Alessio Stradella (Fivizzano, ca. 1515 – Fivizzano, 27 agosto 1580) è stato un religioso, presbitero e vescovo cattolico italiano, vescovo di Sutri e Nepi dal 1575 al 1580.
Nato a Fivizzano, nella diocesi di Luni-Sarzana, all'inizio del XVI secolo, ricevette la prima educazione nel convento degli eremitani agostianiani della sua città natale. Entrò poi nell'Ordine degli eremitani agostiniani a Genova attorno al 1530.
Fu uno dei più insigni predicatori del suo tempo. Di lui restano una predica fatta nella cattedrale di Milano il primo dell'anno 1560, e una serie di prediche "fatte alla Maestà dell'Imperatrice donna Maria d'Austria" e pubblicate a Bologna nel 1567. Gli inizi della sua carriera come predicatore furono funestati dall'accusa di custodire libri proibiti e di predicare non conformemente alla dottrina cattolica; per questo dovette difendersi davanti all'inquisizione nel periodo tra il 1555 e il 1556; alla fine tuttavia le accuse si rivelarono infondate.
Nel 1560 fu reggente dello studium del convento di San Marco a Milano. Nel 1562 fu al concilio di Trento; è documentata una sua predica fatta il 20 maggio 1562. Nel 1563 fu chiamato a Roma come teologo del cardinale Vitellozzo Vitelli. Fu poi reggente dello studium del convento di San Giacomo a Bologna. Nel 1566 fu inviato alla dieta di Augusta come teologo, e qui ebbe occasione di predicare di fronte a Maria d'Austria.
Nel maggio 1570, durante il capitolo generale del suo Ordine, fu eletto procuratore generale. Nello stesso periodo divenne professore di teologia nello studium generale agostiniano a Roma e alla Sapienza, dove tra i suoi alunni ci fu anche Filippo Neri. Per un certo periodo fu anche vicario generale agostianiano. Nel 1573 fu chiamato a far parte del gruppo di teologi che dovevano giudicare l'ortodossia degli scritti di Bartolomé Carranza, arcivescovo di Toledo.
Il 20 luglio 1575 fu nominato vescovo delle sedi unite di Nepi e Sutri, rimaste vacanti per la morte di Donato Stampa. Non è nota la data della sua consacrazione episcopale.
A Nepi istituì il seminario diocesano. Rifece il fonte battesimale nella cattedrale nepesina Nel maggio 1580 consacrò la chiesa di Santa Maria Novella di Bracciano, nei cui pressi si trovava il convento agostiniano.
Nella primavera del 1580 fu nominato nunzio apostolico della neoeretta nunziatura di Graz nell'Austria Interiore. Il 19 giugno 1580 ricevette le lettere d'istruzioni circa questo nuovo incarico. Durante il viaggio verso Graz, sede della nunziatura, si fermò a Fivizzano; colto da improvviso malore vi morì il 27 agosto. Fu sepolto nella chiesa agostiniana di San Giovanni a Fivizzano, oggi non più esistente, dove una lapide ne ricordava l'operato.
È ricordato come venerabile nel martirologio agostiniano alla data del 27 agosto.
Opere note:
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