Cephalosorus carpesioides

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Cephalosorus carpesioides
Immagine di Cephalosorus carpesioides mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Australasian clade

GenereCephalosorus
A.Gray, 1851
SpecieC. carpesioides
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
GenereCephalosorus
SpecieC. carpesioides
Nomenclatura binomiale
Cephalosorus carpesioides
(Turcz.) P.S.Short, 1983

Cephalosorus carpesioides (Turcz.) P.S.Short, 1983 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Cephalosorus A.Gray, 1851.

Etimologia

Il nome generico (Cephalosorus) deriva dalle parole greche "κεφαλή" (ossia "kephalē" = testa) e "σῶρος" (ossia "sōros" = paniere o mucchio di frutti). L'epiteto specifico (carpesioides) potrebbe significare "simile alla specie Venegasia carpesioides".

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Nicolai Stepanowitsch Turczaninow (1796-1863) e Philip Sydney Short (1955-) nella pubblicazione "Muelleria; an Australian Journal of Botany. Melbourne" (Muelleria 5(2): 183) del 1983. Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Asa Gray (1810-1888) nella pubblicazione "Hooker's Journal of Botany and Kew Garden Miscellany. London" (Hooker's J. Bot. Kew Gard. Misc. 3: 152) del 1851.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce ha un habitus di tipo erbaceo annuale. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie in sono disposte in modo più o meno opposto e sono quasi sempre sessili. La lamina è intera e piatta con forme più o meno ellittiche (da oblanceolate a obovate); i margini sono continui a volte revoluti. La superficie è tomentosa o lanosa su entrambe le superfici.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da 30 - 60 capolini raccolti in formazioni varie. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale di tipo disciforme (con fiori eterogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da 3 - 5 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, glabre o pelose a consistenza cartacea, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta.

Fiori. I fiori (uno per capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono assenti;
  • fiori del disco centrali: sono pochi e sono ermafroditi; la forma è tubulare;

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma variabile obovoidale; la superficie è glabra; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo è formato da scaglie connate in un anello.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Australia occidentale.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto.

Il genere Cephalosorus della specie di questa voce appartiene al gruppo Australasian clade, un gruppo informale monofiletico della sottotribù Gnaphaliinae diviso in quattro sottocladi: Angianthus (specie effimere dell'Australia occidentale), Waitzia (specie perenni dell'Australia orientale), Cassinia (specie con portamento arbustivo) e Euchiton (specie perenni simili a piante lanose e alpine). Il genere di questa voce è posizionato nel subclade "Angianthus" che, da un punto di vista filogenetico, rappresenta il "core" del gruppo (l'ultimo che si è evoluto). In particolare, nel subclade, la Cephalosorus carpesioides occupa una posizione più o meno centrale.

I caratteri distintivi della specie Cephalosorus carpesioides sono:

  • le foglie basali sono disposte in modo opposto;
  • il capolino non è sotteso dalle foglie;
  • il pappo è connato alla base ed è simile ad una tazza di scaglie frastagliate.

Il numero cromosomico di queste piante è: 2n = 24.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Sinonimo per il genere:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 agosto 2023.
  3. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 25 agosto 2023.
  4. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 25 agosto 2023.
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 agosto 2023.
  6. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 agosto 2023.
  7. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  9. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  11. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. XXX.
  12. ↑ (EN) BHL, su biodiversitylibrary.org, p. 182. URL consultato il 25 agosto 2023.
  13. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  14. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  15. ↑ Mandel et al. 2019.
  16. ↑ Zhang et al. 2021.
  17. ↑ Smissen et al. 2020.
  18. ↑ Schmidt et al. 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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