Apalochlamys spectabilis

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Apalochlamys spectabilis
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Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Australasian clade

GenereApalochlamys
Cass., 1828
SpecieA. spectabilis
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
GenereApalochlamys
SpecieA. spectabilis
Nomenclatura binomiale
Apalochlamys spectabilis
(Labill.) J.H.Willis, 1967

Apalochlamys spectabilis (Labill.) J.H.Willis, 1967 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Apalochlamys Cass., 1828.

Etimologia

Il nome del genere (Apalochlamys) deriva dal greco "apalo-" (= senza, debole) e "chlamys" (=mantello) e si riferisce all'involucro morbido. L'epiteto specifico (spectabilis) deriva dal latino e significa "degno di essere osservato".

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Jacques Julien Houtou de Labillardière (1755-1834) e James Hamlyn Willis (1910-1995) nella pubblicazione "Muelleria; an Australian Journal of Botany. Melbourne" (Muelleria 1: 160) del 1967. Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nella pubblicazione "Dictionnaire des Sciences Naturelles, dans lequel on traite méthodiquement des différens êtres de la nature, considérés soit en eux-mêmes, d'aprés l'état actuel de nos connoissances, soit relativement à l'utilité quén peuvent retirer la médecine, l'agriculture, le commerce et les arts. Strasbourg. Edition 2" (Dict. Sci. Nat., ed. 2. [F. Cuvier] 56: 223) del 1828.

Descrizione

Portamento. Le specie di questa voce ha un habitus di tipo erbaceo perenne (o bienne). La pianta è aromatica e può possedere peli ghiandolari. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice, bianca e tomentosa. Altezza media 1 - 2 metri.

Foglie. Le foglie in sono disposte in modo alternato e sono quasi sempre sessili (amplessicauli). La lamina è intera e ampia con forme da lanceolate a oblunghe; i margini sono continui a volte crenati. La superficie è tomentosa o lanosa sulla superficie inferiore; verde e ghiandolare-pubescente su quella superiore. Dimensione delle foglie: lunghezza 6 – 10 cm; larghezza 15 – 25 mm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini raccolti in formazioni di panicoli piramidali. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino sessili di tipo disciforme (con fiori eterogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, glabre a consistenza cartacea e colorate di bruno, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è conica. Lunghezza della sinflorescenza: 15 – 40 cm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono assenti.
  • fiori del disco centrali (da 4 a 16 per capolino): sono ermafroditi; la forma è tubulare;

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma ellissoide-cilindrica; la superficie può essere ricoperta di tricomi glandolari (oppure glabra); il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni (da 4 a 7) fasci vascolari o coste. Il pappo è formato da 12 - 18 setole capillari (piumose o barbate) connate in un anello. Lunghezza degli acheni: 0,7 mm. Lunghezza del pappo: 2,5 mm.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Australia meridionale e Tasmania. Cresce su dune e suoli sabbiosi vicino al mare, spesso in siti disturbati.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto.

Il genere Apalochlamys della specie di questa voce appartiene al gruppo Australasian clade, un gruppo informale monofiletico della sottotribù Gnaphaliinae diviso in quattro sottocladi: Angianthus (specie effimere dell'Australia occidentale), Waitzia (specie perenni dell'Australia orientale), Cassinia (specie con portamento arbustivo) e Euchiton (specie perenni simili a piante lanose e alpine). In particolare il genere di questa voce è posizionato nel subclade "Cassinia 2" che insieme ai cladi Cassinia 1 e Euchiton formano un "gruppo fratello".

I caratteri distintivi della specie Apalochlamys spectabilis sono:

  • le sinflorescnze sono formate da panicoli di capolini.
  • il ricettacolo è conico ed ha le pagliette.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 17 agosto 2023.
  3. ↑ BHL, su biodiversitylibrary.org, p. 160. URL consultato il 17 agosto 2023.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 17 agosto 2023.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 agosto 2023.
  6. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 agosto 2023.
  7. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  9. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  11. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 256.
  12. 1 2 PlantNet - FloraOnline, su plantnet.rbgsyd.nsw.gov.au, p. Apalochlamys spectabilis (Labill.) J.H.Willis. URL consultato il 17 agosto 2023.
  13. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  14. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 07/03/2026.
  15. ↑ Mandel et al. 2019.
  16. ↑ Zhang et al. 2021.
  17. ↑ Smissen et al 2020.
  18. ↑ Schmidt et al. 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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