Cercopithecus ascanius

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Cercopiteco nasobianco del Congo
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. ascanius
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus ascanius
(Audebert, 1799)
Sinonimi

Simia ascanius
Cercopithecus petaurista ascanius

Sottospecie
  • C. a. ascanius
  • C. a. atrinasus
  • C. a. katangae
  • C. a. schmidti
  • C. a. whitesidei
Areale
Distribuzione delle sottospecie:

     C. a. ascanius

     C. a. katangae

     C. a. atrinasus

     C. a. schmidti

     C. a. whitesidei

Il cercopiteco nasobianco del Congo (Cercopithecus ascanius (Audebert, 1799)) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nelle foreste tropicali dell'Africa centrale e in alcune regioni dell'Africa orientale, dove occupa principalmente la vegetazione arborea delle foreste umide di pianura e submontane. È una scimmia di dimensioni relativamente piccole, caratterizzata dal mantello bruno-olivastro, dal volto scuro circondato da peli chiari, da una vistosa macchia bianca sul naso e da una lunga coda la cui porzione terminale presenta una colorazione rossiccia. Quest'ultima caratteristica è all'origine del nome comune inglese red-tailed monkey.

Prevalentemente arboricolo e diurno, vive in gruppi sociali generalmente costituiti da un maschio adulto, diverse femmine e la loro prole. La sua alimentazione è soprattutto frugivora, ma comprende anche insetti, foglie, fiori e altre risorse vegetali. Attraverso il consumo dei frutti e la dispersione dei semi svolge un ruolo importante nella rigenerazione delle foreste tropicali africane. La specie è classificata come a minor preoccupazione (Least Concern, LC) nella Lista rossa IUCN, pur essendo soggetta in alcune regioni alla perdita degli habitat forestali, alla caccia e ai conflitti con le attività agricole.

Tassonomia

Il cercopiteco nasobianco del Congo venne descritto scientificamente nel 1799 dal naturalista e illustratore francese Jean-Baptiste Audebert, che gli attribuì il nome Simia ascanius nell'opera Histoire naturelle des singes et des makis. La località tipica non era precisata nella descrizione originale e venne successivamente ristretta da A. B. Machado, nel 1969, all'Angola nord-occidentale, presso il basso corso del fiume Congo. La specie venne successivamente trasferita al genere Cercopithecus, nel quale è attualmente collocata. In passato alcune classificazioni la consideravano strettamente associata al cercopiteco nasobianco minore (Cercopithecus petaurista) e la includevano nel medesimo complesso tassonomico. Le revisioni sistematiche successive hanno confermato la distinzione tra le due specie.

Nell'ambito del genere Cercopithecus, il cercopiteco nasobianco del Congo viene generalmente associato al gruppo di specie di C. cephus, che comprende forme caratterizzate da particolari combinazioni di marcature facciali e altri caratteri morfologici.

Sottospecie

La classificazione tradizionale, adottata da Mammal Species of the World, distingue cinque sottospecie:

  • Cercopithecus ascanius ascanius (Audebert, 1799), sottospecie nominale, diffusa nell'Angola nord-occidentale e nella parte sud-occidentale della Repubblica Democratica del Congo, soprattutto nelle regioni a sud del fiume Kasai.
  • Cercopithecus ascanius atrinasus Machado, 1965, presente principalmente nell'Angola nord-orientale.
  • Cercopithecus ascanius katangae Lönnberg, 1919, diffusa soprattutto nell'Angola settentrionale, nella Repubblica Democratica del Congo meridionale e nello Zambia nord-occidentale.
  • Cercopithecus ascanius schmidti Matschie, 1892, ampiamente distribuita nelle foreste dell'Africa centro-orientale, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo nord-orientale, in Uganda, Ruanda, Burundi, Kenya occidentale e Tanzania occidentale.
  • Cercopithecus ascanius whitesidei Thomas, 1909, presente soprattutto nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo situate a sud e a ovest del sistema fluviale Congo-Lualaba, fino alla regione del Kasai.

