Amandola

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Amandola
comune
Amandola – Stemma
Amandola – Bandiera
Amandola – Veduta
Amandola – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Marche
Provincia Fermo
Amministrazione
SindacoAdolfo Marinangeli (lista civica) dal 26-5-2014 (3º mandato dall'11-6-2024)
Territorio
Coordinate42°58′48.36″N 13°21′27″E
Altitudine500 m s.l.m.
Superficie69,5 km²
Abitanti3 179 (31-5-2026)
Densità45,74 ab./km²
FrazioniBore, Botundoli, Buzzaccheri, Caccianebbia, Campo di Masci, Capovalle, Casa Coletta, Corazza, Casa di Carlo, Casa Innamorati, Casalicchio, Casa Paradisi Inferiore, Casa Paradisi Superiore, Case Staffinati, Casa Tasso, Cese, Ciaraglia, Colle San Fortunato, Colle Turano, Collicelli, Coriconi, Corvellari, Fossacieca, Francalancia, Garulla, Le Piane, Marnacchia, Merli, Moglietta, Montane, Paolucci, Paterno, Pucci, Rustici, San Cristoforo, San Lorenzo, San Ruffino, Schiti, Scagnoli, Suitullo, Taccarelli, Vena, Verri, Vesciano, Vidoni, Villa Conti.
Sottodivisioni ulterioriBarello, Cucchiaroni, Monterotto, Salvi, Turano
Comuni confinantiComunanza (AP), Gualdo (MC), Monte San Martino (MC), Montefalcone Appennino, Montefortino, Penna San Giovanni (MC), Sarnano (MC), Smerillo
Altre informazioni
Cod. postale63857
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT109002
Cod. catastaleA252
TargaFM
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 283 GG
Nome abitantiamandolesi
Patronobeato Antonio da Amandola
Giorno festivo25 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amandola
Amandola
Amandola – Mappa
Amandola – Mappa
Posizione del comune di Amandola nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Amandola è un comune italiano di 3 179 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Geografia fisica

Profilo della cittadina.

Amandola poggia sopra tre colli dell'alta valle del Tenna che prendono i nomi dai castelli che vi erano presenti fin da prima la sua nascita: Agello, Leone e Marrubbione. Il più alto ed abitato è Castel Leone e raggiunge un'altezza di circa 550 m s.l.m.

La città è situata sulla destra del torrente Bora (o Callugo) e a sinistra del fiume Tenna, che la separa dalla zona industriale. Si trova a circa 10 km dalla vetta del monte Castelmanardo (1917 m s.l.m.), appartenente alla catena dei Monti Sibillini, la quale chiude il suo territorio ad ovest. Verso est si apre la valle del Tenna, dove il comune di Amandola arriva fino alle sponde del lago di San Ruffino; a nord e a sud mostra un territorio caratterizzato da elevate e boscose colline e valli solcate da numerosi torrenti.

Il suo territorio è il terzo più vasto della provincia di Fermo dopo la stessa Fermo e il vicino comune di Montefortino; in esso sono presenti 48 frazioni.

Storia

L'età antica

Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come l'odierno territorio di Amandola, della vicina Comunanza e dell'intero circondario dei monti Sibillini risultasse abitato fin dall'antichità, in particolare dai Piceni e dai Romani, dopo la vittoria conseguita da questi ultimi nella guerra picentina (267 a.C.).

Ai piedi del Monte Amandola sarebbe infatti sorto l'abitato piceno di Cisiana, sintomo della presenza in loco della Gens Caesia, coinvolta nell’allevamento ovino su grande scala, la cui presenza è attestata epigraficamente nel I secolo d.C. in numerosi distretti dell'antico Piceno.

Inoltre, a partire dagli anni '10 del XXI secolo, importanti ricerche e scoperte archeologiche hanno permesso di localizzare l'antica Interamnia Poletina (o Pollentina) Piceni (o Picena) con un abitato posto nell'attuale territorio comunale di Amandola. La ricostruzione è stata significativa, poiché per lungo tempo si è creduto che Interamnia Poletina (o Pollentina) Piceni (o Picena) fosse identificabile con la vicina Comunanza.

Le campagne di ricerca condotte dall'Università di Pisa tra il 2014 ed il 2015 hanno rilevato che, nell'area occupata dalla vicina Comunanza posta sulla sponda sinistra dell'Aso, sorgeva l'antica ed importante città di Novana. Questa assunse dapprima la dignità di forum, venne quindi elevata a praefectura ed infine a municipium, vale a dire il principale centro amministrativo dell'Ager Novanensis, inserito nella Regio V Picenum.

