| Provincia di Asti provincia | |
|---|---|
| (PMS) Provincia d'Ast | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | |
| Presidente | Simone Nosenzo (lista civica) dal 21-6-2026 |
| Data di istituzione | 15 aprile 1935 |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 44°53′56″N 8°12′28″E |
| Altitudine | da circa 100 m a 845 m s.l.m. |
| Superficie | 1 510,19 km² |
| Abitanti | 207 128 (30-6-2026) |
| Densità | 137,15 ab./km² |
| Comuni | 117 comuni |
| Province confinanti | Alessandria, Cuneo, Savona, Torino |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 14100 (Asti) 14010 - 14059 (altri comuni) |
| Prefisso | 011, 0141, 0144 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| ISO 3166-2 | IT-AT |
| Codice ISTAT | 005 |
| Cod. catastale | 453567 |
| Targa | AT |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Asti (Provincia d'Ast in piemontese) è una provincia italiana del Piemonte di 207 128 abitanti, con capoluogo Asti.
Confina a nord-ovest con la città metropolitana di Torino, a est con la provincia di Alessandria, a sud con la Liguria (provincia di Savona) per soli 3 km nel comune di Serole e a ovest con la provincia di Cuneo.

La Provincia di Asti comprende una piccola parte di Appennino Ligure, dove raggiunge la sua altezza massima con il Bric Puschera (851 m).
La maggior parte del territorio astigiano è composto da rilievi collinari quali il Monferrato, Colline del Po e Langhe.
In provincia di Asti la pianura è rappresentata dalle valli dei fiumi e dei torrenti tra le colline, in particolare la Valle Belbo che attraversa il sud della provincia. In queste sono edificate il capoluogo ed altri comuni principali.
I principali corsi d'acqua che bagnano il territorio sono i fiumi Tanaro e Bormida e i torrenti Banna, Belbo, Tiglione, Borbore, Stura e Versa (principalmente affluenti dei fiumi Tanaro e Po). L'unico lago della provincia è il lago di Codana, nel comunie di Montiglio Monferrato.
La provincia presenta un clima tipicamente padano, con estati molto calde ed afose e inverni freddi e nebbiosi. Le precipitazioni sono sotto la media nazionale.

Una circoscrizione provinciale con capoluogo Asti è documentata nell'ordinamento sabaudo a partire dal 1560. La provincia astigiana, pur con funzioni e confini differenti rispetto all'ente contemporaneo, rimase una delle circoscrizioni amministrative dello Stato sabaudo fino alle riorganizzazioni introdotte durante la dominazione francese.
Durante il periodo francese l'assetto amministrativo fu profondamente modificato. Nel 1801 Asti divenne capoluogo del dipartimento del Tanaro, una delle circoscrizioni istituite nel Piemonte occupato dalla Francia. Con decreto dell'11 settembre 1802 i dipartimenti piemontesi furono formalmente annessi alla Repubblica francese. Il 6 giugno 1805 il dipartimento del Tanaro fu soppresso e il territorio astigiano, trasformato nell'arrondissement di Asti, fu aggregato al dipartimento di Marengo, con capoluogo Alessandria. Tale ordinamento rimase in vigore fino alla caduta dell'Impero napoleonico.
Con la Restaurazione, l'editto del 21 maggio 1814 ripristinò le antiche strutture amministrative sabaude e fu ricostituita l'Intendenza di Asti. Con la riorganizzazione amministrativa del 1818 Asti fu compresa nella Divisione di Alessandria, pur conservando una propria intendenza provinciale.
Per effetto delle Regie Patenti del 25 agosto 1842, sotto il profilo dell'amministrazione economica l'Intendenza di Asti fu posta alle dipendenze dell'Intendenza generale di Casale. L'Intendenza generale di Casale fu poi soppressa dalle Regie Patenti del 30 ottobre 1847, nell'ambito della nuova organizzazione amministrativa del Regno.
La legge 23 ottobre 1859, n. 3702, emanata nel Regno di Sardegna, riorganizzò il territorio dello Stato in province, circondari, mandamenti e comuni. L'antica provincia di Asti fu soppressa e il suo territorio costituì il circondario di Asti, inserito nella provincia di Alessandria insieme ai circondari di Alessandria, Acqui, Casale, Novi e Tortona.
La provincia di Asti fu ricostituita nel 1935. Il Consiglio dei ministri ne deliberò la ricostituzione il 30 marzo e il successivo regio decreto-legge 1º aprile 1935, n. 297, dispose la formazione della nuova circoscrizione provinciale mediante il distacco di 105 comuni dalla provincia di Alessandria. La nuova provincia entrò in funzione il 15 aprile 1935.
Le fonti istituzionali dell'epoca e quelle archivistiche successive parlano di «ricostituzione» della provincia, in considerazione dell'esistenza della precedente circoscrizione provinciale sabauda soppressa nel 1859.
Dopo la Liberazione furono progressivamente ricostituiti numerosi comuni che durante il periodo fascista erano stati soppressi e aggregati ad altri enti. I primi provvedimenti risalgono già al 1946 e proseguirono negli anni immediatamente successivi; in conseguenza di tali ricostituzioni il numero dei comuni della provincia raggiunse quota 120.
Il territorio provinciale fu interessato da diversi gravi eventi alluvionali nel corso del XX secolo. Particolarmente rilevanti furono le alluvioni del 1948, che colpirono tra gli altri Asti, Canelli, Incisa Scapaccino e Nizza Monferrato, quelle dell'autunno 1968, che interessarono numerosi comuni dell'Astigiano, e l'alluvione del novembre 1994, durante la quale il Tanaro e i suoi affluenti provocarono estesi allagamenti e gravi danni anche nel capoluogo e nel territorio provinciale.
Nel 1998 il numero dei comuni scese da 120 a 118 in seguito alla fusione di Colcavagno, Montiglio e Scandeluzza, disposta dalla legge regionale 22 dicembre 1997, n. 65, che istituì il nuovo comune di Montiglio Monferrato. Dal 1º gennaio 2023 i comuni sono 117, in seguito alla fusione di Moransengo e Tonengo nel nuovo comune di Moransengo-Tonengo, istituito con legge regionale 27 dicembre 2022, n. 27.


