
Carla Vasio (Venezia, 12 febbraio 1923 – Roma, 22 gennaio 2026) è stata una scrittrice e poetessa italiana.
Trascorse i primi anni di vita a Venezia, che lasciò per Roma nel 1934 al seguito del padre, giornalista del Gazzettino.
Studiò al liceo Mamiani e si laureò in storia della musica. Fu tra gli esponenti della neoavanguardia italiana e partecipò all'esperienza del Gruppo '63. Nel 1966 pubblicò con Feltrinelli il romanzo L'Orizzonte, con cui ottenne il Premio Internazionale Charles Veillon (Prix Charles Veillon).
Negli anni successivi affiancò all'attività letteraria un interesse per le arti visive, sostenendo in particolare le ricerche dell'astrattismo, e gestì la Libreria dell'Oca di Roma, luogo di incontro culturale. Durante il periodo trascorso in Giappone approfondì la conoscenza della poesia giapponese e degli haiku, forma alla quale dedicò parte della propria produzione e attività di curatrice.
Vinse il Premio Feronia-Città di Fiano per la narrativa nel 1999. Nel volume Vita privata di una cultura raccolse memorie e testimonianze sugli ambienti artistici e letterari frequentati nel corso della sua vita, ricordando tra gli altri i membri del Gruppo '63, Henri Michaux, Angelo Maria Ripellino, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Manganelli, Amelia Rosselli, Gillo Dorfles, Enzo Mari, Italo Calvino, Giuseppe Ungaretti, Fernanda Pivano, Allen Ginsberg, Rossana Rossanda, Giacinto Scelsi, Ernst Bernhard, Aline Valangin, Goffredo Petrassi e Alvin Curran.
Lo psicoanalista junghiano Ernst Bernhard, con il quale fu in analisi per diverso tempo, la segnalò a Bobi Bazlen come possibile traduttrice per Adelphi, descrivendola come «molto fine, colta e probabilmente bravissima».
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