L'attuale territorio comunale di Amandola, nonché gli antichi centri abitati in esso compresi - ossia Cisiana ed Interamnia Poletina (o Pollentina) Piceni (o Picena) - erano dunque compresi nell'Ager Novanensis, ed al suo interno restarono sino al crollo dell'Impero romano d'Occidente.

Mappa dell'antico Ager Novanensis, con la localizzazione dell'attuale città di Amandola e dell'antica Novana (Comunanza)

L'Alto Medioevo

In seguito al crollo dell'Impero romano d'Occidente ed alle invasioni barbariche, l'attuale territorio di Amandola e l'antico Ager Novanensis dovettero piegarsi - nell'ordine - all'invasione degli Ostrogoti (489), alla riconquista bizantina (553) ed infine alla nuova occupazione barbarica dell'Italia operata dai Longobardi (guidati dal re Alboino) a partire dal 568. L'antico Ager Novanensis fu incorporato nel Ducato di Spoleto, facente capo al Regno longobardo.

Documenti dei secoli IX, X ed XI testimoniano che i territori originariamente compresi nell'Ager Novanensis dovettero appartenere in parte al Vescovo di Fermo, ed in parte ai monaci benedettini farfensi, i quali, fuggendo da Farfa in Sabina per sfuggire alle incursioni dei Saraceni, si stabilirono nell'antico Piceno fondando l'odierna città di Santa Vittoria in Matenano.

Con ogni probabilità, la costituzione di nuclei abitativi medievali riferibili ai castelli amandolesi di Agello, Leone e Marrubbione risale proprio ai secoli IX, X ed XI.

Il Basso Medioevo. Le origini di Amandola

Il Libero Comune di Amandola nacque ufficialmente nell'anno 1249, mediante la formale unificazione dei tre preesistenti castelli di Agello, Leone e Marrubbione. Il nome deriverebbe dalla presenza, nell'attuale zona occupata da piazza Risorgimento, di un meraviglioso albero di mandorlo (chiamato in dialetto fermano la mannola). Per questa ragione, esso è raffigurato nello stemma comunale, unitamente ai tre colli che rappresentano i castelli suddetti.

L'entità politica entro la quale il Libero Comune di Amandola era inserito era lo Stato della Chiesa.

Le mura di Amandola.

I primi Statuti comunali di Amandola risalgono al 1265. In seguito il Comune edificò una cinta muraria perimetrale di 2230 metri con 5 porte: Agello, San Giacomo (l'unica ancora esistente, pur se rimaneggiata), Marrubbione, Sant'Antonio e Putei. Le piazze pubbliche erano tre: la Platea Animalium, usata per le fiere del bestiame, la Platea Magna, luogo dove si tenevano le assemblee popolari e i festeggiamenti, la Platea Vallelonga, antica piazza del mercato. Era reputata per la fiorente industria della tessitura tra medioevo e rinascimento.

Dal Rinascimento all'Unità d'Italia

Fra i Signori di Amandola, si ricorda che tra il XIV ed il XV secolo si succedono numerose famiglie e i Signori a dominare su Amandola: i Signori di Varano, il duca Francesco Sforza, Cesare Borgia conosciuto anche come Duca Valentino, Malatesta, Niccolò Piccinino, il condottiero Mostarda da Forlì (XIV-XV secolo), I conti Gallo.

Nel quadro della Marca Anconitana e dello Stato Pontificio, l’assetto istituzionale cittadino conobbe in età moderna (XVI-XVIII secolo) una tendenza alla chiusura degli organi di governo. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come nobiltà civica.

Alla fine del XVI secolo, per volontà delle autorità pontificie, vennero stipulati importanti accordi tra Amandola e i Comuni circostanti per la definizione dei confini.

La centrale piazza Risorgimento

Nel 1798, In seguito alla Rivoluzione francese ed alle campagne napoleoniche in Italia, Amandola subì l'impatto dell'invasione dell'esercito repubblicano francese. A causa di un tentativo di resistenza, essa affrontò quindi un saccheggio, conclusosi con la profanazione del sarcofago del Beato Antonio.

Amandola venne prima incorporata nella Repubblica Italiana napoleonica e, in seguito alla proclamazione dell'Impero francese nel 1804, nel Regno d'Italia napoleonico, con capitale a Milano e governato personalmente da Napoleone Bonaparte.

Dopo la caduta dell'Impero francese di Napoleone Bonaparte, Amandola seguì il processo di Restaurazione innescato dal Congresso di Vienna del 1815, tornando quindi a far parte dello Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia.

Dopo la battaglia di Castelfidardo, ed in seguito al plebiscito del 4 novembre 1860, Amandola e tutte le Marche proclamarono l'annessione al Regno di Sardegna, per poi confluire nel neonato Regno d'Italia (retto dai Savoia) dal 17 marzo 1861.

