| Amarga Navidad | |
|---|---|
| Lingua originale | spagnolo |
| Paese di produzione | Spagna |
| Anno | 2026 |
| Durata | 111 min |
| Rapporto | 2,39:1 |
| Genere | drammatico, commedia |
| Regia | Pedro Almodóvar |
| Sceneggiatura | Pedro Almodóvar |
| Produttore | Agustín Almodóvar |
| Produttore esecutivo | Esther García |
| Casa di produzione | El Deseo |
| Distribuzione in italiano | Warner Bros. Italia |
| Fotografia | Pau Esteve Birba |
| Montaggio | Teresa Font |
| Musiche | Alberto Iglesias |
| Scenografia | Antxón Gómez |
| Costumi | Paco Delgado |
| Trucco | Ana López-Puigcerver |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Amarga Navidad è un film del 2026 sceneggiato e diretto da Pedro Almodóvar.
Madrid, dicembre 2004. Elsa è una regista cinematografica che, dopo due film di scarso successo, si è ridotta a girare spot pubblicitari; porta avanti una stanca relazione col fascinoso Bonifacio, che le è molto devoto, mentre lei tende a trascurarlo: ella mette sempre sé stessa al primo posto, e questo l'ha portata a essere assente alla morte di sua madre per rimanere immersa nel lavoro. Durante la Festa della Costituzione la donna inizia a soffrire di forti emicranie: consigliata da una psichiatra, la donna decide di recarsi a Lanzarote con l'amica Patricia, la quale ha appena scoperto che il marito la tradisce. L'intera storia è in realtà una bozza di sceneggiatura di Amarga Navidad, un film che Raúl, regista cinematografico, sta scrivendo nel 2026; l'uomo spera così di superare il blocco dello scrittore che lo affligge da tempo. Nel frattempo la sua storica assistente Mónica, dopo vent'anni di collaborazione, decide di dimettersi e lasciare il proprio posto a Santi, fidanzato del regista.
Nel tentativo di aiutare Patricia, Elsa le comunica l'intenzione di scrivere una sceneggiatura ispirata ai continui tradimenti da lei subiti; Patricia reagisce però molto male: torna subito dal marito e pianta in asso Elsa. Questo porta la regista a riflettere sulla causa del suo malessere, che risiede nella mancata elaborazione del lutto per sua madre. Il film sembra concludersi così, ma Raùl sente che la storia non è completa; contemporaneamente Mònica gli rivela che la vera ragione delle sue dimissioni è stare vicina a Elena, la donna di cui è innamorata, alle prese con la grave malattia di suo figlio: quando il bambino morirà, ella tenterà il suicidio.
Rimasto colpito dalla storia di Elena, Raùl ne trae ispirazione per scrivere la seconda parte di Amarga Navidad: rielaborando un personaggio minore della prima stesura crea Natalia, un'amica di Elsa depressa per aver causato la morte del proprio figlioletto in un incidente stradale. Rimasta sola sull'isola, Elsa decide di chiamare Natalia per provare ad aiutarla a superare il lutto, come lei ha fatto con quello di sua madre. Il viaggio sembra far bene all'amica, ma successivamente ella ha un crollo e tenta il suicidio. Per stare vicina a Natalia, Elsa impedisce a Bonifacio di raggiungerla, rovinando irrimediabilmente la loro relazione; al tempo stesso l'accaduto darà modo alle due donne di affrontare i rispettivi dolori.
Amarga Navidad è quindi quasi terminato, ma Mónica legge la bozza e, furiosa, accusa Raùl di aver non aver avuto pietà del dolore di Elena; il regista ribatte tuttavia che dev'essere libero di scrivere, e di aver cambiato abbastanza particolari per rendere le due storie del tutto diverse. Quando Mónica lo minaccia di rivelare ai media i suoi segreti, il regista decide di affrontarla: la donna lo accusa di aver abusato della metanarrazione e gli chiede di eliminare la storia di Natalia, pur consapevole che in essa risieda la chiave di lettura di Amarga Navidad; insinua inoltre che Bonifacio sia ispirato a Santi, che la mancata elaborazione del lutto materno riflette la storia personale di Raùl e che, in generale, dovrebbe rassegnarsi al fatto che la sua stella è ormai tramontata, accettando la possibilità di produrre film meno impegnativi. Raùl sembra in un primo momento rassegnarsi, ma alla fine le offre un'interpretazione maligna delle sue accuse: visto che il personaggio di Elsa non funziona perché è troppo simile a sé stesso, riscriverà l'intero film in modo che Elsa diventi l'alter ego di Mónica. L'ex assistente accoglie la notizia con sgomento, consapevole che sia in fondo una forma di vendetta; tuttavia decide di non ostacolarlo.
In preda all'estasi creativa, Raùl comincia a riscrivere Amarga Navidad rititolandolo in un primo momento Amarga Elsa ("l'amara Elsa"); un attimo dopo ci ripensa e lo rititola Dulce Elsa ("la dolce Elsa").
Le riprese si sono svolte dal 9 giugno al 12 agosto 2025 tra Lanzarote e Madrid.
Almodóvar l'ha definito «il film dove sono stato più impietoso verso me stesso».
Il trailer del film è stato diffuso in rete il 27 gennaio 2026, e in italiano il 31 marzo.
Presentato il 20 maggio 2026 in concorso al Festival di Cannes 2026, il film è stato distribuito dalla Warner Bros. nelle sale spagnole a partire dal 20 marzo 2026 e in quelle italiane dal 21 maggio seguente.
Ha ottenuto risultati modesti al botteghino spagnolo, dove ha incassato poco più di 2,9 milioni di euro, mentre nei sette paesi in cui è uscito ha incassato poco più di 5,7 milioni di dollari. In Italia ha incassato 1217369 €.
Il film è stato ben accolto dalla critica internazionale: su Rotten Tomatoes 46 critici esprimono un indice di gradimento dell'89%, su Metacritic 16 critici un voto medio di 69/100.
La critica spagnola è stata invece tiepida, lodando la "lucidità" e "onestà" dello sguardo di Almodóvar, ma lamentandone un certo "distacco emotivo".
In Italia, il film è stato accolto in maniera contrastante. Il critico cinematografico Carlo Valeri su Sentieri selvaggi gli assegna un voto di 2,3 stelle su 5 con la motivazione che "Più che un film di Almodovar ci arriva l’eco lontana di un film di Almodovar. E di un cinema che appare inesorabilmente fermo e impantanato in un limbo creativo", mentre più positivo è il giudizio di Gian Luca Pisacane su Cinematografo che scrive che il regista: "Riflette su sé stesso attraverso il cinema, gira un’esperienza viscerale, mettendosi a nudo davanti allo spettatore".