| Cattabiano frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°34′38.2″N 10°13′57.5″E |
| Altitudine | 457 m s.l.m. |
| Abitanti | 17 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 43013 |
| Prefisso | 0521 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Cattabiano è una frazione del comune di Langhirano, in provincia di Parma.
La località dista 4,74 km dal capoluogo.
Cattabiano sorge alla quota di 457 m s.l.m., sul versante orientale del monte Ciumè, sulla sinistra della Val Parma.
Il borgo fu fondato in epoca altomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 10 ottobre 999, quando il castrum e la cappella di Santa Giustina di Catabianto furono nominati in un rogito notarile.
Del castello si perse in seguito ogni traccia.
Dopo la sconfitta dei Rossi al termine della guerra iniziata nel 1482, Cattabiano, insieme ai vicini borghi di San Michele Cavana, Faviano, Mulazzano, Quinzano, Riano, Strognano, Vidiana e Casatico, fu posto sotto la giurisdizione di un podestà residente a Langhirano, nominato dai consiglieri del Comune di Parma.
Agli inizi del XIX secolo la località divenne frazione del neocostituito comune (o mairie) di Langhirano.
Nel 1950, in seguito allo sviluppo del paese più a valle nella località denominata Ballone, l'antica chiesa di Cattabiano, rimasta isolata e caduta sempre più nel degrado, fu abbandonata e ricostruita al centro del borgo.

Menzionata per la prima volta nel 999, l'originaria cappella fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; ricostruita in forme barocche nel corso del XVIII secolo, fu abbandonata nel 1950 e sostituita con una nuova eretta in stile neoromanico al centro del borgo. La chiesa novecentesca, sviluppata su un impianto a navata unica, presenta una simmetrica facciata a capanna in pietra, col portale d'ingresso centrale sormontato da un rosone; all'interno la navata, voltata a botte, è scandita da lesene; sul fondo, il presbiterio absidato accoglie la pala raffigurante i Santi Cipriano e Giustina, dipinta nel 1844 da Bernardino Riccardi.
Situata nei pressi del cimitero, la fatiscente chiesa settecentesca, abbandonata nel 1950, conserva parte della muratura esterna in pietra, tra cui la facciata a capanna e l'adiacente campanile, con cella campanaria aperta sulle quattro fronti attraverso ampie monofore a tutto sesto. Originariamente l'edificio accoglieva alcune opere seicentesche di pregio, tra cui un olio del 1631 rappresentante la Sacra Conversazione, una poltrona, un'ancona lignea riccamente scolpita e due bracci portacero.
Edificata in epoca imprecisata, la casa padronale, appartenente alla famiglia Riccardi di cui fece parte anche il magistrato Pellegrino, sorge accanto alla chiesa di Santa Giustina. L'ampio edificio in pietra, affacciato sulla val Parma attraverso un ampio terrazzamento, è caratterizzato dalla presenza, nell'ala sud-est, di una loggia ad arcate ribassate rette da colonne in mattoni e di una meridiana sul lato sud.
Edificata nel XVI secolo, la casa, realizzata in sasso, è caratterizzata dall'asimmetrica facciata a capanna, in cui si apre, decentrato, il portale d'ingresso coronato da un architrave semicircolare; la lastra in pietra è ornata con un bassorilievo datato 1535, raffigurante nel mezzo un fiore a sei petali e, più in alto, il monogramma di Cristo.