Bloomberg Terminal

Bloomberg Terminal
software
Un Bloomberg Terminal esposto presso Bloomberg L.P.
Un Bloomberg Terminal esposto presso Bloomberg L.P.
Un Bloomberg Terminal esposto presso Bloomberg L.P.
GenereAnalisi dei dati e trading elettronico
SviluppatoreBloomberg L.P.
Data prima versionedicembre 1982
Sistema operativoMicrosoft Windows (altri sistemi tramite Citrix Receiver)
LinguaggioFortran
C
C++
Licenzaproprietaria
(licenza non libera)
Sito webwww.bloomberg.com/professional/

Il Bloomberg Terminal è un sistema software fornito da Bloomberg L.P., società fornitrice di dati finanziari, che consente ai professionisti del settore finanziario e di altri settori di accedere ai Bloomberg Professional Services, con cui monitorare e analizzare in tempo reale i dati di mercato ed eseguire operazioni su una piattaforma di trading elettronico. Sviluppato da dipendenti dell'imprenditore Michael Bloomberg, il sistema fornisce anche notizie, quotazioni e un servizio di messaggistica sulla propria rete proprietaria. Nel mondo della finanza è noto per la sua interfaccia nera, diventata un tratto riconoscibile del servizio. La prima versione fu commercializzata nel dicembre 1982.

La maggior parte delle grandi società finanziarie è abbonata ai Bloomberg Professional Services. Molte borse applicano tariffe aggiuntive per l'accesso ai prezzi in tempo reale attraverso il terminale, e lo stesso fanno diverse agenzie di stampa. I terminali sono concessi in locazione con contratti biennali (tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila erano disponibili anche contratti triennali); prima del passaggio a un'applicazione per Windows, il canone dipendeva dal numero di schermi collegati a ciascun terminale. La maggior parte delle postazioni Bloomberg ha da due a sei schermi. Nel 2022 l'abbonamento costava circa 24 000 dollari all'anno per utente, o 27 000 dollari per gli abbonati con un solo terminale. Nel 2016 gli abbonati nel mondo erano circa 325 000.

Storia

Nel 1981 Michael Bloomberg fu licenziato dalla Salomon Brothers. Non ricevette una buonuscita, ma come socio possedeva quote della società per un valore di 10 milioni di dollari. Con questo denaro Bloomberg, che per la Salomon aveva progettato sistemi finanziari informatici interni, fondò una società di servizi di dati, la Innovative Market Systems (IMS), convinto che Wall Street avrebbe pagato un prezzo elevato per informazioni economiche di qualità, fornite in tempo reale su terminali e in vari formati utilizzabili.

La società vendeva terminali personalizzati che fornivano alle società di Wall Street dati di mercato in tempo reale, calcoli finanziari e altri strumenti di analisi. In origine la macchina si chiamava Market Master, ma divenne poi nota come Bloomberg Terminal o semplicemente «il Bloomberg». Il terminale fu messo in commercio nel dicembre 1982. Il primo cliente fu Merrill Lynch, che acquistò una quota del 30% della IMS per 30 milioni di dollari, in cambio dell'impegno a non vendere i terminali ai suoi concorrenti per cinque anni; nel 1984 Merrill Lynch sciolse la IMS da questo vincolo.

Nel 1990 fu introdotta la tastiera Bloomberg, dotata di trackball e di funzioni di chat vocale integrate; nel 1991 uscì la prima versione a colori del terminale.

Nel 2001 Michael Bloomberg lasciò il lavoro sul terminale per candidarsi a sindaco di New York, per poi tornare a guidare la società nel 2014. Dal 2012 il terminale genera ricavi annui superiori a quelli di Thomson Reuters, storica concorrente nel mercato dei dati finanziari.

Oggi la componente hardware del terminale si riduce a una serie di accessori, fra cui una tastiera personalizzata con tasti speciali, un lettore di impronte digitali e un doppio schermo.

Prezzi

Nel 2011 le vendite del terminale rappresentavano oltre l'85% dei ricavi annui di Bloomberg L.P. Con l'aumento di circa il 9% applicato dal 1º gennaio 2023, il prezzo parte da circa 30 000 dollari all'anno per utente.

