Castello di Ponzone

Castello di Ponzone
Disegno risalente al XVII secolo rappresentate l'abitato di Ponzone all'epoca, con visibili (anche se stilizzati) castello e mura.
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegionePiemonte
CittàPonzone
Informazioni generali
Tipocastello
Stilemedievale
Inizio costruzioneXI secolo
Condizione attualeCompletamente scomparso al di fuori degli scavi archeologici
Informazioni militari
Funzione strategicaControllo della valle Erro e delle vie di collegamento tra la Liguria e la pianura padana
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Il castello di Ponzone fu un castello medievale situato a Ponzone, in provincia di Alessandria. Centro politico e militare dell'omonimo marchesato, controllava i collegamenti tra la costa ligure e l'entroterra piemontese. Oggi, completamente smantellato, ne rimangono solo alcui resti archeologici.

Storia

Alcune testimonianze riconducono le origini dell'abitato all'antico Pontianum, ricordato in un diploma del X secolo e successivamente feudo di un ramo degli Aleramici, questi luoghi vengono inoltre attestati come curtis nella donazione di Ottone I ad Aleramo del 967 comparendo anche nel documento di fondazione dell'abbazia di San Quintino di Spigno del 991.

L'attuale posizione dell'abitato avvenne a seguito del trasferimento dell'insediamento sulla collina che domina la valle Erro che portò alla formazione del nucleo fortificato che divenne il centro del Marchesato di Ponzone, inoltre è nel 1039 che abbiamo la prima attestazione di un castello in questo luogo denominato castellum Pulcionis.

Oltre al castello nel corso dell'XI secolo venne realizzata anche una cinta muraria sulla sommità del colle e tra l'XI e XII secolo il castello, in concomitanza con la crescita del marchesato e delle sue necessità di controllo delle vie di comunicazione tra la Liguria e il Piemonte, subì vari ampliamenti. Durante questa fase all'interno del castello di Ponzone soggiornò anche il trovatore provenzale Rambaldo di Vaqueiras, che ricordò la camminata della residenza marchionale all'interno delle proprie composizioni.

Tra XIII e XIV secolo il potere dei marchesi di Ponzone entrò progressivamente in crisi sotto la pressione dell'aumento di influenza dei comuni vicini, in particolare di Acqui; da questo periodo il marchesato e il castello passarono varie volte di mano: nel 1334 l'intero marchesato passò sotto il controllo della Repubblica di Genova per poi nella seconda metà del XIV secolo il castello passare prima sotto il dominio dei marchesi del Monferrato e successivamente ai Gonzaga.

Tra XV e XVI secolo il complesso, diventato confine meridionale del Monferrato, fu rafforzato con la costruzione di grandi cisterne e con un generalizzato potenziamento delle sue difese; questo sviluppo difensivo continuò anche tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo quando il castello fu trasformato in una piazzaforte militare diventando oggetto di un ulteriore rafforzamento delle fortificazioni e delle guarnigioni. A conferma di questi vari interventi c'è il ritrovamento di un mattone datato 1582 e di varie monete con datazioni comprese tra il 1591 e il 1628.

In questa fase il castello e l'abitato erano circondati da un apparato difensivo di cortine e bastioni, documentato da una pianta seicentesca precedente alla distruzione del complesso, in questo periodo nel cortile venne realizzata una grande fossa per lo spegnimento della calce, mentre sul lato occidentale venne costruito un edificio quadrangolare di servizio adiacente alla parte di cinta muraria più antica.

Nel 1628 Ponzone fu conquistata dagli Spagnoli che decisero nel 1646 di smantellare il castello e le mura del borgo; successivamente Ponzone divenne uno dei possedimenti di Casa Savoia.

Descrizione

Il castello occupava la cosiddetta collina del castello, un rilievo dominante la valle Erro posto a nord dell'attuale posizione del borgo. Il complesso, originariamente protetto da una cinta muraria in arenaria costruita nella prima metà dell'XI secolo, era comprensivo di edifici a indirizzo residenziale, varie strutture produttive e impianti destinati all'approvvigionamento idrico.

Negli scavi archeologici è stata rinvenuta ad esempio una cisterna rettangolare di epoca medievale con una volta a botte che veniva alimentava da un sistema di canalizzazione e decantazione, inoltre la presenza di vari elementi architettonici decorativi - tra cui in particolare una bifora data nel Trecento - attestavano la presenza nella fortificazione di un palazzo signorile.

Al momento delle indagini archeologiche la maggioranza dei resti del castello erano ormai scomparsi, in parte per la distruzione subita e in parte per spogli dovuti al riutilizzo del materiale edile negli edifici civili del borgo.

Indagini archeologiche

Il sito è stato oggetto di campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza Archeologia del Piemonte le quali hanno ricostruito l'evoluzione dell'insediamento dalla fase altomedievale fino al XVII secolo, quando il castello venne distrutto; inoltre di particolare interesse è stata anche la scoperta di un'area cimitare altomedievale si ritiene utilizzata tra l'VIII e il X secolo, preesistente alla fortificazione dell'area.

Note

  1. 1 2 3 Crosetto e Comba, p. 83.
  2. ↑ Seren Rosso, p. 149.
  3. 1 2 Crosetto e Comba, p. 85.
  4. ↑ Crosetto e Comba, p. 88.
  5. 1 2 3 4 Crosetto e Comba, p. 89.
  6. 1 2 3 Seren Rosso, p. 151.
  7. ↑ Crosetto e Comba, p. 92.
  8. 1 2 3 Crosetto e Comba, p. 93.
  9. ↑ Crosetto e Comba, pp. 93-94.
  10. ↑ Crosetto e Comba, p. 95.
  11. ↑ Crosetto e Comba, pp. 89-90.
  12. ↑ Crosetto e Comba, p. 90.
  13. ↑ Crosetto e Comba, pp. 83-95.
  14. ↑ Crosetto e Comba, pp. 85-88.

Bibliografia