Le sottospecie presentano differenze nella colorazione del mantello, nella pigmentazione del volto e nell'estensione delle marcature chiare del naso e delle guance. La delimitazione geografica delle diverse forme è stata influenzata dalla presenza dei grandi corsi d'acqua del bacino del Congo, che possono costituire importanti barriere biogeografiche per i primati arboricoli. La validità delle sottospecie e l'estensione esatta dei rispettivi areali richiedono tuttavia ulteriori verifiche mediante studi morfologici e molecolari.

Descrizione

Il cercopiteco nasobianco del Congo è un primate di taglia medio-piccola, caratterizzato da una corporatura slanciata, arti relativamente lunghi e una coda che supera generalmente la lunghezza della testa e del tronco. La lunghezza della testa e del tronco è mediamente di circa 46 cm nei maschi e 38 cm nelle femmine. Il peso medio degli adulti è di circa 4,1 kg nei maschi e 2,9 kg nelle femmine, sebbene siano documentate variazioni considerevoli tra gli individui e le popolazioni geografiche. È presente un evidente dimorfismo sessuale nelle dimensioni corporee, con maschi generalmente più grandi e robusti delle femmine. La colorazione del mantello è invece relativamente simile nei due sessi. Il dorso presenta generalmente una tonalità bruno-olivastra, talvolta con sfumature grigiastre o rossicce. Gli arti sono più scuri, con una colorazione che può variare dal grigio-bluastro al nerastro. La regione ventrale è generalmente più chiara del dorso. La testa possiede una caratteristica maschera facciale. Il volto è prevalentemente nero, con la cute intorno agli occhi che può assumere una tonalità bluastra. Le guance sono incorniciate da peli biancastri o grigio chiaro, che formano vistose basette. La caratteristica più distintiva è la presenza di una macchia chiara sul naso, generalmente bianca o biancastra, la cui forma e colorazione variano tra le diverse sottospecie. In alcune popolazioni la macchia nasale è particolarmente evidente e contrasta nettamente con la pigmentazione scura del volto.

La coda è lunga, sottile e non prensile. La porzione terminale, soprattutto sulla superficie inferiore, presenta una colorazione rossiccia o castana, più evidente negli adulti e variabile secondo la sottospecie. Gli arti sono adattati alla locomozione arboricola, con mani e piedi provvisti di dita mobili che consentono una presa efficace sui rami. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti. Come gli altri cercopitecini, il cercopiteco nasobianco del Congo possiede tasche guanciali relativamente sviluppate, nelle quali può immagazzinare temporaneamente gli alimenti raccolti.

I neonati presentano un mantello relativamente lanoso e grigiastro, mentre la coda è inizialmente brunastra. La macchia chiara sul naso è visibile già nei piccoli, ma le caratteristiche basette chiare e la colorazione rossiccia della coda si sviluppano progressivamente durante la crescita.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco nasobianco del Congo occupa un vasto areale nell'Africa centrale e centro-orientale, estendendosi dalle regioni forestali della Repubblica Centrafricana e del bacino del Congo fino all'Uganda, al Kenya occidentale e alla Tanzania occidentale. La specie è presente in Repubblica Democratica del Congo, Angola, Zambia, Sud Sudan, Ruanda e Burundi, oltre che nei territori sopra indicati. La distribuzione geografica presenta importanti differenze tra le sottospecie, alcune delle quali occupano ampi settori del bacino del Congo, mentre altre hanno areali più circoscritti.

La vegetazione forestale costituisce l'ambiente principale della specie. Il cercopiteco nasobianco del Congo frequenta soprattutto le foreste tropicali umide, nelle quali utilizza prevalentemente i livelli intermedi della copertura arborea. È presente anche nelle foreste secondarie, nelle foreste ripariali, nelle formazioni paludose e in alcuni ambienti boschivi più aperti. La capacità di utilizzare foreste secondarie consente alla specie di sopravvivere in determinati paesaggi parzialmente modificati dall'uomo, purché sia mantenuta una copertura arborea sufficientemente sviluppata.