Architettura

Con il «B-unit», alternativa portatile al lettore di impronte digitali della tastiera Bloomberg, gli utenti possono accedere ai servizi Bloomberg Anywhere da qualsiasi computer, indipendentemente dal sistema operativo o dall'architettura, attraverso un normale browser.

Il terminale si basa su un'architettura client-server, con il server eseguito su una piattaforma Unix multiprocessore. Il client, con cui gli utenti interagiscono con il sistema, è un'applicazione per Windows che di solito si collega direttamente attraverso un router fornito e installato da Bloomberg.

Con un servizio aggiuntivo, Bloomberg Anywhere, l'applicazione per Windows può collegarsi via Internet, oppure il servizio può essere usato attraverso il web con un client Citrix; esistono inoltre applicazioni per l'accesso da dispositivi Android e iOS. La parte server del terminale fu sviluppata in origine soprattutto nei linguaggi di programmazione Fortran e C; negli ultimi anni si è passati al C++ e a JavaScript integrato nei client e nei server.

Ogni macchina server esegue più istanze del processo server. Grazie a una forma proprietaria di cambio di contesto, i server tengono traccia dello stato di ciascun utente, così che interazioni consecutive dello stesso utente possano essere gestite da processi server diversi. Anche il codice dell'interfaccia grafica è proprietario.

Tastiera

Schema della tastiera Bloomberg

Nella sua autobiografia del 1997, Michael Bloomberg dedica un capitolo, intitolato Computers for Virgins, alle differenze fra la tastiera del terminale e il layout standard dei PC IBM allora diffuso. La tastiera fu progettata per operatori di borsa e market maker senza esperienza con i computer: pur somigliando a una tastiera comune, sostituisce i nomi tecnici e il colore beige dei tasti funzione con nomi e colori facili da ricordare. Il tasto di annullamento, chiamato Cancel, è rosso per attirare l'attenzione; il tasto di invio, chiamato GO, è verde e prende il nome dalla casella «Go» del Monopoly, passando dalla quale si incassano 200 dollari, con l'augurio che l'utente guadagni grazie alle informazioni trovate.

I tasti funzione gialli della fila superiore corrispondono ai settori di mercato: titoli di Stato, obbligazioni societarie, titoli ipotecari, mercato monetario, obbligazioni degli enti locali, azioni privilegiate, azioni, materie prime, indici e valute. Servono a indicare a quale categoria appartiene lo strumento richiesto. I comandi del terminale combinano infatti il codice del titolo, quello della piazza di quotazione, il tasto del settore e una funzione indicata da una sigla mnemonica, come HP per i prezzi storici (historical price) o CN per le notizie sulla società (company news): la sequenza «VOD LN» seguita dal tasto Equity, per esempio, identifica le azioni Vodafone quotate alla Borsa di Londra. Altri tasti dedicati permettono di tornare alla funzione precedente e di richiamare quelle usate di recente.

Una tastiera Bloomberg dei primi anni duemila

La tastiera Bloomberg è stata tradizionalmente più pesante e robusta delle tastiere comuni. Un modello precedente, la SEA100, pesava circa 3 kg, aveva tasti con corsa di 3 mm e passo di 19 mm, altoparlanti integrati e un sensore biometrico per l'identificazione dell'utente. Il modello attuale, Starboard (Keyboard 4), pesa 1,08 kg e ha tasti piatti a isola, più silenziosi e con corsa minore rispetto al modello precedente, Freeboard (Keyboard 3).

Terminale e prodotti correlati

In origine il Bloomberg Terminal era un sistema operativo autonomo, eseguito su hardware dedicato chiamato comunemente Bloomberg Box; oggi funziona come un'applicazione in ambiente Windows. Dal punto di vista dell'utente, il sistema ha tre livelli distinti.

Core Terminal

Il Core Terminal è il sistema Bloomberg originale. È composto di solito da quattro finestre, dette Panels, ciascuna con una propria riga di comando. Digitando ticker e funzioni, l'utente può visualizzare i dati di mercato in tempo reale, con ciascuna finestra impegnata nell'analisi di titoli, funzioni, valori e mercati diversi.

