L'opera di Cellario Historia universalis breviter ac perspicue exposita, in antiquam, et medii aevi ac novam divisa, cum notis perpetuis, titolo solitamente abbreviato in Historia tripartita, del 1702, è la riunione di tre testi scritti precedentemente: Historia Antiqua sulla storia antica (1685), a cui fece seguito nel, durante il periodo in cui era professore universitario, una Historia Medii Aevi (1688) sul Medioevo e nel una Historia Nova sulla storia moderna (1702). Quest'ultima trattava del XVI e XVII secolo.
↑Prima traduzione italiana: John Lubbock, I tempi preistorici e l'origine dell'incivilimento[Pre-Historic Times, As Illustrated by Ancient Remains, and the Manners and Customs of Modern Savages], traduzione di Michele Lessona, UTET, 1878 [1865].
↑Roberto Macellari, Gaetano Chierici, prete e preistorico, in Maria Bernabò Brea e Angela Mutti (a cura di), … Le terremare si scavano per concimare i prati …”, Parma, Silva, 1994, pp.118-129, ISBN978-8877650474.
(ES) Juan Andrés Bresciano, El sistema tradicional de periodización histórico-mundial, in Mundo en red. El estudio histórico de los procesos globales en la sociedad de la información, Ediciones Cruz del Sur.
(FR) François Guizot, Histoire de la civilisation en Europe, Parigi, P. A. Bourdier et Cie., 8ª ed, 1866.