| Carlo Cicala vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 1530 a Genova |
| Nomina a vescovo | 30 marzo 1554 da papa Giulio III |
| Consacrazione a vescovo | 1557 |
Carlo Cicala (Genova, 1530 – ...) è stato un vescovo cattolico italiano.
Nacque a Genova nel 1530, da un'antica famiglia nobiliare genovese.
Seguendo le orme dello zio Giovanni Battista, creato cardinale da papa Giulio III, intraprese la carriera ecclesiastica. Laureatosi in utroque iure e divenuto professor iuris, il 30 marzo 1554, a seguito della rinuncia dello zio, lo stesso Giulio III lo nominò vescovo di Albenga.
Durante il pontificato di Paolo IV la sua carriera subì una battuta d'arresto, mentre il successore Pio IV lo nominò referendario del tribunale della Segnatura e, il 10 maggio 1565, governatore di Camerino.
Il 13 novembre 1561, in quanto vescovo, si recò a Trento per prendere parte al Concilio. Rimase nella città fino alla chiusura dello stesso, nel dicembre 1563.
Al termine del Concilio tornò nella sua diocesi, dove compì la visita pastorale nel 1564. Il 21 aprile 1569 inaugurò il Seminario vescovile di Albenga, tra i primi istituiti secondo i dettami tridentini. Nel corso del 1572 rinunciò alla diocesi in favore del cugino Carlo Grimaldi.
Nel 1572 papa Gregorio XIII, che aveva conosciuto il Cicala durante il concilio tridentino, lo nominò nunzio apostolico in Savoia, ma, prima che assumesse l'incarico, fu trasferito, il 15 giugno 1573, alla nunziatura nel Granducato di Toscana.
Durante la sua permanenza a Firenze si ebbe l'inizio delle tensioni tra il granduca Francesco I de' Medici e il pontefice a riguardo dell'applicazione dei decreti del Concilio. Terminò l'incarico il 25 febbraio 1576.
Non sono noti il luogo e la data del decesso.