Nelle regioni dell'Africa orientale, la specie è particolarmente conosciuta nelle foreste dell'Uganda occidentale, tra cui il parco nazionale di Kibale, il parco nazionale della foresta impenetrabile di Bwindi e il parco nazionale di Semuliki. Nella regione del lago Tanganica è presente anche nel parco nazionale dei monti Mahale, in Tanzania, dove sono state condotte ricerche sulla struttura sociale dei gruppi.

Utilizzo dell'habitat

Il cercopiteco nasobianco del Congo è fortemente associato alla vegetazione arborea e trascorre gran parte del tempo nei livelli intermedi della foresta. La struttura verticale delle foreste tropicali permette alla specie di utilizzare differenti tipi di risorse alimentari, soprattutto frutti, foglie e insetti presenti nelle chiome. La frequenza degli spostamenti al suolo è generalmente limitata, sebbene possa variare in relazione alla struttura della vegetazione e alla disponibilità delle risorse. La specie può frequentare anche foreste secondarie e ambienti forestali soggetti a precedenti attività di disboscamento, nei quali alcune piante pioniere producono frutti utilizzabili dagli animali. La distribuzione locale è influenzata dall'abbondanza delle risorse alimentari, dalla continuità della copertura arborea e dalla presenza di altri primati e predatori.

Biologia

C. a. schmidti nel parco nazionale di Kibale, in Uganda.

Alimentazione

Il cercopiteco nasobianco del Congo è una specie prevalentemente frugivora, la cui dieta comprende soprattutto frutti maturi e immaturi, integrati da insetti, foglie, fiori, germogli, semi e altre parti vegetali. La composizione dell'alimentazione presenta notevoli differenze tra località e periodi dell'anno. Nelle foreste tropicali, la disponibilità dei frutti può variare sensibilmente in funzione della stagionalità delle precipitazioni e dei cicli riproduttivi delle piante. Le ricerche condotte nel parco nazionale di Kibale hanno evidenziato una considerevole variabilità geografica della dieta. In quattro località della foresta, la proporzione dei frutti nelle osservazioni alimentari variava approssimativamente dal 36% al 60%. Le foglie e gli insetti rappresentavano generalmente le principali risorse supplementari. Le differenze osservate possono dipendere dalla composizione floristica dei diversi settori forestali, dalla distribuzione delle piante fruttifere e dalle preferenze alimentari dei gruppi.

Il consumo di insetti costituisce un'importante fonte di proteine e altri nutrienti. Gli animali possono catturare piccoli invertebrati durante la ricerca del cibo tra i rami e il fogliame. Le tasche guanciali permettono di raccogliere rapidamente frutti e altri alimenti, che possono essere consumati successivamente in luoghi relativamente riparati dalla competizione con altri individui. Nelle aree agricole confinanti con gli habitat forestali, la specie può consumare anche prodotti coltivati, provocando occasionalmente conflitti con gli agricoltori.

Dispersione dei semi

Uno degli aspetti maggiormente studiati dell'ecologia del cercopiteco nasobianco del Congo riguarda il suo ruolo nella dispersione dei semi delle piante forestali. Consumando i frutti, gli animali possono ingerire i semi più piccoli oppure separare la polpa dai semi di dimensioni maggiori, che vengono successivamente espulsi dalla bocca. Uno studio pubblicato nel 1999 da Joanna E. Lambert ha confrontato il comportamento alimentare dei cercopitechi nasobianchi del Congo e degli scimpanzé comuni (Pan troglodytes) nel parco nazionale di Kibale, in Uganda. La ricerca ha evidenziato importanti differenze nelle modalità di trattamento dei frutti e di dispersione dei semi. I cercopitechi tendevano a lavorare accuratamente il cibo nella bocca e a espellere i semi singolarmente, generalmente a breve distanza dall'albero produttore. L'84% dei semi espulsi oralmente veniva depositato a meno di 10 m dalla pianta madre.