L'età contemporanea

La storia contemporanea di Amandola ha seguito pedissequamente lo sviluppo della storia d'Italia.

Ai problemi economici e sociali nel nuovo stato post-unitario alla fine del XIX secolo ed all'inizio del XX secolo, seguirono la prima guerra mondiale e l'avvento del fascismo.Durante la seconda guerra mondiale, nel marzo del 1944 le truppe tedesche ingaggiarono un breve conflitto con i partigiani il quale terminò con la fucilazione di 10 uomini, fra i quali Angelo Biondi che venne fucilato nella piazza principale. Nel settembre 1943, giunsero in Amandola due famiglie di profughi ebrei jugoslavi (otto persone in tutto) in fuga verso il sud. Nonostante il pericolo, l'intero paese, guidato dal capostazione Giuseppe Brutti, si mobilitò in loro aiuto. Fu formata tra gli abitanti una commissione che si adoperò per dare gratuitamente ai profughi - che erano privi di tutto - alloggio, cibo e coperte e tutto quanto essi necessitassero. Quando un delatore rivelò la presenza di ebrei nel paese, essi furono trasferiti nella frazione di San Cristoforo, dove rimasero fino alla Liberazione. Per la loro azione, Giuseppe Brutti e la consorte Elvira Lucci Brutti sono stati insigniti dell'alta onorificenza di Giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem a Gerusalemme..

Negli anni '50 e '60 del XX secolo, Amandola ha conosciuto un notevole sviluppo demografico, commerciale ed economico, arrivando a toccare più di 6 000 abitanti nell'intero comune.

Nei decenni successivi, tuttavia, si è verificato un decremento demografico, attualmente acuìto dalle conseguenze del terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017.

Amandola resta in ogni caso il comune più popoloso dell'intera area dei monti Sibillini, a cavallo tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 giugno 1983.

«Di rosso, alla rovere d'oro, con i rami decussati e ridecussati, nodrita su di un monte all'italiana di sei colli dello stesso, terrazzato di verde. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di rosso.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 3 luglio 2017

Monumenti e luoghi d'interesse

La Chiesa di Sant'Agostino.
L'Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale

La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato e soprattutto la fioritura del proprio artigianato. Anche oggi la lavorazione del legno, il restauro e l'antiquariato del mobile, l'arte del merletto, sono presenti e di notevole interesse. Amandola da molti anni si è caratterizzata come centro turistico montano ricco di una efficiente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi che rendono piacevole il soggiorno.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Cultura

Ristrutturato e ampiamente funzionante, l'antico teatro "La Fenice" ospita associazioni culturali, teatrali, dialettali, che si esibiscono dal vivo. Sono presenti inoltre, numerose associazioni sul territorio amandolese, che variano in ambiti diversi, alcuni dei quali legati alla sensibilizzazione dei cittadini e verso la promozione della cultura stessa. Per anni si è tenuto il festival del teatro, che richiamava centinaia di spettatori.

Cucina

Di seguito vengono descritte alcune specialità culinarie tipicamente picene e marchigiane, diffuse finanche nel territorio di Amandola:

Economia

Agricoltura

L'agricoltura occupa ancora una considerevole porzione della forza lavoro amandolese.

Le attività più diffuse sono:

Artigianato

Tra le attività economiche più importanti di Amandola vi sono quelle artigianali: sono diffuse la lavorazione del legno e del ferro, finalizzate alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, nonché alla produzione di mobili e di arredi.

Industria

In Amandola sono presenti importanti realtà industriali operanti nei settori dell'alimentazione, dell'arredamento, dell'illuminazione, delle lavorazioni meccaniche e della tecnologia.

Terziario

Il settore terziario è molto sviluppato grazie alla presenza di importanti servizi pubblici facenti capo all'ambito territoriale della Provincia di Fermo: si ricordino l'Ospedale Vittorio Emanuele II (facente capo all'ASUR area vasta n. 4 di Fermo), l'Ospedale dei Sibillini "Beato Antonio di Amandola", l'Istituto scolastico comprensivo di Amandola, i Comandi Stazione dei Carabinieri e dei Carabinieri forestali, il dipartimento della Polizia stradale ed il distaccamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Amandola è anche sede di uffici locali del parco nazionale dei Monti Sibillini.

Turismo

Ha ricevuto la bandiera arancione dal Touring Club Italiano per le bellezze storico-culturali del luogo, e per il significativo paesaggio che la caratterizzano.

Una vasta porzione del territorio comunale è compresa nel parco nazionale dei Monti Sibillini.

