L'Agpeya (copto: Ϯⲁⲅⲡⲓⲁ, arabo: أجبية) è il libro d'ore o breviario dei cristiani copti. Esso è equivalente allo Shehimo della Chiesa ortodossa siriaca, nonché all'Horologion bizantino e alla Liturgia delle ore della Chiesa cattolica romana.
L'Agpeya include preghiere cristiane popolari recitate in orari fissi, sette volte al giorno e rivolgendosi verso est, sia da parte di singoli individui che da famiglie nelle proprie case, nonché per le preghiere comunitarie come l'introduzione alla Messa in chiesa; questa pratica cristiana affonda le sue radici in Salmi 119:164, passo biblico in cui il profeta Davide prega Dio sette volte al giorno. La stragrande maggioranza dei cristiani copti apprende le preghiere dell'Agpeya dalle prorpie famiglie in tenera età. Il ciclo copto-ortodosso delle ore canoniche è composto principalmente da letture dei salmi dell'Antico Testamento e del Vangelo, con l'aggiunta di alcuni inni di lode, troparia (noti come “قطع” nell'Agpeya arabo contemporaneo e come preces o litanie in inglese) e altre preghiere.
Le prosternazioni a Dio costituiscono un elemento fondamentale nella recita dell’Agpeya; il breviario prescrive infatti di «prostrarsi tre volte nel nome della Trinità; alla fine di ogni Salmo … mentre si recita l'Alleluia; e più volte» durante i quarantuno Kyrie eleison (i fedeli possono usare la mequteria per contare queste metanoie).
Comprende sette ore canoniche, con un'ulteriore Preghiera del Velo che viene solitamente recitata da vescovi, sacerdoti e monaci. I termini copti per "Mattutino" e "Vespri" sono rispettivamente "L'elevazione mattutina dell'incenso" e "L'elevazione serale dell'incenso", con riferimento alle preghiere che salgono a Dio.
Prima di pronunciare l'Agpeya, i cristiani copti si lavano le mani e il viso per essere puri e presentarsi al meglio davanti a Dio; si tolgono le scarpe per riconoscere che si sta offrendo una preghiera davanti al Santo. In questa tradizione cristiana, e in molte altre, è consuetudine che le donne indossino un copricapo cristiano durante la preghiera, una pratica spiegata in 1 Corinzi 11:5–6.
Inoltre, durante la recita, molti fedeli tengono una croce in mano nelle parti in cui si sta in piedi (durante le quali si estendono le braccia nella posizione di oranti).

Le ore sono disposte in ordine cronologico e ciascuna di esse è dedicata a un tema che corrisponde agli eventi della vita di Gesù Cristo:

Ognuna delle ore segue la medesima sterttura di base:
La conclusione, e la maggior parte delle litanie e delle assoluzioni, sono in comune con il Rito bizantino.