L'uso di più schermi con dati diversi, scelti dall'utente, su tutti i mercati di interesse permette di seguire in tempo reale una grande quantità di informazioni e di operare sui mercati di tutto il mondo senza ritardi informativi. Le quattro finestre possono stare su un solo monitor o essere distribuite su più monitor, creando di fatto fino a quattro terminali.

Nel febbraio 2012 Bloomberg L.P. annunciò un aggiornamento del terminale, Bloomberg NEXT: il progetto, pluriennale e da 100 milioni di dollari, mirava a rendere più facili da trovare e da usare le funzioni del Core Terminal.

Launchpad

Launchpad è una schermata personalizzabile composta da finestre più piccole, dette components, ciascuna dedicata a mostrare in permanenza un insieme di dati. Un agente di cambio che voglia tenere sempre sotto controllo trenta titoli, per esempio, può creare un componente che ne mostri costantemente i prezzi, senza doverli consultare uno per uno nelle quattro finestre del terminale.

Launchpad può aprirsi automaticamente all'accesso al terminale. Oltre ai prezzi, i suoi componenti possono mostrare caselle di posta, strumenti di calcolo e notiziari a scorrimento, e qualsiasi funzione del terminale può essere trasformata in un componente. Anche lo strumento di messaggistica Instant Bloomberg è un componente di Launchpad, come le finestre di chat che apre.

Interfaccia di programmazione

L'API Bloomberg Open API (BLPAPI) permette ad applicazioni di terze parti, come Microsoft Excel, di accedere ai dati Bloomberg attraverso il terminale e i prodotti di dati di mercato della società. Un utente può così usare dati in tempo reale, storici e di riferimento in un altro programma per costruire i propri calcoli; l'installazione del terminale comprende componenti aggiuntivi per Excel che facilitano la creazione di fogli di calcolo basati sui dati di mercato. Bloomberg offre inoltre agli abbonati kit di sviluppo gratuiti per scrivere software che accede ai dati di mercato in Wolfram Language, C, C++, Java, .NET, Perl e Python, su Windows, Linux, macOS e Solaris.

Financial Instrument Global Identifier

Il Financial Instrument Global Identifier (FIGI) è un identificativo univoco alfanumerico di 12 caratteri, a standard aperto, per strumenti finanziari come azioni, opzioni, derivati, futures, obbligazioni societarie, titoli di Stato, obbligazioni degli enti locali, valute e titoli ipotecari. Introdotto da Bloomberg nel 2009 con il nome di Bloomberg Global Identifier, è stato adottato come standard dall'Object Management Group nel 2015 e, nel settembre 2021, riconosciuto come standard statunitense dall'organismo di normazione competente. Un codice FIGI, una volta assegnato, non viene mai riutilizzato.

Esistono FIGI che identificano un titolo su una singola borsa e FIGI compositi, che rappresentano lo stesso titolo su più borse collegate. La struttura del FIGI è definita dall'Object Management Group, che ne detiene il copyright, mentre i codici sono pubblicati da Bloomberg L.P. Il FIGI è un concorrente del CUSIP.

Nell'aprile 2022 Bloomberg ha adottato per i Legal Entity Identifier (LEI) la versione 3.1 del Common Data Format, il formato di dati di questi codici, che permette alle società di conoscere meglio la propria esposizione verso diversi tipi di soggetti giuridici e di rispettare gli obblighi normativi. Come il FIGI, il LEI è gestito dall'unità Open Symbology di Bloomberg.

Concorrenti

Il principale concorrente del Bloomberg Terminal è Refinitiv, oggi LSEG Data & Analytics, con la piattaforma Eikon, già di proprietà di Thomson Reuters. Nel 2011 Bloomberg e Thomson Reuters si dividevano il mercato con una quota del 30% ciascuna, mentre nel 2007 la quota di Bloomberg era del 26% contro il 36% di Reuters.

Fra gli altri concorrenti principali ci sono Money.Net, SIX Financial Information, Markit, FactSet, Capital IQ, Symphony, Fidessa e Dow Jones. Secondo la società di consulenza Burton-Taylor International Consulting, nel 2011 il mercato dei dati e delle analisi finanziarie valeva quasi 25 miliardi di dollari. A metà degli anni 2020 il mercato mondiale dei dati finanziari valeva quasi 50 miliardi di dollari, e si sono diffuse piattaforme alternative di grafici meno costose, come TradingView e YCharts.