Il comune è parte della comunità montana dei Sibillini.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1985 6 giugno 1990 Luigi Bellesi Indipendente Sindaco
6 giugno 1990 24 aprile 1995 Luigi Bellesi Indipendente Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Avelio Marini Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Franco Rossi Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Riccardo Treggiari Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Giulio Saccuti Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Adolfo Marinangeli Amandola 2.0 Sindaco
27 maggio 2019 10 giugno 2024 Adolfo Marinangeli Amandola 4.0 Sindaco
11 giugno 2024 in carica Adolfo Marinangeli Amandola 2030 Sindaco

Gemellaggi

Sport

Calcio

Nel 2013 è stata fondata l'A.S.D. Atletico Sibillini con squadre del solo settore giovanile per poi cambiare denominazione in A.S. Amandola nel 2015. Al termine della stagione 2020-2021, il presidente annunciò la mancata iscrizione della società ai campionati regionali. L'attività calcistica cittadina fu così portata avanti dalla CPP Amandola, militante in Terza Categoria.

Pallacanestro

La Polisportiva 5 Fonti Basket è dal 1991 il punto di riferimento del basket nei Sibillini. Nel corso della sua storia ha militato nel campionato di Serie D e nel 2004 la squadra Juniores si è aggiudicata il titolo regionale. Oggi si occupa prevalentemente di settore giovanile.

Pallavolo

La "Pallavolo Sibillini", ha ottenuto alla fine della stagione 2010/2011 la promozione in Serie B2. Nel 2014 è retrocessa in serie C.

Motociclismo

Nel 1998 è stato fondato il motoClub "Aquile dei Sibillini" che, con i suoi motoraduni "della Pancetta", è riuscita a portare un gran flusso di moto e di turisti. Particolare afflusso vi è stato nel 2006 quando circa 2000 moto riempivano la piazza di Amandola.

Note

  1. ↑ 14º censimento generale della popolazione e delle abitazioni
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ Comune di Amandola : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Amandola e città, Fermo, Marche, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  6. ↑ Marcello Gaspari, La lingua picena, 2015, p. 21.
  7. ↑ Bandino Giacomo Zenobi, Ceti e potere nella Marca pontificia. Formazione e organizzazione della piccola nobiltà fra '500 e '700, Bologna, il Mulino, 1976.
  8. ↑ La storia di Amandola, su sibilliniweb.it.
  9. ↑ Informazioni sull'Episodio di Piazza Risorgimento (PDF). URL consultato il 25 novembre 2016 e scheda del partigiano Angelo Biondi (Ceglie Messapica (BR) 30/09/1910 – Amandola 02/10/1943).
  10. ↑ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45, Milano, Mondadori, 2006, pp. 72-73, 260.
  11. ↑ Amandola, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 29 ottobre 2023.
  12. 1 2 Città di Amandola – (FM), su araldicacivica.it.
  13. ↑ Alessandro Delpriori, Un’aggiunta a Piersimone Fanelli, in Notizie da Palazzo Albani, 38, 2009 (2010), pp. 106-108.
  14. ↑ www.comune.amandola.fm.it, su comune.amandola.fm.it.
  15. ↑ www.comune.amandola.fm.it, su comune.amandola.fm.it.
  16. ↑ Silvia Blasio, Percorsi della pittura toscana nelle Marche del Cinque e Seicento, in Marche e Toscana. terre di grandi maestri tra Quattro e Seicento, Pisa, 2007, p. 217.
  17. ↑ www.abbaziasanruffino.it/storia-ed-arte-dellabbazia, su abbaziasanruffino.it.
  18. ↑ Adolfo Leoni, La vallata del Tenna - Abbazie e chiese, in La Voce delle Marche, 29 giugno 2021, p. 18.
  19. ↑ Adolfo Leoni, La vallata del Tenna - Abbazie e chiese, in La Voce delle Marche, 29 giugno 2021, p. 19.
  20. ↑ www.sibilliniweb.it/citta/amandola-casalicchio-abbazia-dei-santi-vincenzo-e-anastasio-san-salvatore-xisec/, su sibilliniweb.it.
  21. ↑ Archivio Storico Comunale d'Amandola, Registri delle delibere comunali
  22. ↑ Fondata dal Conte Adriano Gallo II
  23. ↑ Autori Vari, "Annuario del Ministero di agricoltura, industria e commercio". Tipografia nazionale di G. Bertero, Roma, 1904, p. 253.
  24. ↑ www.beniculturali.marche.it/Ricerca/tabid/41/Dove/Amandola, su beniculturali.marche.it.
  25. ↑ Dati tratti da:
  26. ↑ Inagibile dopo il terremoto del 2016.
  27. ↑ Inaugurato nel dicembre 2024
  28. ↑ Agenzia ANSA, Inaugurato il nuovo ospedale dei Sibillini "Beato Antonio di Amandola" - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 14 dicembre 2024. URL consultato il 19 agosto 2026.
  29. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 http://amministratori.interno.it/

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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