| Augusta Bagiennorum | |
|---|---|
| Civiltà | Romana, Ligure |
| Utilizzo | città |
| Epoca | I secolo a.C./VII secolo d.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Bene Vagienna |
| Dimensioni | |
| Superficie | 210 000 m² |
| Scavi | |
| Date scavi | 1896-1925; 1959-1962; 2003; 2018 |
| Archeologo | Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta |
| Amministrazione | |
| Ente | Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo (MIBACT) |
| Visitabile | sì |
| Sito web | www.benevagienna.it |
| Mappa di localizzazione | |
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| Riserva speciale di Benevagienna | |
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| Tipo di area | Riserva Naturale |
| Codice EUAP | EUAP0363 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Superficie a terra | 243,00 ha |
| Provvedimenti istitutivi | L.R. 32, 23.06.93 |
| Gestore | Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime |
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| Mappa di localizzazione | |
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| Sito istituzionale | |
Augusta Bagiennorum è una città romana, fondata negli ultimi decenni del I secolo a.C., nella piana della Roncaglia, nelle vicinanze dell'attuale Bene Vagienna (CN). Il suo nome è ricordato da Plinio il Vecchio tra i nobilia oppida della Regio IX - Liguria. Il toponimo ricorda il nome del popolo Bagienni (uno degli antichi popoli Liguri) stanziato nel territorio compreso tra il medio corso del Tanaro e lo Stura di Demonte, oggi compreso nell'attuale provincia di Cuneo. I resti archeologici della città antica oggi visibili (l'area forense, il teatro, l'anfiteatro) sono compresi all'interno dell'Area archeologica di Augusta Bagiennorum, gestita dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo. Nel 2016 l'Area archeologica ha fatto registrare 11 560 visitatori.
La città antica era situata a circa 2 km da quella odierna e sorgeva nell'odierna frazione di Roncaglia, una zona pianeggiante delimitata a sud-est dalla valle del torrente Mondalavia, affluente del Tanaro, e a nord-ovest dalle colline che delimitano più oltre la valle della Stura di Demonte.
L'area archeologica della città è sottoposta a tutela fin dal 1933[senza fonte]. Nel 1993 vi è stata inoltre creata una riserva speciale di 243 ha, attualmente gestita dall'Ente di gestione del Parco naturale del Marguareis.
I Bagienni avevano come capitale la zona della città che, ai tempi dei Romani, fu chiamata Julia Augusta Bagiennorum (ora Bene Vagienna). Cacciati dalle popolazioni celtiche, e in particolar modo dai Boi, che distrussero il centro ligure, si spinsero nella Val Trebbia in Emilia-Romagna nella zona di Bobbio dove fondarono un loro centro[senza fonte]. Furono conquistati dai Romani verso la metà del II secolo a.C. e poi inglobati nell'impero romano.
In epoca romana quindi, si ebbe la rinascita del centro che fu caposaldo dell'urbanizzazione e dello sfruttamento agricolo del territorio insieme ai centri di Pollentia (Pollenzo) e di Alba Pompeia (Alba), collocati ai vertici di un triangolo e lungo i tracciati viari più importanti. La fondazione romana, non sorta su un precedente insediamento, risale probabilmente all'epoca di Augusto, alla fine del I secolo a.C., insieme a quella di Augusta Taurinorum (Torino) e di Augusta Praetoria (Aosta).
Nell'anno 2000 il Comune di Bene Vagienna festeggiò il bimillenario dell'antica colonia romana di Augusta Bagiennorum, poiché la fondazione ufficiale fu fissata, per convenzione, proprio all'inizio del I secolo d.C.
I limiti della città erano segnati da torri situate agli angoli e alle porte di ingresso, mentre la cinta muraria doveva essere costituita da un semplice fossato (vallum) su tre lati, essendo il quarto, a sud-est, già difeso dal ripido pendio verso il torrente Mondalavia.
Della città romana è noto a grandi linee l'impianto urbano (il sentiero che oggi percorre l'area sembra seguire il tracciato dell'antico decumano massimo) e resti di terme e abitazioni, oltre ad una parte del Foro cittadino. Il Foro aveva portici con botteghe dalle pareti intonacate sui due lati lunghi; su uno dei lati corti sorgeva una basilica civile a tre navate, mentre su quello opposto si apriva un secondo spazio porticato sui tre lati, dominato da un tempio su alto podio e ha permesso di riconoscere più fasi costruttive tra il I e il IV secolo. Davanti al tempio è stato rinvenuto un altare, ancora in ciottoli e malta, e resti di sepolture a inumazione di epoca altomedioevale, successive all'abbandono.
A sud-est del Foro sono presenti un teatro con annesso quadriportico, al cui centro sono i resti di un basamento templare: sul podio fu edificata una piccola basilica paleocristiana con tre absidi (V-VI secolo), in seguito rimaneggiata (VII-VIII secolo).
Fuori dalla città si trovava un anfiteatro, non ancora scavato: una parziale indagine ha permesso di riconoscere il muro perimetrale esterno, muri radiali, avancorpi ad U con tracce di scale che dovevano salire ai piani superiori, e un corridoio voltato che portava direttamente all'arena. La tecnica di costruzione in opus incertum con ricorsi in laterizi suggerisce una datazione entro la prima metà del I secolo d.C.
Oltre l'attuale strada comunale per Roncaglia si conservano resti di una possibile struttura produttiva, costituita da più ambienti affacciati su una corte centrale, pavimentati in cocciopesto e canalette e scarichi di fornace (I-II secolo d.C.).
Emergono dal terreno anche le strutture dell'antico acquedotto, a cui si addossa la chiesetta campestre di san Pietro, e di un monumento funerario quadrangolare.