Un piccolo complesso bigofonico: a sinistra la grossa cassa con cimbali, il percussionista canta per seguire la musica, a destra: due bigofoni. L'imboccatura o "bocchino" del bigofono centrale è posta perpendicolarmente all'apertura del padiglione dello strumento. Caricatura d'Henri Maigrot, detto "Henriot", apparsa in Le Journal amusant, il 17 marzo 1894.Pierre Larousse, Grande dizionario universale del XIX secolo, Parigi 1890.I bigofoni alla "mezza Quaresima" (terzo giovedì di Quaresima) al Carnevale di Parigi del 1888.I bigofoni al gran concorso internazionale di musica di Puteaux nell'agosto 1900.Le società bigofoniche al Carnevale di Parigi del 1902 sui Grands Boulevards.
Il bigofono (in francese bigophone, preferito, o bigotphone) è uno strumento musicalea fiatod'origine carnevalesca, d'aspetto decorativo, molto chiassoso, popolare, a buon mercato e facile da fabbricare, perché del tutto primitivo e quindi semplice da realizzare.
Nome al quale è aggiunto il suffisso greco fono, voce.
Il bigofono si compone di un'imboccatura, chiamato bocchino e d'un cornetto di cartone, al quale si può dare tutte le forme: ve ne sono di stravaganti, dalle proporzioni enormi, e si dona a volontà la forma d'un serpente, del camino d'una locomotiva, d'una proboscide d'elefante, d'una chiocciola gigantesca. Per suonarlo non c'è bisogno di conoscere le sue note musicali, basta cantare dentro al boccaglio.
Nell'ottobre 2011, il costo di fabbricazione d'un bigofono artigianale è di circa 4 euro, confrontato con l'acquisto d'un kazoo a 3 euro.
Bigotphone è in origine il marchio depositato da Romain Bigot, suo inventore, per il semplice strumento musicale, assai rumoroso, che aveva realizzato. L'iniziale "denominazione ufficiale" però evolve in seguito, semplificandosi e perdendo la «t» finale del cognome d'origine del suo inventore.
Un bigofonista di Châtellerault con il suo strumento verso il 1930. Nella regione "châtelleraudaise", la tradizione bigofonica è stata preservata fino ai nostri giorni.
L'inventore del bigofono si farà presto l'efficacissimo propagatore del suo strumento, che inizialmente egli realizza per il comico "Bienfait" (in italiano Benfatto), che canta «Méli-Mélo» a Ba-Ta-Clan, e per la sua invenzione, Bigot s'è ispirato al Mirlitone, piccolo strumento musicale popolare già esistente, che però egli ha perfezionato.
L'uso del bigofono, in più di cinquant'anni, si è estremamente diffuso in Francia e Belgio, ed infatti nei due Paesi, le goguette, a centinaia, s'organizzano in fanfare di bigofoni chiamate società bigofoniche, fanfare di bigofoni, bigofoni o semplicemente fanfare senz'altre precisazioni.
Si trovano dei bigofoni nei magazzini di strumenti di musica. Certi magazzini vendono degli assortimenti completi di dodici strumenti musicali per formare delle fanfare. Capita di frequente anche che li si fabbrichi da soli, poiché i bigofoni sono strumenti musicali facilissimi da costruire.
Le fanfare di bigofoni si riproducono allegramente un po' dappertutto, nelle piccole come nelle grandi occasioni, nelle piccole come nelle grandi città, in Europa, in Germania soprattutto, in America del Nord, in particolare negli Stati Uniti, e persino in Nuova Zelanda, nella parte opposta del mondo rispetto alla Francia.
Funzionamento del Bigofono
«Strumento musicale di cartone inventato da Monsieur Bigot, si compone d'una imboccatura, detta bocchino, e d'un cornetto di cartone al quale si può dare tutte le forme», in cui canta dentro facendo "tu-tu-tu". Il suono della voce si ripercuote su un piccolo pezzo di carta sottile, tipo "carta da sigaretta" o "carta di seta" ch'essa fa vibrare, tesa su d'una apertura laterale, da cui si ottiene un'amplificazione deformata e nasale della voce dello strumentista che gorgheggia l'aria, canterellando a bocca chiusa.
