| Battesimo di Gesù | |
|---|---|
| Tipo | religiosa |
| Data | Domenica dopo l'Epifania; 13 gennaio (messa tridentina) |
| Periodo | Annuale |
| Religione | Cristianesimo |
| Oggetto della ricorrenza | Battesimo di Gesù Cristo |
| Ricorrenze correlate | Epifania |
Il battesimo di Gesù nel cristianesimo si riferisce al battesimo ricevuto da Gesù da parte di Giovanni Battista, così come narrato nel Vangelo secondo Marco (1,9-11), nel Vangelo secondo Matteo (3,13-17) e nel Vangelo secondo Luca (3,21-22).
Marco, Matteo e Luca descrivono il battesimo in brani paralleli. In tutti e tre i vangeli, lo Spirito di Dio — lo Spirito Santo in Luca, "lo Spirito" in Marco e "lo Spirito di Dio" in Matteo — è raffigurato mentre discende su Gesù subito dopo il suo battesimo accompagnato da una voce dal Cielo, ma i racconti di Luca e Marco riportano la voce che si rivolge a Gesù dicendo "Tu sei il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto", mentre in Matteo la voce afferma "Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Matteo 3, 13-17; Marco 1, 9-11; Luca 3, 21-23).
Dopo il battesimo, i Vangeli sinottici descrivono le Tentazioni di Gesù, durante le quali si ritirò nel deserto della Giudea per digiunare per quaranta giorni e quaranta notti.
Il racconto di Matteo è unico sotto diversi aspetti: afferma che Gesù lasciò la Galilea con lo scopo di essere battezzato da Giovanni (πρὸς τὸν Ἰωάννην τοῦ βαπτισθῆναι ὑπ' αὐτοῦ). Egli include una conversazione tra Giovanni e Gesù: nel versetto 14, Giovanni dice: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?" Tuttavia, Gesù convince Giovanni a battezzarlo “poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia” (v. 15). Matteo riporta che la voce dal cielo dice: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto", ma non indica a chi si rivolge.

Il racconto di Marco è sostanzialmente parallelo a quello di Matteo, fatta eccezione per Matteo 3, 14-15, che descrive l'iniziale riluttanza di Giovanni e il suo successivo consenso a battezzare Gesù, un aspetto non presente nel racconto di Marco. Marco usa una parola insolita per indicare l'apertura dei cieli, σχιζομένους, schizomenous che significa "strappo" o "lacerazione" (Marco 1, 10). Forma un filo verbale (Leitwortstil) con lo strappo (ἐσχίσθη, eschisthē) del Velo del Tempio in Marco 15, 38, invitando al confronto tra i due episodi.
Luca 1 inizia con la nascita di Giovanni il Battista, annunciata a suo padre, Zaccaria, dall'angelo Gabriele. Sei mesi dopo Gabriele appare alla Vergine Maria con un Annuncio della nascita di Gesù (l'Annunciazione). Gabriele annuncia anche a Maria la nascita di Giovanni Battista alla sua parente Elisabetta, che è la moglie di Zaccaria. Maria immediatamente partì per visitare Elisabetta e rimase con lei fino alla nascita di Giovanni. Luca contrasta fortemente le reazioni di Zaccaria e Maria a queste due rispettive nascite; e la vita di Giovanni e di Gesù è intrecciata.
Luca raffigura in modo unico Giovanni come mostrando gentilezza pubblica ai collezionisti delle tasse e incoraggiando la donazione di limone ai poveri (come in Luca 3, 11). Luca racconta che Gesù pregò quando il Cielo si aprì e lo Spirito Santo scese su di lui. Luca spiega che lo spirito scese in "forma fisica" di colomba, al contrario che semplicemente "scese come" una colomba. In Atti 10, 37-38, il ministero di Gesù è descritto come seguendo "il battesimo che Giovanni predicò".

