Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Jesse More Greenman (1867-1951) nella pubblicazione "Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences. Boston, MA" (Proc. Amer. Acad. Arts 39: 115) del 1903.
Descrizione
Portamento. Il genere di questa voce comprende specie erbaceeperenni, ma anche specie debolmente arbustive. Queste piante sono ricche di sostanze volatili aromatiche (monoterpeni) che producono un caratteristico odore.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto; la forma delle lamine varia da ampiamente lanceolata a ovata. Sulla superficie possono essere presenti delle ghiandole traslucide.
Infiorescenza. Le sinflorescenze si compongono di capolini di tipo radiato solitari in cime isolate. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato formato da un involucro, con forme emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee subuguali oppure scalate in altezza, con forme ovate, sono disposte in modo più o meno embricato su 3 serie. Alla base può essere presente un calice esterno. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è usualmente privo di brattee ("epaleato").
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, di colore giallo.
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5-6; sulla superficie sono presenti dei tricomi ghiandolosi stipitati; il colore è giallo.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno una forma deltata e sono glabre (sono prive di tricomi ghiandolari). Le celle dell'endotecio hanno in genere 1 - 2 (raramente 2 - 4) ispessimenti polari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi. Le superfici stigmatiche sono ampie e parallele. I bracci dello stilo variano da acuminati a deltati ma privi di appendici.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è strettamente obconica; hanno delle coste o sono striati; la superficie è nera e pubescente. Il pappo ha numerose setole barbate fragili e caduche. Gli acheni dei fiori del raggio sono privi del pappo. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Messico.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite su 1535generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Tageteae caratterizzata da steli biancastri e fragili, da foglie e brattee con ghiandole traslucide aromatiche, da stili dei fiori del disco divisi con bracci troncati e da acheni con delle evidenti coste.
All'interno della tribù il genere Arnicastrum non ha ancora una posizione tassonomica ben definita in quanto dovrebbe appartenere ad una delle sottotribù delle Tageteae; con il genere "Jamesianthus forma un gruppo fratello" ed entrambi sono vicini alla sottotribù Clappiinae.
Il cladogramma, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica dell'intera tribù evidenziano la posizione del genere in oggetto (in base al tipo di DNA analizzato sono possibili altre strutture filogenetiche più o meno simili).
sottotribù Flaveriinae
"core"Tageteae
Pseudoclappia arenaria
Oxypappus scaber
sottotribù Clappiinae
Jamesianthus alabamensis
Arnicastrum guerrerense
sottotribù Pectidinae
sottotribù Jaumeinae
sottotribù Varillinae
sottotribù Coulterellinae
I caratteri distintivi del genere sono:
le sinflorescenze si compongono di capolini solitari in cime isolate.
gli acheni dei fiori del disco hanno dei pappi con numerose setole.
↑(EN) Arnicastrum Greenm., su The International Compositae Alliance (TICA), 1903. URL consultato il 30 settembre 2026 (archiviato il 30 settembre 2026).
↑(EN) A.K. Pandey e M.R. Dhakal, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940. URL consultato il 27 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2022).
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.