Albareto

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Albareto
comune
Albareto – Stemma
Albareto – Bandiera
Albareto – Veduta
Albareto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Parma
Amministrazione
SindacoCarlo Berni (lista civica Albareto) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate44°26′48.91″N 9°42′08.21″E
Altitudine512 m s.l.m.
Superficie104,11 km²
Abitanti2 031 (31-5-2026)
Densità19,51 ab./km²
FrazioniAlbareto, Boschetto, Buzzò, Cacciarasca, Campi, Codogno, Folta, Gotra, Groppo, Montegroppo, Tombeto, Pieve di Campi, San Quirico,
Comuni confinantiBorgo Val di Taro, Compiano, Pontremoli (MS), Sesta Godano (SP), Tornolo, Varese Ligure (SP), Zeri (MS)
Altre informazioni
Cod. postale43051
Prefisso0525
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT034001
Cod. catastaleA138
TargaPR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona F, 3 015 GG
Nome abitantiAlbaretesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albareto
Albareto
Albareto – Mappa
Albareto – Mappa
Posizione del comune di Albareto nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Albareto (Albarèjj in dialetto parmigiano, Albarèju in dialetto albarilotto) è un comune italiano di 2 031 abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna.

Geografia fisica

Il comune si trova in Val di Taro e fa parte della Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno. Il suo territorio comunale confina con la Liguria e con la Toscana.

Storia

Dalle origini al dominio dei Fieschi

Le prime attestazioni documentarie del territorio di Albareto risalgono all'Alto Medioevo. La località è ricordata in diplomi imperiali del 963 e del 1185, rispettivamente dell'età di Ottone I e di Federico Barbarossa, che documentano la giurisdizione esercitata nell'area dai vescovi di Luni. La posizione nell'alta Val di Taro, presso i valichi appenninici che mettono in comunicazione l'Emilia con la Liguria e la Lunigiana, mantenne il territorio in stretto rapporto con le aree poste sui due versanti dell'Appennino.

Nel corso del Medioevo Albareto entrò nei domini dei Fieschi, famiglia originaria di Lavagna, che esercitò una vasta influenza politica nell'Appennino ligure-emiliano. Il territorio rimase sotto la signoria fliscana fino al 1574. La memoria di questa dominazione è conservata anche nello stemma comunale, nel quale le bande rosse e d'argento riprendono quelle dell'arma dei Fieschi.

Alla stessa fase medievale risalgono alcune delle più antiche testimonianze religiose del territorio. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, di origine medievale, fu ricostruita nel 1475 e successivamente trasformata nei secoli XIX e XX.

Dal Ducato di Parma all'Unità d'Italia

Nel 1574, terminato il dominio dei Fieschi, Albareto entrò a far parte del Ducato di Parma e Piacenza, seguendone successivamente le vicende politiche e amministrative. L'inserimento nei domini parmensi non cancellò tuttavia i legami storici, economici e culturali con la Liguria e la Lunigiana, favoriti dalla collocazione del territorio presso i passi appenninici.

La storia della zona rimase inoltre strettamente connessa all'utilizzazione collettiva delle risorse forestali e montane. Nell'alta Val di Taro si sviluppò infatti il sistema delle comunalie, forme di proprietà collettiva attraverso le quali le comunità locali esercitavano tradizionalmente diritti sui boschi e sui terreni comuni. Tale assetto ha lasciato una traccia durevole nell'organizzazione e nell'economia del territorio, in particolare nella gestione delle risorse forestali e dei prodotti del sottobosco.

Dopo la parentesi napoleonica e la Restaurazione, Albareto rientrò negli Stati parmensi e ne condivise le vicende fino all'annessione al Regno di Sardegna. Con il decreto dittatoriale del 27 dicembre 1859, n. 79, il territorio dell'ex ducato fu riorganizzato nella provincia di Parma, articolata nei circondari di Parma, Borgo San Donnino e Borgotaro.

Con l'unificazione nazionale Albareto divenne quindi comune della provincia di Parma. Poco dopo, con regio decreto 5 ottobre 1862, n. 878, emanato in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 12 settembre dello stesso anno, il comune fu autorizzato ad assumere la denominazione di Albareto di Borgotaro.