Gli scimpanzé, invece, ingerivano più frequentemente i semi insieme alla polpa, trasportandoli per distanze maggiori e depositandoli attraverso le feci in aggregazioni relativamente dense. Queste differenze mostrano come specie di primati che frequentano gli stessi ecosistemi possano contribuire in modo diverso alla dispersione dei semi e alla rigenerazione della vegetazione. Una successiva ricerca pubblicata nel 2010, basata su 1047 ore di osservazione di alberi in fruttificazione a Kibale tra luglio 2001 e giugno 2002, ha identificato il cercopiteco nasobianco del Congo come il frugivoro osservato più frequentemente sugli alberi monitorati. Questi risultati confermano il ruolo ecologico della specie come componente importante delle comunità di animali frugivori delle foreste tropicali africane.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco nasobianco del Congo è un primate diurno e prevalentemente arboricolo. Le attività quotidiane comprendono la ricerca e il consumo del cibo, gli spostamenti tra gli alberi, il riposo e le interazioni sociali. La locomozione è principalmente quadrupede e avviene lungo i rami della vegetazione arborea, con frequenti arrampicate e salti tra i diversi supporti. La lunga coda svolge una funzione importante nel mantenimento dell'equilibrio, soprattutto durante gli spostamenti nella vegetazione più sottile. La proporzione del tempo dedicato alle diverse attività dipende dalla disponibilità alimentare, dalle condizioni meteorologiche e dalla struttura dell'habitat. Gli animali possono effettuare spostamenti quotidiani relativamente ampi alla ricerca di alberi fruttiferi, soprattutto quando le risorse alimentari sono distribuite in modo discontinuo. Durante i periodi di riposo i cercopitechi rimangono generalmente sugli alberi, dedicandosi alla pulizia reciproca del mantello e ad altre interazioni sociali. Anche per il riposo notturno utilizzano la vegetazione arborea, che offre una certa protezione dai predatori terrestri.

Organizzazione sociale

Il cercopiteco nasobianco del Congo è una specie gregaria, che vive generalmente in gruppi sociali comprendenti un solo maschio adulto, diverse femmine e individui immaturi. Le dimensioni dei gruppi variano considerevolmente tra le popolazioni e in relazione alle condizioni ambientali. Uno studio classico pubblicato nel 1977 da Thomas T. Struhsaker, condotto nella foresta di Kibale, in Uganda, ha descritto gruppi di circa 35 individui, comprendenti un solo maschio adulto residente. Le femmine tendono generalmente a rimanere nel gruppo natale, formando nuclei sociali composti da individui imparentati. I maschi, invece, abbandonano frequentemente il gruppo di origine durante la maturazione e possono condurre una vita temporaneamente solitaria prima di inserirsi in un gruppo riproduttivo. Le relazioni sociali vengono mantenute mediante tolettatura reciproca, contatto fisico, gioco e vocalizzazioni. La tolettatura contribuisce al mantenimento dei legami tra gli individui e può svolgere un ruolo importante nella regolazione delle tensioni sociali.

Reti sociali e prossimità spaziale

Uno studio pubblicato il 4 agosto 2026 da Tae Seike sulla rivista Primates ha approfondito l'organizzazione sociale di un gruppo di cercopitechi nasobianchi del Congo nel parco nazionale dei monti Mahale, in Tanzania. La ricerca ha analizzato le relazioni di prossimità tra gli individui durante 122 giorni di osservazione, costruendo due reti sociali distinte sulla base della distanza reciproca: una comprendente le associazioni entro 5 m e una limitata alle associazioni entro 1 m. I risultati hanno mostrato differenze significative nella struttura delle relazioni sociali a seconda della distanza considerata.

Nella rete basata sulla prossimità entro 5 m, il maschio adulto residente occupava la posizione più centrale ed era avvicinato dagli altri individui più frequentemente di quanto non fosse lui stesso ad avvicinarli. Nella rete basata sulla prossimità entro 1 m, il maschio occupava invece una posizione relativamente periferica, mentre le femmine risultavano più centrali e stabilivano legami particolarmente forti con alcune compagne. Questi risultati indicano che le associazioni spaziali relativamente ampie possono essere organizzate intorno al maschio residente, mentre i rapporti di stretta vicinanza riflettono soprattutto legami sociali selettivi tra le femmine. Lo studio mostra inoltre come l'interpretazione dell'organizzazione sociale di un gruppo possa cambiare a seconda della scala spaziale utilizzata per definire le relazioni tra gli individui.

