| Carrefour | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società anonima |
| Borse valori | |
| Fondazione | 1959 a Annecy |
| Sede principale | Boulogne-Billancourt |
| Gruppo | Gruppo Carrefour |
| Settore | Grande distribuzione organizzata |
| Prodotti | Alimentari e beni di largo consumo |
| Fatturato | 87.2 miliardi € (2024) |
| Utile netto | 723 milioni € (2024) |
| Dipendenti | 99 800 (2020) |
| Slogan | «(FR) On a tous droit au meilleur (IT) Il meglio per me, anche nel prezzo» |
| Sito web | www.carrefour.com/en |
Carrefour (termine francese per "snodo", "incrocio", "crocevia") è una catena di supermercati e ipermercati francese, fondata ad Annecy nel 1959.
Carrefour nel 2018 era il quarto più grande gruppo di vendita al dettaglio nel mondo in termini di reddito e vendite e il secondo a livello europeo, dopo la tedesca Schwarz Gruppe. È presente in circa 30 paesi, principalmente nell'Unione europea, Brasile e Argentina, oltre che in Nord Africa e in Asia.
La rete di vendita è formata da ipermercati, centri commerciali, market di prodotti alimentari, propri format commerciali, marchi affiliati.
Il gruppo venne creato da Marcel Fournier e Louis Defforey. Il primo supermercato Carrefour aprì nel 1959 ad Annecy in Francia, poi diventato il punto di vendita Carrefour più piccolo al mondo. Nel 1963 apre il primo ipermercato a Sainte-Geneviève-des-bois (Essonne), con 2.500 mq di superficie.
Nel 1969 iniziò ad aprire i primi punti vendita oltre i confini nazionali, partendo dal vicino Belgio, sia con presenza propria, sia rilevando insegne esistenti. Nel corso degli anni '70 iniziò a sviluppare la propria rete di vendita anche in altri continenti.
Nel 1999 si fuse con il gruppo Promodès con uno scambio azionario.
Sul mercato italiano, già presente dal 1972 con l'apertura del primo punto vendita a Carugate, rilevò nel 2000 la rete a marchio Generale Supermercati (GS) e DìPerDì, di cui soppiantò progressivamente le insegne; dal 2009 iniziò a focalizzarsi nell'area centrosettentrionale del paese. La presenza nel meridione si sviluppò principalmente tramite franchising.
Dal 2008 Carrefour decise di investire nei paesi dell'Est europeo (Romania e Bulgaria in primis) e in Cina, arrivando a oltre 100 negozi e avviò diverse aperture in Russia e Cina con la consulenza strategica di banca Citigroup.
Il progetto di espansione in Russia venne tuttavia accantonato nel 2009, dopo l'apertura del megastore a Mosca, area che vantava un reddito pro-capite pari al doppio della media nazionale, ma nello stesso tempo in un mercato ormai al limite delle proprie potenzialità.

Punti operativi
In via di chiusura
Tramite marchi affiliati
Nel primo semestre 2018, Carrefour concluse tre accordi di partenariato strategico e di durata pluriennale, che si prevedevano operativi entro la fine dell'anno:
Nel continente africano, dopo le 7 aperture di punti vendita in Kenya dal 2016, aprì il suo primo ipermercato in Uganda nel 2020.
Nel novembre 2025 la famiglia Saadé – attraverso CMA CGM – ha acquisito una quota pari a circa il 4% del capitale di Carrefour, diventando così il secondo azionista più importante del gruppo.
Dopo la ristrutturazione che ha comportato varie dismissioni da alcuni paesi, il gruppo ha iniziato a focalizzarsi su Francia, Spagna e Brasile, i cui mercati, nel 2026, rappresentano complessivamente circa l'85% del fatturato consolidato e quasi il totale del risultato operativo.
Tra gli anni 2000 e 2014, la catena iniziò a disinvestire in alcuni paesi, in particolare in Portogallo (cedendo alla società Sonae gli ipermercati, ma non i supermercati), in Svizzera (dismettendo l'intera rete di vendita a favore di Coop Svizzera) ed altri paesi come Cile e Corea del Sud.
In Cina nel 2019 cedette l'80% delle quote di "Carrefour China" al gruppo Suning.com, uno dei principali leader della distribuzione cinese, ma nel segmento dell’elettronica. Nel 2022 lasciò il mercato taiwanese dopo 35 anni di attività.
Il 24 luglio 2025 Carrefour disinvestì dal mercato italiano, citando tra le proprie motivazioni l'alta concorrenza, vendendo oltre 1000 punti vendita alla società italiana NewPrinces, la quale dichiarò l'intenzione di rilanciare il marchio GS. La società immobiliare "Carmila Italia" (parte del gruppo Carrefour), specializzata nella valorizzazione dei centri commerciali adiacenti agli ipermercati, rimase fuori dal perimetro dell'operazione, successivamente, nel 2026 le sue gallerie commerciali passano a Svicom.
Nel 2026 avvia i negoziati per la cessione integrale delle sue attività in Romania.
Le principali insegne utilizzate per i formati di vendita del gruppo sono:
Questo è il dettaglio della presenza globale di Carrefour nel 2022:
| Paese | Prima apertura | Iper | Super | Prossimità | Cash & Carry | Soft discount | Sam's Club | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1960 | 253 | 1 039 | 4 472 | 148 | 33 | 0 | 5 945 | |
| 1969 | 40 | 441 | 313 | 0 | 0 | 0 | 794 | |
| 1972 | 42 | 439 | 1 024 | 12 | 0 | 0 | 1 517 | |
| 1973 | 205 | 160 | 1 050 | 0 | 55 | 0 | 1 470 | |
| 1975 | 170 | 151 | 149 | 343 | 97 | 43 | 953 | |
| 1982 | 82 | 95 | 432 | 13 | 0 | 0 | 622 | |
| 1997 | 94 | 155 | 672 | 0 | 7 | 0 | 928 | |
| 2001 | 43 | 189 | 142 | 0 | 29 | 0 | 403 | |
| Altri paesi | 199 | 1 173 | 319 | 25 | 0 | 0 | 1 716 | |
| Totale | 1 128 | 3 842 | 8 573 | 541 | 221 | 43 | 14 348 | |
Il 10 novembre 2007, un'offerta di olio di colza con lo sconto del 20% ha scatenato una rissa con tre morti e 30 feriti in un negozio Carrefour di Chongqing, in Cina. Le vittime sono state calpestate da una folla gigantesca che premeva per acquistare una bottiglia da 5 litri di olio. L'offerta è inserita nell'ambito dei festeggiamenti per il decimo anniversario della sua prima apertura nel paese ma si è andati oltre tutte le previsioni di successo: centinaia di cinesi si sono messi in fila dalle 4:00 del mattino per accaparrarsi uno sconto su un prodotto che dall'inizio dell'anno ha subito rincari del 30%.
Dal 2023, con la crescita dell'attenzione pubblica sulla situazione israelo-palestinese a seguito dell'attacco del 7 ottobre, il Gruppo Carrefour ha subìto critiche e boicottaggi per i suoi accordi di franchising con la società israeliana Electra Consumer Products.