Dall'età postunitaria al fascismo

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo l'amministrazione comunale si consolidò nell'ordinamento del Regno d'Italia. Al 1903 risale la posa della prima pietra dell'edificio che ospitò l'ospedale e successivamente il municipio; l'immobile è oggi sede, tra l'altro, di una delle strutture del Museo del Fungo Porcino.

Nel primo dopoguerra il comune commemorò i propri caduti con un monumento realizzato negli anni Venti del Novecento.

L'autonomia amministrativa fu interrotta durante il fascismo. Con il regio decreto 10 maggio 1928, n. 1181, il comune di Albareto di Borgotaro fu soppresso e aggregato a quello di Borgotaro; contestualmente il comune risultante assunse la denominazione di Borgo Val di Taro. L'aggregazione fu disposta nell'ambito della politica di accorpamento dei comuni minori attuata dal regime.

Seconda guerra mondiale e Resistenza

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'alta Val di Taro divenne una delle aree dell'Appennino parmense interessate dalla Resistenza contro l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana. Tra il febbraio 1944 e l'aprile 1945 nel territorio di Albareto operarono formazioni partigiane impegnate nella valle del Gotra e nell'alta valle del Taro.

La partecipazione della popolazione e delle formazioni locali alla guerra di liberazione comportò un rilevante tributo di vittime: nella motivazione della successiva decorazione al valor militare sono ricordati cinquantanove partigiani caduti in combattimento e ventiquattro decorati al valor militare, due dei quali con medaglia d'oro alla memoria.

Il contributo fornito dal territorio alla Resistenza fu successivamente riconosciuto dalla Repubblica con il conferimento al comune della medaglia d'argento al valor militare il 25 febbraio 1999.

Ricostituzione del comune

Terminata la seconda guerra mondiale, fu ripristinata l'autonomia amministrativa di Albareto. Con decreto legislativo luogotenenziale 24 gennaio 1946, n. 34, fu disposta la ricostituzione del comune mediante distacco dal territorio di Borgo Val di Taro. Il comune riprese contestualmente la denominazione di Albareto, abbandonando quella di Albareto di Borgotaro utilizzata prima dell'aggregazione.

Nel secondo dopoguerra l'economia locale mantenne uno stretto legame con il patrimonio boschivo dell'alta Val di Taro e con lo sfruttamento delle risorse del sottobosco. Un ruolo particolare assunse progressivamente la valorizzazione del Fungo di Borgotaro, la cui denominazione ottenne nel 1996 il riconoscimento di indicazione geografica protetta. Nel 2022 ad Albareto fu inaugurata, insieme a quella di Borgo Val di Taro, una delle due sedi del Museo del Fungo Porcino.

Simboli

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Parma.
Stemma
«Partito semitroncato: il primo bandato di rosso e d'argento; il secondo d'azzurro, alla mezzaluna calante d'oro, posta in banda; il terzo campo di cielo, all'albero al naturale, sradicato. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma fu concesso, insieme al gonfalone, con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi del 12 agosto 1957.

La composizione riunisce elementi riferiti alla storia e al territorio comunale. Le bande rosse e d'argento derivano dall'arma della famiglia dei Fieschi, signori di Albareto fino al 1574; la mezzaluna richiama invece l'antica diocesi di Luni, alla cui giurisdizione è ricondotta la documentazione medievale relativa al territorio. L'albero costituisce un'arma parlante: è identificato con un pioppo, indicato nella parlata locale con il termine albarèl, riconducibile al latino tardo albarus, «pioppo bianco».

Gonfalone
«Drappo troncato di bianco e di azzurro…»

Il gonfalone, concesso con il medesimo decreto, è costituito da un drappo troncato di bianco e d'azzurro recante lo stemma comunale.

Bandiera
«Drappo partito di azzurro e di bianco caricato dello stemma comunale di cui al decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi del 12 agosto 1957. L'asta sarà ornata dalla cravatta con nastri tricolori dai colori nazionali.»

