Calotesta alba

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Calotesta alba
Immagine di Calotesta alba mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Metalasia clade

GenereCalotesta
P.O.Karis, 1990
SpecieC. alba
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
GenereCalotesta
SpecieC. alba
Nomenclatura binomiale
Calotesta alba
P.O.Karis, 1990

Calotesta alba P.O.Karis, 1990 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Calotesta P.O.Karis, 1990.

Etimologia

Il nome del genere (Calotesta) deriva da due parole greche "calos" (= bello) e "testa" (= tegumento, mantello, tessuto di rivestimento); il nome si riferisce all'aspetto dell'epidermide del capolino persistente con una distinta cuticola verdastra lucida. L'epiteto specifico (alba) significa "bianco".

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Per Ola Karis (1955-) nella pubblicazione "Botanical Journal of the Linnean Society" (Bot. J. Linn. Soc. 102(1): 25) del 1990. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. La specie di questa voce ha un habitus di tipo arbustivo. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è un arbusto ramificato con portamenti rampicanti. I rami sono tomentosi (quelli vecchi sono glabri). Altezza media: 0,3 - 0,5 metri.

Foglie. Le foglie, di tipo ericoide, in sono disposte in modo alternato. La lamina (lunga 1/3 rispetto alle brattee dell'involucro) con forme da lanceolate a obovate e apici acuti e mucronati, è intera piatta o contorta; i margini sono continui e involuti. La superficie è tomentosa o lanosa (in particolare quella superiore). Dimensione delle foglie: 3 - 19 × 0,3 - 2,2 mm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono sia scapose che composte da pochi capolini raccolti in formazioni di piccoli gruppi. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo discoide (con fiori omogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da circa 20 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, glabre o pelose a consistenza cartacea, sono disposte in modo più o meno embricato su 3 - 4 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è variabile da piatta a conica. Larghezza del capolino: 4 – 9 mm.

Fiori. I fiori (20 - 28 fiori per capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono assenti;
  • fiori del disco centrali: sono ermafroditi.

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni (uno o due per capolino) sono piccoli a forma ellissoide; la superficie è glabra e verdastra; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo, caduco e in genere ridotto, è formato da setole capillari (piumose o barbate) libere.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocorìa. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Sudafrica (distretto di Ladismith nel Western Cape). L'habitat preferito sono le falesie e tra le rocce di arenaria in alta montagna su altitudini tra 1800 e 2000 Template:M. s.l.m. con esposizioni meridionali.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

Il genere della specie di questa voce appartiene al clade Metalasia, un gruppo informale della sottotribù Gnaphaliinae che occupa una posizione centrale nell'ambito filogenetico della sottotribù. Le specie di questo gruppo sono di tipo ericoide con portamenti più o meno arbustivi, con pochi e piccoli fiori, stretti capolini, spesso con brattee cartacee, bianche o colorate. In particolare i capolini sono riuniti in sinflorescenze di varia forma e dimensione che spesso forniscono caratteri diagnostici per riconoscere le varie specie del gruppo. "Metalasia clade", monofiletico e composto da 8 generi soprattutto del Sudafrica, può essere diviso in due gruppi: (1) il genere Metalasia insieme al genere monotipo Planea (compresi in posizione "basale" i generi Lachnospermum e Phaenocoma) e (2) il resto del clade. "Calotesta" appartiene al secondo gruppo e insieme al genere Hydroidea forma un "gruppo fratello".

Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica della sottotribù evidenziando la posizione della specie di questa voce.

_Metalasia_clade__
 
 
 
 

Metalasia

 
 

Planea

 
 
 

Lachnospermum

 
 
 

Phaenocoma

 
 
 
 
 

Atrichantha

 
 
 

Calotesta

 
 

Hydroidea

 
 
 
 

Dolichothrix

 
 
 

I caratteri distintivi (e diagnostici) della specie Calotesta alba sono:

  • le foglie sono lunghe 1/3 rispetto alle brattee dell'involucro:
  • le sinflorescenze sono formate da capolini solitari o 2 - 3 raggruppati;
  • i capolini sono grandi con forme campanulate;
  • i fiori per capolino sono numerosi e quelli centrali sono colorati di porpora.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 maggio 2023.
  3. 1 2 3 4 Koekemoer 2002.
  4. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 5 maggio 2023.
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 5 maggio 2023.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  10. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 259.
  11. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  13. ↑ Mandel et al. 2019.
  14. ↑ Zhang et al. 2021.
  15. 1 2 3 Bengtson et al. 2011.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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