Note

  1. ↑ (EN) Bloomberg Professional Services, su Bloomberg. URL consultato il 27 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2017).
  2. ↑ (EN) Dominique Leca, The Impossible Bloomberg Makeover, su UX Magazine, 24 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2017).
  3. ↑ (EN) Will Kenton, This is how much a Bloomberg terminal costs, su Investopedia, 29 luglio 2022.
  4. ↑ (EN) Bloomberg company information, su Bloomberg. URL consultato il 13 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2016).
  5. ↑ (EN) Sam Roberts, Michael Bloomberg on How to Succeed in Business, in The New York Times, 1º febbraio 2017.
  6. ↑ (EN) Richard Goldberg, The Battle for Wall Street: Behind the Lines in the Struggle that Pushed an Industry into Turmoil, John Wiley & Sons, 2009, p. 26, ISBN 9780470446812.
  7. 1 2 3 (EN) Harry McCracken, How the Bloomberg Terminal Made History—And Stays Ever Relevant, in Fast Company, 6 ottobre 2015. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  8. ↑ (EN) Paul Bodine, Make It New: Essays in the History of American Business, iUniverse, 2004, p. 182, ISBN 9780595309214.
  9. ↑ (EN) Emily Stewart, How Mike Bloomberg made his billions: a computer system you've probably never seen, in Vox, 11 dicembre 2019. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  10. ↑ (EN) Inside the Bloomberg Machine, su wallstreetandtech.com, Wall Street and Technology. URL consultato il 27 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2012).
  11. ↑ (EN) Bloomberg Terminal Inflation: ~9% Price Hike on Jan. 1, 2023, su NeuGroup, 26 agosto 2022.
  12. 1 2 (EN) Michael R. Bloomberg, Bloomberg by Bloomberg, John Wiley & Sons, 1997.
  13. ↑ (EN) Tom Lowry, The Bloomberg Machine, in BusinessWeek, 23 aprile 2001. URL consultato il 23 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2009).
  14. ↑ (EN) Andrew Edgecliffe-Johnson, Bloomberg to reveal data service redesign, in Financial Times, 27 febbraio 2012. URL consultato il 15 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2012).
  15. ↑ (EN) Bloomberg Software Support, su bloomberg.com, Bloomberg L.P.. URL consultato il 20 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2012).
  16. ↑ (EN) Open API, su openbloomberg.com, Bloomberg L.P.. URL consultato il 20 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2012).
  17. ↑ (EN) Bloomberg Promotes FIGI as Primary Global Security Identifier, su A-Team Insight, 18 settembre 2014. URL consultato il 2 maggio 2022.
  18. ↑ (EN) OMG Adopts FIGI Identifier Standard, su WatersTechnology, 7 dicembre 2015. URL consultato il 2 maggio 2022.
  19. ↑ (EN) After lengthy fight, Bloomberg's Figi recognized as official US data standard, su WatersTechnology, 15 settembre 2021. URL consultato il 2 maggio 2022.
  20. ↑ (EN) Bloomberg's FIGIs Win Nod From US Standards Body: Now What?, su FinOps, 5 ottobre 2021. URL consultato il 2 maggio 2022.
  21. 1 2 (EN) Doug Bailey, How CUSIP numbers became a Wall Street battleground, su Business of Business, 25 marzo 2022. URL consultato il 2 maggio 2022.
  22. ↑ (EN) Jenna Lomax, Bloomberg releases New Common Data Format for LEIs, in Asset Servicing Times. URL consultato il 2 maggio 2022.
  23. ↑ (EN) Dan Barnes, Bloomberg releases new Common Data Format for legal entity identifiers, su The DESK, 29 aprile 2022. URL consultato il 2 maggio 2022.
  24. ↑ (EN) Oscar Williams-Grut, Wall Street made an ambitious, $300 million bet to build a challenger to Bloomberg — here's how it's getting on, su Business Insider. URL consultato il 28 agosto 2025.
  25. ↑ (EN) Matthew Flamm, Bloomberg LP beats Thomson Reuters, in Crain's New York Business, 23 febbraio 2012. URL consultato il 15 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).

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