Lo stemma provinciale è stato concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 28 marzo 1938.
Nella versione concessa nel 1938 lo stemma recava il capo del Littorio, elemento reso obbligatorio per gli emblemi degli enti pubblici durante il fascismo. Il capo fu eliminato in seguito al decreto legislativo luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394.
Il primo gonfalone provinciale fu concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III dell'11 ottobre 1938. Un nuovo gonfalone fu concesso con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 23 marzo 1954. È costituito da un drappo di rosso recante al centro la figura di san Secondo a cavallo, accompagnata dallo stemma provinciale.
La bandiera è un drappo rettangolare di rosso caricato al centro dello stemma provinciale.

Nel territorio provinciale sono numerosi gli edifici ecclesiastici di grande bellezza e importanza artistica e culturale, tra le quali sono degni di citazione la Abbazia di Vezzolano, presso Albugnano, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta (Asti). Sono da segnalare la presenza di una moschea, di un tempio e di un museo ebraico e della Sala del Regno dei Testimoni di Geova in Asti e Nizza Monferrato.
Qui di seguito vi sono elencate i principali complessi e castelli della provincia di Asti:

Da quanto si evince dai dati ISTAT di dicembre 2019, in quella data si contavano 213 216 abitanti, di cui 24 596 stranieri.
Le più grandi comunità di stranieri, cioè quelle oltre le 1 500 persone, sono:
Nel dicembre 2014 la qualità della vita del capoluogo, Asti, era migliorata rispetto all'anno precedente, ma la città si attestava al 97º posto per ordine pubblico su 107 classificate. A pari merito con Asti erano la città di Savona mentre, in Piemonte, si possono citare Torino (102) e Novara (104). Questi dati erano forniti dall'annuale classifica de Il Sole 24 Ore, che mette a confronto, sulla base di un'indagine statistica che analizza diversi parametri suddivisi in sei capitoli di indagine, la qualità della vita nei diversi capoluoghi di provincia italiani. Migliori le posizioni nelle altre categorie.
Riassumendo Asti era all'incirca a metà della classifica generale che vedeva sul podio Ravenna, Trento e Modena e ultima Agrigento. Rispetto all'anno precedente, Asti aveva recuperato quattro posizioni.
La popolazione straniera residente in provincia di Asti al 1º gennaio 2017, considerando cittadini stranieri le persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia, si attesta a 24 293 persone, che rappresentano l'11,2% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 29,9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (19,4%) e dal Marocco (11,5%).
La religione prevalente è il cattolicesimo; la provincia è divisa tra la provincia ecclesiastica di Torino (diocesi di Alba, diocesi di Asti e arcidiocesi di Torino) e la provincia ecclesiastica di Vercelli (diocesi di Acqui e diocesi di Casale Monferrato), entrambe appartenenti alla regione ecclesiastica Piemonte.
Sono numerosi i complessi museali nel territorio provinciale. Degno di nota ad Asti è il "Museo degli Arazzi". Presso Castagnole delle Lanze è molto importante il "Museo della Civiltà Contadina dell'Alto Monferrato e della Bassa Langa". Altrettanto importanti sono, a Castelnuovo Don Bosco, il Museo della "Vita Contadina" e il "Museo Etnologico Missionario". Nel paese di Cisterna d'Asti un importante complesso museale è rappresentato dal "Museo di Arti e Mestieri di un Tempo". A Grazzano Badoglio, rappresentativo il "Museo Badogliano", centrato sulla vita del paesano Pietro Badoglio. In Maranzana importante il "Museo Giacomo Bove", mentre a Mombercelli è rappresentativo il Museo di Arte Moderna. A Nizza Monferrato vi è, infine, il Museo "Bersano" delle Contadinerie e Stampe antiche del vino. Degne di nota, infine, alcune mostre inusuali come il "Museo a cielo aperto d'arte moderna muriMAESTRI" a Cerreto d'Asti e la "Gipsoteca Gonetto" di Cinaglio.
In provincia di Asti i giornali principali sono tre: la Gazzetta d'Asti, la Nuova Provincia e il Corriere dell'Astigiano.
Tra i migliori prodotti tipici della provincia di Asti si possono annoverare la robiola di Roccaverano e la Muletta (un salame grosso fatto di pancetta, filetto, coscia, spalla disossata e sgrassata). Tra i prodotti ortofrutticoli della provincia annoveriamo il cardo, utilizzatissimo nella preparazione del piatto tipico per eccellenza, la bagna cauda (o caôda), i peperoncini e la mostarda d'uva. Abbondante la presenza dei buonissimi e ricercati tartufi bianchi e della nocciola Piemonte. Piatti tipici della gastronomia di Asti sono i risotti e i tajerìn (o tajarìn). Tra i migliori vini di Asti la Barbera, il Moscato e il Grignolino sono i fiori all’occhiello delle sue colline. Importante anche la Freisa.









