Cortandone è appartenuto, nel XII secolo, ai "Di Cortandone" (signori locali).
Successivamente il feudo passò ai Mandra, poi ancora ai Pallidi, Pallio, Scarampi e Di Macello.
Per più di un secolo, dal 1654, i Facello e i Pelletto furono gli unici signori di Cortandone.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 17 ottobre 1992.
Stemma
«D'oro, al leone d'azzurro, linguato ed allumato di rosso; con la bordatura diminuita, di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone
«Drappo di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata d'argento, recante la denominazione del comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro, con bullette argentate disposte a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»
Geografia fisica
Il capoluogo è collocato nella destra idrografica della valletta bagnata dal rio di Monale e il territorio è caratterizzato da terreni a vocazione assai diversificata in funzione della struttura del terreno, dell’altezza e dell’esposizione. Le parti più basse sono costituite da giacimenti marini, mentre le colline presentano argille forti alternate a sabbie.
Il comune è prevalentemente immerso nei boschi ed è circondato da campi di mais.
Sono molto diffusi anche i noccioleti, coltura tipica del luogo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Dalla piazza, imboccando via della Costa, si raggiunge in breve il Municipio presso il quale è situata la settecentesca parrocchiale di Sant’Antonio abate; la chiesa presenta una facciata in stile tardo barocco con mattoni a vista. Le decorazioni all’interno risalgono al 1907 e sono opera del pittore Giovanni Lamberti mentre a Luigi Morgari si devono le raffigurazioni dei quattro Evangelisti e di Sant’Antonio che ornano il soffitto. Dal sagrato della Chiesa di Sant'Antonio Abate è possibile osservare i resti delle mura dell’antico Castello, minato e gravemente danneggiato dalle truppe francesi nel 1705. Nella seconda metà del secolo successivo venne poi demolita la rimanente parte.
Percorrendo la strada sulla destra della parrocchia si arriva alla chiesetta di San Carlo, luogo di devozione popolare già menzionato in un lascito del 1626; in passato circondata da vigne essa è oggi immersa nel bosco.
In frazione Campìa troviamo la chiesetta di San Grato riedificata a spese dei borghigiani nel 1863.
Chiesa in onore di Cristo Salvatore, eretta nella seconda metà del XVIII secolo ove sorgeva un antico pilone.
Si segnalano, inoltre, un punto panoramico in Frazione Campia, la panchina gigante "Serpanca" e il murale realizzato nell'ottobre 2021 dall'artista Roberto Collodoro rappresentante una conchiglia, che unisce le genti e le stagioni della vita, inaugurato il 24 ottobre 2021, l'opera è di dimensioni: 9 × 4 metri
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2019 la popolazione straniera residente era di 22 persone e rappresentano il 7% dell'intera popolazione residente.
Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione straniera residente erano:
Nel mese di settembre in paese si celebra la Festa delle Masche, le streghe in lingua piemontese, figure leggendarie della tradizione di Langa e Monferrato.
Sagra della Bagna càuda, organizzata dalla proloco del paese, durante tutti i weekend del mese di novembre.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.