Comunicazione

Il cercopiteco nasobianco del Congo possiede un repertorio comunicativo che comprende vocalizzazioni, espressioni facciali, posture corporee e contatti fisici. Tra i segnali visivi figurano i movimenti della testa, le variazioni nella posizione delle sopracciglia e le modificazioni dell'espressione facciale. Le marcature chiare del volto, in particolare la macchia nasale e le basette biancastre, possono rendere più evidenti le espressioni e contribuire al riconoscimento degli individui. Le vocalizzazioni comprendono richiami di contatto, segnali di allarme e suoni emessi durante le interazioni sociali. Alcuni richiami vengono utilizzati per mantenere la coesione del gruppo durante gli spostamenti nella vegetazione fitta, dove la comunicazione visiva può risultare limitata. Gli animali utilizzano inoltre il contatto fisico per rafforzare i rapporti sociali. Sono stati osservati comportamenti di saluto nei quali due individui avvicinano reciprocamente il muso, talvolta seguiti da tolettatura o gioco.

Riproduzione

La riproduzione del cercopiteco nasobianco del Congo è generalmente caratterizzata da un sistema di accoppiamento poliginico, in relazione alla frequente presenza di un solo maschio adulto nei gruppi riproduttivi. Le femmine possono tuttavia accoppiarsi anche con maschi esterni al gruppo, e il comportamento riproduttivo presenta una variabilità maggiore di quella suggerita dalla sola composizione sociale. La riproduzione può verificarsi durante tutto l'anno, sebbene in alcune popolazioni sia stata osservata una maggiore concentrazione delle nascite in determinati periodi. La gestazione dura approssimativamente cinque-sei mesi e si conclude generalmente con la nascita di un solo piccolo. I parti gemellari sono rari.

Alla nascita, il piccolo è strettamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione durante gli spostamenti. Con la crescita, i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a giocare con i coetanei e a consumare alimenti solidi. Le femmine raggiungono generalmente la maturità sessuale intorno ai quattro-cinque anni, mentre i maschi maturano più tardi, approssimativamente verso i sei anni. L'accesso effettivo alla riproduzione nei maschi dipende tuttavia anche dalla posizione sociale e dalla possibilità di stabilirsi come individui residenti in un gruppo.

Infanticidio

L'infanticidio da parte dei maschi è stato documentato nella specie. Nel 1977 Struhsaker descrisse un episodio osservato nella foresta di Kibale, in Uganda, in seguito alla sostituzione del maschio residente di un gruppo riproduttivo. Il nuovo maschio uccise due neonati presenti nel gruppo e ne consumò i corpi. Questo comportamento è stato interpretato nell'ambito delle ipotesi relative alla selezione sessuale, secondo le quali l'uccisione di piccoli non propri può favorire il ritorno delle femmine alla condizione riproduttiva e aumentare le opportunità di accoppiamento del nuovo maschio. La documentazione di questo episodio non implica tuttavia che l'infanticidio sia una conseguenza inevitabile della sostituzione dei maschi o un comportamento frequente in tutte le popolazioni della specie.

Associazioni con altri primati

Il cercopiteco nasobianco del Congo può formare associazioni con altre specie di primati presenti nelle medesime foreste. Tra queste figurano il cercopiteco dal diadema (Cercopithecus mitis), alcuni colobini e diverse specie di cercocebi. Le associazioni interspecifiche possono favorire l'individuazione dei predatori e permettere agli animali di utilizzare segnali d'allarme provenienti da specie differenti. In alcune foreste, i cercopitechi nasobianchi del Congo possono inoltre sfruttare frammenti di frutti lasciati cadere o resi accessibili da altri primati. Le differenze nelle dimensioni corporee, nelle preferenze alimentari e nell'utilizzo dello spazio verticale contribuiscono a ridurre la sovrapposizione ecologica tra alcune specie simpatriche. Le associazioni possono comprendere anche interazioni sociali dirette, tra cui il gioco e occasionalmente la tolettatura.