In Giovanni 1, 29-33, anziché una narrazione diretta, Giovanni Battista testimonia la discesa dello Spirito come una colomba.
Il Vangelo di Giovanni (Giovanni 1, 28) specifica "Betània, al di là del Giordano", cioè Betania in Perea come il luogo in cui Giovanni battezzava quando Gesù iniziò a scegliere i discepoli, e in Giovanni 3, 23 si fa menzione di altri battesimi a Ennòn "perché c'era là molta acqua".
Giovanni 1, 35-37 narra un incontro tra Gesù e due dei suoi futuri discepoli, che erano allora discepoli di Giovanni Battista. L'episodio in Giovanni 1, 35-37 costituisce l'inizio della relazione tra Gesù e i suoi futuri discepoli. Quando Giovanni Battista chiamò Gesù Agnello di Dio, «i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù». Uno dei discepoli si chiama Andrea, ma l'altro rimane senza nome, e Raymond Edward Brown solleva la questione che sia lui stesso l'autore del Vangelo di Giovanni. Nel Vangelo di Giovanni, i discepoli seguono Gesù in seguito e portano altri discepoli a lui, e Atti 18, 24–19, 6 ritrae i discepoli di Giovanni che alla fine si uniscono ai seguaci di Gesù.
Secondo il Vangelo apocrifo dei Nazarei, l'idea di essere battezzati da Giovanni venne dalla madre e dai fratelli di Gesù, e Gesù stesso, inizialmente contrario, la accettò a malincuore. Benjamin Urrutia suggerisce che questa versione sia supportata dal criterio dell'imbarazzo, poiché i seguaci di Gesù non avrebbero inventato un episodio in cui Gesù cambia idea e arriva ad accettare il piano di qualcun altro. Inoltre, la storia proveniva dalla comunità che includeva la famiglia di Gesù, la quale avrebbe garantito l'autenticità della narrazione.

Il Vangelo di Giovanni (Giovanni 1, 28) afferma che Giovanni battezzava a "Betània, al di là del Giordano". generalmente considerata la città di Betania, chiamata anche Betabara in Perea, sulla riva orientale del fiume Giordano, vicino a Gerico. Nel III secolo, Origene, che si trasferì nella zona da Alessandria, suggerì Betabara come luogo. Nel IV secolo, Eusebio di Cesarea affermò che la posizione era sulla riva occidentale del Giordano, e seguendolo, la prima mappa bizantina di Madaba mostra Bethabara come (Βέθαβαρά).
Il battesimo biblico è legato a sorgenti e a un Wadi (al-Kharrar) vicino al sito orientale del fiume Giordano, non al Giordano stesso. I luoghi di pellegrinaggio, importanti sia per i cristiani che per gli ebrei, hanno cambiato ubicazione nel corso della storia. Il sito di Al-Maghtas (battesimo o immersione in arabo), sulla sponda orientale del fiume in Giordania, è considerato il più antico luogo di culto. Questo sito è stato scoperto in seguito a scavi sponsorizzati dall'UNESCO. Al-Maghtas ricevette la visita di Papa Giovanni Paolo II nel marzo del 2000, e disse: "Con gli occhi dell’animo vedo Gesù avvicinarsi alle acque del fiume Giordano, non lontano da qui, per essere battezzato da Giovanni il Battista". L'Espansione islamica pose fine agli edifici bizantini sulla riva orientale del fiume Giordano. La successiva venerazione ebbe luogo proprio sull'altra sponda del fiume, sulla Cisgiordania, a Qasr el Yahud. La valle intorno al Mar Morto, in cui sfocia il fiume Giordano da nord, è anche il punto più basso del pianeta Terra.
Vi sono delle differenze importanti tra i tre racconti dei Vangeli che indicano una diversa cristologia.

Il battesimo di Gesù deve necessariamente avere un significato e uno scopo ben diversi dalla remissione dei peccati, che era il motivo del battesimo impartito da Giovanni Battista. Gesù era senza peccato; si legge infatti nella Prima lettera di Pietro: "Non commise peccato, né fu trovato inganno nella sua bocca". Secondo il Vangelo secondo Matteo, Gesù disse a Giovanni, che non voleva battezzarlo: "Lascia fare, questa volta, poiché conviene che in questo modo adempiamo tutto ciò che è giusto. Allora Giovanni acconsentì".
Nella dottrina cattolica, il battesimo di Gesù è diverso dall'attuale sacramento cristiano cattolico. Quest'ultimo ha soprattutto il significato di rendere il battezzato figlio di Dio e membro della Chiesa e inoltre di purificarlo del peccato originale.
In Atti 10:37-43, San Paolo apostolo afferma che chiunque crede in Gesù Cristo ottiene il perdono dei peccati per mediazione del suo Nome. Aggiunge che tale verità è stata testimoniata da tutte le creature prescelte da Dio per essere suoi profeti e testimoni di verità. Ciò equivale a dire che esiste una perfetta concordanza fra Vecchio e Nuovo Testamento soprattutto riguardo alla profezia storica e al giudizio di Dio. La formula sacramentale che rende efficace il Battesimo afferma il Nome di Cristo e il Suo essere il Figlio di Dio, causando la remissione di tutti peccati:

