
Bruno Bonazzi (Perugia, 1923 – Torino, 2013) è stato un avvocato italiano. È ricordato principalmente per il suo ruolo storico e di alto valore civile come componente del collegio di difesa coatta nel primo grande processo contro il nucleo storico delle Brigate Rosse a Torino (1976-1978), svoltosi in uno dei periodi più drammatici degli anni di piombo.
Nato a Perugia nel 1923, apparteneva a una famiglia di consolidata tradizione intellettuale e istituzionale. Era infatti nipote in linea diretta di Bruto Bonazzi, celebre cartografo e topografo dell'Istituto Geografico Militare (IGM) tra il 1876 e il 1908, a sua volta imparentato con lo storico perugino Luigi Bonazzi. Successivamente la famiglia si stabilì in Piemonte, dove Bruno compì gli studi universitari e, nel 1948, avviò la propria attività professionale.
Nel maggio del 1976 si aprì a Torino il processo contro i fondatori e i militanti del nucleo storico delle Brigate Rosse, tra cui Renato Curcio e Alberto Franceschini. Gli imputati scelsero la linea del rifiuto totale dell'autorità giudiziaria dello Stato: revocarono i legali di fiducia e intimarono a qualunque avvocato nominato d'ufficio di non accettare l'incarico, minacciando di morte chiunque avesse collaborato alla regolare tenuta del dibattimento. L'obiettivo strategico del gruppo armato era la totale paralisi dei processi istituzionali.
Per salvaguardare il principio costituzionale del diritto alla difesa e la continuità dello Stato di diritto, il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Torino, Fulvio Croce, decise di istituire un collegio per la difesa coatta assumendone la guida in prima persona. Bruno Bonazzi, che all'epoca era un membro di punta del Consiglio dell'Ordine torinese, fu tra i pochi legali ad accettare la nomina d'ufficio insieme a figure come Bianca Guidetti Serra e Pierangelo Accattino, affrontando direttamente le pesanti intimidazioni dei brigatisti.
Il 28 aprile 1977 un commando delle Brigate Rosse assassinò Fulvio Croce sotto la sua abitazione. Nonostante il gravissimo clima di terrore e lo smarrimento generale, Bonazzi e il resto del direttivo forense torinese confermarono l'accettazione dell'incarico, rifiutando di farsi intimidire e portando a termine il proprio dovere costituzionale fino alla conclusione del processo, avvenuta nel 1978.
Negli anni successivi all'emergenza terroristica, Bonazzi ha ricoperto incarichi di vertice nella governance dell'avvocatura italiana:
I figli Massimo e Livio hanno successivamente ereditato la guida della storica struttura professionale da lui fondata.