
Benny Peled (Tel Aviv, 1928 – Ramat HaSharon, 13 luglio 2002) è stato un generale israeliano, comandante dell'aeronautica militare israeliana dal 1973 al 1977.
Nato Binyamin Weidenfeld, guidò l'aeronautica durante la guerra del Kippur e l'operazione Entebbe. Dopo il servizio militare ricoprì la carica di presidente della società Elbit.
Nacque a Tel Aviv nel 1928 e studiò al ginnasio Herzliya. Dopo il servizio nella polizia degli insediamenti ebraici in Alta Galilea, iniziò gli studi di ingegneria meccanica al Technion. Nel 1948 entrò nel servizio aereo dell'Haganah, inizialmente come meccanico di aeroplani.
Nel 1949 iniziò il corso di pilotaggio. Prestò successivamente servizio come pilota da caccia e frequentò in Gran Bretagna un corso di conversione agli aerei a reazione.
Durante la crisi di Suez del 1956, il suo caccia Mystère fu abbattuto dalla contraerea egiziana. Peled riuscì a lanciarsi con il seggiolino eiettabile e fu successivamente recuperato, ferito, da un aereo israeliano.
Negli anni sessanta comandò la base aerea di Hatzor, incarico che ricopriva durante la guerra dei sei giorni del 1967. Le squadriglie della base parteciparono all'attacco contro gli aeroporti delle aviazioni arabe, denominato operazione Focus.
Ricoprì incarichi nello stato maggiore dell'aeronautica e lavorò temporaneamente presso la Israel Aircraft Industries. Nel 1973 succedette a Mordechai Hod al comando dell'aeronautica militare.
Pochi mesi dopo la sua nomina scoppiò la guerra del Kippur. Nelle ore precedenti l'attacco egiziano e siriano, Peled sostenne l'opportunità di un attacco aereo preventivo contro obiettivi siriani, che non fu autorizzato dai vertici politici.
Durante il conflitto l'aeronautica incontrò notevoli difficoltà nel sostenere le forze terrestri, soprattutto per la presenza delle difese antiaeree missilistiche avversarie. Dopo la guerra Peled guidò un processo di revisione delle operazioni e di riorganizzazione del comando.
Nel luglio 1976 era ancora comandante dell'aeronautica durante l'operazione Entebbe, organizzata per liberare gli ostaggi trattenuti nell'aeroporto ugandese. Lasciò il servizio permanente nel 1977, cedendo il comando a David Ivry.
Successivamente divenne presidente della società Elbit; nel 1989 lasciò l'incarico per dedicarsi ad attività imprenditoriali private.
Morì il 13 luglio 2002 nella propria abitazione a Ramat HaSharon, dopo una grave malattia.
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