Nel Vangelo secondo Luca, le parole dette dalla "voce dal cielo" sono le stesse dette nel Vangelo secondo Marco: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
In un manoscritto greco (Codex Bezae) e in alcuni manoscritti latini conservatisi, invece, le parole della voce celeste sono «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato». Il brano fu citato molto dai Padri della Chiesa tra il II e il III secolo, cosa che costituisce una testimonianza importante in quanto la maggior parte dei manoscritti del Nuovo Testamento conservatisi è posteriore a queste testimonianze; ebbene, in quasi tutti i casi, in testimonianze che vengono dalla Spagna alla Palestina e dalla Gallia al Nordafrica, è la forma «Oggi ti ho generato» ad essere attestata. Depone inoltre a favore dell'autenticità di questa versione il fatto che l'altra è identica a quella riportata in Marco e quello che gli scribi tendevano ad uniformare i testi, invece che a introdurvi discostamenti.
La ragione della modifica del testo da «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato», la versione originale di Luca, a «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto» sarebbero da ricondurre a un tentativo degli scribi di rimuovere ogni possibile appiglio agli adozionisti, una corrente delle origini del cristianesimo per la quale Gesù non era nato Figlio del Padre ma era stato da lui adottato all'atto del battesimo nel Giordano.
Tuttavia, secondo altri studiosi, come ad esempio Tony Costa, è il Codex Bezae a presentare una versione non originale di Luca allo scopo di armonizzare la voce celeste con il Salmo 2 (v. in particolare Sal 2,7). Inoltre, lo stesso studioso evidenzia come la tesi di un presunto adozionismo in Luca condurrebbe ad una serie di tensioni interpretative quando si considera l'opera lucana nel suo complesso (Vangelo e Atti degli Apostoli).
Justus Knecht risponde alla domanda sul perché Gesù si lasciò battezzare da Giovanni:

Egli osserva inoltre che "l'apertura del cielo significava che il Cielo, che era rimasto chiuso all'uomo sin dalla Caduta, era ora stato riaperto da Gesù".
Nelle sue Meditazioni, Roger Baxter riflette sul battesimo di Cristo:
È stata fatta una lettura tipologica dell'Antico Testamento alla luce del Nuovo. La discesa della colomba dello Spirito Santo concorda con Isaia 11,2 (lo Spirito del Signore avrebbe "riposato" sul Messia) e, in particolare, con Isaia 42,1-7 ("Ecco il mio servo...il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di lui"), proposto dalla liturgia cattolica come prima lettura durante la festività del Battesimo di Gesù.
In questo evento si manifestano tutte e tre le divine persone della Santissima Trinità. Inoltre, è l'unica volta in cui nei primi tre Vangeli Sinottici si ode la voce di Dio, oltre all'episodio della Trasfigurazione di Gesù.
Esiste una festa dedicata al battesimo di Gesù nei riti di quasi tutte le Chiese.
Nel rito romano la festa del Battesimo del Signore ricorre nella domenica dopo l'Epifania del Signore e conclude il Tempo di Natale; il giorno successivo inizia il Tempo ordinario. Dove l'Epifania cade il 6 gennaio, la festa del Battesimo cade nella domenica compresa tra il 7 e il 13 gennaio; dove invece l'Epifania non è festa di precetto e si celebra la domenica tra il 2 e l'8 gennaio, quando questa cade il 7 o l'8, la festa del Battesimo del Signore si celebra il lunedì seguente 8 o 9 gennaio. Nella Messale del 1962 si prevede la "Commemorazione del Battesimo del Signore" come festa di seconda classe da celebrare il 13 gennaio; quando però questo giorno cade di domenica, prevale la festa della Sacra Famiglia, che ricorre nella domenica dopo l'Epifania. Più anticamente, nel calendario tradizionale tale Commemorazione non esisteva, ma si leggeva il Vangelo del Battesimo del Signore nel giorno dell'Ottava dell'Epifania.
Nelle Chiese ortodosse che seguono il nuovo calendario ortodosso, il battesimo del Signore viene celebrato il 6 gennaio; quelle Chiese che seguono il calendario giuliano, celebrano la stessa festa il 19 gennaio.
Nelle Chiese protestanti dove esiste questa festa, come quelle luterane e metodiste, essa generalmente cade la domenica che segue l'Epifania. In particolare nella Chiesa anglicana, il Battesimo del Signore cade la domenica dopo l'Epifania quando questa è il 6 gennaio (la maggioranza dei casi) oppure una domenica non oltre il 6 gennaio; dove l'Epifania si celebra in domenica e questa cade il 7 o l'8 gennaio, il Battesimo del Signore si celebra il lunedì seguente.
Alcune delle più note opere d'arte sul soggetto:
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85069967 · J9U (EN, HE) 987007293569605171 |
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