Ibridazione

Sono stati documentati casi di ibridazione tra il cercopiteco nasobianco del Congo e il cercopiteco dal diadema (Cercopithecus mitis). Alcune osservazioni hanno segnalato individui con caratteristiche intermedie e accoppiamenti tra membri delle due specie, compresi casi nei quali gli ibridi risultavano fertili. Questi fenomeni sono importanti per comprendere le relazioni evolutive tra i cercopitechi e mostrano che l'isolamento riproduttivo tra specie morfologicamente distinte può non essere assoluto. L'ibridazione costituisce inoltre un elemento da considerare nell'interpretazione di alcune variazioni morfologiche e genetiche osservate nelle popolazioni forestali.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco nasobianco del Congo costituisce una preda per diversi carnivori e grandi rapaci delle foreste africane. Tra i principali predatori figurano il leopardo (Panthera pardus), l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus) e lo scimpanzé comune (Pan troglodytes). Gli scimpanzé possono cacciare attivamente piccoli primati arboricoli, compresi i cercopitechi, mentre le aquile coronate rappresentano un pericolo soprattutto per gli individui esposti nella vegetazione arborea. I gruppi possono reagire alla presenza di predatori attraverso richiami d'allarme, fughe verso la vegetazione più fitta e comportamenti collettivi di vigilanza. La capacità di percepire e interpretare i segnali prodotti da altre specie di primati può contribuire a migliorare l'individuazione delle minacce.

Il cercopiteco nasobianco del Congo riveste inoltre un importante ruolo ecologico come consumatore di frutti e dispersore di semi. Le modalità di trattamento dei frutti, la selezione delle specie vegetali consumate e la distribuzione degli spostamenti contribuiscono a influenzare la deposizione dei semi e la rigenerazione della vegetazione forestale.

Rapporti con l'uomo

Il cercopiteco nasobianco del Congo è presente in numerose regioni forestali abitate o utilizzate dalle popolazioni umane. In alcuni territori può frequentare foreste secondarie, margini forestali e piantagioni, soprattutto quando queste offrono risorse alimentari facilmente accessibili. Il consumo di prodotti agricoli può provocare conflitti con gli agricoltori, che in alcune regioni considerano i cercopitechi animali dannosi per le coltivazioni. La specie è inoltre oggetto di caccia per il consumo della carne selvatica, una pratica diffusa in varie regioni dell'Africa centrale. L'intensità della pressione venatoria varia considerevolmente tra località e può risultare particolarmente elevata nelle foreste attraversate da strade e altre infrastrutture che facilitano l'accesso dei cacciatori. La presenza del cercopiteco in aree protette può contribuire anche alle attività di osservazione naturalistica e di turismo faunistico, soprattutto in regioni come l'Uganda occidentale, dove numerose specie di primati convivono negli stessi ecosistemi forestali.

Conservazione

Il cercopiteco nasobianco del Congo è classificato come specie a minor preoccupazione (Least Concern, LC) nella Lista rossa IUCN. La classificazione riflette l'ampia distribuzione geografica della specie, la presenza di popolazioni in numerose aree protette e una certa capacità di utilizzare ambienti forestali secondari. Nonostante ciò, alcune popolazioni locali sono minacciate dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat, dalla caccia e dall'espansione delle attività agricole. La progressiva trasformazione delle foreste tropicali in coltivazioni, piantagioni e insediamenti umani può ridurre la disponibilità delle risorse alimentari e interrompere i collegamenti tra i diversi nuclei di popolazione. L'apertura di strade forestali può inoltre favorire l'intensificazione della caccia, anche in aree precedentemente relativamente isolate.