Appartengono alla provincia di Asti i seguenti 117 comuni:
| Stemma | Comune | Estremità geografica |
|---|---|---|
| Moransengo-Tonengo | Comune più settentrionale | |
| Serole | Comune più meridionale | |
| Mombaruzzo | Comune più orientale | |
| Villanova d'Asti | Comune più occidentale |
La provincia di Asti è suddivisa in 117 comuni, dopo al capoluogo le città più importanti a livello storico-culturale e agricolo, oltre ad essere gli unici comuni della provincia a raggiungere i 10 000 abitanti sono Nizza Monferrato e Canelli, entrambe Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2014 per i beni paesaggistici e per il vino. I comuni più popolosi in ordine sono:
| Posizione | Stemma | Comune | Popolazione (ab.) | Territorio
(km²) |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Asti | 76 164 | 151,31 | |
| 2 | Canelli | 10 465 | 23,43 | |
| 3 | Nizza Monferrato | 10 369 | 30,36 | |
| 4 | San Damiano d'Asti | 10 003 | 47,87 | |
| 5 | Costigliole d'Asti | 5 865 | 36,94 | |
| 6 | Villanova d'Asti | 5 667 | 41,95 | |
| 7 | Castagnole delle Lanze | 3 772 | 21,57 | |
| 8 | Castelnuovo Don Bosco | 3 235 | 21,61 | |
| 9 | Villafranca d'Asti | 3 064 | 12,88 | |
| 10 | Moncalvo | 2 988 | 17,42 |



Asti è una provincia sostanzialmente agricola, con particolare rilievo per i vigneti (famosi anche all'estero i vini del Monferrato e dell'Astigiano). L'industria, sviluppata soprattutto nel capoluogo e nei comuni limitrofi, non è di fondamentale importanza nell'economia, anche se in ogni caso la provincia costituisce la sede di numerose attività del settore secondario.
L'artigianato è molto importante nel territorio astigiano. Sono diverse, infatti, le Scuole Secondarie che preparano i giovani in questo settore. Si tratta sia di istituti statali che di scuole private:

Elenco delle autostrade in provincia di Asti:
| Autostrada dei Vini | (Torino - Piacenza - Brescia) | |
| Autostrada delle Langhe | (Asti - Alba - Cherasco - Marene - Cuneo) |
Questo è un elenco delle ex strade statali presenti sul territorio della provincia di Asti, divenute nel 2001 strade regionali in seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, e divenute infine nel 2008 strade provinciali con la legge regionale Piemonte 6 agosto 2007 n. 18 (BUR 9/8/2007 n. 32) e la conseguente soppressione dell'ARES (Agenzia regionale strade) di cui facevano parte:
Di seguito le principali strade provinciali della provincia di Asti:

Questo non è l'elenco completo delle strade provinciali della Provincia di Asti. Esso è invece disponibile nell'area dedicata nel sito istituzionale della provincia.

La rete ferroviaria astigiana comprende le seguenti linee:
La Ferrovia Alessandria-San Giuseppe di Cairo, passa per il territorio provinciale di Mombaldone con la stazione ferroviaria con la Stazione di Mombaldone-Roccaverano, nel territorio di Mombaldone, viene anche servito il comune astigiano di Roccaverano.
Non sono presenti aeroporti nel territorio provinciale. I più vicini ad esso sono l'Aeroporto di Torino-Caselle, l'Aeroporto di Cuneo-Levaldigi e l'Aeroporto di Alessandria.
Gli organi della provincia sono il presidente della provincia, eletto fra i sindaci della provincia, il consiglio provinciale, composto dal presidente della provincia e da consiglieri dei comuni della provincia e l'assemblea dei sindaci, costituita dai sindaci dei comuni della provincia di Asti.
Il presidente della provincia in carica è Maurizio Rasero, sindaco di Asti, eletto il 13 settembre 2022.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 160146391 · BAV 494/61752 · LCCN (EN) n81073786 · GND (DE) 4466747-4 · BNF (FR) cb12020564g (data) · J9U (EN, HE) 987007257911905171 |
|---|