Casermette

Casermette è una parte del quartiere Mirafiori Nord a Torino.

Casermette
Via Veglia, che taglia latitudinalmente (obliquamente) la zona.
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
Provincia  Torino
Città Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 2
QuartiereMirafiori Nord
Altri quartieriCittà Giardino
Codice postale10136

È delimitata:

All’angolo sud-ovest sfiora la frazione Gerbido di Grugliasco.

In passato venivano chiamate “Casermette di Borgo San Paolo”, perché all’epoca l’omonimo quartiere esisteva nelle vicinanze e Mirafiori Nord ancora no (oltre ad essere state edificate sopra ai terreni della Cascina San Paolo riferita anch’essa al borgo sopracitato).

Storia

Le Casermette, costruite qualche anno prima della Seconda Guerra Mondiale a destinazione d’uso militare (nel sito scelto per la nuova Piazza d’Armi), risultano operative a partire dal 1944 per ospitare sia cittadini locali rimasti senza alloggio dopo i bombardamenti di Torino (i quali interessarono oltretutto la presente area), sia coloro che: tornavano da nazioni straniere; erano stati deportati; venivano liberati dal carcere estero.

Con l’esodo giuliano-dalmata, si aggiunge l’accoglienza degli esuli in questione.

La gestione del luogo viene effettuata a collaborazione tra ente comunale di assistenza e Ministero dell’assistenza postbellica. Agevolano la permanenza degli ospitati i seguenti servizi: cucina, infermeria, clinica, scuola materna (a conduzione di Suore missionarie della Consolata), scuola elementare, spacci di alimentari e tabacco, cinema, biblioteca, circolo ricreativo. L’ordine pubblico viene mantenuto per mezzo di polizia, stanziata in quello che è a tutti gli effetti il commissariato di pubblica sicurezza del posto.

Le Casermette viste da Corso Canonico Giuseppe Allamano (altezza Città Giardino).

Fino al 30 gennaio 1946, secondo specifica documentazione dell’ente comunale oggi conservata nell’Archivio Storico della Città di Torino, le persone passate per le Casermette sono state 13970.

Nei primi anni 1950 ha inizio la discesa del numero di profughi, in ragione del loro traslocamento negli alloggi di edilizia residenziale pubblica denominati "Villaggio Santa Caterina" a Lucento. L’eccezione degna di nota si ha con la ricezione di sfollati per l’alluvione del Polesine del novembre 1951.

Nel consiglio comunale del 19 gennaio 1966, il sindaco di Torino democristiano Giuseppe Grosso ordina la bonifica della struttura; a seguire, assegna la parte settentrionale di quest’ultima al Ministero dell’interno, che la assegna a sua volta alla Polizia di Stato, e la parte meridionale ai nuclei famigliari provenienti dalle varie baraccopoli della città, con la priorità a quella di Corso Polonia (Cavoretto), quest’ultima abbattuta alla luce dei lavori per l'Expo 1961. Le famiglie dell’area nord delle Casermette, consistenti in immigrati meridionali italiani particolarmente poveri, si trasferiscono presso vari indirizzi cittadini: Quartieri Militari (nello specifico, padiglioni costruiti in cortile dal Comune), ex Laboratorio Chinino di Stato (nel Borgo Filadelfia), abitazioni Gescal di Mirafiori Sud, case popolari in Via Arquata a Crocetta e altre. Dopo essere state uno dei più considerevoli campi per rifugiati dell’Italia settentrionale, al giorno d’oggi le Casermette si presentano caserme effettive, calate nel contesto residenziale di periferia. A tre la suddivisione:

Note

  1. 1 2 3 4 Quartiere Mirafiori, su atlanteditorino.it. URL consultato l'11 agosto 2026.
  2. ↑ Caserma Cesale, su museotorino.it. URL consultato l'11 agosto 2026.
    «Immagine aerea delle Casermette S. Paolo.»
  3. ↑ Ex Circoscrizione 2, Santa Rita – Mirafiori Nord, su museotorino.it. URL consultato l'11 agosto 2026.
  4. 1 2 3 Ezio Marinoni, Le dimenticate ex casermette di Borgo San Paolo, a Torino, in Civico20News - La rivista on line di Torino, Associazione Culturale Borgo Dora - I residenti di Torino, 31 dicembre 2024. URL consultato l'11 agosto 2026.
  5. 1 2 Casermette di Borgo San Paolo, ex Centro Raccolta Profughi, su museotorino.it. URL consultato l'11 agosto 2026.
  6. ↑ Cascina San Paolo, su museotorino.it. URL consultato l'11 agosto 2026.
  7. ↑ Casermette di Borgo San Paolo, via Veglia, Torino, su intranet.istoreto.it, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti". URL consultato l'11 agosto 2026.
  8. ↑ CITTÀ GIARDINO & CASERMETTE SAN PAOLO, su monginevrocultura.net. URL consultato l'11 agosto 2026.

Bibliografia

Voci correlate