La dipendenza dalla vegetazione arborea rende la specie sensibile alla perdita della continuità delle chiome, soprattutto quando i frammenti forestali sono separati da ampie superfici prive di alberi. Il cercopiteco nasobianco del Congo è incluso nell'Appendice II della CITES, che regolamenta il commercio internazionale degli esemplari per evitare forme di sfruttamento incompatibili con la sopravvivenza della specie.

Consistenza delle popolazioni

Non è disponibile una stima complessiva sufficientemente precisa della popolazione mondiale della specie. Alcune indagini condotte in aree protette hanno tuttavia fornito dati quantitativi importanti. Secondo un rapporto sulle risorse faunistiche dell'Uganda relativo al 2021, nel parco nazionale di Kibale sono stati stimati 51.256 cercopitechi nasobianchi del Congo nel censimento del 2019. Le stime riportate nello stesso documento per i censimenti precedenti erano di 33.460 individui nel 2001, 37.312 nel 2005 e 17.324 nel 2010.

Le differenze tra i valori devono essere interpretate con cautela, poiché possono riflettere anche variazioni nelle metodologie e nelle condizioni dei censimenti, oltre a eventuali cambiamenti effettivi della popolazione. Questi dati si riferiscono esclusivamente al parco nazionale di Kibale e non possono essere estrapolati all'intero areale della specie.

Misure di protezione

Il cercopiteco nasobianco del Congo è presente in numerosi parchi nazionali e riserve naturali dell'Africa centrale e orientale. Tra le aree importanti per la conservazione figurano il parco nazionale di Kibale, il parco nazionale della foresta impenetrabile di Bwindi e il parco nazionale di Semuliki, in Uganda, e il parco nazionale dei monti Mahale, in Tanzania. La tutela a lungo termine dipende soprattutto dal mantenimento della continuità degli habitat forestali, dalla riduzione della caccia e dall'efficace gestione delle aree protette. Il ruolo della specie nella dispersione dei semi conferisce inoltre alla sua conservazione un'importanza che va oltre la tutela del singolo primate, contribuendo al mantenimento dei processi ecologici delle foreste tropicali.

Note

  1. 1 2 3 (EN) de Jong Y. A., Butynski T. M., Cercopithecus ascanius, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2019, p. e.T4212A17947340, DOI:10.2305/IUCN.UK.2019-3.RLTS.T4212A17947340.en.
  2. 1 2 3 (EN) Cercopithecus ascanius, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. 1 2 (EN) Lambert J. E., Seed handling in chimpanzees (Pan troglodytes) and redtail monkeys (Cercopithecus ascanius): implications for understanding hominoid and cercopithecine fruit-processing strategies and seed dispersal, in American Journal of Physical Anthropology, vol. 109, n. 3, 1999, pp. 365-386, DOI:10.1002/(SICI)1096-8644(199907)109:3<365::AID-AJPA6>3.0.CO;2-Q.
  4. ↑ (EN) Colin Groves, Cercopithecus ascanius, in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Cercopithecus ascanius, su Animal Diversity Web, University of Michigan Museum of Zoology.
  6. ↑ (EN) Variation in the Diets of Cercopithecus Species.
  7. ↑ (EN) Primate seed dispersers as umbrella species: a case study from Kibale National Park, Uganda, with implications for Afrotropical forest conservation, 2010.
  8. 1 2 (EN) Struhsaker T. T., Infanticide and social organization in the redtail monkey (Cercopithecus ascanius schmidti) in the Kibale Forest, Uganda, in Zeitschrift für Tierpsychologie, vol. 45, n. 1, 1977, pp. 75-84, DOI:10.1111/j.1439-0310.1977.tb01009.x.
  9. ↑ (EN) Seike T., Social organization in a one-male group of red-tailed monkeys (Cercopithecus ascanius): insights from two proximity thresholds, in Primates, 2026, DOI:10.1007/s10329-026-01285-w.
  10. ↑ (EN) Appendices I, II and III, su CITES.
  11. ↑ (EN) State of Wildlife Resources in Uganda 2021, 2021.

Bibliografia

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