La bandiera è stata concessa con il decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 23 settembre 2015. Il vessillo riprende lo stemma del 1957 su un drappo partito d'azzurro e di bianco; la concessione è registrata dall'Ufficio onorificenze e araldica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Durante l'occupazione nazifascista del territorio e della Provincia di Parma, le formazioni Partigiane, costituite ed organizzate nel Comune di Albareto, opposero al nemico invasore fiera resistenza, impegnandosi, in una dura e sanguinosa lotta nella valle del Gotra e nell'alta valle del Taro, che provocò al nemico gravi perdite. Cinquantanove furono i Partigiani caduti in combattimento; ventiquattro i decorati al Valor Militare di cui due medaglie d'oro al Valor Militare alla memoria. L'elevato tributo di sangue e di sofferenze, offerto in difesa della propria terra da quelle valorose formazioni Partigiane e dalla popolazione di Albareto, ha concorso a riconquistare alla Patria la perduta libertà. Albareto, febbraio 1944 - aprile 1945.»
— 25 febbraio 1999

Monumenti e luoghi d'interesse

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Geografia antropica

Frazioni

Bertorella, Boschetto, Buzzò, Cacciarasca, Campi, Case Bosini, Caselle, Case Mazzetta, Case Mirani, Codogno, Folta, Gotra, Il Costello, Lazzarè, Le Moie, Groppo, Montegroppo, Pieve di Campi, Pistoi, Ponte Scodellino, Roncole, San Quirico, Spallavera, Squarci, Tombeto, Torre.

Pieve di Campi prende il nome da una delle più importanti testimonianze dell'arte gotica italiana.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1946 Alberto Grilli Commissario prefettizio Sindaco
1946 1951 Giuseppe Grilli Sindaco
1951 1958 Angela Gotelli Democrazia Cristiana Sindaco
1958 24 aprile 1995 Marco Botti Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Carlo Berni centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Carlo Berni centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ferrando Botti centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Ferrando Botti lista civica Sindaco
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Davide Riccoboni lista civica: "Un nuovo avvenire" Sindaco
27 maggio 2019 9 giugno 2024 Davide Riccoboni lista civica: "Impegno comune" Sindaco
9 giugno 2024 in carica Carlo Berni lista civica: "Albareto" Sindaco

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Albareto : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Albareto e città, Parma, Emilia-Romagna, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  5. ↑ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, su flippingbooks.comune.parma.it, Artegrafica Silva, pp. 895ss (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2017).
  6. 1 2 3 4 5 6 7 Albareto e il suo territorio, su Museo del Fungo Porcino di Borgotaro. URL consultato il 7 settembre 2026.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 Albareto, su AraldicaCivica.it. URL consultato il 22 aprile 2021.
  8. ↑ Ufficio di leva di Parma, su SIAS - Sistema informativo degli Archivi di Stato, Ministero della cultura. URL consultato il 7 settembre 2026.
  9. ↑ ottobre 1862 {{{giorno}}} {{{mese}}} {{{anno}}}, n. 878, in materia di "Autorizzazione ai Comuni di Pellegrino, San Secondo, Albareto e Sala nella Provincia di Parma ad assumere nuove denominazioni"
  10. ↑ Regio decreto 10 maggio 1928, n. 1181. Aggregazione del comune di Albareto di Borgotaro a quello di Borgotaro, che assume la denominazione di «Borgo Val di Taro», in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 137, 13 giugno 1928. URL consultato il 7 settembre 2026.
  11. 1 2 Albareto, su istitutonastroazzurro.it.
  12. ↑ Decreto legislativo luogotenenziale 24 gennaio 1946, n. 34 - Ricostituzione del comune di Albareto, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 27 febbraio 1946. URL consultato il 7 settembre 2026.
  13. ↑ Popolazione residente e presente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1951 (PDF), Istituto centrale di statistica. URL consultato il 7 settembre 2026.
  14. 1 2 Cronologia, su Museo del Fungo Porcino di Borgotaro. URL consultato il 7 settembre 2026.
  15. ↑ Albareto, DPR 1957-08-12, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio centrale dello Stato, Ufficio araldica, Fascicoli comunali, busta 278, fascicolo 4512.6.
  16. ↑ Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Albareto., su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 16 ottobre 2024.
  17. ↑ Emblema del Comune di Albareto (Parma), D.P.R. 23.09.2015 concessione della bandiera comunale, su Governo Italiano, Ufficio Onorificenze e Araldica. URL consultato il 15 maggio 2021.
  18. ↑ Emblemi concessi dal Presidente della Repubblica nell'anno 2015 - Comuni, su Presidenza del Consiglio dei ministri. URL consultato il 7 settembre 2026.
  19. ↑ Dati tratti da:
  20. 1 2 3 4 5 6 7 8 Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it. URL consultato il 25 febbraio 2021.

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