Anne Applebaum

Anne Applebaum nel 2004
Premio Pulitzer Premio Pulitzer nel 2004

Anne Elizabeth Applebaum (Washington, 25 luglio 1964) è una giornalista e saggista statunitense naturalizzata polacca.

Biografia

Applebaum è nata nella capitale statunitense da una famiglia ebraica con antenati immigrati dalla Bielorussia. Laureata all'Università Yale, dove imparò il russo e studiò la Russia, conseguì un master in relazioni internazionali alla London School of Economics. Studiò poi al St Antony's College di Oxford, prima di trasferirsi a Varsavia come corrispondente del settimanale The Economist nel 1988. I suoi servizi giornalistici seguiranno le transizioni politiche e sociali nell'Europa centrale e orientale, intervenute con la fine del dominio sovietico nell'est europeo.

Sposata dal 1992 col politico polacco Radosław Sikorski, in seguito parlamentare del partito centrista-liberale Piattaforma Civica, ha avuto due figli dal marito: Aleksander e Tadeusz. Ha scritto per molte altre testate giornalistiche: Slate Magazine, The Daily Telegraph e The Sunday Telegraph, The Independent, The Evening Standard. Negli anni novanta ha vissuto dividendosi tra Londra e Varsavia. Dal 2002 al 2006 è membro del comitato editoriale del The Washington Post, del quale è tuttora editorialista.

Anne Applebaum nel 2007

Il suo primo libro è un diario di viaggio. Nel 2004 vinse il Premio Pulitzer per la saggistica col libro Gulag: storia dei campi di concentramento sovietici, una ricerca durata sei anni sul sistema dei gulag sovietici. A proposito di questo saggio, si è così espressa: «Walter Duranty, famoso corrispondente da Mosca per il The New York Times, vinse un Pulitzer per una serie di articoli che descrivevano i grandi successi dello stalinismo. Il mio premio sembra quasi una forma di giustizia storica».

Il terzo libro, The Iron Curtain, è incentrato sul processo totalitario subito da 8 Stati europei, avvenuto alla fine del secondo conflitto mondiale con l'occupazione militare, parziale o totale, delle armate sovietiche. Applebaum racconta dei popoli di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania Est, Romania, Bulgaria, Albania e Jugoslavia, che si videro privare delle libertà, delle libere associazioni, dei partiti politici, delle chiese, dei massmedia indipendenti, una volta imposto il controllo da parte dei comunisti. I governi comunisti aspirarono al controllo totale della vita degli individui, e la coercizione fu il mezzo praticato, tramite l'organizzazione di potenti apparati di polizie segrete, per attuare il terrore, il monopolio delle informazioni e l'economia pianificata. La dominazione dello Stato prevedeva il bando degli altri partiti politici, delle società private, delle scuole private e delle associazioni giovanili. Molti individui furono costretti con la forza a collaborare, alcuni cercarono di resistere.

Anne Applebaum nel 2024

Nel 2006 si trasferisce a Varsavia, mentre nel 2013 acquisisce la cittadinanza polacca. Ha ottenuto due Duff Cooper Prize: nel 2003 con Gulag e nel 2017 con La Grande Carestia sull'holodomor e la carestia sovietica del 1932-1933..

Anne Applebaum ha ripetutamente criticato il partito populista di destra polacco Diritto e Giustizia, la politica di Donald Trump, di Viktor Orbán e di Vladimir Putin, supportando l'Ucraina e i movimenti della dissidenza e per la democrazia di paesi come Cina, Russia, Iran, Bielorussia, Corea del Nord, Venezuela e Arabia Saudita. I saggi Il tramonto della democrazia e Autocrazia degli anni 2020 sono appunto dedicati alla descrizione e alla critica delle democrazie illiberali e delle dittature di tutto il mondo, che ritiene basate sull'alleanza internazionale degli autocrati e la diffusione deliberata di fake news cospirazioniste. Anne Applebaum è membro del comitato consultivo della Fondazione Anti-corruzione di Aleksej Naval'nyj.

Opere

Curatele

Note

  1. ↑ (BE) Dz'mіtry Gurnevіč, «Беларусі трэба нацыяналізм». Ляўрэатка «Пулітцэра» пра радзіму прадзедаў і выхад з тупіку гісторыі ["La Bielorussia ha bisogno di nazionalismo." La vincitrice del Premio Pulitzer parla della patria dei suoi antenati e della via d'uscita dall'impasse della storia.], in Radio Free Europe, 23 settembre 2018. URL consultato il 29 aprile 2026.
  2. ↑ Beppe Severgnini, «Perché parlo di gulag», 16 maggio 2004, Io Donna-Corriere della Sera
  3. ↑ (EN) Katherine Cowdrey, Applebaum wins Duff Cooper Prize for a second time, su thebookseller.com, 11 maggio 2018. URL consultato il 13 gennaio 2023.
  4. ↑ Anne Applebaum: "Polonia e Ungheria, non vi riconosco più", su repubblica.it.
  5. ↑ Donald Trump, l'idolo dei troll, su ilpost.it.
  6. ↑ Il mondo non guarderà più gli Stati Uniti nello stesso modo, su internazionale.it.
  7. ↑ Gulag. Che cosa resta di quella tragedia, su ricerca.repubblica.it.
  8. ↑ Anne Applebaum, Le voglie sovietiche dei soliti "Putin Boys", La Stampa, 2003

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