| Bieberite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | VI/C.06-30 |
| Formula chimica | CoSO4·7(H2O) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | trimetrico |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Classe di simmetria | prismatica |
| Parametri di cella | a = 14.13, b = 6.55, c = 11 |
| Gruppo puntuale | 2/m |
| Gruppo spaziale | P 21/c |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 1,96 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 2 |
| Sfaldatura | perfetta secondo {001} |
| Colore | rosso vivo, rosso sangue, rosa-rosso |
| Lucentezza | vitrea, per disidratazione diventa fievole |
| Opacità | da traslucida a non trasparente |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La bieberite è un minerale, un solfato eptaidrato di cobalto, appartenente al gruppo della melanterite. Il nome deriva dalla località tedesca di Bieber, presso Gelnhausen, nella regione di Hesse. Descritta per la prima volta da Wilhelm Karl von Haidinger (1795 - 1871), geologo e mineralogista austriaco, nel 1845.
Di questo minerale sono conosciuti solo cristalli monoclini ottenuti per via artificiale, in laboratorio.
L'origine è secondaria in quanto si forma per alterazione dei composti di cobalto, generalmente solfuri e arseniuri, ed ha paragenesi con farmacolite, eritrite e annabergite.
In natura si presenta in incrostazioni o patine o anche in stalattiti.
Si disidrata all'aria e va conservata in plastica sottovuoto o in contenitori a tenuta stagna. È facilmente solubile in acqua.
A Chalanches, nell'Isère, in Francia; a Bieber e a Siegen, in Germania; a Leogang, presso Salisburgo, in Austria; e a Copiapó, nel Cile.
In Italia raramente è stata rinvenuta nella miniera di ferro di Calamita, nel comune di Capoliveri, nell'isola d'Elba.