Il cartone di cui sono fatti i bigofoni è una "pasta della carta", per cui sono detti "strumenti musicali a pasta di carta", come è precisato negli auguri ironici del giornale Le Gaulois a due nuove goguette nel 1922:
… e noi augureremo prosperità a tali due società che, al prezzo in cui è il rame, si contentano di fare rumore con strumenti di pasta di cartone.
Bigotphone (ou Bigophone) viene molto semplicemente da Bigot, l'inventore di tali strumenti che certuni sanno rendere armoniosi.
il brav'uomo, uno dei mille piccoli industriali, ingegnoso come Parigi solo ne produce, ebbe per primo l'idea di dare al mirlitone – poiché altro non è – delle forme o burlesche, od ispirate dagli strumenti musicali.
↑Extrait des Nouvelles diverses, rubrique du Journal des débats politiques et littéraires, 9 mars 1888, page 3, 1re colonne.
↑Le concours de musique de Puteaux, Le Petit Parisien, 14 août 1900, page 3, 2e colonne. Ce concours est annoncé dans le Courrier orphéonique, rubrique du journal Le Petit Parisien, le 27 octobre 1899, page 4, 3e colonne. Son règlement est publié dans Le Petit Parisien du 7 février 1900, page 4, 3e colonne.
↑Extrait de Faits divers, rubrique du Journal des débats politiques et littéraires, 13 février 1902, page 3, 4e colonne.
↑Il nome di Romain Bigot, che non è generalmente citato, venne indicato nel 1898 in L'Opinion, journal de la semaine, volume 21, page 30:
Bigophones.
Alla fine del mese si svolgerà a Parigi, un grande congresso di tutte le società bigofoniche di Francia.
Sappiate che il bigofono in cartone è stato inventato da Romain Bigot, nato a Parigi, il 13 luglio 1883.
La data di nascita riportata qui è errata. Potrebbe corrispondere a quella di un avvenimento nella storia del bigofono.
↑Carl Fischer's New Competition Catalogue, New York, États-Unis, vers 1896.
↑Le nom de cet instrument géant est formé de Mammouth, Zobo et Phunnygraph: jeu de mots avec à la base Funny, joyeux et Phonograph, la caisse affectant la forme d'un phonographe avec son pavillon amplificateur. Sur une autre illustration du Mammoth Zobo Phunnygraph figure même la manivelle sur le côté.
↑Image extraite du catalogue 1901 de Rudolph Wurlitzer & Co, Cincinnati.
12345Extrait du catalogue de L'écho de la gaité française, 65 rue du Faubourg-Saint-Denis, Paris 1927.
↑Illustrierter Haupt-Catalog, Paul Stark verlag, Markneukirchen, Sachsen, 1893.
↑Dettaglio della stampa Imagerie d'Épinal. n° 307, La cavalcata della metà Quaresima a Parigi, Pellerin & Cie, imprimeur-éditeur, Épinal 1894, xilografia (od incisione su legno) a colori: 29 x 40 cm.
↑La détresse des bigophones, Resoconto dello svaligiamento (furto con scasso) d'un magazzino di strumenti di musica, 89 boulevard Sébastopol a Parigi, Le Figaro, 26 maggio 1922, pag. 4, 2ª colonna.
↑La création de ces deux sociétés bigophoniques est annoncée dans la rubrique Les Échos, Le Gaulois, 17 février 1922, pag. 1, 4ª colonna, che cita il Journal officiel.
↑Bigotphone, L'Intermédiaire des chercheurs et curieux, XXXVIIIe volume, numéro 814, 10 novembre 1898, 694, B. Duprat éditeur, Paris.